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recensito venerdì 03 giugno 2011 alle 00:00 da Stefano Ricetti
The Seal Of Madness
 

The Seal Of Madness


Asgard
2011, My Graveyard Productions
Heavy
Voto della redazione

Chiudere gli occhi, abbandonarsi alla musica e giudicarla solo alla fine dell’ascolto, senza leggere preventivamente titoli, note del booklet ma soprattutto la provenienza anagrafica della band che l’ha realizzata. The Seal Of Madness, il debutto dei ferraresi e italianissimi Asgard, merita un siffatto esercizio.  

Attivi dall’aprile del 2004 i Nostri si fanno strada nelle terre paludate dell’underground sgomitando alla grande grazie a un paio di vincenti demo che permettono di far circolare il Loro nome e poter così aprire in diverse occasioni live per nientepopodimeno che Grim Reaper, Flotsam & Jetsam, Praying Mantis, Sabotage e Pino Scotto.

The Seal Of Madness, missato e registrato presso i Domination Studios da Simone Mularoni, non poteva scegliere di aprirsi meglio che con Disciples, brano che spacca quanto deve e dà un’idea precisa di cosa ci si possa aspettare dagli Asgard 2011: velocità, voce assassina e una band compatta che crede fino all’ultima goccia di sudore in quello che fa. Quindi accelerazioni, bridge con il “gancio” giusto e un songwriting da ensemble navigato, nonostante i “soli” sette anni di vita alle spalle. Impossibile non associare i cinque ferraresi agli Agent Steel, per via della voce al vetriolo di Federico "Mace" Mazza che si conferma assoluto mattatore anche nella seconda traccia, I Spit on your Hands, un chiaro tributo agli immensi Crazy Canucks Exciter. Godere di un gruppo italiano che si rifà ai Grave Digger con diligenza fa sempre piacere, nella fattispecie i Nostri emulano i tedeschi con il piede premuto a fondo sull’acceleratore, vedasi alla voce The Seal of Madness, traccia numero tre, dall’ottimo hook annegato nel refrain micidiale.

With Your Shield or On It è più cadenzata e porge la guancia all’HM tradizionale su di un costrutto a la Iron Maiden senza per questo sbragare di un solo centimetro dalla strada maestra. Grande coro per un altro prezioso tassello all’interno dell’album. Sezione ritmica Reno/Rudy incessante – come se fosse una novità in casa Asgard – in Army of Darkness, traccia che richiama l’enfasi eroica della Vergine di Ferro di Londra. Furia cieca in Fury of the Night, ovviamente… e ancora grandissimi riff persistenti a sorreggere un impianto-canzone forgiato nell’acciaio canadese marchiato Ottawa.   

The Age of Steel, classico titolo per un gruppo che si chiama Asgard, non tradisce le attese a suon di legnate di HM classico a metà fra i Queensryche (Mace richiama Tate a più riprese) e Running Wild vecchia maniera.  I cinque metalhead “non mollano il mazzo” nemmeno non la traccia numero otto, Hellbreaker, ennesima prova di velocità e cattiveria esecutiva all’insegna del Metallo veloce.

Chiusura affidata all’immensa Asgard Invasion, canzone corroborata dal basso sufficientemente marcio di Reno e le chitarre chirurgiche del bicilindrico Penoncini Bros. Un superbo inno in stile Overkill che non lascia prigionieri, come ben sa chi ha già visto gli Asgard dal vivo. Il manifesto dei ferraresi, ma non solo. Un canzone che resterà nella storia del Nostro caro Metallo a tre colori.

Ci vuole coraggio per costruire un disco di sostanziale Speed Metal che evita di fare gli occhi dolci a qualche altro genere che probabilmente tira un poco di più in questo momento. Gli Asgard “pestano” – e pestano bene, proprio qui sta il punto - dal primo minuto fino all’ultimo, alla faccia di certa presunta intellighenzia del Metallo che talvolta pretenderebbe un poco di grazia.   

Palma d’oro a Giuliano Mazzardi, autentico mallevadore dell’HM italiano, per aver dato spazio e fiducia a uno dei gruppi più promettenti del panorama duro della penisola.

Horns Up!   

PS: aprire pure gli occhi.

 


Stefano “Steven Rich” Ricetti

 


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Tracklist:  
1. Disciples
2. I Spit On Your Hands
3. The Seal Of Madness
4. With Your Shield Or On It
5. Army Of Darkness
6. Fury Of The Night
7. The Age Of Steel
8. Hellbreaker
9. Asgard Invasion

Line-up:
Federico "Mace" Mazza - vocals
Renato "Reno" Chiccoli - bass
Alberto Penoncini - guitar
Davide Penoncini - guitar
Rudy Mariani - drums





 

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3 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Alex_Lugli (04/06/2011 13:02)
0
Un album molto bello, dalle trame sonore interessanti all'insegna di un Heavy Metal suonato con classe, bravura e passione. Del resto tutti i membri della Band sono strumentisti eccezionali e questo disco è il primo tassello di un'evoluzione artistica in crescendo sicuramente. Un bellissimo album che consiglio agli estimatori di tutto il vero Heavy Metal dai grandi pregi costruttivi sonori. Ringrazio di cuore tutti i membri degli Asgard per la grande musica che ci hanno saputo regalare con questo slendido debutto. Si sentono le influenze di gruppi come Agent Steele soprattutto nel splendido cantanto, ma il gruppo ha saputo comunque andare oltre e comporre un disco personale e dall'appeal melodico/strumentale sicuramente vincente ed unico. Grandissimi e bravissimi, un orgoglio della scena musicale Heavy italiana, che ha saputo regalarci Band importanti e brave come appunto gli Asgard.
Kurz (24/10/2011 11:39)
0
Maxi sorpresona! Possibile che in Italia ci sia tanta cultura? Lode agli Asgard! In "The Seal Of Madness" c'è l'amore per il True Speed Power US Heavy Metal! E sorpresa ancora più grande per il vocalist: voce al vetriolo acuta e squillante, i miei sinceri complimenti. I riferimenti sono indubbiamente Agent Steel, Exciter, Overkill, Helstar, Jag Panzer, Metal Church, Riot... insomma l'avete capito: la crema del US metal anni '80. "I Spit On Your Hands", "The Seal Of Madness", "Asgard Invasion" sono perle di speed metal come non se ne sentiva da tempo. L'headbanging è assicurato.

(24/10/2011)
guidobau (07/11/2011 12:32)
0
Io sono partito al contrario. Li ho visti dal vivo ed ho comprato subito dopo il cd. Non poteva essere altrimenti perchè volevo essere sicuro di non aver avuto un'allucinazione uditiva. Seguo concerti da oltre 30 anni (trenta), non ho MAI visto un gruppo di spalla di questo livello. Avessero il supporto di una major... il cantante ha un potenziale incredibile (à la Kiske, Tate, Cryiis), ma tutto il gruppo è solido, coeso e granitico. Ah, com'è il disco? Come me lo aspettavo. Bello, suonato bene, freschissimo. Ho la sensazione che tra trent'anni lo ascolterò ancora (se non sono schiattato precedentemente) con lo stesso spirito con cui ascolto Kill'EmAll dei Metallica, RockUntilYouDrop dei Raven o altre amenità dei miei tempi. COMPRATE questo disco! Non sentiremo gli Asgard nei centri commerciali (dove ci ammorbano con Ligabue, Vasco e Jovanotti); ma almeno spero che i giovani che ancora vanno appresso ai miti del metal diano giusto credito a questa band.
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