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recensito mercoledì 25 ottobre 2006 alle 00:00 da Alessandro Calvi
Thornography
 

Thornography


Cradle of Filth
2006, Roadrunner
Gothic
Voto della redazione

I Cradle of Filth sono indubbiamente uno dei gruppi più discussi del panorama metal attuale. Tralasciando le solite disquisizioni sul genere da loro suonato, se sia o no black, se sia o no gothic, che sinceramente lasciano il tempo che trovano, non potevano naturalmente mancare le polemiche sul loro essersi o meno venduti. Quando firmarono per la Sony, in molti credettero di rilevare in questo un indizio della loro commercializzazione, ma furono smentiti da un album estremamente complicato come “Damnation and a Day” (che probabilmente decretò, con la sua non-immediatezza, la fine della collaborazione con la major). Di tutt’altro genere invece il successivo “Nymphetamine” che strizzava molto l’occhio alle sonorità rock, molto “easy-listening” e che naturalmente fece storcere il naso a molti per la sua “leggerezza”.

Cosa troveremo quindi in questo “Thornography” ? È lecito aspettarsi qualcosa di ulteriormente nuovo dopo i precedenti capitoli che avevano così tanto variato il sound della band inglese? Probabilmente si, ma in questo caso si rimarrebbe in parte delusi.

La prima traccia, “Under Pregnant Skies She Comes Alive Like Miss Leviathan”, nonostante il titolo chilometrico, è solo una intro strumentale nel classico stile della band, anche se in questo caso scritta sotto appalto. La composizione è infatti opera degli Angtoria, band legata a doppio filo ai Cradle perché vi canta Sarah Jezebel Deva. Molto sinfonica, atmosfera da film horror, abbondante uso di tastiere e di cori femminili. Un buon pezzo che però non aggiunge nulla di nuovo alla carriera dei vampiri inglesi. Esso ci porta verso “Dirge Inferno”, unico brano rilasciato in mp3 alcuni mesi fa come antipasto al disco. Quello che subito si coglie è come il song-writing di questa canzone richiami molto “Damnation and a Day”, pur senza tutte le imponenti orchestrazioni che caratterizzavano quel disco, puntando quindi maggiormente sugli strumenti canonici come chitarre, basso e batteria.
Dopo un inizio abbastanza atipico per i Cradle of Filth, “Tonight in Flames” si instrada verso lidi già noti ai fan del gruppo. Introduce però un “innovativo” coro misto, composto dalla voce femminile e da quella di Dani, quest’ultimo in particolare parte con un tono pulito basso per arrivare al growl verso la fine del duetto e continuare poi da solo. Ttuto ciò contribuisce a creare un sound relativamente nuovo che finora non mi pare si fosse ancora sentito nei brani degli inglesi.
Nulla da segnalare per “Libertina Grimm”, canzone molto “alla Cradle” senza altro da aggiungere ne nel bene, ne nel male.
“The Byronic Man”, presenta l’inedito duetto tra Dani e Ville Valo, cantante degli HIM. Sarebbe probabilmente facile parlare male di questo brano per partito preso a causa della presenza della seconda voce, in realtà questa traccia presenta un ritornello demandato ai due singer piuttosto orecchiabile. Ville Valo poi si fa sentire bene solo nel finale della canzone, in cui si esprime in brevi passaggi solisti su tappeti sonori più lenti e atmosferici rispetto ai ritmi più serrati del resto della song. In definitiva la sua partecipazione al brano non risulta poi fondamentale.
A seguire troviamo “I Am the Thorn”, traccia più lunga del disco, che si segnala solo per il saltuario uso di filtraggi elettronici usati per la voce femminile sui ritornelli e in alcuni punti anche per le chitarre.
Per fortuna i Cradle of Filth qualche indizio che non siano completamente finiti ce lo lasciano con “Lovesick for Mina”, canzone che vive di una doppia natura, da una parte ballad, dall’altro brano feroce e aggressivo. Per carità, neanche questa canzone risulta essere niente di estremamente originale ed incarna in pieno lo stile della band di Dani, ma dal punto di vista della composizione è sicuramente uno dei punti più alti raggiunti da questo cd.
Si preme sull’acceleratore con “The Foetus of a New Day Kicking”, “easy-listening” e batteria a mille sono le parole chiave di questo brano che rispolvera anche il coro misto maschile-femminile già sentito su “Tonight in Flames”.
L’inizio della decima “Rise of the Pentagram” è affidata a un lungo monologo recitato che introduce la terza e ultima delle suite di questo disco dopo “I Am the Thorn” e “Lovesick for Mina”. In questo caso però si tratta di un lunghissimo pezzo quasi esclusivamente strumentale. Se si esclude infatti il pezzo parlato iniziale, ci troviamo di fronte a oltre sette minuti di sola musica. Sette minuti che però scorrono via molto velocemente e senza far assolutamente rimpiangere la mancanza del cantato.
Molto classica anche la penultima “Under Huntress Moon” in cui un certo risalto è dato a Sarah Jezebel Deva, qui libera di esprimersi in modo più canonico rispetto alle sue precedenti collaborazioni con i Cradle of Filth. Interessante l’esperimento polifonico a cui è demandato il finale del brano.
Particolare la chiusura del disco demandata a “Temptation”, cover decisamente “strana” dato che si tratta di una canzone pop degli anni ’80 degli Heaven 17, corredata anche da un buon numero di passaggi con ritmi elettronici quasi da discoteca. Altrettanto particolare il duetto regalato da Dani in compagnia di un voce femminile ora pulita e melodica, quasi eterea, ora molto aggressiva e volutamente quasi sgraziata. Quello che però risulta forse più strano è come questa traccia si riveli infine una delle più interessanti e brillanti del disco. Se dobbiamo rivolgerci a una cover per trovare qualcosa di nuovo e di accattivante in questo disco, forse è sinonimo che c’è qualcosa che non va.

Con questo “Thornography” i Cradle of Filth cercano di riconquistarsi la fetta dei propri fan che erano rimasti delusi dal precedente “Nymphetamine” e lo fanno tornando in parte sui propri passi. Sfornano quindi un album sufficiente, con canzoni elaborate e complesse che vorrebbero ricordare la loro migliore tradizione, ma senza incidere più di tanto. Da loro è lecito aspettarsi ben di più e questo disco, pur trattandosi di un gradito ritorno verso i lidi che li hanno resi celebri mettendo da parte certe soluzioni “goth-rock oriented”, si attesta nella media delle produzioni della band senza lasciare molto per farsi ricordare. Anzi, risultando dopo diversi ascolti piuttosto noioso, salvo alcune rare eccezioni.

Tracklist:
01 Under Pregnant Skies She Comes Alive Like Miss Leviathan
02 Dirge Inferno
03 Tonight in Flames
04 Libertina Grimm
05 The Byronic Man
06 I Am the Thorn
07 Cemetary and Sundown
08 Lovesick for Mina
09 The Foetus of a New Day Kicking
10 Rise of the Pentagram
11 Under Huntress Moon
12 Temptation

Alex “Engash-Krul” Calvi

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73 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2 3 4
deathangel (25/10/2006 00:49)
0
a me è piaciuto molto e nn lo trovo affatto noioso, xkè da quando l'ho comprato ho perso il conto delle volte ke l'ho ascoltato...x fortuna ke i cd nn si consumano ad ascoltarli, xkè altrimenti avrei già dovuto riprenderlo...
BruceIsGod (25/10/2006 00:59)
0
Secondo me è un gran disco. può non piacere solo a chi ha le fette di salame sulle orecchie oppure a chi giudica male i Cradle a prescindere. non fanno più black metal, e allora? fanno uscire comunque dei gran bei dischi. ah caro ninnosabbath, a me sto disco piace e sono metallaro da 16 anni.
^v^ Lestat ^v^ (25/10/2006 01:22)
0
Io ho amato tantissimo Midian è un peccato che non abbiano continuato su quella strada :(
mcdeath (25/10/2006 03:05)
0
Ke merda...a me è piaciuto damnation and a day...potevan almeno continuare così...da un paio di album a questa parte fanno solo canzoni da finocchi...però la cantante ke canta temptation è proprio BBBBOOONNNAAA
SERGIOVINCI (25/10/2006 08:36)
0
D'accordo con votazione e rece.
Nighthunter (25/10/2006 09:25)
0
Mi è piaciuto molto.. divertente e un po ispirato di Nymphetamine a mio parere.. guadagna punti se si leggono i testi, sembra scorrere meglio :) consiglio di ascoltarlo senza il solito e banale pregiudizio..
my_ghost_in_the_fog (25/10/2006 09:56)
0
sono cresciuto con i cradle e capolavori come i primi 4 (cinque?????) album non torneranno mai. quelli erano inarrivabili e l'anima di Dani è tutta lì dentro.
Da Midian in poi quello che possiamo trovare nei dischi dei cradle è "solo" grande passione, gusto per l'estremo e per il goth, voglia di cambiare, intelligenza, sensibilità e tanto altro. E guardate che anche i darkthrone sono sensibili... so che fa ridere dire una cosa del genere ma se ci si pensa bene una canzone come Transilavnian hungher non la scrivi se non sei nel profondo una persona sensibile. E così per i Cradle. hanno sempre quel tatto per arrivare a toccare l'anima (almeno la mia)...

A me è piaciuto molto sto dicsco e non c'è bisogno di una mente così aperta per apprezzarlo. Basta buon gusto e un pò di perversa raffinatezza...
(P.S. ascolto metal 24 ore su 24 e soprattutto estremo... da tanti anni)
HHeretiKK (25/10/2006 11:11)
0
dischetto presocon le manine di gomma per non rimanerne scottati dalla proprio spocchiatezza...oramaio si da una sterzata netta alla machina oppure si sta andando diritti verso una sequioa centenaria per non farne più ritorno.... salvateli dall'oblio...

my ghost in fog... ci si crede e ti si rispetta che ascolti estremo e ti piaccia però non venirmi a dire che con un nick così non sei un pò di parte....leggermente.. .-P


HHeretiKK (25/10/2006 11:12)
0
ops..il voto...


Francis (25/10/2006 11:42)
0
A me sinceramente sto disco è piaciuto!certo non sono più i Cradle di Midian,ma a parte che rispetto all'ultimo album hanno riacquistato quell'alone gotico di sempre,mi han colpito molto i riff di scuola Thrash (che si vuol fare,i riff thrash hanno sempre e cmq il loro effetto incalzante) con il grande "tupa tupa" di Adrian Erlandsonn.
Cmq sia,ogni tanto ci sono delle spruzzattine black ben amalgamate nello stile dei vecchi Cradle. Certo secondo me alcuni pezzi dovevano durare un pò di meno mentre the Byronic Man e Lovesick for Mina mi annoiano. Un plauso per la strumentale the rise of pentagram!
necrophiliac (25/10/2006 11:59)
0
Sono rimasto per l'ennesima volta deluso... Nymphetamine era una cazzata, questo un po meglio ma in ogni caso non all'altezza dei vecchi dischi...
my_ghost_in_the_fog (25/10/2006 12:05)
0
HHeretiKK: certo che sono di parte! :-D
ma ascolto anche Ulver, Darkthrone, Inchuivatu, Satyricon (vecchi), Arcturus, Amon Amarth, Cannibal Corpse, Borknagar, Setherial, e tantissimi altri....
però sto album mi è piaciuto molto. Lo trovo molto intenso...
e molto METAL! chi ti scrive una canzone come rise of the pentagram???????

- se lo sapete ditemelo!!! ;) -
Vempire (25/10/2006 13:55)
0
Assolutamente d'accordo con My_Ghost_In_The_Fog.
Ho seguito i Cradle sin dall'inizio e, benchè sia chiaro che i tempi dei loro primi dischi non tornereanno pìù, reputo quel che è seguito un lavoro tutt'altro che disprezzabile. Anzi.
Thornography mi sta piacendo parecchio, di sicuro più di Nymphetamine ed un pelo meno di Damnation (ma a quest'album sono legato per altri motivi).
Album particolare (in relazione a ciò che per antonomasia sono i Cradle Of Filth) ma piuttosto valido.
mørke (25/10/2006 14:48)
0
solito successone nella fascia 12-15
Gutmann (25/10/2006 15:14)
0
Premetto che sono un amante dei COF e che li seguo da parecchi anni.
Non capisco come si possa parlare benche´in minima parte bene di questo album.Ascoltando dirge inferno si capisce subito come sara´il resto del disco:uno schifo totale!Nymphetamine nn era certo un capolavoro ma presentava almeno alcuni pezzi cattivi e veloci come Gilded cunt o addirittura stupendi come Swansong and a raven...ma Thornography e´davvero imbarazzante...e nn si puo´dire paragonabile a Damnation and a day, in cui almeno Dani tirava fuori la voce...
Adrian nn ha piu voglia di picchiare a 1000 la batteria,riuscendo a tirar fuori un quattro quarti imbarazzante/Paul e´quasi inesistente con quei riff ridicoli quasi allegri alla Bonjovi/il demerito fondamentale e´comunque sulle spalle di Dani:se la voce non esiste piu, allora che i COF abbiano il buonsenso di togliersi dala scena con onore prima di farsi odiare da tutti i loro fans.
+Dane+ (25/10/2006 17:23)
0
superiore a nymphetamine di sicuro. bell'album, mi è piaciuto, anche se al primo ascolto non mi aveva affatto preso.
Sacmademonia (25/10/2006 17:25)
0
Non concordo molto con la recensione, in quanto io trovo che questo Thornography sia sulla linea di Nymphetamine, più trasheggiante e gotico magari, ma sempre easy-listening. Thornography è un album con alcuni pezzi davvero validi (un po' commercialotti, ma non mi dispiacciono per niente), ed altri pezzi da buttare. Il nuovo corso dei Cradle sembra essere questo, prendere o lasciare. Salvo sicuramente Dirge Inferno, Tonight in Flames, I am the thorn, Cemetery & Sundown, Lovesick for Mina e Under Huntress Moon, veramente belle e godibili.
Lontano dai fasti passati, ma rimane nel complesso un buon album, che può far contenti vecchi e nuovi fans.
+Dane+ (25/10/2006 17:32)
0
comunque non posso fare a meno di notare che c'è svariata gente che spera ancora ad un ritorno alle origini..APRITE GLI OCCHI, i tempi sono cambiati e la musica è cambiata. Bisogna ascoltare il disco in base a come suonano adesso e non a come suonavano una volta, posso capire i nostalgici dei tempi che furono, perchè sono uno di quelli, ma ormai la strada che molti gruppi storici hanno preso oggi non sembra concedere spazio per un ritorno al passato.
Gandalf The Young (25/10/2006 18:37)
0
Cavolo dopo tanto sono daccordo coin Sacmademonia, x me è la continuazionr di Nymphetamine, l'ennesimo cambio line-up ha apportato delle leggere modifiche, infatti si sono fatti thrash (goth) oriented, tralasciando le pesanti influenze Maideniane (e no rock) che erano presenti sul precedente album.

Ma x me qui manca il pezzo da 90 come nymphetamne overdose era per il precedessore, ma rispetto a quell'album, questo lo trovo ispirato anche perchè, punta su meno pezzi, per cui meno dispersivo

Concordo che la cover è il pezzo ispirato del lotto...e fa pensare ciò


P.S. la cantantè su Temptation è Dirty Harry cantante southern punk hard rock
endofeverything (25/10/2006 19:19)
0
Devo dire di essere rimasto veramente colpito stavolta: questo lavoro è veramente ottimo, variegato e trascinante. Non riesco a toglierlo dal mio lettore cd. Sicuramente migliore di Nymphetamine e molto più immediato di Damnation and a Day, forse anche perchè più "easy listening". Che Dani non abbia più la voce di una volta nessuno lo mette in discussione, ma almeno ha limitato l'uso dell'elettronica per non farlo notare... Una pecca può essere la quasi totale scomparsa di Sarah, che comunque torna in gran stile in "Under Huntress Moon" (tra l'altro non so voi, mi ricorda molto "Funeral in Carpathia").
In complesso, secondo me, è un gioiellino: credo che di meglio non ci potessimo aspettare.
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