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recensito mercoledì 01 dicembre 2004 alle 00:00 da Matteo Lavazza
Thunder of War
 

Thunder of War


Gunfire
2004, Battle Cry
Heavy
Voto della redazione

Sono passati ben 19 anni da quando, nel lontano 1985, i Gunfire facevano il loro esordio discografico con un mini lp destinato a lasciare un impronta indelebile nella storia del metal italiano. Purtroppo le nuove generazioni di kids hanno dimenticato quel glorioso passato, in cui il successo di italiche bands come Rhapsody o Labyrinth era un qualcosa che non ci si azzardava nemmeno a sognare, e sono in molti a non conoscere ed a non ricordare il nome dei Gunfire, fortunatamente arriva questo “Thunder of War” a rinfrescare la memoria a qualcuno.
L’iniziale “The King’s Amulet” mette subito in chiaro le cose, su questo disco non ci sarà spazio per niente che non sia assolutamente ed inconfutabilmente Heavy Metal, di quello con la H e la M maiuscole, quello fatto di chitarre roventi, melodie avvincenti e mai pacchiane, ma soprattutto di sudore e passione, una passione che la band riesce a trasmettere in maniera impeccabile all’ascoltatore.
È davvero incredibile come, nonostante gli anni passati non siano pochi, il gruppo riesca a mettere in mostra un tale entusiasmo, messo in bella mostra da brani come “Deceiver”, puro concentrato di metallo allo stato puro, che riesce a combinare grandi melodie ad una potenza invidiabile, la mitica “Gunfire”, un vero e proprio manifesto di quella che è, da sempre, l’attitudine della band, cioè coerenza e un incredibile “musicalità” degli arrangiamenti, la title track “Thunder of War”, una canzone che non sfigurerebbe tra i classici di un gruppo come i Saxon, a cui va però aggiunta la personalità prorompente del gruppo, “I Shall Return”, magnifica Power ballad, forse non originale, ma dotata di una carica emotiva che fa passare tutto in secondo piano, grazie soprattutto alla prestazione di Roberto “Drake”Borrelli alla voce, che dona al pezzo un pathos eccezionale, “Sailing Through the Gates of the World”, ennesima prova di come l’Heavy Metal, quello classico e puro, non ha bisogno di chissà quali innovazioni, basta avere le idee giuste, e soprattutto credere in quello che si fa, “Livin’ in Sin”, il brano dal sapore più Rock ‘n Roll del disco, senza però mai dimenticare la potenza, con un inaspettato quanto azzeccato Hammond che fa la sua comparsa a metà canzone,  “Heaven on Mars”, up tempo da headbanging furibondo, con sempre un occhio di riguardo alla melodia, a formare un brano davvero esaltante, e dalla conclusiva “Twilight of the Gods”, pezzo dalla carica epico/evocativa davvero spettacolare.
La vera sorpresa arriva però con le bonus track, che altro non sono che la riedizione del mitico mini lp, un viaggio nel passato, anche a livello di suoni, che servirà a chi, come me, ha dei ricordi legati a quel periodo, e che servirà a far capire a chi ai tempi non c’era, anche per motivi anagrafici, cos’era il Metal 20 anni fa in Italia, cioè un qualcosa forse meno professionale di adesso, ma anche un qualcosa vissuto con una passione che oggi stento a ritrovare. “Hard Steel”, le versioni originali di “Thunder of War” e “Gunfire”, e “Wings of Death” sono quanto di più vicino al concetto stesso di Heavy Metal sia possibile ascoltare.
L’unico mezzo passo falso, s così si può definire, è a mio parere “the Fight for the Truth, il cui riff portante è, sempre a mio parere, forse troppo melodico, e toglie un po’ di carica al pezzo, che rimane comunque più che buono.
I suoni mi sono piaciuti parecchio, caldi e ricchi di feeling, riescono a dare la giusta carica a tutti i pezzi.
Tecnicamente la band è di altissimo livello, tutti i musicisti, cioè lo storico Fabio “Lord Blackcat” Allegretto e Luca calò alle chitarre, Maurizio “Lyon” Leone al basso e Marco “Mark” Bianchella alla batteria, mettono la loro indiscutibile perizia al servizio delle canzoni, senza cercare assoli fini a se stessi. Una nota a parte la merita il già citato “Roberto “Drake” Borrelli, in possesso di una voce talmente calda e ricca di pathos che riuscirebbe a donare un alone di “Heavy Metal” anche alle sigle dei cartoni animati, davvero bravissimo!
La cosa che più mi ha colpito di questo disco è però l’atmosfera, che è la stessa che sentivo quando ascoltavo certi dischi tanti anni fa, un emozione che non provavo davvero da tanto tempo, e che mi ha fatto rimpiangere, come un vecchio nostalgico, i bei tempi andati, fermo restando che il disco non suona assolutamente datato, ma al contrario assolutamente al passo coi tempi.
L’Heavy Metal, quello puro, non morirà mai, perlomeno non potrà morire finchè in circolazione ci saranno gruppi come i Gunfire. Una sola parola per definire “Thunder of War”: TRUEMETAL!
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16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
theomen74 (01/12/2004 21:13)
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un must assoluto!!!!! lo devo comprare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Doom_Sword (01/12/2004 21:26)
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Bello!! Lo voglio!!
Enzo (01/12/2004 23:18)
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La copertina è assolutamente fantastica e meriterebbe da sola l'acquisto del disco che cmq provvederò al più presto a comprare.
black75 (02/12/2004 07:04)
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Così allora mi viene voglia di comprarlo..... sigh sigh, vediamo se lo trovo da qualke parte....
MOONCHILD (02/12/2004 11:30)
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GRANDIOSI GUNFIRE!!!la voce di Borrelli è qualcosa di unico e non ha niente da invidiare a gruppi storici della nwobhm.straconsiglio questo cd a tutti i fedelissimi del metal piu tradizionale e non solo.adesso aspetto un bel concerto qui in Ancona magari insieme a un altro gruppo storico come i Kurnalcool
sepoltoVivo (02/12/2004 16:03)
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due volte li ho visti sul palco..e sabato scorso erano fenomenali...ke cavolata a non comprare li il disco...cmq eccezzoinali dal vivo!!!!!!!!!!!!!!
MOONCHILD (03/12/2004 00:47)
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il 15 gennaio dovrebbero suonare al Mamamia di Senigallia(AN) insieme agli Infernal Poetry e Aydra...da non perdere
dragonix (03/12/2004 13:13)
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x me meritano la sufficienza ormai questo metal cosi gettato alla rinfusa x me e solo 1 offesa al metal puro dei maiden o dei sabbath
ANGeL_FRoM_HeLL (03/12/2004 17:17)
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Dragonix oltre agli Iron ecc esistono anke le band di casa nostra..dobbiamo supportarle in qualke modo o no? poi nn ci lamentiamo ke il metal in italia si sta estinguendo eh..
elena0308 (03/12/2004 23:09)
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grandi gunfire =)
ANGeL_FRoM_HeLL (05/12/2004 18:03)
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mi sn procurata il cd :P ..merita veramente..grandi gunfire bravissimi! :)
CirithUngol (07/12/2004 13:33)
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LeatherKnight (23/01/2005 16:03)
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HAIL THE KNIGHTS OF THE FIRECULT!!! Disco stupendo, il degno incoronamento degli sforzi e della passione di ragazzi che il metallo non l'hanno mai dimenticato e sono riusciti ad andare avanti negli anni! Complimentoni a tutti!

Uncompromising Heavy Metal: 100% TRUE METAL!!
weareblind (07/01/2008 17:34)
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Mi pare l'ennesimo tentativo di spacciare il metal italiano per qualcosa di eccelso purché tricolore. Tecnicamente nulla da dire, concordo anche con il fatto che, senza innovare nulla, i nostri in ogni caso tirano fuori una ottima prestazione. Il cantato per me è il punto debole; come la liscivia, manca del tutto di quell'aggressività, rochezza, graffio che meriterebbero tanti passaggi, rendendoli dissonanti e a volte sdolcinati, spesso fastidiosi. Bravi davvero ma il voto del recensore è il voto del cuore e non della testa. Va bene così. 7/1/2008
rockforever67 (09/03/2010 20:39)
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Concordo con la maggior parte dei giudizi, ottimo disco, li ho visti dal vivo tanti anni fa e sono bravi.
MF_Metal (03/12/2011 19:58)
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Mah... carino, niente di piu'. Title track e King's Amulet molto belle comunque.
16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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