Chi se l’ aspettava?
Questo disco targato 1992, rappresenta una gemma di inestimabile valore che vide la luce in anni dove il rock melodico in generale attraversava un periodo di crisi (anche creativa…) con il Grunge che spadroneggiava nelle chart di tutto il mondo, incontrando i gusti dei teenager improvvisamente trovatisi a voltare le spalle alle sonorità che negli anni ’80 dettarono legge.
Dopo un primo ottimo album intitolato “Last of the Runaways” uscito nel 1989 i Giant, band dedita ad un hard rock melodico con venature AOR, replicarono tre anni più tardi con il loro capolavoro confermando i propositi del brillante esordio, ma apportando anche una notevole maturità e solidità a livello di songwriting. E' quasi superfluo ricordare che ci troviamo di fronte a dei signori musicisti, in grado di sfoderare un’ottima tecnica senza tralasciare la fondamentale componente “melodica”.
Se di AOR non si può parlare, in quanto l’ approccio fa riferimento a una certa tradizione americana impostata su chitarre granitiche e con le tastiere appena in secondo piano (ma che, è bene sottolinearlo, rivestono una componente importante nel completamento del sound del gruppo), a posteriori possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte a uno “standard”, un “marchio di fabbrica” a livello di sound, da cui una miriade di gruppi, a partire dalla seconda metà degli anni novanta, quando cioè il genere ha ripreso un po’ quota, hanno attinto.
Il quartetto capitanato dai fratteli Dan e David Huff (rispettivamente voce/chitarra e percussioni), si avvale del bassista Mike Brignardello e del bravissimo tastierista Alan Pasqua. In sede compositiva poi, un certo Van Stephenson è coautore nel full length di pezzi da novanta come l’opener briosa e rocciosa (ma allo stesso tempo cadenzata e keys-oriented!) “Thunder Lightning”, della magica e vincente “Stay” (riproposta anni dopo in versione acustica nel convincente “Live and Acoustic” del 2003), per finire alla struggente ballad “Lost in Paradise”, cui è impossibile non attribuire lo status di capolavori.
Finito? Nossignori. Andatevi ad ascoltare la ritmata e “sudista” “Chained”, oppure l’hard rock chitarristico della titletrack (dal sapore vagamente vanhaleniano…).
Oppure che dire delle melodiche, più su territori prettamente AOR, "I’ll Be There (When It’s Over)", "Witout you” e “Save Me Tonight”? Quest'ultima, che raggiunge l‘apice nel chorus, dove la superba e calda voce di Dan si lascia avvolgere da dalle backing vocal da brivido, va citata anche perché è una delle song in cu la tecnica e la padronanza strumentale del gruppo risaltano maggiormente.
Lascio il resto alla vostra voglia di riscoprire un album che rappresenta ormai un classico. Uno dei migliori album hard-rock/AOR degli ultimi vent’anni e forse il mio preferito del genere.
Ora aspettiamo con ansia il quarto capitolo in studio della saga. Chissà...
Line-up:
Dann Huff - Lead vocals, lead guitars, backing vocals, additional keyboards
Alan Pasqua - Keyboards, backing Vocals
Mike Brignardello - Bass, backing vocals
David Huff - Drums, percusion, backing vocals
Discografia:
Last of the Runaways (1989)
It Takes Two plus Giant Live! (1990)
Time to Burn (1992)
III (2001)
Live and Acoustic (2002)
Ryche74
Commenti dei lettori (20)
Certo, pezzi come "Stay" o "Lost in paradise" o (un gradino più sotto) "Chained" valgono da soli l'acquisto.
Grandissima la performance di Huff, una voce come la sua poteva cantare solo i pezzi dei Giant :D !
PS: ma oggi é la giornata della rivincita dei classici dell'AOR? Nella stessa mattinata sono state pubblicate le recensioni di "Keep the faith" dei BJ e di questo "Time to burn"...
GRANDE!
Ma questo contiene, secondo il sottoscritto, la ballad più bella e intensa della storia AOR e non solo:
NOW UNTIL FOREVER
I Giant arrivavano in un periodo in cui l'aor era in deciso declino, ma riuscivano, da soli, a risollevare la categoria.
E non paragoniamo i Giant ai Bon Jovi. Anche se sono grande amante dei secondi, i Giant con due album (3 se consideriamo l'album uscito dopo 10 anni), sono riusciti a farmi dimenticare qualsiasi ballads dei Jovi!
Hanno scritto nella seppur breve carriera pagine importanti della storia dell'Hard Rock.
Quello intelligente, a volte spenzierato ma mai BANALE!!
Se vedi il curriculum di ogni singolo membro del gruppo ti accorgerai che ci vorrebbe una rubrica intera di TRUEMETAL solo per elencare gli artisti con i quali hanno collaborato.
Insieme ai Bad English ed agli House of Lord sono la triade perfetta dell'Hard Rock di fine '80 inizio '90.
Stupefacenti!!
stupendo! davvero un disco che chiunque dovrebbe avere perchè è così bello che non a senso!
Un pezzo di storia, un classico indescrivibile che non muore mai e regge il tempo presentandosi ad ogni appuntamento con lo stereo in perfetta forma, senza il benchè minimo segno degli anni che trascorrono.
Capolavoro assoluto. Chi è amante dell'AOR non ne può prescindere in ALCUN modo.
Fabio "TheDiamondKing333" Vellata
Se non il numero 1!
"chained" la migliore
NULLA DA AGGIUNGERE .
RECENSIONE OTTIMA.
BRAVO!
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