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recensito lunedì 19 gennaio 2009 alle 00:00 da Stefano Ricetti
To Glory We Ride
 

To Glory We Ride


No Remorse No Retreat
2008, Iron Age Records
Heavy
Voto della redazione

Le premesse per fare bene parevano esserci davvero tutte: band inglese, informazioni scarsissime riguardo il gruppo per mantenere il mistero, copertina molto ben fatta, formato digipak curato e titoli guerreschi così altisonanti da far impallidire persino i Manowar.  

L’unica cosa che è dato sapere è che i Nostri sono in cinque, nascono nel 2007, cambiano il nome da No Remorse a No Remorse No Retreat solamente per ragioni legate all’affollamento del primo monicker e To Glory We Ride è il Loro debutto ufficiale. Il resto è nebbia assoluta, un po’ come accadeva nei primissimi anni Ottanta, quando per documentarsi su di un gruppo britannico non di prima fascia bisognava letteralmente rubare qualche rigo o qualche immagine dalle riviste tedesche.

Evidentemente questa mancanza di comunicazione da parte dei No Remorse a No Retreat è ben motivata e fra qualche tempo, presumo, se ne conosceranno anche i motivi.

Musicalmente si parte con Victory Or Valhalla, un concentrato di cliché metallici da paura: chitarre e sezione ritmica in perfetto stile Eighties, voce nella media e cori ripetitivi tra Manowar e Heavy Load, totalmente privi, però, della magia delle due band citate. Immancabile lo scalpitio dei cavalli all’inizio di Invade, poi Epic scolastico fino al termine. To Glory We Ride pare la copia sbiadita di un anthem scritto dagli L.A. Guns, Pride contiene inserti folkloristici stra-abusati - pure quelli - mentre Hail The New Sunrise si salva per via del bell’intreccio fra le voci nel riff portante. Warriors Call più cha a Odino pare ispirarsi ai cori delle multicolori Hair band di Los Angeles del tempo che fu; da Warrior Queen in poi è caduta libera fino al termine, cioè Pride in versione strumentale.
               
To Glory We Ride dei No Remorse No Retreat è la fotocopia delle fotocopie dei gruppi archetipo del Metallo Eroico. Ogni singolo secondo sa di già stato sentito e risentito e i testi sono di una banalità imbarazzante. C’è da chiedersi che senso abbia un’uscita del genere in un mercato già saturo oltre il limite.    


Stefano “Steven Rich” Ricetti


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Tracklist
1. Victory Or Valhalla
2. Invade
3. To Glory We Ride
4. Pride
5. Hail The New Sunrise
6. Warriors Call
7. Warrior Queen 
8. Hammer Of Thor
9. We Are The Werewolves
10. Your Kingdoms Will Fall
11. Pride (instrumental)


 

 


 

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3 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
emanuele (19/01/2009 10:38)
0
ammazza stefano li hai affondati così tanto che sto prendendo in considerazione l'idea di acquistare il disco :)
Th3Ali3n (19/01/2009 14:40)
0
Concordo con Stefano e anzi... abbasso il voto va che questi 47 non se lo meritano manco un po.
oceano_di_notte (19/01/2009 15:47)
0
a me non sembrano poi così male. certo di novità non c'è l'ombra manco a pagarla. però in fondo le canzoni si lasciano ascoltare.
piuttosto mi sembra che la produzione sia un po' fiacca per il genere proposto. cioè non è nè grezza come forse una canzone come "to glory we ride" avrebbe meritato, nè pulita e pompata.in generale suona un po' piatto il dischetto in questione. avrei preferito dei suoni un po' più grezzi e agressivi data la proposta musicale.
i testi, per quel po' che ho capito nella mia formidabile ignoranza della lingua inglese, devono essere abbastanza squallidi come dice il recensore.

in sostanza se avete soldi da buttare(ma proprio tanti) potete comprarlo sto disco, altrimenti resta un ascolto piacevole se vi capita di "inciampare" su qualche brano.

3 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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