Trail By Fire è un live album svoltosi in un ambiente particolare: a Leningrado solo un mese prima del termine della Guerra Fredda e del bipolarismo mondiale.
Yngwie J. Malmsteen dopo quattro album di classe assoluta e il successo di Odyssey decide che il tempo è propizio per pubblicare una testimonianza dal vivo. Credo che le caratteristiche fondamentali di un cd live siano la scaletta, la durata, l’interazione con il pubblico, la produzione e la tecnica dei musicisti. Invece di annoiarvi con un lungo track by track ho appena deciso che Vi descriverò Trail By Fire analizzando i punti sopra citati per arrivare naturalmente, e senza tanti giri di parole, alla conclusione.
La scaletta di TBF è ovviamente di grande livello dal momento che Malmsteen è “costretto”, per il gaudio delle nostre orecchie, a scegliere i brani dello show tra il suo debutto e
Odyssey: come tutti gli appassionati sanno i primi quattro dischi del Guitar Hero svedese sono fuori dall’ordinario e una tracklist normale non può nascere nemmeno volendo. Tra le Hit troviamo canzoni storiche come
Far Beyond The Sun, Black Magic, Trilogy suite Opera 5, Deja Vu e
Liar mentre chiude il lavoro una song di
Jimi Hendrix (
Spanish caste Magic). Il prodotto è caratterizzato da un immenso virtuosismo tecnico ma non mancano brani veloci, lenti e abbonda la melodia e la potenza.
E’ un vero peccato che la durata del disco sia troppo limitata: 11 track non rendono il giusto a quanto scritto da Malmsteen negli eighties e, certamente, canzoni come Viking, Don’t let it End, Rising Force etc […] avrebbero meritato di essere incise su un secondo cd che, ahime, manca.
La presenza del pubblico sovietico è, contrariamente a quanto si possa ritenere (vista il notorio gelo che contraddistingue anche Leningrado nel mese di ottobre inoltrato), passionale e calda; urla di gioia accompagnano costantemente i solos eterni di
Yngwie / Jens (Stratovarius) e la platea canta con passione i cori ariosi dell’impeccabile di Turner. Tutto questo regala un’atmosfera di sana festa rockettara che non viene rovinata da una produzione vera e senza ritocco alcuno. Il sound, sebbene abbia qualche sbavatura, è molto buono e potente e l’ascoltatore è ben proiettato nello show. La prova di Yngwie & Co. è magistrale. La sezione ritmica precisa offre riferimenti costanti e calibrati a tutta la band.
Turner, come accennato precedentemente, non sbaglia un colpo dimostrando il suo stato di grazia fin dall’impegnativa Liar nella quale, a voce fredda, ha il coraggio di prodigarsi in acuti importanti. Ottimo Malmsteen con la sua
Fender, ma questo non fa notizia, al pari del tastierista Jens Johannson.
Mi sembra futile spendere ulteriori parole per un prodotto così valido e avaro di lacune: non ho voglia si perdere diotrie e tempo per cercare, e forse trovare, qualcosa di minuscolo e inutile da dire. Trial By Fire è semplicemente la conferma dal vivo di quanto fatto in studio dal guitar hero svedese nei suoi primi anni di carriera. Il cd in questione è indiscutibilmente un acquisto obbligato da ascoltare per chi ama riff e solos d’autore, ottime melodie: un
Heavy Metal d’impatto, qualità e tecnica.
TRACKLIST:
1. Liar
2. Queen In Love
3. Deja Vu
4. Far beyond The Sun
5. Heaven Tonight
6. Dreaming (Tell Me)
7. You Don’t Remember, I’ll Never Forget
8. Guitar Solo (Trilogy Suite Op. 5/ Spasebo Blues)
9. Crystal Ball
10. Black Star
11. Spanish Castle Magic (LP Version).
Commenti dei lettori (23)
...consigliato anche il video!!! (grande Jens con il cannone in bocca!...)
e grande turner!!!!!!!!!!!!!
Con questo live Yngwe riesce a recuperare alla grande le canzoni "uccise" da Boals su trilogy!
Un gran bel live, anche se decisamente troppo "falso"!
Purtroppo molte persone pensano che suonare scale e arpeggi alla velocità della luce significhi essere bravi musicisti! Non è affatto così! Ricordo la mia grande delusione quando lo vidi a Milano dal vivo suonare la chitarra acustica con il plettro e senza nessuna dinamica musicale! Tra l'altro è ridicolo che abbia intitolato il brano Trilogy aggiungendovi il termine Suite n.9! Ebbene, chiunque ne sappia anche solo un pochino di musica si accorgerà di certo che quel pezzo non è affatto una suite! Non ne ha minimamente la struttura! Malmsteen avrebbe dovuto studiare un po' di più prima di ostentare le sue "sboronissime" velleità intellettuali!
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