
L'opera d'arte, solitamente, nasce per mano del genio, ed è frutto di un atto istintivo, lontano da tutti gli schemi predefiniti nei quali la maggior parte dei compositori rimangono imprigionati anche per tutta la durata della propria carriera. Difatti, il sapere tecnico-musicale non basta quasi mai a forgiare un buon musicista e, anzi, rischia anche di costituire un impaccio per l'autentico genio, il quale si trova legato a determinati precetti che sente di dover scavalcare. Tutto questo per descrivere la figura di Niklas "Kvarforth" Olsson, mente degli Shining, creatura che, come ormai tutti sanno, è in continua evoluzione, quasi come se fosse una sottospecie di laboratorio in cui Olsson ha tutta la libertà di sperimentare a suo piacimento. Un'evoluzione quindi, che continua anche con Klagopsalmer, capitolo numero sei della carriera che, finalmente (c'è da dirlo), esce sul mercato internazionale dopo un'attesa durata quasi nove mesi.
Klagopsalmer segue comunque, in qualche modo, la scia del precedente
Halmstad,
sviluppando però le idee in modo diverso. Un po' come eravamo stati abituati con le
continue evoluzioni da
Angst
in poi. Quella che si nota sin da subito è prima di tutto una maggiore
aggressività delle composizioni, sia a livello ritmico, sia, sopratutto a
livello vocale, con un Kvarforth capace di tirare fuori una prestazione
da applausi.
Già l'iniziale Vilseledda Barnasjälars Hemvist basterebbe, come
semplice biglietto da visita, a far capire qual'è la direzione intrapresa dalla
band svedese: riffing selvaggio delle chitarre a ricreare un muro sonoro
invalicabile, linee vocali rabbiose come non mai, il tutto accompagnato da
atmosfere oscure e depressive che rimangono sempre e comunque le basi sulle
quali si ergono imponenti le composizioni degli Shining. Con l'arrivo
delle successive Plågoande O'Helga Plågoande e Fullständigt
Jävla Död Inuti cominciano a mischiarsi le carte e la creatura
Klagopsalmer fa emergere ancor di più la forma ibrida che la
caratterizza: se la prima parte dei pezzi continua a reggersi su partiture
nuovamente aggressive e dirompenti, arricchite efficacemente da parti solistiche
di stampo tipicamente heavy; la sezione centrale ci mette invece in mostra
quello che è il lato delicato, ancora più oscuro e quasi "progressivo" (e
diciamola tutta: con occhio di riguardo verso il sound degli Opeth) degli
Shining con delicati arpeggi di chitarra a ricreare un tappeto sonoro più
elegante, sul quale si regge un cantato pulito di Kvarforth altamente
espressivo e letteralmente da brividi. Ed è proprio in queste parti che si nota
un certo miglioramento della voce del singer svedese, decisamente più versatile
rispetto al passato. Ohm (Sommar Med Siv) è invece la
dimostrazione di come la band possa prendere un pezzo già esistente (registrato
nel 1994 dai norvegesi Seigmen) e renderlo proprio con una naturalezza
stupefacente. Gli arpeggi di chitarra acustica della sognante strumentale Krossade Drömmar Och Brutna Löften
servono a smorzare un tantino la tensione per poi lasciare spazio,
successivamente, al gran finale con la mastodontica Total Utfrysning:
vera e propria prova di forza per gli apparati uditivi dell'ascoltatore, che si
trovano a fronteggiare più di sedici minuti dove troviamo ad alternarsi, come
sempre, parti più dure e dirette con stacchi lenti, riflessivi e capaci di
ricreare un'atmosfera decadente e drammatica, quasi inquietante e surreale.
A dir poco splendido. Klagopsalmer non è solo l'ennesimo centro messo a segno dalla band capitanata da Kvarforth, ma può essere benissimo considerato come il punto più alto raggiunto fino ad ora dagli Shining, creatura in continua evoluzione e che, come ormai tutti hanno avuto modo di capire, rappresenta al giorno d'oggi un esemplare più unico che raro nel suo genere.
Angelo 'KK' D'Acunto
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Tracklist:
01 Vilseledda Barnasjälars Hemvist
02 Plågoande O'Helga Plågoande
03 Fullständigt Jävla Död Inuti
04 Ohm (Sommar Med Siv) [Seigmen Cover]
05 Krossade Drömmar Och Brutna Löften
06 Total Utfrysning
Line Up:
Niklas "Kvarforth" Olsson: vocals, keyboards
Fredric "Wredhe" Gråby: lead guitars
Peter Huss: rhythm guitars
Rickard Schill: drums
Tom Cato "King Ov Hell" Visnes: session bass
Commenti dei lettori (17)
a me pare si riciclino pure e mi da molto fastidio. il max è l'ultimo pezzo dove la band cita sè stessa per fare la depressa, ma nn volendo esagerare troppo per nn spaventare i newbe che ascoltano i behemoth o qualche band gothic, imbastiscono la SOLITA ritmica di un certo tipo per aprire il pezzo, e poi archi e pianoforte (belli eh...). peccato che il giro di piano pare la rielaborazione spiccia di cose da "hamlstad". il disco io lo ascolto abbastanza facilmelmente, però ho seri dubbi sul prox. e tutto questo da un ptito degli shining...
sicuramente la band nn resta ferma, mette ogni volta un tassello ulteriore ad ogni disco seguendo una direzione ormai chiara da "the eerie...". può piacere o meno, a me inizia un pò a stancare.
trovo più stimolanti i Den Saakaldte in fatto di "ricerca", anche se usano suoni che nn digerisco proprio. cmq è già nel forno il nuovo album. nn c'è nulla da temere. speriamo sia bello.
P.S. La band cita se stessa nell'ultima traccia perchè il tema fa parte di una trilogia iniziata dal secondo disco e che vede come tema l'oppressione. Gli Shining son sempre quelli, però cambiano allo stesso tempo col passare degli album... acquisiscono sempre più abilità e fan sempre più danni
Kvarforth, oltre alla prestazione come al solito incredibilmente folle e malata, osa addirittura con voci pulite davvero azzeccatissime, cosa che non m'aspettavo proprio.
Più aggressivo dei precedenti devo dire che ero partito addirittura un pò prevenuto, ma ho dovuto nettamente ricredermi (per fortuna).
Se proprio devo trovare un qualcosa, ma giusto per trovare il neo, direi che Total Utfrysning è un poco pesantina nel finale, e la prestazione del nuovo batterista, seppur assolutamente buona, non la trovo valida come era successo negli altri due lavori (dove forse, va detto, veniva anche suonata con uno stile un pò diverso vista la musica meno aggressiva).
In ogni caso, altro album da avere obbligatoriamente per i fans, ma anche per gli altri. :D
Le canzoni sono perfette nel loro incedere plumbeo,articolate e trascinanti portano l'ascoltatotre in un mondo surreale fatto di dolore e rabbia: ci si ritrova dove non c'è luce.
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