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recensito giovedì 25 dicembre 2008 alle 00:00 da Angelo D'Acunto
Wake The Sleeper
 

Wake The Sleeper


Uriah Heep
2008, Sanctuary Records
Hard Rock
Voto della redazione

Diciamoci la verità: mancavano solo loro all'appello in questo 2008 pieno di soddisfazioni. Erano ben dieci anni che ormai aspettavamo una nuova pubblicazione degli storici Uriah Heep. Non che in questo lasso di tempo siano mancati i segni di vita, ma dopo una manciata di live album e un DVD per festeggiare i trent'anni dall'uscita del capolavoro The Magician's Birthday (nonché unica occasione recente per rivedere il rimpianto Ken Hensley alle tastiere) senza la pubblicazione di materiale inedito, il sospetto di una crisi creativa era più che giustificato. Ed ecco qui subito arrivare la smentita: a dieci anni (tanti, troppi) di distanza da Sonic Origami, album bello ma non estremamente eccezionale, arriva Wake The Sleeper, full-length che ci rimette di fronte ad una band capace di continuare ancora ad esprimersi su livelli qualitativi elevatissimi.

Lunga è stata l'attesa che ha separato i fan dalla nuova uscita targata Uriah Heep, interminabile, quasi straziante e dovuta sopratutto all'assidua ricerca di una label, trovata poi nella Sanctuary Records. Li avevamo quindi lasciati con il precedente Sonic Origami, album non bruttissimo per carità, ma decisamente un poco troppo lontano dalle classiche coordinate stilistiche che hanno da sempre contraddistinto il sound della band inglese. Con Wake The Sleeper c'è quindi un sostanziale salto indietro nel passato che riecheggia in ogni singola nota del disco: un lavoro dal sound tipicamente anni '70, sebbene la produzione usata sia decisamente curatissima e al passo coi tempi. Altro piccolo cambiamento degno di nota è l'abbandono dello storico drummer Lee "The Bear" Kerslake, sostituito da Russell Gilbrook, che stravolge di poco una line up che era rimasta stabile per quasi vent'anni.
L'inizio è affidato alla furiosa title-track, brano guidato da quei colpi di doppia cassa di Gilbrook estranei sì al trademark della band, ma ugualmente apprezzabili. Traccia dominata in questo caso dall'uso dei cori dal flavour nettamente settantiano, i quali vanno a comporre un refrain semplicissimo, senza tralasciare gli ottimi inserti di tastiera ad opera di un Phil Lanzon in stato di grazia e i riff tanto semplici, quanto efficaci che fuoriescono dalla chitarra dello storico Mick Box. Con l'arrivo delle successive e coinvolgenti Overload e Tears Of The World, sale subito in cattedra un Bernie Shaw in forma smagliate, autore sin da subito di una prova vocale perfetta, grazie sopratutto ad una voce ancora fresca e capace di donare le giuste emozioni. Dopo le sfuriate iniziali, tocca ai mid-tempo di Light Of A Thousand Stars e della stupenda Heaven's Rain far riprendere un po' di fiato all'orecchio di chi ascolta e a mettere in mostra il lato più raffinato dei cinque inglesi. Ottime in questo caso le melodie corali sempre presenti sui ritornelli, sopratutto per quanto riguarda la passionalità sognante della seconda traccia. Se la successiva Book Of Lies rimane fissa sui sentieri immediati dell'hard rock, con What Kind Of God la band attraversa delicatamente le frontiere più progressive della propria identità stilistica, guidata egregiamente dai passaggi del basso di Trevor Bolder. Lasciandosi momentaneamente alle spalle questi momenti più cullanti, il combo inglese torna a pestare duro con l'ipnotica e trascinante Ghost Of The Ocean, per poi lasciare spazio, nuovamente, alle emozioni poetiche di Angels Walk With You. Il gran finale è dedicato al ritorno verso quei lidi più progressive-oriented, i quali fanno capolino nelle ritmiche della frenetica Shadow, per poi lasciare il vero e proprio onore della conclusione allo stupendo refrain della maestosa War Child.

A questo punto resta solo da aggiungere che la lunga attesa è stata premiata come si deve. Con Wake The Sleeper ci troviamo di fronte ad una band che, nonostante i trentotto anni di carriera ed i ben ventuno full-length pubblicati, non ha la minima intenzione di appendere gli strumenti al chiodo e di lasciare spazio alle nuove leve, dimostrando tutto quello che è l'ottimo stato di forma attuale. Semplicemente immortali.

Angelo 'KK' D'Acunto

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Tracklist:

01 Wake The Sleeper
02 Overload
03 Tears Of The World
04 Light Of A Thousand Stars
05 Heaven's Rain
06 Book Of Lies
07 What Kind Of God
08 Ghost Of The Ocean
09 Angels Walk With You
10 Shadow
11 War Child

Line Up:

Bernie Shaw: vocals
Mick Box: guitars
Phil Lanzon: keyboards
Trevor Bolder: bass
Russell Gilbrook: drums

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17 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Tasso70 (25/12/2008 20:42)
0
Complimenti per la recensione KK!Come ti dicevo prima in chat anche secondo me e' un buon album!
AcidRain (25/12/2008 20:49)
0
Per me va dritto sul podio delle migliori uscite 2008.
Grande recensione, disco immenso.
TheSentient (25/12/2008 20:55)
0
Che anno meraviglioso per la scena 'classica'. Non poteva chiudersi in modo migliore :)
the_metal_priest (25/12/2008 22:54)
0
che album ragazzi!! fantastico!
Attila (25/12/2008 23:29)
0
E diciamo pure che forse è il miglior disco degli Heep dai tempi di Firefly...
2008 ottimo davvero.
Vado ad ascoltare Years Of The World...
masucarlo (26/12/2008 11:50)
0
Bello-bello-bello e purtroppo maltrattato in altre recensioni.
tull (26/12/2008 14:18)
0
era da tanto che aspettavo questo album su truemetal...........
filosofiafisica (27/12/2008 17:27)
0
elpitico (29/12/2008 16:52)
0
una delle piu belle uscite del 2008
draka (30/12/2008 11:31)
0
Un'altra band storica torna a ruggire, 2008 anno glorioso!!!!
vegsbornia (30/12/2008 20:19)
0
...i trent'anni dall'uscita di Magician's Birthday...
L'album è buono, ma non ha (qualitativamente) nulla a che vedere con "Sonic Origami"...
mandos (02/01/2009 20:49)
0
Finalmente recuperato!... Un graditissimo ritorno/sorpresa , "What Kind Of God" è una canzone bellissima, ma tutto l'album resta su altissimi livelli... non male, decisamente, non male per questi "vecchietti"
william71 (03/01/2009 19:24)
0
bel disco....
grinder87 (02/04/2009 14:45)
0
Discone! Canzoni molto orecchiabili ma nn banali.
Rhadamanthys (14/04/2009 11:39)
0
Concordo in pieno con il recensore: valido album per una band immortale.
satrox (17/07/2009 18:05)
0
gran bel cd.....ao dopo 30 anni ancora suonano alla grande.positivo l'impatto.consigliato!
robfleming (18/06/2011 17:34)
0
Mi dispiace tanto per l'assenza di Lee Kerslake, si vede che proprio non ce la faceva più, altrimenti ci sarebbe stato sicuramente. Ma chi l'ha sostituito non lo fa rimpiangere affatto.
L'album è sicuramente buono per tutta la sua durata. E Bernie Shaw si dimostra cantante immenso.
17 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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