
Quattro anni ci sono voluti, ma alla fine anche stavolta i Dying Fetus hanno partorito un nuovo album, come sempre attesissimo da parte delle sempre più numerose schiere di fan del brutal tecnico di matrice newyorkese.
La loro particolare formula, pur non dimenticando, anzi, enfatizzando ulteriormente la tendenza allo show tecnico che è propria dei gruppi della Grande Mela, riesce a valorizzare quello che è il groove, arma fondamentale per rendere interessanti brani spesso intricatissimi. John Gallagher, che è praticamente l'unico compositore della band, ha dichiarato spesso di possedere influenze tutt'altro che ortodosse per il brutal (si va dall'hardcore di stampo - manco a dirlo - NY, al rock puro passando per l'hip hop!), e riesce a filtrarle entro i confini di un metal assolutamente brutale, strutturatissimo ma non soffocante: anzi, in qualche modo 'divertente', nei suoi continui stacchi ritmici, nei passaggi da headbanging folle, nelle sweep di chitarra matematicamente perfette.
Al pari dei quasi concittadini Suffocation, i Dying Fetus hanno dato vita con l'ultimo disco, pur senza spostarsi praticamente dalle proprie posizioni, ad uno dei loro migliori album: tutto quello che avevate già sentito in Destroy The Opposition e Stop At Nothing in War Of Attrition ritorna, potenziato, implementato, dopato come un cavallo in una corsa di quart’ordine, e tutto per la gioia di chi adora il mix unico creato dal Feto Morente.
Hardcore sempre presente, grazie anche alla perenne alternanza di voci (quella ultra-growl e quella urlata, costanti di sempre della musica del combo) ed a certe cadenze che devono molto alle influenze succitate. Sempre più tecnici, con una formazione che si spera finalmente stabile, i quattro mettono in riga otto pezzi uno più bello dell’altro, con l’apice in una Unadulterated Hatred che concede qualcosa alla melodia, senza però perdere niente in violenza.
Forse Destroy resta irraggiungibile, così come gli album precedenti sono ormai un altro mondo, e lo lasciamo senza rimpianti: ma il brutalcore tecnico di War Of Attrition è una garanzia di qualità che solo una manciata di altri gruppi sanno fornirvi, e che nemmeno i continui ricambi interni alla band hanno saputo minare. Da avere, bisogna dirlo?
Alberto 'Hellbound' Fittarelli
Tracklist:
1. Homicidal Retribution 05:30
2. Fate of the Condemned 04:42
3. Raping the System 03:41
4. Insidious Repression 04:47
5. Unadulterated Hatred 06:11
6. Ancient Rivalry 03:33
7. Parasites of Catastrophe 04:12
8. Obsolete Deterrence 04:14
Commenti dei lettori (9)
Già "segnato" sotto la voce Buy or Die.
m/
e oadesso tutti a bologna il 9 maggio!!!!!
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