Accesso utenti

Nome utente:
Password:
recensito giovedì 15 marzo 2007 alle 00:00 da Alberto Fittarelli
War Of Attrition
 

War Of Attrition


Dying Fetus
2007, Relapse/Self
Death
Voto della redazione

Quattro anni ci sono voluti, ma alla fine anche stavolta i Dying Fetus hanno partorito un nuovo album, come sempre attesissimo da parte delle sempre più numerose schiere di fan del brutal tecnico di matrice newyorkese.

La loro particolare formula, pur non dimenticando, anzi, enfatizzando ulteriormente la tendenza allo show tecnico che è propria dei gruppi della Grande Mela, riesce a valorizzare quello che è il groove, arma fondamentale per rendere interessanti brani spesso intricatissimi. John Gallagher, che è praticamente l'unico compositore della band, ha dichiarato spesso di possedere influenze tutt'altro che ortodosse per il brutal (si va dall'hardcore di stampo - manco a dirlo - NY, al rock puro passando per l'hip hop!), e riesce a filtrarle entro i confini di un metal assolutamente brutale, strutturatissimo ma non soffocante: anzi, in qualche modo 'divertente', nei suoi continui stacchi ritmici, nei passaggi da headbanging folle, nelle sweep di chitarra matematicamente perfette.

Al pari dei quasi concittadini Suffocation, i Dying Fetus hanno dato vita con l'ultimo disco, pur senza spostarsi praticamente dalle proprie posizioni, ad uno dei loro migliori album: tutto quello che avevate già sentito in Destroy The Opposition e Stop At Nothing in War Of Attrition ritorna, potenziato, implementato, dopato come un cavallo in una corsa di quart’ordine, e tutto per la gioia di chi adora il mix unico creato dal Feto Morente.

Hardcore sempre presente, grazie anche alla perenne alternanza di voci (quella ultra-growl e quella urlata, costanti di sempre della musica del combo) ed a certe cadenze che devono molto alle influenze succitate. Sempre più tecnici, con una formazione che si spera finalmente stabile, i quattro mettono in riga otto pezzi uno più bello dell’altro, con l’apice in una Unadulterated Hatred che concede qualcosa alla melodia, senza però perdere niente in violenza.

Forse Destroy resta irraggiungibile, così come gli album precedenti sono ormai un altro mondo, e lo lasciamo senza rimpianti: ma il brutalcore tecnico di War Of Attrition è una garanzia di qualità che solo una manciata di altri gruppi sanno fornirvi, e che nemmeno i continui ricambi interni alla band hanno saputo minare. Da avere, bisogna dirlo?

Alberto 'Hellbound' Fittarelli


Tracklist:

1. Homicidal Retribution 05:30
2. Fate of the Condemned 04:42
3. Raping the System 03:41
4. Insidious Repression 04:47
5. Unadulterated Hatred 06:11
6. Ancient Rivalry 03:33
7. Parasites of Catastrophe 04:12
8. Obsolete Deterrence 04:14

Aggiungi un tuo commento
9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Stefano Risso (15/03/2007 10:28)
0
85 solo perchè c'è quel capolavoro di Destroy che regna incontrastato. Senza Destroy avrei dato anche di più.
tittadigirolamo (15/03/2007 14:44)
0
Gran recensione.
Già "segnato" sotto la voce Buy or Die.
m/
metalelf0 (15/03/2007 16:41)
0
Lo voglio! :D
Psycroptic_X (15/03/2007 17:08)
0
Un altro grandissimo abum. Un'altra prova della grandezza di questo gruppo.
HHeretiKK (15/03/2007 19:58)
0
sarà che destroy non me lo tolgo dalla collezione se in cambio mi danno la raccolta di mino reitano intera però questo e un perfetto panzer da guerra pronto a colpire ad ogni riff....peccato non ci sia l'intro ocme in stop il famoso BEUUU PEPEPE BEUUUUUUU ma meritevole di concensi e a pieni ritmi...grandi ragazzacci...

e oadesso tutti a bologna il 9 maggio!!!!!
FrankZappa83 (19/03/2007 10:09)
0
Presto, presto, devo correre a comprarlo!
Neverdying (20/03/2007 17:32)
0
album che diverte... al punto da ridere quanto sono belle le cose che piazzano dentro un riff e l'altro. cioè qualcosa di veramente spettacolare!
FABRYCORE (12/06/2007 21:22)
0
un disco veramente pesante..homicidal retribution fa' paura ma il resto e' comunque da paura.secondo me molti gruppi nuovi (che hanno pero' un'esposizione maggiore dei fetus..)prendono spunto da loro x quel genere che viene nominato deathcore e qui parlo di bands come dispised icon o job for a cowboy,giovani ma gia' molto buoni musicalmente e tecnicamente.x me giusto sentirli ma ricordiamoci anche di chi ha spianato loro la strada cioe' dying fetus e suffocation x citare solo 2 nomi.saluti
He_Who_Sleep (16/02/2008 00:03)
0
tengono alto il nome, sopravvivono alla grande, questa è pura tenacia, attitudine alla distruzione... non al livello dei capolavori precedenti, il che può essere comprensibile, ma il lieve calo artistico non giustifica eccezzioni sul definirlo una vera e propria perla...
9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Devi essere collegato scrivere un commento!

Accesso utenti

Nome utente:
Password:
Tutti i loghi e i marchi in questo sito sono proprietà dei legittimi registratari. Gli utenti sono responsabili per ogni commento.
Copyright Truemetal.it 2001-2013 - Ringraziamo chi ci ha copiato
Clicca per i dettagli