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recensito domenica 29 ottobre 2006 alle 00:00 da Federico Mahmoud
Warball
Voto della redazione

27 anni di carriera, 9 studio-album, 14 release ufficiali (compresi EP e live), 12 line-up differenti registrate: questo è il biglietto da visita dei Vicious Rumors nel 2006. Nonostante i numeri consistenti, la band si trascina da anni in un declino artistico inesorabile, apparso ancor più desolante alla luce dei grandi lavori confezionati nel primo decennio di attività; i tempi di Digital Dictator e Welcome to the Ball, autentici paradigmi di US Heavy Metal poderoso e raffinato, sono andati da un pezzo, e con essi la scomparsa di Carl ‘Ace’ Albert, che di quella scuola fu uno dei più memorabili interpreti. Il passato recente del gruppo ha sposato una formula ai più indigesta, inaugurata già dal controverso Word of Mouth (1994) e in buona parte responsabile del calo di popolarità seguito al clamoroso successo del biennio ’90-’92, quando Don’t Wait for Me e Children dettavano legge sulle emittenti musicali. Il goffo tentativo di adeguarsi a un mercato ostile (unica soluzione alternativa allo scioglimento) ha partorito un trittico assolutamente trascurabile, il cui stravolgimento sonoro ammetteva una giustificata diffidenza in prospettiva futura; fortunatamente la graduale riscoperta dei Classici ha rimescolato le carte in tavola, al punto da convincere i californiani a rispolverare la vecchia macchina da guerra: Warball, il disco atteso da quindici anni.

Per l’occasione Geoff Thorpe ha tirato a lucido la propria creatura, riabilitando la grazia pachidermica del duo HoweStarr e sostituendo i restanti due quinti della formazione: partiti O’Connor e Black, ecco l’inossidabile James Rivera (Helstar, Seven Witches tra gli altri) e la stella Brad Gillis, già noto per le sue storiche apparizioni al fianco di Ozzy Osbourne e nei ranghi dei Night Ranger. Scacciata ogni residua pulsione modernista, Warball sposa l’intenzione dichiarata di tornare alle origini dei Vicious Rumors, pur mantenendo i piedi ben piantanti nel presente: il risultato è una decina di brani ringiovaniti da una produzione al passo coi tempi, ma assolutamente tradizionali nell’impostazione e nello spirito con cui sono stati composti. I celebri intarsi melodici delle due chitarre, a sfogare soluzioni ritmiche serrate, tornano prepotentemente in auge, come la predisposizione – indubbiamente peculiare - verso ritornelli studiati per stamparsi subito in testa; l’approccio più classico abbracciato dai nuovi arrivati completa il quadro di un’operazione che è lecito definire nostalgica (titolo e copertina sono esplicativi a riguardo), ma in fondo rispecchia quanto lungamente atteso dallo zoccolo duro dei fan.

Louder the Hellion – Sonic Rebellion: l’opener grida vendetta, spazzando via gli ultimi timori dopo tanti proclami di riconciliazione. La band si dedica a quello che sa fare meglio, definendo in tre minuti scarsi le coordinate stilistiche del nuovo corso: un sound eretto su una massiccia base ritmica, in cui chitarre gemelle forgiano un riffing roccioso ma pregno di infiltrazioni melodiche, come da protocollo; la scelta oculata di affidare le parti vocali a James Rivera – che sarà anche ‘la puttana dell’Heavy Metal’, ma continua a sorprendere per le sue capacità tecniche – assicura affidabilità nell’interpretazione dei brani, rivelandosi in fin dei conti la migliore possibile.
Il desiderio di tornare al primo amore non deve aver limitato le mosse di Geoff Thorpe, che si è dedicato a 360 gradi alla stesura del disco: chitarrista, cantante (su Crossthreaded), co-produttore nonché principale compositore, Thorpe si è sbizzarrito nel tentativo di donare una certa varietà al materiale di Warball, pur nei limiti imposti dal genere prediletto; nascono così episodi quali la title-track o Dying Every Day, in cui il tipico assalto metallico lascia spazio a un incedere maestoso, splendido nella sua vena malinconica. A riportare il platter sui binari dello US Metal più bellicoso ci pensano le varie The Immortal, Wheels of Madness e Ghost Within, brani che dal vivo promettono scintille e si segnalano come punti caldi della tracklist; non fosse per qualche dolente passaggio a vuoto – il ritornello di Mr. Miracle, gli esperimenti canori in Oceans of Rage, la melensa Windows of Memories – Warball sarebbe una sorpresa ancora più bella.

Complice il prezioso contributo di tutti i protagonisti – tra cui va citato anche Thaen Rasmussen, autore di un paio di assoli e volto prescelto per il tour di supporto – Warball è linfa vitale per un nome storico del panorama a stelle e strisce, a lungo latitante dai livelli che più gli si addicono. Dieci canzoni per una retrospettiva fedele sugli anni d’oro dei Vicious Rumors, che sapranno soddisfare i palati dei più esigenti e, allo stesso tempo, conquistare i neofiti dell’ultima ora – per cui il consiglio è quello di reperire i primi quattro LP. Buona la prima… ora è lecito attendersi un bis ancora più appetitoso.

Welcome back Vicious Rumors!

Federico ‘Immanitas’ Mahmoud

Tracklist:
01 Sonic Rebellion
02 Mr. Miracle
03 Dying Every Day
04 Immortal
05 Warball
06 Crossthreaded
07 Wheels of Madness
08 Windows of Memories
09 A Ghost Within
10 Oceans of Rage

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12 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
sanvean (29/10/2006 11:56)
0
Noo... non ci siamo proprio! questo cd è davvero mediocre!
SouldealeR (29/10/2006 11:58)
0
Ma quale 77... questo album spazza via in un colpo solo tutta la schifezza pseudo-metal degli ultimi giorni ( leggi Rhapsody, Hammerfall ... ).

E finalmente un cantante coi controcazzi al microfono.
ALLELUJA.
MasuCarlo (29/10/2006 13:10)
0
Vedo che siamo tutti d'accordo!
Per me è un buon lavoro, ma nulla per cui gridare al capolavoro.
Immanitas (29/10/2006 13:50)
0
Non cominciamo subito con lo sterile toto-voti. Caro Souldealer, il disco è assolutamente positivo e se leggi la recensione il messaggio è chiaro. Tuttavia devo anche trovare una giusta via di mezzo tra la situazione attuale e la produzione classica della band, per cui un voto più alto sarebbe francamente eccessivo (come valuteremmo altrimenti il trittico Digital Dictator - Vicious Rumors - Welcome to the Ball?).

A volte l'impressione è che vi limitiate sempre e solo a leggere il numerino in fondo alla recensione. Il che, lo capite da soli, non è molto gratificante per il lavoro del sottoscritto.

In ogni caso, lo spazio - come già sapete - è dedicato al commento del disco. Per ogni lamentela / chiarimento / suggerimento sapete dove trovarmi (contatti nella sezione 'Staff'). I commenti non attinenti verranno cancellati. Spero di non dovermi ripetere. Grazie.
The_Clansman (30/10/2006 12:57)
0
Solo Mr. Miracle lo mette in quel posto al 90% delle uscite di oggi...figuriamoci poi a gruppi come Rhapsody e company...



CirithUngol (30/10/2006 16:43)
0
Lo devo ascoltare ancora per benino ma non penso che gli assegnerò un voto più che discreto. In generale comunque un ottimo ritorno se si pensa al loro recente passato. Certo però che il ritornello di Mr. Miracle se lo potevano risparmiare, mi irrita.
judasprophet (01/11/2006 16:12)
0
disco della madonna, ogni headbanger dovrebbe farlo suo.
FallFromGrace (01/11/2006 19:45)
0
Questo album 82 se lo merita tutto secondo il mio parere. Ci sono diverse buone tracks (almeno 7), è proprio vero che quando ci si trova di fronte ad un buon album alcuni non se ne accorgono neanche, salvo poi rimpiangere il caro e vecchio buon sano metal dei vecchi tempi..bah...
Ragazzi aggiornate i concerti di novembre perchè pare che il 14/11 siano al Rainbow di Milano...Imma sei grande continua così...:)
draka (04/11/2006 15:05)
0
That's what I call metal....
PAUL HARRIS 73 (17/11/2006 16:50)
0
Davvero un bellissimo disco... dopo il concerto di Tradate Thorpe mi aveva promesso che era probabile un ritorno alla grande dei Vicious ed infatti così è stato! Il cantante non sempre mi fa impazzire, ero abituato troppo bene a Carl Albert, però come album spazza via veramente motli ma molti album quest'anno!
Chicchi (19/11/2006 23:15)
0
Un potenza esecutiva da spavento
Ottimo album; risulta subito eccezionale anche dal primo ascolto
HMauro (20/01/2013 20:15)
0
Grandi Vicious, gli anni passano ma la grinta e`sempre la stessa :) La cosa che mi lascia basito e` che spesso sento dire da Voi "esperti" che i Vicious sono una band sottovalutata, che non hanno raccolto quanto meritavano etc etc ma poi hai fatti date un titepido 77 a quest`ottimo album quando vedo volare a 90 -100 a dellle XXXX pazzesche!! chi Vi capisce e` bravo.
12 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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