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recensito martedì 28 gennaio 2003 alle 00:00 da Francesco Prussi
Whatcha Want
 

Whatcha Want


Michael Monroe
2003
Heavy
Voto della redazione

In concomitanza con l'uscita sul mercato del disco dei rinati Hanoi Rocks, torna il leader della mitica rock-band Scandinava, con un album a proprio nome ovverosia l'ottimo Whatcha Want. Quarto album solista pubblicato e altrettanti quattro anni che Monroe non tornava a farsi vivo con la sua musica. Effettivamente l'ultimo album in studio (Life Get You Dirty), risale ormai al 1999, disco non brillante come la nuova fatica che si conferma, se non ai livelli compositivi di Not Fakin' It del 1989 (sicuramente il miglior album solista del singer), suo degno successore. Disco che riprende quella verve compositiva tipica dello street-rock Ottantiano e continuando un discorso musicale intrapreso ormai circa vent'anni fa, in questo periodo, grazie anche ai ritrovati Hanoi Rocks, sta godendo di una seconda giovinezza. Rock diretto, sanguigno e stradaiolo, dall'immagine sempre molto glam,contraddistingue ancora una volta la proposta del buon Michael: nulla è cambiato, l'attitudine è sempre quella di un tempo nonostante gli anni passino per tutti. Michael Monroe decide di portare avanti il discorso solista in contemporanea anche col suo leggendario gruppo che negli 80's ottenne fama e leggenda. Certo non si può dargli torto, difronte a due nuove e fiammeggianti release come il nuovo Hanoi Rocks e il suo solista, gli estimatori di queste sonorità non possono far altro che inchinare il capo e spalancare i padiglioni auricolari perchè il Re del glam'n'roll Europeo è tornato ed anche alla grande.

Tredici brani diretti ed incisivi per quaranta minuti di musica. Si parte alla grande con la scanzonata Do Anything You Wanna Do, pezzo apripista che con il suo andamento tremendamente rock'n'roll mette subito in chiaro che Michael Monroe ha ancora parecchio da dire. Right Here, Right Now è ancora furioso rock'n'roll sparato a mille in cui fa capolino anche un'armonica. Stranded ha un inizio che mi riporta alla mente London Calling dei Clash, vi compare anche il sax sempre suonato dal buon Michael: pezzo più pop-rock. E' la volta di I Wont Lie Down & Die sempre selvaggio rock con ottimi assoli di chitarra e ritmi un po' punkeggianti e la voce ringhiosa di Michael a completare il tutto. Shattered Smile è più cadenzata e abbastanza rilassata, sembra di sentire anche un pianoforte in sottofondo. What Love Is è ancora un rock'n'roll molto duro in cui Michael 'vomita' con rabbia le proprie vocals rivelandosi particolarmente in forma. Rumour Sets the Woods Alight è un pezzo pop-rock e per conto mio è il brano che meno apprezzo dell'intero cd. Germfree Adolescents è una stralunata ballad in cui compare ancora una volta il sax di Michael. Life's a Bitch & Then You Live è rock'n'roll dai ritmi quasi danzerecci. Telephone Bill Is All Mine è un pezzo lento ma sempre molto rock dove sia il singer che il chitarrista si fanno onore con un'ottima performance. Jimmy Brown è una divertente rock-song con fiati campionati e corettini in pieno rock'n'roll style con un'interpretazione maiuscola di Monroe (è il pezzo che maggiormente preferisco del disco). Identity scorre via abbastanza tranquilla e ci conduce al bellissimo brano di chiusura: una stupenda acoustic-song dal titolo Hey Thats No Way to Say Goodbye dove l'atmosfera acustica del brano mette in risalto la voce del singer regalandoci un'ultima emozione.

Un buon disco il ritorno di Michael Monroe che si rivela sempre molto glam e rock'n'roll, sia nell'attitudine che nell'abbigliamento (la foto in copertina dice tutto), mettendo bene in chiaro di avere ancora molte frecce al suo arco e che il Rock'n'Roll è morto solo per chi non lo vuole ascoltare. Disco che a tratti si rivela particolarmente accattivante, ma in ogni modo non come il ritorno degli Hanoi Rocks che mi ha entusiasmato parecchio. A questo proposito vorrei ricordare come recita il linguacciuto bassista dei Kiss nella canzone di chiusura dell'album Lick It Up: "and on the 8th day God created Rock'n'Roll", non per essere blasfemo ma la frase dice tutto.

Tracklist:

01. Do Anything You Wanna Do
02. Right Here, Right Now
03. Stranded
04. I Won't Lie Down And Die
05. Shattered Smile
06. What Love Is
07. Rumour Sets The Woods Alight
08. Germfree Adolescents
09. Life's A Bitch & Then You Live
10. Telephone Bill Is All Mine
11. Jimmy Brown
12. Identity
13. Hey That's No Way To Say Goodbye

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4 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
SANdMAN (30/01/2003 00:04)
0
YEEEEAAAAAAAHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
this is another self destruction blues!!!!!!!!!
grande Mike "slut" Monroe sempre un grande
ora mi vado a riascoltare taxy driver aspettando di comprare il cd!
LucifersHeritage (30/01/2003 19:23)
0
Tragedy...uhuhuhu

questo disco non l'ho sentito ma grande rispetto x michael e quel relitto di andy mccoy, ho ancora in mente il concerto del trandilvania!!!!!!!!....ma che centra questo disco con truemetal????
thekount (09/02/2003 14:02)
0
Centra centra con truemetal fidati.
Mettila così è anche grazie a loro se L'hard & heavy nn è mai morto.
Purtroppo oggi come oggi i valori del rock'n'roll sono decaduti e ogni cosa buona in campo musicale "specialmente oggi che di cose buone in nn se ne sentono"va recensita,Metal Hard o rock che sia, certo basta che nn mi recensiati Gigi d'Alessio.
Byez MAnuel alias Thekount
JoeyCruel (08/12/2011 21:18)
0
Un altro capolavoro di Michael Monroe! Da comprare!
Anche se nella recensione non è rivelato il grande segreto di quest'album: 8 tracce su 13 sono cover.
Ecco l'elenco:
Do Anything You Wanna Do (Eddie and the Hot Rods cover)
I Won't Lie Down And Die (U.K. Subs cover)
What Love Is (The Dead Boys cover)
Rumour Sets The Woods Alight (The Records cover)
Germfree Adolescents (X-Ray Spex cover)
Identity (X-Ray Spex cover)
Jimmy Brown (The Boys cover)
Hey, That's No Way To Say Goodbye (Leonard Cohen cover).
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