
Questa è una recensione davvero difficile per me, non vi nascondo una certa difficoltà di fronte alla necessità di esprimermi sul nuovo disco degli Skylark "Wings" che segna un punto nodale, una svolta per essere più chiaro, nella storia della band power metal italiana per eccellenza.
Ho difeso e sostenuto gli Skylark per tanti anni, sono un fedele seguace di Eddy Antonini e della sua band fin dalle loro prime produzioni e sono dell'idea che se l'Iatlia oggi possiede una scena florida è senza dubbio merito di band come loro. Oggi mi trovo in una posizione critica, nutro ancora una grande stima nei confronti dei nostri, ma mi rendo conto di non essere solo più un semplice fan, sono un redatore di TrueMetal.it e questo mi pone di fronte a delle responsabilità nei confronti di chi legge le mie parole. Il nostro sito, lo sapete, sostiene il metal in ogni sua forma credendo fermamente nella sincerità e nella attitudine genuina di questa musica, chi legge queste pagine conosce e condivide queste prerogative ed è nostro dovere continuare a difenderle. Io ho sempre considerato gli Skylark una band power metal, dopo diversi ascolti di "Wings" il dubbio che mi assale consiste proprio nel decidere seriamente se gli Skylark suonino ancora heavy metal. Posso incominciare questa mia riflessione su "Wings" dicendo che senza possibilità di appello ci troviamo di fronte al disco più inoffensivo e privo di mordente che la band italiana abbia mai partorito. Gli Skylark sono sempre stati presi di mira per via della produzione, io penso che questi ragazzi abbiano sacrificato molto di loro per produrre nel migliore dei modi i dischi del passato e non mi sono mai sentito di puntare il dito contro di loro. In questo nuovo "Wings" purtroppo devo notare una quasi completa assenza delle chitarre elettriche massicce che sono assolutamente necessarie e indispensabili per poter definire un disco metal. Il song writing incredibilmente si è aperto verso soluzioni di facile presa, abbracciando l'hard rock degli anni ottanta nella sua forma più commerciale. A questa svolta stilistica, che deluderà moltissimo i vecchi fan, dovete aggiungere una generica tendenza a proporre pezzi troppo lavorati a livello compositivo e spesso irrimediabilmente prolissi. Mancano, è doverso sottolinearlo in questa sede, power song veloci e dirette che hanno fatto la fortuna degli Skylark in passato e che ora sembrano totalmente estranee allo stile del gruppo. Paradossalmente "Wings" sembra indirizzato a un pubblico amante dell'hard rock o dell'AOR, una cosa assolutamente impensabile per uno come me.
Il disco viene aperto da "Rainbow in the dark" un'ambiziosa composizione in bilico tra sinfonia e pomp rock, dopo strofe inflazionate da duetti vocali morbidi e inoffensivi i nostri spingono su tempi veloci ma la durata eccessiva del brano finisce per vanificare l'energia power che si percepiva nei ritornelli. Con "Summer of 2001" gli Skylark giocano con l'hard rock classico e le tastiere onnipresenti di Antonini sfornando un brano dal mood solare e ingenuo, assolutamente debole sotto il profilo metallico. Una vera hit radiofonica "Another reason to believe" possiede un ritornello di facile presa e una struttura ritmica semplice, mi spiace dirlo seriamente, pezzi come questi sono buoni da mandare al Festivalbar. Le buone idee di "Belzebu 2" vengono parzialmente messe in discussione da un ritornello troppo banale che impedisce al pezzo di decollare, ancora una volta la band spinge su una composizione di durata eccessiva risultando prolissa. Melensa, lenta, troppo morbida "Faded fantasy" è una ballad acustica insulsa e ripetitiva che peggiora solo la situazione. La ripartenza affidata a "Last ride" mostra una discreta dose di idee melodiche ma nel finale il brano perde il suo tiro franando letteralmente in una architettura asimmetrica e confusa dove le tastiere risultano eccessivamente presenti. Con "Stupid song" i nostri ritornano agli schemi hard rock delle precedenti, le parti vocali sono ispirate ma mai incisive, in generale la band non punta mai su una prestazione rabbiosa come dovrebbe essere per una metal band. La conclusiva cover dei Def Leppard "When love and hate collide" è interpretata dalla seconda cantante Kiara in maniera perfetta ma dopo un disco così debole risulta poco più che narcotica.
Se avete un'idea precisa dello stile degli Skylark del passato credo che rimarrete spiazzati completamente da questo "Wings" e credo che difficilmente riuscirete a farvelo andare bene. Non ho idea di cosa abbia spinto la band a produrre un disco come questo e di come abbia potuto credere di poter contare su una pubblicazione così inconcludente e insipida, a mio parere questo disco è stato sbagliato completamente. Mi dispiace.
1. Rainbow In The Dark
2. Summer Of 2001
3. Another Reason To Believe
4. Belzebù 2
5. Faded Fantasy
6. Last Ride
7. A Stupid Song
8. When Love And Hate Collide (Def Leppard)
Commenti dei lettori (28)
Ho scaricato il brano promozionale dal sito della Scarlet : io non capisco se il suono è quello che loro cercano (e a sto' punto vi dico le fette di prosciutto mangiatevele anzicchè mettervele nelle orecchie) oppure si tratta di un mixaggio fatto veramente male , magari in fretta e con pochi soldi . Propendo più per la prima soluzione.
La canzone è abbastanza scemotta e concordo con Giordano che potrebbe benissimo partecipare al Festivalbar, non ho sentito il resto. Cmq in generale non mi sono mai piaciuti gli Skylark, hanno melodie troppo bambinesche, alcuni pezzi sembrano brani dance adattati al metal (se di metal possiamo parlare) .
Non buttate i vostri soldi!
Tenete i soldi nel portafoglio che è meglio!!!
Disco veramente immondo!! e per fortuna ho avuto modo di ascoltarlo prima di decidere se acquistarlo o meno.
1) la produzione. In passato ci si è dovuti accontentare di un certo tipo di suoni perché il budget a disposizione non è mai stato faraonico. Tuttavia lavori come “Gate of hell” e “Gate of heaven” fanno la loro onestissima figura. Ora si cambia etichetta e addirittura si assolda Marino per il mastering. Risultato? Nullo. Il sound è ancora più leggero del solito. L’unico segnale positivo viene dalla batteria: non c’è più l’effetto elicottero e si sente Carlos suonare. Le chitarre invece, oltre a semplificare di gran lunga il lavoro, hanno pochissima incisività.
2) le canzoni. A me non interessa se vogliono suonare AOR, pomp rock o pop. L’importante è che il lavoro abbia mordente. Avete presente “Spellbound” dei TEN? E’ aor, ma dà una carica come pochi. E cosa dire di un “New Jersey” dei Bon Jovi? Forse i paragoni sono esagerati, ma è per far capire che un disco “leggero” deve comunque dare la carica. E questo “Wings” purtroppo di carica me ne da poca. Qualcosa si salva, per carità, come "Summer of 2001" e "Last Ride" (la più vicina al recente passato, ma con le chitarre troppo in secondo piano), “Another Reason to belive” (morbida ma piacevole, vede alla voce V.Voliani degli Icycore) o la stessa “Stupid Song”. Tuttavia quando su 8 canzoni (mediamente un po' lunghe) 5 sono praticamente ballad e le altre 3 brani morbidi, il retrogusto che rimane nelle orecchie alla fine non mi soddisfa come avrei sperato.
3) voce e tastiere. Possibile che Fabio Dozzo abbia sempre meno spazio? La pronuncia non sarà perfetta, però a me piace!!! Le tastiere: essenziali per il genere proposto, però secondo me sarebbe meglio un suono “elettronico” (come si sente nell’intro pomp rock di "Rainbow
in the dark", o come quello che hanno gli Europe) anziché il solito effetto “orchestra” che si sente per tutto il resto del disco: questo non è power sinfonico!
Mi scuso per la lunghezza del commento, magari non tutti avranno avuto il coraggio di leggerlo per intero, ma gli Sky Lark sono uno di quei gruppi a cui sono affezionato e stavolta mi hanno proprio spiazzato. Attendo con fiducia la prossima uscita.
2) dove sono finite canzoni come "The Princess' Day" e "Belzebù"???
3) ho visto gli Skylark domenica sera all'Indian Saloon (erano presenti come special guest, quindi hanno fatto solo 4/5 canzoni), Fabio Dozzo è sparito, l'unica cantante è Kiara, una bella figliola ma sinceramente ha tolto qualcosa al gruppo...
4) ho sempre considerato Eddy un genio, il suo modo di suonare le tastiere è unico, però in effetti sta diventando una costante nelle singole canzoni un po' assillante...Eddy ogni tanto dacci un po' di tregua, grazie!
5) l'unica cosa che si salva è la copertina, che a me piace TANTISSIMO
A parte gli scherzi (scherzi?), gli Skylark riescono nella titanica impresa di peggiorare la qualità della loro musica. Dal pauer metallino per bambini si è passati all' ardroc per bambini! Wowwowow!
Che dire...lasciamo stare le copertine che sono le stesse dei libretti della mia sorellina...
Death to Kindergarten Metal!
Devo sinceramente confessare che il mio giudizio nei confronti dell’album “Wings” soffre di una tensione che mi sembra sia sostanzialmente rinvenibile nello spirito di molti dei giudizi espressi dai fans e dal pubblico in genere. In effetti, se, da una parte, ritengo che il contenuto artistico raggiunga e a tratti superi i pur ottimi livelli compositivi che avevano caratterizzato il precedente album "The Princess' Day", dall’altra parte, a mio avviso, questa stessa dimensione artistica viene messa in secondo piano da una produzione che secondo il mio parere, non riesce a dare il giusto risalto al grande valore della band.
Tengo a sottolineare che proprio le mie perplessità circa le scelte sulle modalità di registrazione (scelte che sono dipese unicamente da libere decisioni della band) ha costituito l’origine di quella serie di discussioni che hanno infine condotto a un "divorzio consensuale". A questo proposito, ritengo che il tipo di produzione rappresenti la causa principale di quello che molti ascoltatori hanno definito come un passaggio dal power-speed metal a un hard rock insolito per una delle bands più rappresentative del metal italiano. Più che sfornare un prodotto hard rock credo che la band abbia voluto tornare alle sonorità che caratterizzarono i loro esordi.
Da parte mia, credo che la qualità degli album di gruppi di indubbio valore come gli Skylark, sia data dal fondersi armonico tra le grandi doti musicali della band e una produzione artistica che consenta a esse di risaltare al meglio. Nella sincera condivisione di questo ideale, l’Underground Symphony ha sempre accettato, con autentico spirito di auto-miglioramento, le numerose critiche che in passato ha ricevuto circa le proprie produzioni, critiche che hanno sollecitato la mia etichetta a idealizzare uno standard di qualità che fosse degno di una band, come gli Skylark, che rappresentava la nostra punta di diamante sia come dati di vendita, sia come affetto dimostrato dal pubblico.
Devo tuttavia riconoscere che "Wings" è stato accolto con grande entusiasmo in Giappone dove gli Skylark hanno ottenuto un ottimo contratto con l'etichetta Soundholic che aveva sempre ignorato a livello di licenza gli album precedenti, una gratificante recensione (voto 80/100) sulla prestigiosa rivista Burn e una tournee live da headliner che la band affronterà tra breve.
Maurizio Chiarello
Come dici tu la questione "produzione" è sempre stata fonte di polemiche e critiche (negative) ma se devo essere onesto per me riguardano due soli dischi degli SkyLark: Dragon's Secrets e Princess Day. Proprio quest'ultimo mi sembrò un passo indietro rispetto ai due "Divine Gates". Inoltre altri vostri lavori, come i due Shadow of Steel o lo stesso solista di Eddy godono di produzioni tutto sommato competitive...
Detto questo, dal tuo intervento non capisco bene se questi suoni sono realmente voluti dalla band (per ritornare come dici tu alle sonorità degli esordi - che poi a mio modestissimo parere di sonorità come Horizon & the Storm e Dragons Secrets qui non se ne sentono proprio) o se sono la diretta conseguenza di divergenze in fase di registrazione e mixaggio.
Mah... cmq sia si fa sempre più strada in me l'ipotesi che questo disco sia un esperimento: a qualcuno è piaciuto (in giappone e non solo) a qualcun'altro no. Starà al gruppo decidere cosa fare in futuro...
Senza offesa, è la verità.
Ci sono rimasto mezzo di sasso pure io al primo ascolto di Wings.Ok,è chiaro che non è Dragon's Secret o When water became ice,ma cmq è un discreto punto di inizio per una successiva evoluzione stilistica.Dopo un ascolto più accurato ho trovato in questo cd dei buoni input che spero vengano sfruttati da Eddy per i lavori futuri.Merita di più di un 45....
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