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recensito mercoledì 28 aprile 2004 alle 00:00 da Gaetano Loffredo
Wyrd
 

Wyrd


Elvenking
2004, AFM Records
Power
Voto della redazione

20 aprile 2004…
Attendevo questa data dal giorno in cui assorbii completamente Heathenreel, primo e fantastico album dei nostrani Elvenking fautori di un folk metal di altissimo livello stilistico e volevo essere sicuro che il loro lavoro potesse essere bissato da un altro album all’altezza del precedente.
20 aprile dunque, il mio negoziante di fiducia da tempo aveva la mia prenotazione riguardo quel cd e, sborsati i miei 19 euro, mi accinsi verso casa per spulciarmi ogni singolo componente del prodotto finale ed indeciso tra un buon fumetto di carattere medioevale, un libro fantasy e l’immancabile rivista “Medioevo” presi in mano uno dei tre e cominciai a leggere non senza aver premuto il tasto play del mio lettore cd ed aver ancor precedentemente inserito Wyrd.

La sensazione che provai ascoltando l’introduzione The Loser’s Ball leggendo in contemporanea di gesta di Cavalieri di altri tempi è praticamente impossibile da descrivere: invito ognuno di voi che mi legge a immergersi nel passato come ho fatto io e, come vedete, è semplicissimo.
La danza celtica alterna il canto soave di una fanciulla a quello del nuovo singer del gruppo, Kleid, che ricalca abbastanza fedelmente la prova del precedente Damnagoras anche se preferisco di poco quest’ultimo causa una duttilità più ampia.
La “ballata dei perdenti” è una chiara protesta contro l’immoralità imperante nella società moderna ed è un elogio sperticato della semplicità del vivere…
I testi del gruppo italiano virano decisamente verso coordinate “Skycladiane” anche se non riescono a replicare l’ironia pungente di Martin Walkirie e perdono l’incredibile vena poetica che aveva contraddistinto il primo disco (testi comunque ampliamente superiori alle banalità scritte dalla maggioranza delle power metal band italiane).

Poco male, passiamo alla seconda Pathfinders che brilla per il suo incalzante incedere e per la sua “melodia aggressiva” che esplode con furenti growls al centro del pezzo. Ahimè anche gli Elvenking non riescono ad evitare uno di quegli auto-elogi così tanto diffusi oggigiorno nel power: il buon Aydan propone se e il resto della band come “coloro che trovano il sentiero” delle emozioni e dell’immaginazione tramite la musica auspicando la nascita di un nuovo “tipo” di uomo… singolare, non credete?

Jigsaw puzzle è un’altra critica contro la società ma, l’assoluto protagonista di questa track, è indubitabilmente il violino di Elyghen che ci regala una ficcantissima melodia suonata a velocità della luce che costituisce l’asse portante dei quattro minuti e diciassette secondi che ci separano dalla successiva Silk dilemma e dal suo tanto lento incedere quanto ancestrale melodicamente con lo scrittore che ci racconta di un periodo della sua vita dove, tra ispirazioni artistiche camuffate da viaggi sciamanici e incontri con la “madre luna” della tradizione celtica, trova ispirazione per la composizione di quello che abbiamo sotto gli occhi.

La vera sorpresa del disco è proprio la prossima Disappearing Sands che è inserita nella posizone numero 5 ma come prima delle due Bonus Track dell’album. Cosa c’è di strano? Se questo non è il pezzo più bello dell’album davvero poco ci manca e trovo inusuali ben 2 cose: la già citata posizione all’interno del prodotto e soprattutto il fatto di non aver mai sentito una bonus track così brillante! Una pura iniezione di adrenalina che racconta di antiche strade (intese come vie) spazzate via dall’avvento di una nuova era. C’è un chiaro riferimento alla tradizione pagana ma, il testo è troppo nebuloso per capire se si riferisce al nostro mondo od all’oscura letteratura fantasy.
Disappearing Sands lascia velocemente “il campo di battaglia” per essere sostituita dalla magica Moonchariot che colpisce per l’alternarsi di parti veloci e aggressive a parti lente e melodiche. I miei personali complimenti al nuovo arrivato Kleid per l’interpretazione vocale ampliamente sopra le righe dove traspare sentimento legato a questo inno alla luna, catalizzatrice della fantasia e fonte di forza per i neo-pagani Elvenking. (da apprezzare in particolare qualche verso davvero ben scritto).

Ormai completamente inabissato tra testi e musiche mi diverto a leggere la descrizione del viaggio attraverso il mondo degli spiriti nella successiva The perpetual Knot viaggio che potrebbe tranquillamente apparire come metafora della vita e la candida melodia ci accompagna in “un altro paradiso” (Another Haven) e dai suoi testi amareggiati e delusi dall’uomo e dalla sua cattiveria, che non impara dai propri errori ma, gli Elvenking lasciano un barlume di speranza con la conclusione che prima o poi, un giorno dovrà pur imparare a farlo…
Track nove, A Fiery stride, introdotta dalla doppia cassa di Zender e dalla splendida sezione ritmica dettata dalle chitarre di Jarpen e di Aydan è una efficace speed metal song che ripropone al centro di essa un estratto acustico preso da un pezzo del precedente Heathenreel; semplicemente geniale!
La fantasia del volo è un leit motiv dello speed, dagli Helloween ai Gamma Ray. Il volo qui descritto non è quello furioso di Beyond the black hole o quello maestoso di Eagle fly free; è piuttosto il volo della mente e dell’immaginazione, lontano da una realtà che va stretta! (come vedete, la ripetitività di questo concetto la fa da padrona).
Un altro testo riguardante la fuga della realtà introduce la penultima e positiva (da punto di vista stilistico) Midnight Circus che però in quanto a personalità non brilla particolarmente e risulta un pezzo appena carino e nulla più.

Eccoci giunti alla fine del viaggio ed alla conclusiva suite “A poem for the firmament” di ben dodici minuti di allegria ma anche di tristezza, di aggressività ma anche di dolcezza, infatti Aydan associa a vari momenti del giorno una distinta meditazione poetica che unisce stati d’animo e memorie vaghe. Strana la malinconia che pervade il “ciclo del giorno” descritto: i toni non sono mai allegri e diventano via via cupi con l’avvicinarsi della notte senza migliorare con l’arrivo dell’alba del nuovo giorno. Lascio scoprire a voi tutti le meraviglie musicali che i nostri ci lasciano in questi minuti finali.

Delizioso, preciso, rilassante, squisito Wyrd, capace di conquistare sin dall’inizio ma che necessita di svariati ascolti per apprezzarne tutte le sfacettature presenti.
Dopo Domine e Vision Divine, in attesa dei nuovi Rhapsody, il power metal italiano innalza le bandiere tricolori con gli Elvenking: acquisto obbligatorio per gli amanti del genere!

Gaetano “Knightrider” Loffredo

Tracklist:

  1. The Loser’s Ball
  2. Pathfinders
  3. Jigsaw Puzzle
  4. The Silk Dilemma
  5. Disappearing Sands (Ltd. Edition Bonus)
  6. Moonchariot
  7. The perpetual Knot
  8. Another Heaven
  9. A Fiery Stride (Ltd. Edition Bonus)
  10. Midnight Circus
  11. A Poem for the Firmament
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35 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
mircoas (28/04/2004 22:18)
0
ottima conferma , il degno successore di heatentreel
black75 (28/04/2004 22:43)
0
Caspita Knightte, già mi avevi fatto "avvicinare" a sti Elvenking indirizzandomi al loro sito dal quale ho potuto deliziarmi con qualke clip, mò con sta rece mi hai fatto proprio venire voglia di prendere sto disco! ^^
Dead (29/04/2004 00:55)
0
Sono di parte in quanto adoro gli Elvenking, ma più ascolto questo album, e più lo trovo affascinante tanto quanto il precedente.
Hanno fatto due Cd semplicemente stupendi e hanno dimostrato di essere una band di livello mondiale.
SAVAge (29/04/2004 08:58)
0
Ebbene sì, Heathenreel ha un degno successore!!!
Se gli Elvenking continueranno così si toglieranno davvero grandissime soddisfazioni, vedrete.
Attualmente una delle migliori band italiane in circolazione, se non di più.
mcdeath (29/04/2004 13:28)
0
All'agglutination dello scorso anno hanno davvero impressionato!!
Tecnicamente ineccepibili e soprattutto originali!Hanno personalità,talento e violini distorti!
Bravi gli elvenking
thrashing_days (29/04/2004 14:40)
0
Figone!!! ... e poi sono proprio dei duri!!! ;-)
Eugenio Giordano (29/04/2004 18:00)
0

Non l'ho ancora sentito ma sono sicuro che si tratti di un lavoro maiuscolo sotto tutti i profili, ottima la recensione di Gaetano

Eugenio
tanelord (29/04/2004 19:25)
0
Veramente bello!!
Non vedo l'ora di poterli apprezzare in live!!!
Ely (29/04/2004 20:17)
0
...solo una precisazione...
I testi di HEATHENREEL sono stati scritti solo ed esclusivamente dai membri del gruppo (Aydan, Jarpen e l'ex Damnagoras)!!! ..nessun autore fantasy straniero o cose simili!
idem dicasi per WYRD
darkesteclipse (29/04/2004 22:14)
0
davvero, ma dove caz l'hai letta sta storia dei testi di HEATHENREEL (e non Hatenreel) che starebbe per danza pagana, non scritti da Aydan, Jarpen e Damna. credo che davvero quella parte tu la debba tagliare e fare anche delle scuse...

bravo che hai notato l'inserto nella 9 "a fiery stride" dell'a solo di Regality Dance (rispettivamente 3'30'' e 3'37"), solo che a me non è piaciuto. inoltre c'è un altro reprise piu breve su "moonchariot" al 4'27'' da Oakenshield 6'14'', che sinceramente non ne capisco il motivo.

Ultima piccola critica, "Another Haven", non significa un altro paradiso, ma un altro rifugio : io feci lo stesso errore con l'album dei Dark Tranquillity!!!

Per commentare l'album lo trovo molto tagliato in 2: la prima metà molto vicino al debutto, con anche Kleid "mascherato" da Damna, dopo invece lo trovo un po' più originale, più ficcante, ma meno magico. preferisco infatti la prima parte più folk, da applausi l'intro e le prime 3...notevoli i riff di violino di disappearing sands (ma qui kleid non mi convince come prima nelle linee melodiche) e moonchariot. Another Haven è bella, ma poco elvenking. A Poem for the Firmament è molto bella , lo stacco centrale mi ricorda qualcosa (shadow gallery?? ma non riesco a trovare la canzone), ma soffre il confronto con Seasonspeech. "A fiery stride" pure notevole, con il riff iniziale che ricorda "mourning palace" dei dimmu..:)))) (ma non potete metterle come bonus track!!)

In definitiva un ottimo album, anche se secondo me un pelino sotto il debutto, perchè personalmente preferivo le canzoni più intricate di H. Complimenti a Kleid per la versatilità!! Ma dove sono finite le tastiere??? mi mancano un po'....
Knightrider (30/04/2004 11:46)
0
Dunque, scusate ma giustamente vorrei precisare.
In effetti su Heathenreel (si scrive così, daccordo mi è sfuggito aihmè :) ) non appare nessun ringraziamento al fantomatico scrittore americano del quale ho accennato ma, ero certissimo di aver letto un'intervista dove si parlava proprio di questo aiuto da parte sua (non posso certo essermelo inventato di sana pianta daltronde no?)
Chiederò direttamente agli Elvenking (visto che a breve potrò intervistarli) se tutto questo è frutto della mia mente distorta oppure cè qualcosa di vero! (per quanto riguarda le scuse... mmmm insomma non ho ucciso mica nessuno! :))
Per quanto riguarda la traduzione di paradiso... beh, mea culpa: di primo achito mi sembrava ci stesse bene, buahahahahahha...
Comunque, a parte le sottigliezze, gran bel cd!
thrashing_days (30/04/2004 11:58)
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Fidati! E' tutta farina del loro sacco!...infatti ci sono rimasto di sasso anch'io leggendo la recensione!
ZteveHarriz (30/04/2004 12:10)
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di più di più! Quest'album merita di più!!!
LakeOfDeath (30/04/2004 14:48)
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Da quando li ho ascoltati e visti dal vivo all' Agglutination dell'anno scorso, sono diventati 1 dei miei gruppi preferiti tanto che Pagan purity la suono tutti i giorni! Il nuovo mi arriverà a giorni e so già da adesso che è un grande album!
Doom_Sword (30/04/2004 15:38)
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Grandissimi Elvenking, spero che ora arrivi il fottuto MERITATO successo nazionale ma sopratutto INTERNAZIONALE.
Ora me li becco live in 2 date a 15 giorni l'una dall'altroa bwhauua ;)
virgin666steele (15/05/2004 19:07)
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questo album è fantastico, a me è piaciuto anche più del primo album della band. E poi a poem on the firmament è vera poesia
bardo83 (24/05/2004 08:35)
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Veramente bello questo cd. Lo ordinato dopo aver letto la recensione e arrivatomi in brevissimo tempo ho potuto ascoltarlo. Al primo ascolto ad essere sincero non avevo assimailato benissimo i vari suoni ma dopo un secondo ascolto più attento mi sono detto: questi sono bravissimmi. Da menzionare secondo me la prima canzone che farebbe da intro veramente stupenda. Speriamo che vadano avanti cosi. Fra un pò ordino anche il primo e sono sicuro che mi piacerà come questo.
trippuddu (14/06/2004 23:43)
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gran bell'album!!!!!!!a me il power nn piacexò all'aglutination mi sono piaciuti ed appena ho visto il disco me lo sono comperarato subito!
cirithungol (07/07/2004 10:35)
0
Bella la recensione ma 78 non rende giustizia ad un lavoro che se fosse stato partrorito all'estero avrebbe fatto gridare al miracolo.
Cynric75 (25/07/2004 10:40)
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Fino ad ora il disco metal italiano dell'anno. Applausi.
35 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
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