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recensito venerdì 11 luglio 2008 alle 00:00 da Alessandro Zaccarini
Zwischen Asgard und Midgard
 

Zwischen Asgard und Midgard


Thrudvangar
2007, Einheit
Viking
Voto della redazione

Era il 2004 quando sulle pagine di TrueMetal arrivava Ahnenthron, immatura prima concezione dei tedeschi Thrudvangar. Oggi, tre anni e qualcosina più tardi, si parla del terzo capitolo della carriera della band tedesca, dal titolo 'Zwischen Asgard und Midgard' e dalla copertina inequivocabile, che spalanca e palesa il contenuto di un disco di cui è discreta incarnazione visiva.

Un nuovo lavoro che ci presenta 8 tracce d'ispirazione comune, che non soprendono e non si distaccano quasi per nulla dal pagan metal del precedente Walhall: ancora i primissimi Thyrfing a fare da muse ispiratrici per questa band che rimane fedele alla lingua tedesca e alle simboogie pagane più classiche del metal europeo. Forse fin troppo fedele, visto che testi e trame narrative appaiono di una certa banalità.

Un disco lineare, quasi in salita visto che proprio le finali Siegvater e Frostland sembrano essere i due momenti nel complesso meglio costruiti e interessanti. Passaggi leggermente più maturi e accelerazioni dettati da riff monocorda che richiama lo stile scandinavo per l'annuire soddisfatto di chi è piacevolmente colpito dalla canonicità più che dall'avanscoperta. Un viking metal essenziale, con voce in scream e growl, dove la melodia gioca sì parti importanti ma si limita a pochissime linee, lasciando ben intravedere sotto la propria pelle l'ossatura fredda e scura del black metal.

Un disegno d'insieme semplice e architettato nel nome del classico, con tutti i dovuti passaggi più epicheggianti ad abbellire i muri gelidi e quadrati. Uno sguardo profondo alla seconda metà degli anni '90, quando la prima generazione cresciuta a pane, Bathory ed Enslaved usciva dall'adolescenza e figliava creature che poi sarebbero diventate punti di riferimento per il futuro. Un tocco appena accennato degli Amon Amarth di Versus the World e quelle tastiere sintetiche e est-europee che abbondano in gruppi come Hin Onde (vedi Zwei Raben o la battagliera Heimwärts) chiudono il circolo e rendono le sonorità del disco più attuali.

Un album per chi è già ben cosciente della fauna che popola il pagan metal, che conosce i sentieri musicali e non battuti da questo combo tedesco. Non certamente un album da consigliare ai neofiti, ma un ascolto di passaggio che potrebbe appagare chi ama il ramo tedesco ed est-europeo del genere.

Tracklist:
01. Thor
02. Bärenpelz Und Wolfsmantel
03. Heimwärts
04. Runenstein
05. Midsommernacht
06. Zwei Raben
07. Siegvater
08. Frostland

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1 commento - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Marenigma (11/07/2008 13:56)
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Dai,alla fine non è malaccio!E' abbastanza scorrevole,ma
dopo un po' annioia,è vero...
1 commento - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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