"Un dirigente di Ansaldo Nucleare è stato gambizzato a Genova da due sicari in moto. La notizia viene riportata dai giornali secondo il solito schema: ignoto il movente ma è un atto di terrorismo. Nessuna rivendicazione ma sono stati gli Anarchici. Il giorno dopo ancora nessuna rivendicazione ma sono stati gli Anarchici Informali. Poi arriva finalmente la rivendicazione anarchica – visto che non si faceva avanti nessuno – ma sono state le BR, che hanno ristampato alcuni volantini di successo, ritrovati (fatti ritrovare) casualmente tanto per ricordarci che gli anni settanta potrebbero tornare di gran moda il prossimo autunno.
Infine, nonostante la polizia indaghi ancora sull’attentato e pare ci vogliano settimane per scoprire chi ha ferito il dirigente Ansaldo, sono stati gli anarchici, punto e basta. Non contano i fatti ma l’interpretazione che se ne vuole dare. Chissà perché ma quando sono stati gli anarchici si sente sempre puzza di bruciato. Di roba molto grossa che brucia.
Non so ma, il fatto che ad essere ferito sia stato un dirigente dell’Ansaldo Nucleare (controllata di Ansaldo Energia, del gruppo Finmeccanica), azienda in ottima salute e senza problemi di licenziamento, mi ha fatto subito ritornare in mente ciò che avevo ascoltato in una trasmissione radiofonica giorni fa su Radio Radicale, e cioè l’intervento dell’economista Giulio Sapelli in Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati, registrato il 29 marzo.
Analizzando la situazione italiana, la crisi economica mondiale e le azioni del governo Monti, Sapelli metteva in guardia contro la volontà dello stesso di svendere ciò che rimane del patrimonio pubblico italiano: ENI, Snam e Finmeccanica, appunto. Proprio l’altra sera guardavo Passera in TV gloriarsi del distacco di Snam da ENI, ovvero della possibile prossima perdita dell’Italia di un pezzo della sua storia.
Sapelli attribuisce ai governi Prodi la paternità di quelle che chiama “privatizzazioni alla Boris Eltsin” che hanno spezzettato e svenduto negli anni recenti le grandi aziende pubbliche fino a privare l’Italia dei suoi asset siderurgici, chimici e strategici. Quelle svendite a gringos e altri stranieri che piacevano tanto all’Argentina di Menem.
Effettivamente ci sono grandi manovre in corso attorno a ciò che resta di Finmeccanica, con i giapponesi di Hitachi interessati ad AnsaldoBreda ed AnsaldoSTS. Viene da chiedersi se i dirigenti di quelle aziende prospere fatte a spezzatino invece di essere valorizzate come patrimonio nazionale siano sempre d’accordo sulle politiche di cessione.
E, tra un Sacco e un Vanzetti, anche i giornali buttano lì distrattamente tra le righe che dietro a certi attentati potrebbe esserci il business:
[[[ “L’altro filone d’indagine è quello che si focalizza sul business. Una strada che porta verso l’Est Europa. Ansaldo Nucleare, infatti, è andata a vendere il know how su manutenzione dei componenti e gestione dei rifiuti radioattivi in Romania, Ucraina, Estonia, Russia. Settore dove esistono dispute non da poco, in particolare per quanto riguarda la gestione di appalti e subappalti locali. Proprio la pistola potrebbe sostenere questa tesi: di Tokarev ne girano a migliaia tra le mafie albanesi e balcaniche. Questa è una delle ipotesi, alle quali stanno lavorando gli inquirenti ed i servizi segreti. Lo si apprende da alcuni commissari, al termine dell’audizione del direttore dell’Aisi (i servizi di intelligence), Giorgio Piccirillo, al Copasir.” (fonte: Il Fatto Quotidiano)]]]
Rifiuti radioattivi? Ecomafie, per caso? Uhm, troppo pericoloso andare oltre. Sono d’accordo, sono stati gli anarchici."
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