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Discussione: Parliamo di palestina.

  1. #106
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    Vi leggo, questa sera; vi leggo e basta; grazie per l'informazione che fate circolare. NON entro a buffo nella questione; in questi opici più seri c'è gente che porta avanti discorsi per pagine, intervengo ora su qualche punto cosciente della parzialità della mia veduta su questa discussione.

    Premetto che prima di vedere il nugolo di risposte a Zerotolerance avedo deciso di replicare a due punti della sua riflessione. Lungi dal giudicare il suo QI però, lo sappia, non mi interessa. Sostengo questo:

    1- PARAGONARE HAMAS ALLA MAFIA, credo sia ingenuo anche per chi come me vive più fra i romanzi che fra i giornali e la storia contemporanea. La mafia è un popolo? ha sovranità? ne ha diritto?
    La mafia è crimine.
    Sottolineo -magari- il pugno di ferro simil Israele si potesse usare contro il cancro italico.

    2-Sto svolgendo una tesi su Paul Celan, quindi sull'OLOCAUSTO. Ogni giorno impatto con questa realtà attraverso la poesia e credetemi, è quanto un documento storico nel caso di Celan. Ancora l'altro giorno dalle parti di Corso Trieste a Roma, ho letto su una parete una scritta che esprimeva rammarico sul fatto che gli ebrei non fossero finiti tutti abbruciati.

    Ovviamente ho provato schifo. Credo che una cosa del genere debba far schifo di là di ogni buonismo.

    Ora, ieri come moltissimi di voi, ho veduto anch'io una parte di Anno Zero. Il servizio di apertura mi ha impedito di continuare a mangiare per mezz'ora; solitamente non mi commuovo se non a livello di riflessiona ma ieri avevo i luccioni agli occhi ed ero incazzato nero.

    PErchè sono fanatico filopalestinese? no. Vedo corpi non razze.

    Ecco il punto.

    PARAGONARE PALESTINESI E NAZISTI, credo sia una forte ingenuità. Le posizioni sociali e politiche qui in Italia ad esempio, sono ormai sfumatissime. L'antiamericanismo come anche l'esser pro palestina NON sono soltanto connotazioni di sinistra.
    Dobbiamo allora scindere i MOTIVI reali da chi li interpreta dal proprio punto di vista.

    Palestinesi e nazisti sono su due pianeti differenti. Paragoni simili facciamoli con la Tigre Arkàn se proprio vogliamo.

    La svastica sulla bandiera di Israele et similia sono provocazioni fortissime e certo, poco rispetto per il dolore (Auschwitz è un luogo anche nominalmente creato, definito anus mundi..vi lascio dedurre perchè in relazione agli ebrei espulsi, eiettati...; aus significa out, esser fuori, nulla; scwitzen, sudare: figuralmente si tratta di espellere , far sudare fino ad esser nihil, niente, evaporare)MA quel che va riflettuto è altro:

    Israele ha una memoria storica fra le più recenti imparagonabile a quella di altri; non che i curdi ad esempio siano stati di serie B e che i turchi quindi non abbiano fatto del loro, non che gli italiani di Graziani in Africa siano stati santissimi pastasciuttari, no per carità.
    Ma è la sistematicità e quantificazione seriale dello sterminio a colpire.

    E allora, senza dilungarmi mi chiedo: Israele, tu che sai meglio di tutti gli altri popoli che la guerra porta guerra. Che entrare nelle case e uccidere genera solo, SOLO voglia di vendetta, tu che hai uno degli esereciti più potenti della terra e che storicamente lo sai, non devi più temere come negli anni 40 del secolo scorso, perchè smetti di INSEGNARE?

    tolgo il disturbo.
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  3. #107
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    Zero tolerance: Il tuo "ragionamento" è talmente fuori da ogni realtà effettiva, da ogni contestualizzazione storica, da ogni analisi obiettiva e ragionata che non meriterebbe risposta... diciamo che forse i manowar partorirebbero un testo più logico e meno superficiale di quanto abbia fatto tu con i tuoi post..
    non ho tempo ora di rispondere in modo approfondito ma fattostà che nella tregua era stipulato anche l'allentamento del criminale embargo a gaza, allentamento che non è stato fatto e che ha causato i bombardamenti con i razzi Kassam che tu hai citato che in quei mesi non hanno fatto una sola vittima!! comunque a mio avviso Israele non solo non ha alcun diritto di bombardare il popolo palestinese (come anche le scuole, le ambulanze, le sedi on u, le sedi giornalistiche che non sono certo obiettivi militari!!) ma non ha neanche alcun diritto di uccidere ministri di hamas almeno non quanto ne avrebbero gli stessi a uccidere ministri criminali come la Livni.. non voglio giustificare hamas ma bisogna comprendere le situazioni invece di sparare slogan che ci fanno sentire tanto macho come fai tu! In senso lato Hamas è salito al potere grazie alle politiche israeliane ed è la conseguenza di anni di violazione del diritto internazionale da parte di israele! israele deve avere l'umiltà di sederesi intorno a un tavolo come anche hamas! è difficile (non credo impossibile però) ma è l'unica strada da provare perchè la strada percorsa non solo non è giustificabile ma è anche controproducente!! Con i tuoi post denoti di non voler cercare una soluzione alla luce della ragione ma di voler trovare una giustificazione per lo sfogo dei tuoi bassi istinti!! e questo non serve nè alla palestina nè ad israele! mi spiace!

  4. #108
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    Domanda: perchè i giornalisti non possono entrare in Israele e sonofermi ai confini? quanto è vera questa notizia?

    e se è vera...perchè? domanda retorica.
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  5. #109
    il Divoratore di Menti
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    parto dal fondo facendo notare che ci sono diversi europei in palestina, anche nella striscia di gaza, in questo momento... sono i pochi (gli unici) che riescono a far giungere al resto del mondo informazioni e immagini di ciò che sta avvenendo in quel posto, proprio perchè i giornalisti sono stati gentilmente invitati a restare fuori dalle scatole mentre israele faceva i comodi suoi... (alcune notizie son girate solo in rete, ma fanno drizzare i capelli in testa: Uccidete Vittorio Arrigoni! : Giornalismo partecipativo )
    EDIT -> aggiungo un secondo link per approfondire la notizia: Megachip - Democrazia nella comunicazione

    tornando a Zerotolerance che sta monopolizzando la discussione:

    - la differenza tra i bombardamenti che l'italia ha subito sul finire della seconda guerra mondiale e ciò che sta succedendo ora a gaza, è molto semplice: là si trattava di una guerra, qui si tratta di pulizia etnica.
    durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti americani riguardavano obiettivi sensibili, militari, come caserme, strade, ferrovie, ponti; a gaza vengono bombardati ospedali, ambulanze, scuole, ambasciate, ogni posto dove c'è la più alta possibilità di trovare assembramenti di persone.
    dall'inizio delle ostilità, neanche 2 settimane fa, nella striscia di gaza sono morte più di mille persone. (e io ricordo sempre il talmud che dice: "chi salva una vita, salva il mondo intero", quanti mondi sono morti finora?)
    quello che si vuole perpetrare in questi giorni a gaza non è una guerra per fermare dei nemici, a meno che non si identifichi il nemico con chiunque sia palestinese, perchè solo in questo caso si "capirebbe" ciò che sta succedendo.

    io non difendo hamas, fosse per me (e l'ho già scritto) dovrebbero sparire dalla faccia della terra. ma capisco che persone che per anni hanno votato al fatah e hanno visto quel partito intascare soldi per non fare nulla, politici che diventavano sempre più ricchi mentre loro perdevano le case, rase al suolo o sequestrate, mentre venivano allontanati dalla terra in cui erano sempre vissuti, mentre venivano segregati in una striscia di terra che si faceva ogni giorno più piccola e venivano a mancare luce, riscaldamento, cibo e acqua, abbiano per una volta fatto una scelta diversa. una scelta nei confronti di quelli che (sicuramente nel modo peggiore) erano sempre rimasti coerenti alla propria idea di combattere per i palestinesi. il fatto è che la persona di strada (ora che non ha neanche più l'elettricità per vedere la televisione e le notizie dal mondo) per prendere le decisioni si guarda attorno. e quello che vede son i carrarmati e le bombe di israele che gli distruggono casa e gli ammazzano i famigliari e quelli di hamas che distribuiscono cibo e acqua. il fatto è che hamas cerca l'escalation perchè sa che qualsiasi gesto di israele per sopprimerli non fa altro che accrescere la loro popolarità tra i palestinesi (soprattutto nella striscia di gaza, che son quelli che se la passano peggio) e il numero di iscritti nelle loro fila.

    quello che non si capisce (o forse si capisce fin troppo bene) è come mai israele non riesca a fare 2 più 2. che non afferri che l'unico modo per distruggere hamas è minare la sua popolarità, e che questo non si ottiene bombardando la popolazione, ma con l'integrazione, gli aiuti ai poveri e la convivenza. in una situazione di pace e amicizia quelli di hamas verrebbero eliminati dagli stessi palestinesi perchè visti come elementi destabilizzanti e non, come ora, come gli unici a lottare per la libertà.

    in realtà, duole notarlo, che un comportamento simile a quello di israele di questi giorni è fin troppo plausibile in una certa ottica. più israele angaria la popolazione, come in questo caso con risposte abnormi a minacce pressochè inesistenti (che vengono tollerate solo perchè compiute da israele, in qualsiasi altra parte del mondo si parlerebbe già di ecatombe e l'onu avrebbe mandato camionate di ispettori, qui invece gli bombardano persino l'ambasciate e nessuno dice nulla), più il consenso ad hamas cresce. più cresce il consenso ad hamas, più israele è legittimato a considerare TUTTI i palestinesi come terroristi e quindi ad eliminarli.

    semplice ma efficace, ecco la ricetta per una legittima pulizia etnica.
    Ultima modifica di Engash-Krul; 16-01-2009 alle 23:47
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  6. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da Zerotolerance70 Visualizza Messaggio
    E' assurdo per te, e per, purtroppo, la maggior parte degli italiani. Mi spiego: se il 55% o giù di lì ha votato per Berlusconi, per il restante 45% che non lo ha votato Berlusconi resterà sempre"quello dell'altra parte", non il loro Presidente del Consiglio, ma semplicemente uno da combattere, contro il quale fare opposizione "a prescindere". Per fare un altro esempio: negli USA il candidato sconfitto McCain ha dichiarato che Obama d'oa in avanti sarà il suo Presidente. Ecco come la penso io: se la maggioranza degli italiani vota un candidato, per me non ha nessuna importanza che non abbia vinto il mio: quello è e resta il mio Presidente, almeno fino alle prossime elezioni. E lo stesso dovrebbe valere ovunque, palestinesi compresi. Troppo comodo tirarsi fuori dicendo "tanto io quello non l'ho votato". Ripeto: durante l'ultima guerra, noi eravamo il nemico, e ci siamo GIUSTAMENTE beccati i bombardamenti degli Alleati. Quello che sta succedendo a Gaza contro i neonazisti di Hamas fa i paio con quello che succedeva da noi durante la guerra (da noi e nel resto d'Europa): hai idea di quanti siano i morti che nulla c'entravano con il fascismo (e magari erano pure oppositori), periti sotto quei bombardamenti? Dai, dimmi che quei bombardamenti dovevano essere evitati, che quella guerra non doveva essere combttuta, che con Hitler e Mussolini si doveva cercare il dialogo e la trattativa. Dimmelo, perchè sennò non sei coerente.
    La guerra è guerra, è una faccenda sporca e dolorosa, che nella maggior parte dei casi lascia le cose come stanno o anche peggiori di prima. Credi che a me piaccia la guerra? Ti sbagli. la odio. Ma non mi piace nemmeno che qualcuno, ogni 2x3 mi spari qualche razzo in giardino. Oltre 9000 sono i Kassam lanciati da Hamas dal Marzo 2005 ad oggi sul territoro israeliano. facendo la media, sono quasi 7 razzi al giorno. Io sono rimasto allibito. Hai una vaga idea di che cosa possa significare ficcarsi in un rifugio 6 o 7 volte al giorno (se hai la possibilità di farlo; sennò, non ti resta che pregare che caschi un po' più in là)? Hai una vaga idea di quello che può significare sentirsi minacciare ogni giorno di distruzione per un popolo che ha subìto lo sterminio dell'Olocausto?
    In ogni caso, visto che non posso credere che a qualcuno di voi stiano a cuore le sorti dei terroristi di hamas, ma solo quelle della inerme popolazione civile (così come stanno a cuore a me, che ti credi?), come mai il popolo palestinese non si ribella alla follia degli esponenti di quel manipolo di terroristi e li sbatte fuori a calci in culo? Se non hanno le palle per farlo, non possono nemmeno biasimare Israele per quella che altro non è se non una robusta spazzolata in cui è naturale che ci vada di mezzo anche chi terrorista non è. Però le "palle" per votare a suo tempo hamas le hanno avute...
    - Ma hai idea di cos'è un Kassam? Recarsi in un rifugio?????????????????
    - Non hai fatto che ribadire un discorso che mostra probabilmente addirittura la non-conoscenza della storia palestinese. Quel paragone con berlusconi è di una ingenuità disarmante.
    - Non hai nemmeno idea del fatto che tecnicamente Hamas non è nemmeno più al governo e che è sostanzialmente in corso una guerra civile in palestina.

    In pratica non sai di quel che parli, e scrivi frasi come "non possono nemmeno biasimare Israele per quella che altro non è se non una robusta spazzolata in cui è naturale che ci vada di mezzo anche chi terrorista non è".

    Ma a dirla tutta, benché io del tuo post pensi quello che esprimono le prime due righe del post di feanor, non sono per nulla stupito. Se non ci fosse gente che ragiona come te la questione palestinese sarebbe risolta da un pezzo.
    Ultima modifica di HeadlessChild; 17-01-2009 alle 00:38

  7. #111
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    Engash, non parlerei di pulizia etnica anche se chiosando così è ad effetto; mi sembra troppo forte come termine sebbene sia chiaro cosa intendi. Per il resto condivido alla grande sulla politica che Israele dovrebbe attuare, forte del suo stesso passato.
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  8. #112
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    Per quel che riguarda Vittorio Arrigoni consiglio vivamente di leggere i suoi articoli dal campo! vengono pubblicati ogni giorno sul manifesto per cui è corrispondente ma se non volete o potete comprare il giornale li trovate comunque sul sito del manifesto il giorno dopo.. Li consiglio perchè al di là dei comunicati stampa,e degli editoriali conformisti dei vari galli della loggia, Panebianco e compagnia bella sono testimonianze.. e in certi casi valgono più di mille altre analisi e parole..

    Non so se sinceramente si possa parlare propriamente di pulizia etnica anche se ne ha tutti i tratti, certo che secondo me vi è la necessità e il desiderio da parte di israele di compiere una sorta di spedizione punitiva, nel senso di dare una vera e propria prova di forza anche numerica (pensate che girano voci tra i soldati israeliani che Olmert avrebbe chiesto il cessate il fuoco dopo che si fosse raggiunto il numero di mille vittime!! vero o no che sia da un'idea del clima..). E soprattutto di mantenere la sua immagine forte e repressiva almeno fino alle elezioni..

  9. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da Barney Visualizza Messaggio
    Non capisco quale sia il problema.
    Infatti, non ce ne sono.

    Se non per il solito vezzo (generale) di andare sempre a finire sul personale.

    Ma qui andiamo sul "fine" di come dovrebbe esser inteso un Forum, per cui vi lascio alle vostre diatribe private, a patto che non esageriate.

    P.S.: specifico che sto parlando in generale, e che ho quotato solo per esemplificare.
    Ultima modifica di dani66; 17-01-2009 alle 11:53
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  10. #114
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    Ma hai idea di cos'è un Kassam?
    Penso di sì, ma tu illuminami lo stesso, o sommo esperto di armi terroristiche.

    Recarsi in un rifugio?????????????????
    Ah, già, scusa, quello è un nuovo tipo di gioco di società che in certe zone di Israele viene fatto fare diverse volte al giorno, dicono che abbia benefici effetti sulla salute psichica e morale.

    Ma sìììì, è vero, eccchecazz..., quelli di Hamas sono dei partigiani combattenti per la libertà e l'ingiustizia, chissà che mi credevo, oddio, dovrò senz'altro cospargermi il capo di cenere. E che dire di Israele: mammamia, fortuna che c'è gente come te disposta a riportare la mia povera mente sulla retta via! Macerto, Israele, quell'accozzaglia di fascistelli che da anni si diletta di pulizia etnica, con il pieno sostegno delle democrazie occidentali!
    Ma sì, dai, ero io che sbagliavo, con i terroristi ci si siede intorno ad un tavolo e si tratta, ci mancherebbe altro, avremmo dovuto farlo anche noi con le Brigate Rosse, nota associazione filantropica che elargiva a spese proprie dotte lezioni di uguaglianza e fraternità a base di piombo e C4. I criminali in galera? ma checazzodico? Nooo, quelli di una certa parte politica (ma solo quelli, eh, se sono di destra, tutti denter, anche se sono solo dei rubagalline) stanno bene fuori, ci mancherebbe, altrimenti l'umanità come farebbe senza di loro, senza la loro innata propensione alla pace e allo spirito di sacrificio (degli altri) per il bene comune (il proprio).

    Ma per favore...

  11. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da Zerotolerance70 Visualizza Messaggio
    Penso di sì, ma tu illuminami lo stesso, o sommo esperto di armi terroristiche.
    Visto che me lo chiedi...
    Sono razzi prodotti artigianalmente, esattamente, come le molotov o le bombe carta. Hanno un potere distruttivo notevolmente basso: una persona per morire a causa di un quassam deve praticamente essere quasi presa da questo. Mentre una bomba (ma anche un missile) viene lanciata in un posto, ma da li ha un'ampia area in cui tutto quello che vi si trova viene distrutto, un quassam non riesce ad operare in questi termini.
    Non esistono bombardamenti di quassam ovviamente, sono razzi... quindi non è come mella Milano del 43 che arrivano gli aerei, suonano le sirene e la gente va nel rifugio. Talvolta inaspettatamente arrivano queste ondate di razzi artigianali che vengono lanciati anche da una decina di chilometri ed atterrano in modo confusionario. Ovvio che chi li vede arrivare si mette al riparo - soprattutto in quei casi (abbastanza rari visto che i mezzi e le distanze non lo rendono facile) in cui Hamas riesce a fare una raffica compatta - e certo non ritengo sia un bel vivere. Ma il paragone con i bombardamenti USA ed i rifugi (bellissimo che siccome hai calcolato una media di 7 razzi al giorno, hai dedotto che van nei rifugi 7 volte al giorno.. ) dimostra incompetenza.



    Ah, già, scusa, quello è un nuovo tipo di gioco di società che in certe zone di Israele viene fatto fare diverse volte al giorno, dicono che abbia benefici effetti sulla salute psichica e morale.

    Ma sìììì, è vero, eccchecazz..., quelli di Hamas sono dei partigiani combattenti per la libertà e l'ingiustizia, chissà che mi credevo, oddio, dovrò senz'altro cospargermi il capo di cenere. E che dire di Israele: mammamia, fortuna che c'è gente come te disposta a riportare la mia povera mente sulla retta via! Macerto, Israele, quell'accozzaglia di fascistelli che da anni si diletta di pulizia etnica, con il pieno sostegno delle democrazie occidentali!
    Ma sì, dai, ero io che sbagliavo, con i terroristi ci si siede intorno ad un tavolo e si tratta, ci mancherebbe altro, avremmo dovuto farlo anche noi con le Brigate Rosse, nota associazione filantropica che elargiva a spese proprie dotte lezioni di uguaglianza e fraternità a base di piombo e C4. I criminali in galera? ma checazzodico? Nooo, quelli di una certa parte politica (ma solo quelli, eh, se sono di destra, tutti denter, anche se sono solo dei rubagalline) stanno bene fuori, ci mancherebbe, altrimenti l'umanità come farebbe senza di loro, senza la loro innata propensione alla pace e allo spirito di sacrificio (degli altri) per il bene comune (il proprio).

    Ma per favore...
    Ma sai che hai scritto dei post più unici che rari???
    Ho sottolineato una frase emblematica, perché preso dal qualunquismo non sei nemmeno in grado di capire che molte delle persone che ti hanno criticato son proprio di destra. Il tuo post è una raccolta di provocazioni e luoghi comuni (che tra l'altro non c'entrano una mazza con il discorso in questione) eccezionale.
    Quello che ti sfugge è che qui praticamente nessuno mette in dubbio che esistano delle colpe palestinesi, o che in palestina accadano o si dicano cose non belle. Quello che ha sorpreso dei tuoi post sono però innanzitutto le conclusioni che ne trai, che vengono considerate a seconda stupide, insensate e comunque disumane.. ma di questo si potrebbe discutere, in secondo luogo, almeno in due abbiamo fatto notare che, al di la delle conclusioni che potrebbero in teorie rientrare nella sfera delle opinioni, è proprio tutta la struttura argomentativa che è delirante e denota fors'anche (e sarebbe meglio così.. il tutto acquisirebbe un suo grado di comprensibilità, benché tale disprezzo per la vita umana rimanga mostruoso) una totale ignoranza della storia della palestina. Da una situazione del genere non ne vieni certo fuori lanciando provocazioni
    Ultima modifica di HeadlessChild; 17-01-2009 alle 15:12

  12. #116
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    è inutile discutere con lui, è fin troppo evidente dai suoi post che mentre gli altri leggono i suoi e cercano di rispondergli argomentando, lui ignora totalmente ciò che gli scrivono/rispondono gli altri rispondendo solo a base di slogan e frasi fatte...

    lasciamolo bollire nel suo brodo, è l'unico modo per non farsi rovinare la vita dai troll
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  13. #117
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    Vi metto il link di questo sito (guardalo anche tu zero tolerance!) che potrebbe svelare dei risvolti inquietanti (e già visti in altre occasioni) sulla crisi di gaza.. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5471.

  14. #118
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    e infine vi posto anche questo! é il blog di Vittorio Arrigoni, membro dell'Ism e corrispondente del manifesto direttamente da sotto le bombe di Gaza.. Direi che vale la pena di leggerlo!! guerrilla radio

  15. #119
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    un paio di articoli che commentano l'attuale situazione post-ritiro e l'evoluzione che potrebbe avere la sfera politica israeliana nel prossimo futuro... ve lo anticipo subito: non ci sono buone notizie:

    di Umberto De Giovannangeli
    È tornato ai suoi, affollatissimi, corsi universitari. Ma non è venuto meno a quella passione civile e a quel coraggio intellettuale che lo ha portato per molti anni ad essere il leader riconosciuto della sinistra pacifista israeliana: parliamo di Yossi Sarid, fondatore del Meretz, più volte ministro nei governi a guida laburista. Oggi, Yossi Sarid è una voce fuori dal coro, la voce dell’Israele che non crede nella «guerra giusta» di Gaza. «No - afferma deciso Sarid - quella condotta a Gaza non è stata una guerra giusta. È semmai una guerra terapeutica che libera da inibizioni morali, guerra fatta per roteare gli occhi. Per questo è ancora più pericolosa».
    Professor Sarid, nel vivo della guerra a Gaza, le autorità israeliane hanno reagito duramente ad una immagine utilizzata dal cardinal Martino per definire la condizione di Gaza e della sua gente: Gaza, ha sostenuto il cardinale, è un grande campo di concentramento. È una forzatura della realtà?
    «No, non è una forzatura. A Gaza un milione e mezzo di esseri umani, la maggior parte dei quali profughi abbattuti e disperati, vivono nelle condizioni di una gigantesca prigione, terra fertile per un altro giro di bagni di sangue. Terra in cui giovani che non hanno futuro rinunciano facilmente al loro futuro, che non possono scorgere all’orizzonte. Il fatto che Hamas possa essersi spinta troppo oltre con i suoi razzi non è una giustificazione per la politica di Israele degli ultimi decenni, per la quale si merita giustamente una scarpa irachena in fronte».
    Considerazione durissima. Alla quale si potrebbe rispondere che nell’estate del 2005, Israele si è ritirato unilateralmente da Gaza.
    «La parola chiave resta sempre quella: unilateralmente. Israele ha preso tutte le decisioni più importanti in questa chiave: il ritiro da Gaza, il tracciato della Barriera in Cisgiordania, la realizzazione degli insediamenti, il continuo stop and go ai negoziati. E ora il cessate-il-fuoco nella Striscia. È come se la controparte non esistesse o non avesse voce in capitolo. Questo ha finito per delegittimare ogni controparte. E sulla delegittimazione dell’altro non si costruisce un percorso negoziale».
    Insisto: Israele afferma che è stato Hamas a violare la tregua, sparando missili contro il Sud d’Israele.
    «Il punto non è giustificare Hamas, cosa che mi guardo bene dal fare. Il punto è che è difficile far credere che sia esistita una tregua a un milione e mezzo di persone che hanno continuato a vivere in una gigantesca prigione. Cosa ci attendevamo da loro? Che prendessero le armi contro Hamas? Il fatto è che in questi anni la cecità della nostra politica ha finito per rafforzare Hamas e i gruppi radicali. E per spiegarle questo convincimento voglio raccontarle una storia…»
    Quale storia, professor Sarid?
    «La scorsa settimana ho parlato con i miei studenti della guerra a Gaza nel contesto di un corso sulla sicurezza nazionale. Si è sviluppata una discussione appassionata, e uno studente, che si era dichiarato "molto conservatore", mi ha detto: "Se io fossi (stato) un giovane palestinese avrei combattuto ferocemente gli Ebrei, perfino col terrorismo. Chiunque ti dica delle cose differenti, mente. Quelle parole mi hanno scosso nel profondo. Le sue osservazioni suonano familiari, le ho già sentite nel passato. Improvvisamente ricordo: circa 10 anni fa erano proferite dal nostro ministro della Difesa, Ehud Barak. Il giornalista di Ha’aretz Gideon Levy gli chiese allora, come candidato a primo ministro, cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese e Barak, con franchezza, rispose: "Mi unirei ad una organizzazione terroristica". E qui il cerchio si chiude…».
    In che senso si chiude?
    «Io ho odiato tutti i terrorismi nel mondo, quale che fosse il fine delle loro lotte. Comunque, sostengo ogni attiva rivolta civile contro ogni occupazione, e Israele è fra i più deprecabili occupanti. E fino a quando varrà ciò che quello studente ha detto, "se fossi palestinese combatterei gli Ebrei", e ammesso da Barak, "mi unirei ad un’organizzazione terroristica", non vi sarà mai spazio per la pace, ma solo per nuove, devastanti "guerre terapeutiche", o per tregue destinate a fallire se restano tali e non, come è necessario, la premessa di una vera strategia del dialogo».

    19 gennaio 2009
    "Better to Reign in Hell, than Serve in Heaven"
    J. Milton
    (Paradise Lost, cit.)



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    e qui il secondo articolo:

    di Francesca Marretta
    Gerusalemme
    Mentre a Gaza non si ferma l'offensiva israeliana, nello Stato ebraico procede la macchina elettorale, in vista del voto per le elezioni politiche il prossimo dieci febbraio. Lunedì scorso, il comitato elettorale della Knesset (il parlamento israeliano), su richiesta della coalizione di estrema destra, Ichud Leumi-Israel Beiteneu ed il partito centrista Itay Furman (ex Shinui), ha votato l'esclusione dei due partiti arabi di Israele Balad (Assemblea Nazionale Democratica della minoranza araba) e Tàal (Lista Araba Unita), dalle ormai imminenti elezioni. Le due formazioni arabe sono state accusate di non riconoscere Israele come Stato ebraico e sostenere la lotta armata. Contro il provvedimento si sono schierati solo il partito di sinistra Meretz, che ha votato contro ed il partito di sinistra a componente araba ed ebraica israeliana, Hadash (Fronte democratico per la pace e l'uguaglianza), che ha lasciato l'aula al momento del voto. La decisione di escludere i due partiti arabi, è stata presa dopo una acceso dibattito parlamentare, in cui sono volati pesanti insulti incrociati: «Ogni voto dato a Kadima è una pallottola nel petto di un bambino palestinese» ha inveito contro i colleghi deputati in aula il leader della Lau, Ahmed Tibi, accusando Israele di essere «un paese razzista». Tibi ha dichiarato nella stessa seduta: «Gli arabi sono abituati a questo tipo di lotte e ne verranno fuori vincitori». Il presidente di Balad, Jamal Zahalka, si è detto non sorpreso dalla decisione del comitato elettorale, dal momento «che si è votato per ragioni politiche in un'atmosfera di guerra». Nelle ultime settimane erano state sottoposte alla Knesset tre diverse richieste per impedire al partito Balad, che conta attualmente tre seggi in parlamento, di presentarsi alle prossime elezioni. Balad ha presentato ricorso in appello all'Alta Corte di Giustizia per rovesciare il verdetto della Commissione elettorale centrale del Parlamento israeliano. Il Tribunale si pronuncerà la prossima settimana. «Ma in questo clima di guerra, non c'è da aspettarsi nulla che riporti il paese al rispetto delle regole della democrazia», ha dichiarato a Liberazione Jamal Zahalka.
    Che impatto avrebbe l'esclusione delle liste arabe dalla partecipazione alle elezioni?
    «Questa decisione è stata presa da un comitato politico, il comitato elettorale centrale, che rappresenta tutte le forze presenti in Parlamento. Mettendo le componenti arabe nell'angolo credono di guadagnarsi a buon mercato il consenso di coloro che nel paese sono favorevoli a questa guerra, a spese dei palestinesi che vivono in Israele. Se l'Alta Corte dovesse avallare questo tentativo antidemocratico di tagliarci fuori dalle elezioni non esisterebbe più una rappresentanza in Parlamento della parte araba della popolazione di Israele. Noi vogliamo parteciapare democraticamente al voto, ma se ci sará impedito inviteremo al boicottagg
    io del voto tutta la parte araba del paese. Dal punto di vista legale l'Alta corte dovrebbe bocciare questa decisione della Commissione elettorale, ma io credo che nell'ombra di quesa guerra il clima sia poco propizio per la democrazia e i diritti delle minoranze».
    Sostenete Hamas, nel cui statuto si invoca la distruzione di Israele, come dice la maggioranza dei parlamentari israeliani?
    «Ci accusano di sostenere Hamas. La verità è che noi sosteniamo il popolo palestinese. Sosteniamo il diritto alla vita dei bambini palestinesi. Israele ne ha uccisi più di trecento in venti giorni di guerra. Noi pensiamo che Hamas faccia parte dell'arena politica palestinese. E sosteniamo che debba tornare all'unità con Fatah. Noi non vogliamo il dominio di Hamas a Gaza, ma che i palestinesi ritornino ad un assetto istituzionale comune. Non siamo sionisti, ma siamo figli di questo paese, siamo nati qui. La verità è che le accuse che ci vengono mosse sono uno dei tanti aspetti della profonda crisi che esiste in tra lo Stato di Israele e la componente araba della propria popolazione. Il Premier Olmert, Barak e il capo di Stato Maggiore della difesa per noi si sono resi responsabili di crimini di guerra».
    Come guardate al modo in cui l'Anp sta gestendo la crisi?
    «Non siamo affatto soddisfatti dell'atteggiamento dell'Anp. Potrebbe fare molto di più, assumere toni molto piu forti. Da quando è cominciata l'aggressione a Gaza la gente scende in piazza a gridare la propria rabbia e i servizi di sicurezza dell'Anp reprimono le manifestazioni».
    Qual è il vostro orientamento sul ruolo dell'Egitto?
    «L'Egitto è corresponsabile per l'isolamento di Gaza. Potrebbe aprire la frontiera di Rafah, ma non lo fa».
    La decisione di escludere le liste arabe dalle elezioni trova consenso in Israele?
    «La decisione presa dalla commissione in parlamente riflette decisamente quello che accade nella societá israeliana. Ma l'opinione pubblica israeliana dovrbbe capire che quello che accade oggi è che uno come Lieberman (leader di Israel Beiteneu, partito russofono di estrema destra, ndr.) un fascista, decide ciò che è consentito o meno nella vita politica del paese e capire davanti a che minaccia per la democrazia ci troviamo. Lieberman è il baromentro del razzismo nella societá israeliana. Quando si rafforza vuol dire che la societá è più intollerante».
    Se l'Alta Corte avallerá la decisione della commissione elettorale, come vi organizzerete?
    «Credo che ci sará un boicotaggio di massa delle elezioni da parte della comunitá palestinese. E a questo punto ci organizzeremo per avere un parlamento separato per i palestinesi in Israele».
    Ma come potreste ottenerne il riconoscimento?
    «Credo che possiamo intanto possiamo crearlo. Ne abbiamo il diritto. In quanto minoranza araba in Israele sceglieremo indipendentemente la nostra leadership. Non ci resta altra scelta dato che ci viene impedito in maniera antidemocratica, di partecipare democraticamente alle elezioni. Creeremo un parlamento arabo separato in Israele, in maniera indipendente e volontaria e ne chiederemo il riconoscimento al mondo arabo all'Europa e agli Stati Uniti».
    Cosa accadrà tra popolazione araba di Israele e resto del paese se la destra vincerà le prossime elezioni?
    «Vede, in Israele per vedere la differenza tra destra e sinistra bisogna munirsi di lente di ingrandimento. E Livni e Barak, per quello che abbiamo visto con questa guerra, hanno dimostrato di essere più crudeli della destra estrema».

    17 gennaio 2009
    Ultima modifica di Engash-Krul; 19-01-2009 alle 15:57
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