
Originariamente Scritto da
dicklaurant
voglio partire dalla micro-politica locale per riallacciarmi al vostro discorso sulle forze politiche:
nel mio comune governa da quasi una trentina di anni un accrocchio politico creato intorno ad un personaggio ex PSI che è stato uno dei primi inquisiti di Tangentopoli, addirittura è probabile che la prossima volta candiderà il figlio e si può essere abbastanza sicuri che vincano come sempre, in quanto si tratta di una coalizione politica assolutamente eterogenea (vecchi arnesi DC, berlusconiani, sinistrorsi del PD, vecchi arnesi del PCI, ecc ecc); bisogna dire che questi vincono perché possiedono TUTTO, quando si fanno le elezioni il diktat è molto semplice "mi voti perché altrimenti vi licenziamo dagli alberghi, dalle società miste, vi abbattiamo le case ecc" (chiaramente parliamo di un sistema basato negli anni sul voto di scambio dell'abusivismo edilizio e del lavoro nel settore turistico di cui si campa da queste parti, unitamente alla lottizzazione nepotistica dei posti di lavoro derivanti dalla gestione della cosa pubblica)
ora nel mio comune il M5S ha praticamente preso una percentuale in linea con le aspettative, e si tratta di un insieme di persone che va dall'estremista di destra/sinistra, l'ambientalista, il giustizialista, ecc ecc
secondo me questo quadro è applicabile anche su scala nazionale, la mia tesi è molto semplice: l'Italia è un paese troppo arretrato per essere rinnovato, in quanto il potere (quello vero) è troppo ristretto nelle mani di elite da troppo tempo consolidate, annidate in tutti i posti chiave e simbiotiche con il crimine organizzato, la Chiesa, l'alta finanza ecc
dato che nelle nazioni globalizzate il cibo certo non manca, rivolte vere come nei paesi arabi non succederanno, quindi tanto vale fare le valigie e andare via, qui non c'è nessuna speranza più
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