Ancora più difficile del precedente, ma ad un primo impatto non raggiunge le stesse vette. Secondo me The Painter's Palette è veramente un disco immenso, e speravo che con questo si sarebbero mantenuti sugli stessi livelli. Ma la "destrutturazione" dei pezzi, ormai portata all'estremo, rende il tutto troppo caotico e informe. Il sopravvento del jazz sul lato estremo non è un male, peccato che a forza di evitare in ogni modo la forma canzone abbiano reso l'ascolto del disco veramente troppo difficoltoso. Ci sono trovate geniali e frammenti di canzoni (perchè parlare di brani interi mi risulta assai difficile) splendidi, ma il precario equilibrio di jazz e metal di TPP è andato perso.
Comunque non si sa mai, ascoltandolo altre cento volle forse riuscirò ad assimilarlo e magari cambierò del tutto idea. Mi è successo anche col precedente album.


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.. ora qui leggo buoni commenti 



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