Non hai capito. Semplicemente il gusto ci rispecchia, parla molto di noi (del resto siamo noi che lo scegliamo, no?), e la musica ancora di più essendo diretta e non mediata dalle forme. Come ho scritto prima, non è il "cosa" ma il "come" a fare la differenza. E visto che in casi estremi, come per esempio l'essere fan sfegatate di Tiziano Ferro, il "come" è abbastanza inequivocabile ne consegue anche che il gusto diventa un nettissimo campanello d'allarme. Non una certezza, lo ripeto, un grande campanello d'allarme. Un campanello che pesa e va valutato contestualmente.
Quello che sostieni tu è uno sterile buonismo di matrice veltroniana per cui "buuh salviamo tutti aaah".
Esempio più terra terra: difficilmente una persona il cui libro preferito è tre metri sopra al cielo avrà la minima profondità, non trovi? E questo non deriva dal fatto in sè, ma da ciò che vi sta dietro e cosa questo comporta.


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