Faccio due esempi, sempre inerenti alla questione.
1. L'assolo centrale di "Flesh and the power it holds".
2. La cover di "Painkiller".
1. Che l'assolo sia bello, penso che non lo metta in dubbio nessuno. Ma oggettivamente? Oggettivamente parlando, è suonato bene? Sì. Con gusto? Sì. Con personalità? Direi; voi l'avete mai sentito altre volte un assolo così? E' improvvisazione pura, sotto c'è solo il basso che suona tutta un'altra cosa, non ci sono accordi o parti ritmiche che aiutino Chuck a tenere in piedi quello che suona; l'assolo sta in piedi da solo, sulle scale e le progressioni armoniche che lui sceglie e segue. Come si vede, fin qui non ho scritto una sola parola che sappia anche solo da lontano di soggettività. Ora, come recensore, mi posso anche prendere una licenza personale, e dire che a me assoli così fanno impazzire, letteralmente; e che con questo assolo Chuck mi ha per poco più di un minuto riportato in vita lo spirito di Cristopher Michael Oliva, richiamando l'assolo fantastico contenuto in "Ghost in the ruins". Ecco, qui sì ci ho messo la soggettività. Ma se si può discutere il discorso su Criss (un altro potrebbe dire: "più che Criss io ci sento James Marshall Hendrix"), il discorso precedente lo puoi solo accettare. Poi sta a te decidere se ti piacciono gli assoli suonati come fossero dei "brani nei brani", o se invece preferisci quelli schizzati e schizoidi degli Slayer; io il mio dovere l'ho fatto, ti ho detto com'è quell'assolo, e come suona la chitarra Schuldiner.
2. La cover di Painkiller . Qui ne ho sentite tante. "E' meglio dell'originale", "no, l'originale è inarrivabile", "l'originale è meglio ma preferisco ascoltare questa versione"... Tutti giudizi, se badate bene, soggettivi. Frega nulla, dice il lettore della rece. Come cazzo suona 'sta cover?
Intanto, rispecchia l'originale; non è la cover stile Nevermore, dove le uniche cose che restano uguali sono il titolo e il testo (vedi "The sound of silence"). Lo stile vocale di Chuck si avvicina a quello di Halford, ma la sua timbrica ci aggiunge una sfumatura velenosa e acida che la versione originale non ha. Il basso, sotto, disegna linee che ispessiscono notevolmente il tessuto ritmico del brano; Christy è il solito martello implacabile, anche se limita di molto le incursioni dal sapore jazz presenti sugli altri brani dell'album. Capitolo assoli: totalmente diversi. Rivisti magari non del tutto nella progressione ritmica e scalare, ma quasi totalmente nel sapore finale; questi sono brutali, cattivi, suonati in modo impeccabile; mancano gli armonici adamantini messi genialmente da Tipton, ma ancora una volta sono composti in modo da scorrere benissimo e risultare oltremodo efficaci; il secondo, poi, è eseguito alla velocità della luce. Ai 4 minuti e mezzo, c'è una parte in cui: A. si fa fatica a distinguere differenze fra il cantato di Chuck e quello dell'originale e B. il riff già efficacissimo dell'originale è reso in modo ultrapesante, grazie ad un'orchestrazione geniale delle parti ritmiche. Laddove il brano dei Priest è tagliente come una lama, nella versione dei Death la fa da padrone la potenza più bruta.
Fin qui, soggettività pari a zero.
Voglio dare al lettore la mia impressione personale? Questo è un brano spettacolare, fantastico. E' una cover, ma è anche un pezzo sorprendentemente Death, tecnico, brutale, travolgente. E Chuck non è mai stato assetato di sangue come lo è in questo brano. Questa cover è una belva feroce, siete avvisati. Meglio dei Priest? Peggio? Beh, diciamo che secondo me gli assoli di Chuck sono anche più belli di quelli proposti da Tipton e Downing, senza dubbio sono più veloci, più pesanti, più cattivi. E la cover in sè è così ben realizzata, che potrebbe essere considerata la versione definitiva di questo brano.


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), che, in tutti i campi, chi pensa di avere afferrato tutte le "verità", spesso è solo un pallone gonfiato (e spero di non aver mai dato questa impressione...)





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