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Discussione: Il P2P oggi

  1. #271
    The One Who Made Heavy Metal
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    Citazione Originariamente Scritto da Sixx77
    col cavolo che godono di ottima salute!!!
    Co cavolo che rivedrai un altro Titanic o un altro terminator 2(in termini di investimento)...
    Che sfiga eh?
    Cmq, sixx, sul cinema sbagli di grosso, ed hai tutti gli strumenti per reperire dati

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  3. #272
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    Citazione Originariamente Scritto da Sixx77
    Uno con P2P non "si fa conoscere"! Rende solo il suo lavoro disponibile a tutti, ma il Farsi conoscere è cosa che riguarda la "Promozione" che è cosa ben diversa e per nulla inerente al discorso File Sharing.

    è come se io porto il mio libro lo ragalo ad una libreria infilandolo in unoscaffale in mezzo ad altri milioni di libri????
    Chi lo trovera???? In quanti????

    Semmai la promozione la farà il genstore se vorrà raccomandarlo a qualcuno che entra o vorrà metterlo in bella mostra in vetrina o sul bancone.

    Ciò che ti fa conoscere è la promozione, e non ha nulla di nulla a che vedere con le funzioni di P2P...
    Ma dai. Perchè rendere disponibile a tutti, non è "farsi conoscere"?

    Al giorno d'oggi la promozione come tu la intendi, intervista, pubblicità cartacea è stata affiancata anche da tutte le possibilità che la rete ci ha offerto. Se un gruppo è addormentato e si fa trovare senza un sito, un myspace e anche il p2p (sono in molti a piazzarlo in rete per farsi conoscere, logicamente gruppi piccoli), allora è tagliato fuori. Oggi come oggi o ti fai trovare pronto, aggiornato oppure passa il treno e neanche te ne accorgi.

    Anch'io prima pensavo che il p2p stesse uccidendo la discografia, invece ora ho cambiato idea.
    Ok il mercato è calato, ma questo è fisiologico. Ok, ci sono dei mongo-spastici (questi per me non sono neanche amanti della musica) che fanno scaricaggio selvaggio senza acquistare nulla, però vengono bilanciati da chi come noi ha trovato nella rete tanti negozi on-line che vendono a prezzi onesti e invece di pagare un cd 20 euro, lo pagano la metà, quindi possono prenderne 2 invece di uno.

    In Italia il mercato è calato proprio per questi motivi, perchè i prezzi sono proibitivi, perchè in rete (però all'estero) trovi li stessi cd a metà prezzo, perchè abbiamo dei politici che non sanno neanche cosa sia la musica e la tassano con l'iva al 20%. A me dispiace acquistare all'estero, perchè poi le classifiche italiane risultano essere sempre falsate e sembra che gli italiani non comprino musica (infatti risultiamo, a torto, tra i primi in classifica europea come volume di file-sharing). E c'è da tener conto che il tutto si riflette anche nelle scelte di chi organizza i concerti.

    E poi diciamoci la verità: il p2p ha dato un bel calcio in culo al monopolio discografico e alcuni hanno capito che se i prezzi non vengono diminuiti, continueranno a prenderlo in quel posto.
    Ultima modifica di CarloM; 11-07-2007 alle 17:13

  4. #273
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    I dati sul cinema e sul mercato software non ricordo dove li lessi e non so nemmeno se fossero attendibili, fatto sta che credevo che il p2p danneggiasse soprattutto questi settori.
    A livello di budget e quindi di investimenti oggi siamo a livelli anche più alti dei vari Titanic e Terminator 2. Basti pensare a Spiderman 3, I Pirati dei Caraibi, King Kong....tutti film con un budget superiore ai 200 milioni di dollari.

    Per quanto riguarda la musica, evidentemente sono io che vivo su un altro pianeta, ma come dicevo, i Led Zeppelin non sono l'unico caso di un gruppo storico che in Italia faticava ad organizzare concerti.
    E' vero che oggi si punta molto più sui festival o sui concerti con 2/3 gruppi di medio/alto livello, ma è altrettanto vero che se vuoi vederti gli Opeth non devi aspettare l'unica data italiana in 10 anni!

    Inoltre la qualità degli album dei gruppi di medio/alto livello non mi sembra affatto scemata, visto che persino un gruppo come gli Shadow Gallery che non vive di musica, riesce a realizzare album con ottimi suoni a livello delle band più blasonate.

  5. #274
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    Citazione Originariamente Scritto da Sixx77
    Per quanto riguarda la scarlet me lo disse proprio un tipo dell etichetta all epoca...

    Per quanto rigaurda la Season Of mist, reunion e Ristampe erano già date per "cosa fatta", lo dissero diverse fonti(giornali ecc ecc) ma alla fine saltò...
    Nel caso della reunion per i troppi impegni di Kelly.
    ti ha risposto headless per me, sixx

  6. #275
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    Citazione Originariamente Scritto da Sixx77
    La scena live in Italia è calata negli ultimi 3,4 anni in modo abominevole!
    Praticamente è diventanto impossibile vedere un gruppo di importanza grande o medio/grande fuori da un festival.

    Negli anni 90 Per esempio gli Iron si fecero innumerevoli date in Italia, anche nel sud, gli Slayer, come anche altri gruppi di quel livello suonarono diverse volte da soli, ora è una rarità.
    Questa ad esempio è una cosa assolutamente non vera! I Maiden li abbiamo visti 5 volte negli ultimi 2 anni e li rivedremo anche l'anno prossimo. E li abbiamo visti sia in 2 tour tutti loro, sia in diversi festival.
    Stessa cosa per gli Slayer...nel tour di God Hates Us All e in quello di Christ Illusion li abbiamo visti innumerevoli volte sia nei festival, sia nei concerti organizzati per loro.

    Inoltre la situazione nel sud Italia è parecchio migliore rispetto agli ultimi 5 anni...ma anche 10!
    In tempi recentissimi al sud ci son stati concerti di Deep Purple e Testament, presto si beccano i Gamma Ray e i Soulfly...in autunno arriveranno i Dream Theater...sinceramente 5 anni fa non so quanti gruppi stranieri di questo calibro scendevano sotto il confine dell'Emilia Romagna, ma non mi pare fossero moltissimi. Certo i concerti al sud sono ancora pochi rispetto a quelli organizzati al nord, ma qualcosa si sta smuovendo...è innegabile!

    In generale non riesco a trovare artisti che 10 anni fa suonavano regolarmente in Italia ed oggi se ne stanno alla larga dal nostro Paese. I Def Leppard son venuti al Gods 2005, un festival ok, ma prima...quand'era l'ultima volta? E i Rush prima del 2004? O anche gli Who...che se non vado errato prima di quest'anno li avevamo visti nel 1972(!!!!).

    Se la crisi musicale vuol dire avere più concerti dalle nostre parti...beh...allora io sono a favore della crisi^^

  7. #276
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    La crisi del discografico sta mettendo un accento importante sulla dimensione live, infatti ultimamente sto vedendo molti concerti / festival anche qui in italia! Se non fanno soldi con i CD allora ecco che a maggior ragione devono puntare su un tour, questo è il discorso.

  8. #277
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    E secondo me questa è una cosa buona e giusta, dato che credo che un gruppo debba guadagnarsi la fama ed i fans soprattutto in sede live e non solo con i dischi in studio^^
    Non vedo perchè uno che non sa suonare dal vivo debba continuare a fare il musicista^^

  9. #278
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    Citazione Originariamente Scritto da HeadlessChild
    Evidentemente se l'interessamento è naufragato/è stato rimandato per motivi economici è perché gli Atheist erano un affare da poco.. e lo sono stati sino a che... beh, l'ha già detto thrash
    Gli Atheist sono un esempio palese e negarlo mi sembra non voler vedere. Semmai si può ribattere che casi come questi sono marginali ed analizzare la questione p2p con riferimento alle cand nuove/emergenti, argomento che ho già affrontato.
    Gli Atheist non erano per nulla un affare da poco per un scarlet dell epoca o per una "Season of Mist", che tutt'ora non ha gruppi al loro livello...

    Per quanto riguarda i due interessamenti da parte di case discografiche questi sono quelli di cui io sono a conoscienza, ce ne saranno stati sicuramente altri.
    Confermo e sottoscrivo che l'interesse c'era, e anche molto vivo, dietro ad una reunion del gruppo, e posseggo ancora giornali in cui si parlava di una probabile reunion e del fatto che il gruppo era alla ricerca di un bassista.

    Molto probabilmente non andò in porto perchè Kelly stava cominciando a raccogliere i primi frutti dei suoi "neurotica", per cui il discorso Atheist venne congelato.

    Sinceramente non capisco come si possa o si voglia per forza trovare una motivazione alternativa a questa, che è l unica ad avere riscontro nei fatti.
    Evidentemente Kelly Sheafer non aveva intenzione di dare alle ristampe i dischi degli Atheist Morti... cosa normale, e che coincide perfettamenta anche con il tour che ha seguito le ristampe stesse.

    Ripeto,io non capisco come si possa negare la palese evidenza di queste cose!

    Allora, posto che l'artista firma il contratto con la casa discografica e che quindi il discografico non sia un ladro di idee ma abbia tutto il diritto di fare quello che vuole del disco.
    Tuttavia, sono passato ieri sopra l'articolo 41 della costituzione: posto che la libertà di fini in economia è un principio fondante del nostro sistema giuridico, si deroga al principio laddove questa si scontra con l'utilità sociale, la sicurezza e la dignità umana.

    Quest'articolo non c'entra un emerito cazzo, c'entrerebbe solo con un'interpretazione ultra-estensiva di utilità sociale che non c'è. Ad ogni modo rende chiaro un concetto: il diritto si costituisce come insieme di principi contrastanti e di volta in volta si decide quale prevale.
    Siccome tu stai facendo un discorso di principio e non pratico, questo discorso dovrebbe valere anche per le cassette copiate degli anni 80. Eppure a quei tempi non esisteva una tutela in quel senso... e tra l'altro nessuno si lamentava. Pertanto, come vedi, le cose sono più flessibili.
    A parte il fatto di una logica disarmante che il P2P sia un furto e un danno economico, cosa per cui certo non occorre neanche scomodare leggi varie...

    Ricordo che anche la riproduzione dei dischi su cassetta(Tape trading) nel mezzo tra i due decenni 70/80 preoccupò non poco le case discografiche.
    La preoccupazione però svanì presto visto che in concomitanza con la grande diffusione del fenomeno ci fu un'impennata delle vendite(periodo d'oro delle vendite di dischi fu proprio il decennio a cavallo tra metà 70 e metà 80.).
    Evidentemente il fenomeno(anche per motivazioni logiche che puoi ben immeginare) non era poi così preoccupante, anche perchè, a differenza di File sharing esso si può veramente considerare "un compromesso", visto che fornisce un supporto dalla durata limitata e di qualità molto più scadente.
    ( e ve lo dice uno che ha avuto più di 100 cassette in macchina fino a 2 mesi fa).

    In ogni caso io posseggo una versione di "Breakin the Chains" dei dokken, uscito su carrere record in cui vi è un bollino che diche proprio "Tape trading kill the music, and is Illegal".

    Si. Non tanto come fanno sembrare, ma si. Pertanto è stata inserita una tutela, assolutamente eccessiva in diverse parti e ridicola nel suo insieme, poiché c'è un reato costantemente impunito da una parte, e dall'altra ci sono le major che si beccano percentuali sui CD vuoti... ???
    Se si deve criticare la politica delle case discografiche o della SIAE sono perfettamente d'accordo, sapete che nel mio essere true rompipalle non mi tiro di certo indietro.
    Ma se io accuso qualcuno di essere un ladro e poi rubo anche io mi suona molto come il Bue che da del cornuto all asino!

    Queste sono scuse, deve essere il proprio senso della morale a dirmi che rubare è "sbagliato".

    - il filesharing faccia bene all'arte e quindi alla cultura; alla sua diffusione alla sua creazione, ai migliori. Ovviamente affermare ciò ha senso solo se si ritiene che non tutta la musica è arte e che i migliori non è detto che vendano.
    - l'oligopolio discografico faccia male all'arte
    Rispondo in due punti:
    - La musica, come l'arte, non è un diritto(con l arte non ci mangi e non ti ripari dalla pioggia) e non deve essere gratuita. L'opera d'arte è un "prodotto" di un lavoro(il disco/film in modo particolare) per cui è giusto e doveroso che l'artista venga retribuito
    - Se all arte togli i soldi, l'arte vivrà con molta più fatica, in alcuni casi morirà proprio... Quindi DOVE FAREBBE BENE ALL'ARTE???

    per anni le biblioteche non hanno pagato diritti d'autore. Non li si pagavano sulle fotocopie dei libri ecc...
    Ci sono delle leggi che regolano anche questo genere di cose, ma per i libri il problema è inesistente... per cui non avrebbe senso affrontarlo.

    Sono due centri d'interesse che si scontrano (uno individuale ed uno generale), pertanto il contemperamento degli interessi si può spostare da una parte o dall'altra e sono opinioni. Sottolineo che una biblioteca, anche quella con diritto d'autore, sarebbe paragonabile ad un Napster che pagasse cifre forfaittarie e ridotte alle case discografiche. Ad ogni modo se tu condividessi i le basi del ragionamento la discussione sarebbe decisamente meno "drammatica" (e lo sarebbe anche la legislazione vigente se se ne convincesse chi di dovere).
    Non ho capito il senso del paragone; in biblioteca uno il libro o la pubblicazione ce l'ha in prestito non in regalo, ne tantomeno è autorizzato a rubarlo...


    Il problema è che tu non condividi i postulati. Su quelli si è discusso in modo molto approfondito nelle pagine precedenti, non si sta aggiungendo nulla, si stanno facendo solo dichiarazioni di principio, ma ogni cosa può essere vista da centinaia di angolazioni, e, guardacaso, il diritto va poi ad operare con un senso decisamente più pratico (e ti rimando alle cassette copiate anni 80).
    E io ripeto che su che cosa è un furto, su cosa è il rispetto del lavoro, e sul fatto che i dati dicono che da quando c'è file sharing NULLA va meglio di prima(anzi, va tutto ben peggio), non è una questione di posizione o di opinione!
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  10. #279
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    Citazione Originariamente Scritto da CarloM
    Ma dai. Perchè rendere disponibile a tutti, non è "farsi conoscere"?

    .
    No! E mi sembra logico il perchè...
    Tu puoi mettere il tuo disco a disposizione di tutti con P2P, ma se non fai sapere che è li disponibile nessuno di certo si metterà a cercarlo!

    Farsi conoscere è un altra cosa!

    Al giorno d'oggi la promozione come tu la intendi, intervista, pubblicità cartacea è stata affiancata anche da tutte le possibilità che la rete ci ha offerto. Se un gruppo è addormentato e si fa trovare senza un sito, un myspace e anche il p2p (sono in molti a piazzarlo in rete per farsi conoscere, logicamente gruppi piccoli), allora è tagliato fuori. Oggi come oggi o ti fai trovare pronto, aggiornato oppure passa il treno e neanche te ne accorgi.
    Pubblicità, interviste e Myspace sono mezzi promozionali!
    P2P NON LO E'!

    Tra l'altro, per quanto mi faccia schifo myspace, è già un modo pratico e più che sufficiente per capire se un disco può piacere o meno senza doverlo rubare scaricandolo.

    Anch'io prima pensavo che il p2p stesse uccidendo la discografia, invece ora ho cambiato idea.
    Ok il mercato è calato, ma questo è fisiologico. Ok, ci sono dei mongo-spastici (questi per me non sono neanche amanti della musica) che fanno scaricaggio selvaggio senza acquistare nulla, però vengono bilanciati da chi come noi ha trovato nella rete tanti negozi on-line che vendono a prezzi onesti e invece di pagare un cd 20 euro, lo pagano la metà, quindi possono prenderne 2 invece di uno.
    Il mercato è in calo anche per P2P, con l aggravarsi del fenomeno negli ultimi 5 anni, va sempre peggio.... E qua si va avanti a parlare di qualcosa di Utile!
    Semplicmente assurdo!

    Il prezzo dei Cd non ha nessuna attinenza con il fenomeno! è solo una (ottima) scusa!

    GLi acquirenti di cd non bilanciano proprio nulla, se lo facessero il mercato non perderebbe ogni anno grosse percentuali di vendite e i media World non metterebbero i libri invece dei CD in esposizione(ecc ecc).

    In Italia il mercato è calato proprio per questi motivi, perchè i prezzi sono proibitivi, perchè in rete (però all'estero) trovi li stessi cd a metà prezzo, perchè abbiamo dei politici che non sanno neanche cosa sia la musica e la tassano con l'iva al 20%.
    La gente non scarica per spendere di meno, scarica per NON SPENDERE!

    A me dispiace acquistare all'estero, perchè poi le classifiche italiane risultano essere sempre falsate e sembra che gli italiani non comprino musica (infatti risultiamo, a torto, tra i primi in classifica europea come volume di file-sharing
    Come dicono gli UTEZ:
    "Italiani brava gente! Non gli frega mai di niente!"

    E c'è da tener conto che il tutto si riflette anche nelle scelte di chi organizza i concerti.
    ...Sempre italiani sono!
    Evviva la ricchezza portata da file sharing!

    E poi diciamoci la verità: il p2p ha dato un bel calcio in culo al monopolio discografico e alcuni hanno capito che se i prezzi non vengono diminuiti, continueranno a prenderlo in quel posto
    Diciamo che invece è un calcio nel culo al mercato discografico, punto!
    A partire dall artista , passando per la label, arrivando agli studi di registrazione, fino ai centri di stampa.

    Bello!
    ps.Il prezzo continua ad essere una scusa!
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  11. #280
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    Citazione Originariamente Scritto da Flea

    Per quanto riguarda la musica, evidentemente sono io che vivo su un altro pianeta, ma come dicevo, i Led Zeppelin non sono l'unico caso di un gruppo storico che in Italia faticava ad organizzare concerti.
    E' vero che oggi si punta molto più sui festival o sui concerti con 2/3 gruppi di medio/alto livello, ma è altrettanto vero che se vuoi vederti gli Opeth non devi aspettare l'unica data italiana in 10 anni!
    Ripeto, sono 15 anni che vado a concerti, ed un tale scemare di concerti "Medio/grandi" non l'ho mai visto.

    I posti come il palaYamamai(Ex palatrussardi,Ex palavobis,ecc ecc) ha sempre ospitato tantissimi concerti nel decennio scorso, ora sono pochissimi quelli che se la sentono di correre il rischio di organizzare un concerto in un posto così grande.
    e questo è un dato di fatto!

    Questo è andato lievemente a favore dei concerti il locali medi(quelli che a Milano sono l'alcatraz,il Rolling stone o il transilvania) che comunque nonostante ciò fanno sempre meno concerti...

    i locali più piccoli, quelli per i gruppi più UNDERGROUND (Ripeto, quella che dovrebbe essere, secondo molti, la frangia che trae più vantanggio da file sharing) sono semplicemente SPARITI!
    Nel giro di 4 anni si sono decimati.
    e questo è un'altro dato di fatto!

    Inoltre la qualità degli album dei gruppi di medio/alto livello non mi sembra affatto scemata, visto che persino un gruppo come gli Shadow Gallery che non vive di musica, riesce a realizzare album con ottimi suoni a livello delle band più blasonate.
    è migliorata la qualità delle "registrazioni", in virtù dello sviluppo e della diffusione di nuovi programmi e tecnologie di registrazione che permettono una buona qualità a prezzi contenuti...
    Ma la Produzione è un altra cosa... e quella vera manca ormai da anni anche ad alti livelli, proprio perchè "costa"
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  12. #281
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    Rispondo solo su alcune cose che mi sembrano "scorrette

    Citazione Originariamente Scritto da Sixx77
    Gli Atheist non erano per nulla un affare da poco per un scarlet dell epoca o per una "Season of Mist", che tutt'ora non ha gruppi al loro livello...

    Per quanto riguarda i due interessamenti da parte di case discografiche questi sono quelli di cui io sono a conoscienza, ce ne saranno stati sicuramente altri.
    Confermo e sottoscrivo che l'interesse c'era, e anche molto vivo, dietro ad una reunion del gruppo, e posseggo ancora giornali in cui si parlava di una probabile reunion e del fatto che il gruppo era alla ricerca di un bassista.

    Molto probabilmente non andò in porto perchè Kelly stava cominciando a raccogliere i primi frutti dei suoi "neurotica", per cui il discorso Atheist venne congelato.

    Sinceramente non capisco come si possa o si voglia per forza trovare una motivazione alternativa a questa, che è l unica ad avere riscontro nei fatti.
    Evidentemente Kelly Sheafer non aveva intenzione di dare alle ristampe i dischi degli Atheist Morti... cosa normale, e che coincide perfettamenta anche con il tour che ha seguito le ristampe stesse.

    Ripeto,io non capisco come si possa negare la palese evidenza di queste cose!
    Cioè, per te non esiste il fenomeno delle band culto? E soprattutto: in base a quali elementi affermi che il filesharing non ha influenza su queste cose? Al comportamento del tuo vicino di casa? Hai idea di quanti revival ci siano stati negli ultimi anni?


    A parte il fatto di una logica disarmante che il P2P sia un furto e un danno economico, cosa per cui certo non occorre neanche scomodare leggi varie...

    Ricordo che anche la riproduzione dei dischi su cassetta(Tape trading) nel mezzo tra i due decenni 70/80 preoccupò non poco le case discografiche.
    La preoccupazione però svanì presto visto che in concomitanza con la grande diffusione del fenomeno ci fu un'impennata delle vendite(periodo d'oro delle vendite di dischi fu proprio il decennio a cavallo tra metà 70 e metà 80.).
    Evidentemente il fenomeno(anche per motivazioni logiche che puoi ben immeginare) non era poi così preoccupante, anche perchè, a differenza di File sharing esso si può veramente considerare "un compromesso"
    Vedi che sei d'accordo con me? I principi sono derogabili

    "Tape trading kill the music, and is Illegal"
    Questa frase è esilarante
    Cmq ai tempi i gruppi che dovevano cercare di vendere ritornelli più aggressivi di quelli di nilla pizzi la pensavano in modo diverso...



    Rispondo in due punti:
    Ok, questo argomento è esaurito



    Non ho capito il senso del paragone; in biblioteca uno il libro o la pubblicazione ce l'ha in prestito non in regalo, ne tantomeno è autorizzato a rubarlo...
    Quanti libri hai letto due volte?
    Ultima modifica di HeadlessChild; 12-07-2007 alle 11:43

  13. #282
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    Citazione Originariamente Scritto da Flea
    Questa ad esempio è una cosa assolutamente non vera! I Maiden li abbiamo visti 5 volte negli ultimi 2 anni e li rivedremo anche l'anno prossimo. E li abbiamo visti sia in 2 tour tutti loro, sia in diversi festival.
    Stessa cosa per gli Slayer...nel tour di God Hates Us All e in quello di Christ Illusion li abbiamo visti innumerevoli volte sia nei festival, sia nei concerti organizzati per loro.
    è vera eccome!
    tenendo presente che slayer e maiden sono ancora gruppi che si possono permenttere molto qua da noi, i Maiden suonano prinicpalmente in festival (tra gods of metal, Heinken,ecc ecc guarda quanti sono stati i concerti fatti ai festival negli ultimi anni e prova paragonarli con il passato.) gli slayer non vengono con un loro tour vero e proprio dall epoca di "Diabolus in musica" le altre volte che hanno suonato lo hanno fatto o al gods o con l'Unholy Alliance(prima con Slipknot e poi con Inflames,ecc). E ripeto, loro sono già dei miracolati.

    Inoltre la situazione nel sud Italia è parecchio migliore rispetto agli ultimi 5 anni...ma anche 10!
    In tempi recentissimi al sud ci son stati concerti di Deep Purple e Testament, presto si beccano i Gamma Ray e i Soulfly...in autunno arriveranno i Dream Theater...sinceramente 5 anni fa non so quanti gruppi stranieri di questo calibro scendevano sotto il confine dell'Emilia Romagna, ma non mi pare fossero moltissimi. Certo i concerti al sud sono ancora pochi rispetto a quelli organizzati al nord, ma qualcosa si sta smuovendo...è innegabile!
    Non conosco la situazione al SUD, il mio termine di paragone è il Nord(che credo sia più indicativo da quel punto di vista, visto che purtroppo è risaputo che il sud quanto a concerti è sempre stato una sofferenza, bastano un paio di concerti per rendere la situazione migliore) e qui ti dico che la situazione di crisi negli ultimi 3/4 anni, con pochi concerti e mancanza di affluenza, è veramente palese.

    In generale non riesco a trovare artisti che 10 anni fa suonavano regolarmente in Italia ed oggi se ne stanno alla larga dal nostro Paese. I Def Leppard son venuti al Gods 2005, un festival ok, ma prima...quand'era l'ultima volta? E i Rush prima del 2004? O anche gli Who...che se non vado errato prima di quest'anno li avevamo visti nel 1972(!!!!).
    Fortunatamente al Gods of metal l'unica speranza che hano di portar gente sono i "Mostri sacri", visto che le nuove leve non sono minimamente al livello per vari motivi, allora chiamano anche gente che altrimenti mai sarebbe potuta venire in italia "a cazzi propri" come i Def Leppard appunto(che nel nostro paese non mettevano piede dal Giurassico)...
    I Rush sono stati un eccezione abbastanza vistosa, probabilmente perchè non c'azzeccavano nulla con i nostri soliti festival... mah... Ma mi pare tu stia parlando di vere e proprie eccezioni.
    Anche gruppi come i Deep Purple, che qua si son sempre fatti parecchie date, suonano sempre ma, con meno frequenza e meno date.
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  14. #283
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    Citazione Originariamente Scritto da HeadlessChild
    Cioè, per te non esiste il fenomeno delle band culto? E soprattutto: in base a quali elementi affermi che il filesharing non ha influenza su queste cose? Al comportamento del tuo vicino di casa? Hai idea di quanti revival ci siano stati negli ultimi anni?
    1) Uno le "band di culto" le conosce perchè qualcuno gli fa sapere che esistono! Poi come se le procura è un altro discorso! Ma non è stato P2P a fargliele conoscere!

    2)Quale può essere l influezenza della ricerca di "dischi e band di culto" mediante P2P??? Non credo siano neanche nel primo milione di dischi scaricati.

    3)I Revival e le Reunion sono iniziate fondamentalmente oltre 10 anni fa... All epoca non c'era neanche Napster.
    Non credo proprio che reunion come per esempio quelle di band di "culto" Jaguar o Angel Witch del 2000 fossero dovute a file sharing... non direi!

    Vedi che sei d'accordo con me? I principi sono derogabili
    e allora??
    Con questo facciamo passare un salasso come File sharing impunito??

    Questa frase è esilarante
    Cmq ai tempi i gruppi che dovevano cercare di vendere ritornelli più aggressivi di quelli di nilla pizzi la pensavano in modo diverso...
    esilarante lo è senza dubbio, anche perchè in quel disco c'è una canzone che si chiama "We're Illegal".

    Per cui uno legge: "Tape trading Kill the music - And is illegal", poi guardi tra i titoli e leggi: "We're Illegal"....

    Quanti libri hai letto due volte?
    Il mercato dei libri è per certi versi analogo a quello musicale, ma in linea pratica la maggior parte dei problemi di quello audiovisivo in quello editoriale cartaceo non esistono.
    C'è chi mette i libri online ma leggerli sul monitor è troppo scomodo e stamparli sulla propria stampante personale è troppo scomodo e costoso...
    Vale la pena comprarselo e basta!

    ps.Pochi libri, ma qualcuno l ho letto 2 volte e uno anche di più.
    ps2.La maggior parte della gente il disco(comprato e sopratutto scaricato) lo ascolta veramente una volta sola...
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
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  15. #284
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    Citazione Originariamente Scritto da Barney
    Io credo che oramai la "questione P2P" sia stata ampiamente sviscerata, e che le posizioni di ognuno risultino abbastanza chiare; nonostante sia pressoché normale che ci siano contrasti di vedute sul medesimo argomento, considero comunque inaccettabili alcune delle affermazioni fatte da Sixx77, durante i suoi interventi. Credo di averlo già detto nel mio precedente messaggio, ma l'impressione che si ha leggendo certe frasi, è che si voglia santificare, e giustificare come cosa buona e giusta, l'idea di un mercato discografico oligarchico gestito da poche persone, e con una mole infinita di quattrini.
    Se è questo che hai inteso dai miei post vuol dire che o mi sono espresso palesemente male(e in tutta sincerità non mi sembra) o tu non hai per nulla capito il senso.

    Io non santifico proprio nessuno e non lo faccio mai(tranne che con i Dokken e Paul Stanley... ) in linee generali, allo stesso tempo mi risparmio di condannare, sopratutto in modo totalmente superficiale qualcosa.

    Mi spiego meglio:
    Il continuare a raffigurare le Major come manipolatrici di menti e distributrici unicamente di merda musicale lo trovo a dir poco ridicolo.
    Di certo c'è anche del vero in ciò, ma mi sentirei ridicolo io, da appassionato di musica a condannare un mercato dicografico che ha reso possibile la pubblicazione di capolavori che io "consumo" da anni ed anni.

    Al tempo stesso il continuare a parlare di "etichette indipendenti" come se fossero aldisopra di tutte le più becere leggi del mercato e delle tendenze è altrettanto palesemente errato.
    Visto che, senza andare a cercare dati astrusi, basti vedere che le uscite "modaiole" perfettamente allineate con la linea stilistica dele Major stesse sono tutt'altro che poche.

    Ciò che cambia tra le due realtà è solo la quantità di denaro in gioco.

    per cui, ripeto: io non santifico proprio nessuno, anzi... sono da sempre il primo a lamentarsi della gente che si fa rimbambire da ciò che viene passato in TV ecc ecc ecc.

    L'idea che il mercato debba essere dominato dalle majors, e che le etichette indipendenti servano a poco, è aberrante perchè va contro i principi elementari del pluralismo.
    L'idea che la Major non debbano esistere o che si faccia bene a far di tutto per farle fallire va contro i principi di libertà e rispetto del lavoro.
    Qua si va ai più basilari principi morali, senza scomodare principi di mercato.

    L'idea che la qualità musicale di un prodotto, sia direttamente proporzionale al numero degli investimenti fatti, è abominevole, e credo che non valga neanche la pena dire il perchè ...
    Non capisco come possa sembrare così strana la cosa... Ma proprio non capisco!

    Un disco è un "prodotto", il risultato di un lavoro, che come quasi tutti i prodotti verra molto meglio se viene realizzato con strumenti migliori(quindi più costosi) e più tempo (tempo=Denaro).

    Qua non c'è proprio nulla di strano ne di abominevole, è la realtà dei fatti!
    ...Peraltro neanche tanto strana o particolarmente "ingiusta"!

    L'idea che siano prevalentemente le majors a poter creare prodotti di grande pregio artistico, è assurda, ma rientra in una visone distorta della musica, che viene vista come mero prodotto commerciale.
    NEssuno ha espresso questo concetto, tantomeno io...
    LA Major mettono più soldi per cui mettono più risorse (Strumenti migliori, Personale maggiormente competente e più tempo) in grado di valorizzare maggiormente il disco.

    Poi, per chiarire il concetto del "Commerciale", sottolineo che fare un disco "per vendere" non è per nulla una cosa sbagliata a priori, anzi...
    Cosa sia un opera artistica è cosa tutta da dimostrare e del tutto opinabile.
    Non lo è però il fatto che un disco è qualcosa che è costato soldi e, GIUSTAMENTE, di proprietà di chi lo ha Composto o sovvenzionato che quindi sarà l'unico a poter decidere per questo.

    Che poi, nonostante tutto riescano ad essere pubblicate delle immani porcherie è un altro discorso...

    L'idea che i gruppi debbano (e possano farsi) conoscere solo attraverso un'adeguata promozione, è francamente opinabile, ma rientra sempre in quel discorso assurdo, secondo il quale tutto è strettamente legato ai soldi!
    Non c'è proprio nulla di opinabile.
    La promozione, che sia un video passato in TV, una pubblicità su di una rivista specializzata, un passaggio in radio o un semplice passaparola, è e rimame l' unico modo possibile per farsi conoscere!

    Il fatto che il tutto sia "strettamente legato ai soldi" mi sembra anche una cosa normale, visto che si sta appunto parlando di lavoro, di un investimento(piccolo o grande che sia) che l'autore/proprietario dei diritti ha tutto il diritto di voler recuperare(o di volerci guadagnare... non vedo quale sia la colpa).

    Se poi l'autore/possessore dei diritti vuole regalarlo ha pieno diritto di farlo, ma se non vuole nessuno deve arrogarsi il diritto di farlo al posto suo, di prendere decisioni sulla politica di diffusione del suo Disco

    Non c'è proprio nulla di opinabile! questo è normale senso del rispetto della libertà e del lavoro altrui.

    Siamo arrivati a considerare l'arte come strettamente legata al dio denaro ... Volete un bel disco? Nessun problema! Basterà produrre l'album in maniera impeccabile, arrivando così ad avere un suono cristallino che non potrà deludere nessuno (piacerà a grandi e piccini); e poi bisognerà ricorrere ad una promozione, per così dire, aggressiva e martellante. Ed il gioco è fatto! Arte allo stato puro! Se, poi mancano le idee o non ci sono spunti interessanti, cazzi vostri!
    Come dicevo prima...
    Cosa sia l'arte è cosa opinabile, per cui è meglio parlarne per ciò che sicuramente un disco è: Un prodotto.

    Io comunque non comprendo questo atteggiamento verso l'arte, come se fosse qualcosa di "talmente nobile da non dover essere sporcata dal vile denaro" o da dover essere un diritto gratuito di tutti.
    L'arte non è nulla di indispensabile, non riempie lo stomaco ne ripara della pioggia, indi per cui non deve(giustamente a mio avviso) essere un diritto.

    L'opera d'arte è un prodotto e come tale deve essere trattato.
    L'artista è un lavoro e come tale deve essere tutelato.

    Poi, parlare di arte in questo modo e dirsi a favore di P2P è a dir poco una contraddizione visto che le opere d'arte hanno un loro costo e se tolgo i soldi all artista esso produrrà di meno...
    Dove è la nobiltà della cosa??

    E' curioso, poi, che si sia parlato di cinema, dal momento che si tratta di un settore nel quale certe "storture", di cui ho appena parlato, risultano ancora più evidenti rispetto al mercato musicale. Se si analizza in maniera anche sommaria e superficiale l'attività cinematografica degli ultimi anni, ci si renderà conto che non sono certo gli investimenti a poter determinare la qualità di un film in senso assoluto; se così fosse, tutto il cinema hollywoodiano sarebbe da incorniciare! In realtà, non mi pare che a fronte di tutti gli investimenti che vengono fatti, si possa parlare dell'esistenza di tantissimi prodotti di qualità! Spenderanno tanti soldi gli americani, ma producono tanta di quella spazzatura che potrebbero riempirci l'Oceano Atlantico!
    Se hai le idee ma non hai i mezzi ti uscirà qualcosa magari di bello che poteva uscire meglio, se hai i mezzi ma non hai le idee ti uscira una schifezza ben prodotta...

    ...Ma se hai le idee e anche i mezzi il tuo disco sarà migliore!

    I soldi non comprano il talento e la fantasia, ma li valorizzano!
    Quindi sono inutili??

    Internet e le nuove tecniche digitali hanno introdotto un'innovazione ben più importante dell'invenzione dell'aeroplano, eppure la legislazione non ha seguito questo cambiamento, anzi sono state apportate modifiche in senso restrittivo a tutela di attività commerciali legate all'arte e alla cultura, aumentando a dismisura il potere delle società che gestiscono i diritti d'autore, i Causby di oggi.
    Nessuno mette in dubbio che sia giusto ricompensare le opere d'ingegno, ma è giunto il momento di rimettere in discussione le asfissianti regole sul copyright, alla luce dei profondi cambiamenti apportati dalle nuove tecnologie. Internet è un motore formidabile per la trasmissione e la condivisione di cultura e non sarà il tintinnare di manette o le cause intentate dalle industrie dell'intrattenimento contro dei ragazzini a fermarlo.
    Occorre domandarsi finalmente se quelle centinaia di migliaia di persone che scaricano materiale protetto siano tutti ladri o criminali, oppure se un fenomeno tanto vasto abbia un altro significato. Tornando al pronunciamento della Corte suprema, il senso comune forse si sta ribellando all'idea di dover sempre chiedere permessi e pagare dazi di sapore medievale oggigiorno, nell'era di Internet."
    Questo articolo non dice candidamente nulla!

    O meglio, Dice: "inutile stare a cincischiare! Chi di dovere deve pensare a risolvere il problema in un altro modo che non sia punire..."

    AH beh...
    Bella riflessione molto costruttiva.

    Tanto nel frattempo non è chi ha scritto quell articolo che vede il suo stipendio dimezzarsi o che vede il suo lavoro salutarlo.

    Il punto non è che "File sharing" sia sbagliato in senso stretto, ma il fatto che, allo stato attuale delle cose, è senza ombra di dubbio un furto!
    Il furto è un danno che una persona dotata di un senso della morale NON dovrebbe fare.

    Poi che si debba trovare una soluzione per affrontare il fenomeno nel modo migliore nell'ottica della tutela dei Diritti d'autore è cosa innegabile... Che comunque NON giustifica un furto... MAI!

    Come ho già detto, lamentarsi sempre delle norme o della politica delle majors(comunque largamente criticabili e attaccabili) per poi mettersi a rubare o a giustificare dei furti in piena regola come l'attuale P2P è paragonabile, se non peggio, al bue che da del cornuto all asino!
    Ultima modifica di Sixx77; 18-07-2007 alle 10:32
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
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  16. #285
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    Garante: giudici vietano monitoraggi in rete
    Tribunale di Roma: compagnie discografiche non possono scovare per conto loro nomi di navigatori che usano sistemi di peer to peer





    ROMA - Le compagnie discografiche non possono costringere le aziende telefoniche a rivelare loro i nomi dei clienti che utilizzano sistemi di peer to peer, in modo da intentare loro causa per violazione del copyright. E' questo il senso di due sentenze emesse dal Tribunale di Roma (Sezione IX civile, specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale) che ha accolto le istanze proposte dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali in due delicate controversie riguardanti il rapporto tra il diritto d'autore e la disciplina sulla privacy. Con due ordinanze, i giudici ordinari hanno rigettato i ricorsi che le società Peppermint Jam Records GmbH e Techland sp. Z o.o. avevano proposto nei riguardi di Telecom Italia e Wind Telecomunicazioni , con le quali chiedevano di ottenere i nomi di numerosi utenti di reti peer to peer.
    MONITORAGGIO VIETATO - «Il pronunciamento della magistratura italiana inibisce Peppermint e chiunque altro da attuare il monitoraggio in rete» spiega Fiorello Cortiana responsabile innovazione della Federazione dei Verdi. Pronunciamento importante, sottolinea Cortiana ricordando che la vicenda riguarda decine di migliaia di utenti italiani, «perchè segna un principio giurisprudenziale: la rete di internet non è la terra di nessuno dove ognuno si fa giustizia da sè, anche in rete valgono i diritti di cittadinanza e anche in rete tocca alla magistratura e alle forze dell'ordine mettere in atto inchieste nel rispetto della legge». Ora, prosegue l'esponente dei Verdi, «quello che si stava configurando come uno spamming estorsivo, trova una robusta interruzione. Sarebbe stupido dire che ha vinto la pirateria. Piuttosto hanno vinto il diritto e le garanzie previste dalla legge per tutti i cittadini, famosi o meno che siano».

    per chi diceva che la casa discografica poteva avere accesso alla rete per idenificare i colpevoli...sia ben chiaro,che non venga presa come un mio incentivo
    Ultima modifica di iced-maiden; 18-07-2007 alle 19:15

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