
Originariamente Scritto da
Erik il Rosso
Credo non c'entri solo dio. La grandezza di quel film, a mio avviso, sta nel saper comunicare alla perfezione l'angoscia, lo spaesamento, l'irrequietezza davanti al fatto che dio possa non esistere e che la Morte sia la sola e unica realtà, e che renda la vita unica e irripetibile, al di là delle teorie e dei dogmi dominanti. La totale libertà dell'essere umano gettato nel mondo, senza niente, senza scopi, con una conseguente ridefinizione dei principi morali e un aumento vertiginoso del peso delle responsabilità delle proprie azioni nei confronti di se stessi, in primis. Un esistenzialismo cinematografico, di fatto. Il dipinto della vita in preda al dubbio e i diversi modi di porsi nei suoi confronti, ma che conducono tutti comunque, inevitabilmente alla stessa conclusione: la danza con la Morte.
Anyway, al di là dei significati del film, che entro un certo limite sono comunque "personali" soprattutto quando un film è di spessore come in questo caso, per rispondere alla tua domanda, ritengo che dall'alba dei tempi, sia una sparuta minoranza di persone che dia peso a certe questioni tanto da porsi domande e interrogarsi sulla vita, la morte, il senso delle cose
a livelli da rendere problematica la propria esistenza stessa. Intendiamoci, non sto dando giudizi di merito. Non sto dicendo che sia giusto o meglio, non faccio un discorso elitario. Penso che però da sempre la maggioranza delle persone sia semplicemente interessata ad altro o preferisca rifugiarsi in una fede qualsiasi (non soltanto in termini religiosi eh, anche la fede nel progresso, nel self-made man, nel consumismo, nei soldi, nel partito, in un dogma qualsiasi, o nella verità nelle proprie tasche) piuttosto che vivere col morso del dubbio o stare in piedi di fronte alla consapevolezza della morte, del termine ultimo della propria esistenza, del non-senso della vita e quant'altro. Per questo credo che sia attuale quel film, così come continuano e continueranno per sempre ad esserlo certe domande e un certo modo di porsi riflessivo nei confronti della vita e delle cose. Perchè sono gli spiriti che si interrogano e non sono mai soddisfatti delle risposte che trovano, quelli che portano avanti la cultura umana. E in ogni società ed epoca della storia, questi spiriti sono stati dapprima contestati, processati, vessati, uccisi. Salvo poi esser proclamati geni universali qualche tempo dopo. Quindi sì, anche nella nostra società, nel nostro mondo di plastica, idee pret à porter, dogmi laici, figa-cazzo-aperitivi, social networks e quello che vuoi, c'è e ci sarà sempre qualcuno che si pone certe domande poichè si sente "stretto" in tutto questo. Anzi, forse proprio a maggior ragione in questa società che annichilisce lo spirito e che ci affoga in mezzo alle cose e alla facilità, sempre più persone si sentiranno sempre meno a loro agio. E' il pregio e il difetto del contraddittorio essere umano. Ovviamente, tutti pareri miei assolutamente sindacabili, hai posto una questione e ritenevo giusto risponderti, anche se avrò fatto due palle così a parecchia gente.

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