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Discussione: Modena City Ramblers

  1. #1
    Metal Warrior
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    Predefinito Modena City Ramblers

    conoscete questo gruppo?fa folk-rock irlandese..per quanto mi riguarda:molto bravi

  2.  
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  3. #2
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    li conosco e non mi piacciono per niente!
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  4. #3
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    Certo che se si volesse capire qualcosa in più su questo gruppo, dai vostri post non è che arrivi molto aiuto in merito...
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  5. #4
    Metal Warrior
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    Modena City Ramblers sono un gruppo musicale italiano nato nel 1991. Autodefiniscono il proprio genere come combat folk, dichiarando sin dall'esordio il proprio amore per il folk irlandese, le cui sonorità rimangono comunque anche dopo il passaggio ad altri generi, soprattutto il rock.
    I Modena City Ramblers (anche M.C.R.) nascono nel 1991 da un gruppo di amici intenzionati a suonare la musica irlandese, senza alcuna pretesa. Ne fanno parte "Albertone" Morselli, Giovanni Rubbiani e "Albertino"' Cottica già dei Lontano da dove, Chris Dennis ex Nomadi, Filippo Chieli, Franchino D'Aniello e Luciano Gaetani dell'Abazia dei folli. Il 17 marzo 1991, ricorrenza di San Patrizio, in occasione di un concerto in un locale di Modena, viene deciso il nome: Modena City Ramblers: un omaggio ai Dublin City Ramblers sono una specie di gruppo di "liscio irlandese", senza dimenticare le radici emiliane. Nel 1992 arriva il bassista Massimo Ghiacci (ex Plutonium 99). Durante un concerto al Kalinka, un locale di Carpi, sale sul palco per la prima volta a cantare The Wild Rover Stefano "Cisco" Bellotti. In questo periodo i Modena City Ramblers non sono un ensemble convenzionale ma una compagnia aperta (elemento che rimarrà in qualche modo in tutta la storia dei Ramblers, tanto che tutti i membri che hanno poi abbandonato la "formazione effettiva", eccetto Alberto Morselli, continuano a collaborare con il gruppo). Il concerto più importante è l'apertura del concerto dei Pogues a Modena, il repertorio si arricchisce, vengono accostati ai tradizionali irlandesi brani popolari italiani: Bella ciao. Nel 1993 i Modena City Ramblers mettono ordine in una formazione troppo caotica: "Albertone" Morselli e Cisco alla voce, Giovanni Rubbiani alla chitarra, "Albertino" Cottica alla fisarmonica, Franchino D'Aniello ai fiati, Luciano Gaetani al banjo, bouzuki, mandolino, Massimo "Ice" Ghiacci al basso, Marco Michelini (anch’egli ex dell'Abazia dei folli) al violino e Vania Buzzini al bodhran e ai cori. Registrano il demo Combat Folk sotto la produzione di Arcangelo "Kaba" Cavazzuti.
    Nel 1994 pubblicano per la etichetta indipendente Helter Skelter di Roma Riportando tutto a casa. Al disco partecipano inoltre come ospiti gli ex Chris Dennis, Filippo Chieli e Vania Buzzini. Compare l’utilizzo del dialetto in alcune canzoni (I funerali di Berlinguer e The great song of indifference cover di Bob Geldof) anche sull’onda dei torinesi Mau Mau; stilisticamente, non più solo Pogues e Waterboys ma anche Les Negresses Vertes e Mano Negra. Molto importante l’apporto dato da Albertino e Giovanni nella scrittura dei brani. Il disco è un vero e proprio Manifesto della cultura musicale del gruppo, si passa dall'Irlanda magica di In un giorno di pioggia alle terribile esperienze di casa nostra di Quarant'anni senza dimenticare la spensieratezza dei testi disimpegnati (The great song of indifference) e la dolcezza di Ninnananna. Il disco viene ripubblicato dalla Mescal, e viene aggiunta il bicchiere dell’addio in cui appare Bob Geldof, che verrà distribuito gratuitamente come singolo ai concerti a chi avesse la versione precedente del disco; fa inoltre il suo ingresso il primo batterista dei M.C.R. Roberto Zeno.
    In questo periodo (1994-1995) i M.C.R. partecipano ad alcuni album: i disertori, tributo ad Ivano Fossati con Gli amanti di Irlanda; a Tributo ad Augusto (Daolio) con L'atomica cinese, a Materiale resistente con Bella ciao compilation prodotta da Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I. insieme a gruppi del calibro di Africa Unite, Mau Mau, Gang e Skiantos, per il 50° anniversario della Liberazione. Alla fine dell'estate Albertone lascia il gruppo, Cisco rimane l’unica voce.
    Nel 1996 viene alla luce il secondo disco La grande famiglia con interventi di Paolo Rossi, Mara Redeghieri degli Ustmamò, Marino e Sandro Severini dei Gang. All’inizio del tour abbandonano il gruppo Gaetani e Michelini che non accettano di lasciare i loro lavori, vengono sostituiti da Massimo Giuntini e Francesco Moneti, entrambi degli aretini Casa del Vento. Prendono parte al concerto del Primo maggio a Piazza S. Giovanni, a Roma e fanno una decina di date con Paolo Rossi.
    Nel 1997 incidono Terra e libertà, che risente fortemente deli viaggi compiuti da Cisco in Patagonia e da Alberto e Giovanni in Messico e a Cuba, e chiaramente ispirato all’opera di Gabriel Garcia Marquez. I M.C.R. lavorano per sei mesi in sala prove. Al concetto del disco hanno contribuito anche gli incontri con Luis Sepúlveda, Paco Taibo o Daniel Chavarria, conosciuti nel 1997 grazie ai festival di letteratura, mentre sul piano musicale il modello sono i Mano Negra. La tournée si svolge nei palazzotti e culmina a Dicembre, quando suonano a Cuba davanti a 100.000 persone.
    Nel 1998 il gruppo ha bisogno di recuperare una dimensione più "intima" del live e porta il tour nei club. A ottobre al Sisten Irish Pub di Novellara viene registrato Raccolti, album acustico con quindici classici e tre inediti (Notturno Camden Lock, A gh'è chi g'a' e La fiola dal paisan). Seguono nel 1999 un breve tour nei teatri senza Giuntini ma con ospite Luciano Gaetani: dieci brani dai concerti di Rimini e La Spezia, tra cui lo strumentale Richard Dwyer's Set e L'atomica cinese, finiscono ne Il resto raccolto, cd a tiratura limitata solo per il fan club. I Ramblers compiono un viaggio in Irlanda per lavorare al quarto album, e poi all'Esagono dove incidono Fuori campo. Il giorno dell’uscita dell’album Giovanni Rubbiani annuncia l’abbandono del gruppo. L'ultimo concerto con Giovanni come membro della società Modena City Ramblers è quello del capodanno del 2000 a Piazza Grande a Modena, insieme a Goran Bregovic. Giovanni Rubbiani andrà a fondare i Caravane de Ville. Nel novembre 1999 viene pubblicato Combat Folk- L’italia ai tempi dei Modena City Ramblers, un libro firmato da Paolo Ferrari e Paolo Verri in cui il gruppo racconta la propria esperienza. I M.C.R. incidono Madre Terra per A come Ambiente, una compilation del quotidiano La Stampa.
    Nel maggio 2000 anche Albertino abbandona i Modena City Ramblers, per dedicarsi al progetto, già attivo da tempo, dei Fiamma Fumana. Nel Tour estivo ritornano Luciano Gaetani e Massimo Giuntini e fa il suo ingresso come membro effettivo, dopo 5 album all’attivo come produttore, Kaba come secondo batterista-percussionista. In autunno il viaggio in Sud Africa, per una collaborazione con la band etno-folk-fusion Landscape Prayers (Lontano e Un mondo che balla). Massimo Ghiacci e Franco D'Aniello producono di Pazienza santa dei Paulem
    Nel febbraio 2001 Cisco incide con gli amici Casa del Vento il disco 900. Nella primavera del 2001 nasce il progetto Gang City Ramblers che congiunge due generazioni di combat-(folk)-rockers i Modena City Ramblers con i Gang dei fratelli Severini, sullo stesso palco a interpretare brani delle due formazioni.
    I M.C.R. si chiudono poi in studio a Napoli prodotti da Enzo Soulfingers Rizzo per l’album Radio Rebelde, il primo non prodotto da Kaba, che uscirà, nel febbraio 2002. Il disco risente dei fatti del G8 di Genova e dell'11 settembre. Dopo il ritiro di Massimo Giuntini, si aggiunge Luca “Gabibbo“ Giacometti, ex Mocogno Rovers e membro dei Cormac. Durante il tour invernale è ospite anche Giovanni Rubbiani.
    Nel gennaio 2003 suonano in Chiapas e Guatemala, c'è infine l'innesto del fisarmonicista Daniele Contardo (già Absibè e Tupamaros).
    Nel 2004 pubblicano il cd-ep Gocce, legato al progetto della Coop Acqua per la pace, che contiene l’inedito Al Fiòmm, presente anche nel successivo album in una diversa produzione. Sotto la guida di Max Casacci dei Subsonica i Ramblers incidono Viva la vida, muera la muerte!. Sempre nel 2004 viene pubblicato un dvd Clan balieue - Grande famiglia in movimento, con interviste, filmati storici dal vivo e non, e tutti i video-clip.
    Nel 2005, come ideale continuazione di Materiale Resistente i M.C.R. chiamano a raccolta gli amici e registrano un album di canti sulla Resistenza: Appunti partigiani, rileggendo brani loro, tradizionali e di altri gruppi in chiave ramblers. L’album esce in aprile, nel 60° anniversario della Liberazione. La canzone Ebano vince il premio Amnesty – Voci per la libertà, assegnato da Amnesty International. Dopo 14 anni Stefano "Cisco" Bellotti lascia il gruppo, ma i Ramblers non si perdono d’animo, non fanno provini ma chiamano a dividere la pesante eredità di Cisco due amici: il sassolese Davide "Dudu" Morandi (ex Mocogno Rovers) presente nei cori di Riportando tutto a casa e nella foto di copertina di La grande famiglia che aveva già cantato dal vivo con i Ramblers agli esordi, e la correggese Betty Vezzani che ha cantato con i Cormac e in altri progetti folk di Luca Giacometti, oltre allo spettacolo Le Ceneri di Gramsci, di Pier Paolo Pasolini musicato da Giovanna Marini. Per testare la nuova formazione i M.C.R. fanno una breve tournée nei club che vede il battesimo al Fuori Orario di Taneto di Galattico (RE). Il 3 novembre 2006 esce l'album Dopo il lungo inverno sotto la produzione di Peter Walsh. Seguirà il tuor.

    Formazione

    Negli anni si registrano alcuni cambiamenti nella composizione del gruppo, già orfani dopo il primo album della voce di Alberto Morselli, nel 2001 abbandonano il progetto anche Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, autori di molti testi del gruppo. Dopo 14 anni, il 18 novembre 2005, il cantante Stefano "Cisco" Bellotti lascia il gruppo che si ritrova senza front-man. La nuova formazione, presentata il 27 gennaio 2006, vede ora

    Album


  6. #5
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    ahahahahahaha

  7. #6
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    Ma la virtù non stava nel mezzo?
    Bastava il link a Wikipedia, comunque
    *** Now listening ***
    Joe Bonamassa-The Ballad Of John Henry



    "Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati"
    Watching television is like taking black spray paint to your third eye















  8. #7
    Daniele D'Adamo
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    Eheheheh... la via di mezzo, mai eh?

    A parte gli scherzi, bene cosi!

    (lascio così, in modo da leggere qui)
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  9. #8
    glam spammer
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    se non ricordo male il primo primo primo concerto di gruppi seri in assoluto a cui sono andata è stato proprio uno dei modena city ramblers........

  10. #9
    Ligeia
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    Modena, Modena... dove ho già sentito questo nome...
    Dixit, et os impressa toro ´moriemur inultae,
    sed moriamur´ ait. ´sic, sic iuvat ire sub umbras.
    hauriat hunc oculis ignem crudelis ab alto
    Dardanus, et nostrae secum ferat omina mortis.´
    dixerat, atque illam media inter talia ferro
    conlapsam aspiciunt comites, ensemque cruore
    spumantem sparsasque manus. It clamor ad alta
    atria: concussam bacchatur Fama per urbem.

    Pier79: Perchè tu sei Cattiva.

    http://www.facebook.com/#!/Nachtlich.Engel

  11. #10
    Metal Warrior
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    io me li sono visti 3 volti negli ultimi 2 anni..ma ora col cambio di cantante,ho smesso di ascoltarli come facevo prima

  12. #11
    Metal Warrior
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    Citazione Originariamente Scritto da Acid Rain
    Ma la virtù non stava nel mezzo?
    Bastava il link a Wikipedia, comunque
    ehm..non l'ho preso da wikipedia,sono cose che so

  13. #12
    Ardet nec consumitur
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    li detesto
    « Non farò vergogna alle sacre armi; né abbandonerò il compagno che sarà mio vicino nella mia schiera; combatterò per ciò che è santo e per ciò che è puro, tanto se sarò solo, quanto se sarò in compagnia di molti. Lascerò la mia patria, non più piccola, ma più grande e più forte di come l'avrò ricevuta. Ubbidirò ai magistrati in carica, alle leggi già stabilite e a tutte quelle che il popolo concordemente stabilirà. E se qualcuno vorrà attentare alle leggi o non ubbidire ad esse, non glielo permetterò, ma combatterò contro di lui, tanto solo quanto in compagnia di altri. Onorerò la religione dei miei padri ».

    «la nostra patria per noi sono i villaggi, i nostri altari, le nostre tombe. Tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra patria è la nostra Fede, il nostro Re. Ma la loro patria che cos’è per loro? Voi lo capite? Loro l’hanno in testa, noi la sentiamo sotto i nostri piedi»

    ... quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo. (Platone)

  14. #13
    The One Who Made Heavy Metal
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    mi piaciukkiano... però preferisco altri artisti...
    contessa lìadoro (anke se è una cover ^^)

  15. #14
    In thrash we trust!
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    (Lecce) Reggaelandia
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    I LOVE MCR

    ho tutta la loro discografia...ma il primo capolavoro x me è il loro apice
    Lord of Metallic Terro(r)n Alliane Fondatore di Puglia Metal




    SITO DREKER: http://www.reverbnation.com/dreker
    VIDEOCLIP DI "WE WANT TO DRINK" : http://www.youtube.com/watch?v=ilS5GoEZ0rU
    PROFILO FACEBOOK DREKER: www.facebook.com/profile.php?id=100000282583415
    FAN PAGE DREKER: www.facebook.com/pages/DREKER/133742263382267

  16. #15
    The One Who Made Heavy Metal
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    Niflungaheimur - PR
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    I MCR proprio non li sopporto...ed è difficile visto che ascolto di tutto...
    PRINCIPE DELL'ORDINE DEL DRAGO

    SEVERO MA GIUSTO
    Socio fondatore "TM NO LIFE TILL COFFEE CLUB"
    Den Norrøne Rase må Slakte den andre Når blåmen dunker for tungt på vår dør


  17.  
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