
Originariamente Scritto da
Darkest Endeavor
La passione sicuramente viene prima di tutto, è con quella che parte e finisce (o meglio, dovrebbe partire e finire) il concetto di musica secondo me: anzi, a volerla proprio dire tutta, secondo me la passione è un qualcosa che non tanto spinge a suonare ma piuttosto non ti permette di smettere, ti obbliga a continuare nonostante tutte le difficoltà e le delusioni che si è costretti a vivere.
Oltre a questa, secondo me imbracciare uno strumento può essere anche un modo per dimostrare a sè stessi di cosa si è in grado, un modo per mettersi alla prova e per cercare piccole grandi soddisfazioni che, magari, non si riescono a trovare in altri campi e nella vita di tutti i giorni.
La cosa tuttavia che personalmente più mi spinge a suonare è la voglia di condividere con gli altri le sensazioni che la musica mi trasmette, quelle emozioni che spesso sento così forti dentro di me e che riesco a vedere negl'occhi delle persone con cui suono. Certo, qualcuno potrà dirmi che per queste cose ci sono anche i concerti, ma io credo che il legame che si forma (o meglio, che si dovrebbe formare) tra i membri di un gruppo sia qualcosa di davvero molto forte, un qualcosa che, nei casi migliori, non può essere ridotto ad una mera amicizia, ma piuttosto ad un connubio di stima, affetto, empatia e tante altre cose difficili da spiegare a parole. E proprio il vivere insieme a delle persone speciali tutte queste comuni sensazioni rende il suonare un qualcosa di unico.
Questo voler condividere le proprie emozioni con gli altri ovviamente non si ferma ai soli membri del gruppo: vedere le persone tra il pubblico che durante una tua esibizione live vivono le tue stesse sensazioni è qualcosa di davvero gratificante, sapere che qualcuno sta apprezzando sinceramente e di cuore quello che fai e il modo in cui ti esprimi non può che dare i brividi. Si è infatti a mio avviso così vulnerabili ed esposti finchè ci si esibisce (proprio per il fatto che si esternano le proprie emozioni di fronte ad un gruppo di sconosciuti) che non può che essere fantastico vedere negli altri lo stesso pathos e lo stesso trasporto che intimamente si sta provando.
E' qualcosa di davvero indescrivibile, a tal punto che per me è proprio questo il primo motore immobile del suonare.

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