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Discussione: Topic per pianisti

  1. #106
    Metal Warrior
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    Citazione Originariamente Scritto da epic86 Visualizza Messaggio
    ma oltre all'hanon che altri volumi ci sono per affinare la tecnica (longo mi pare troppo da prime armi) e comunque queli esercxizi dell'hanon è consigliabile eseguire tutti i giorni?
    Ce n'è una marea.

    Se vuoi sviluppare un po' di fluidità nelle scale, io farei tutta la prima parte di Hanon tutti i giorni per un bel po' (sono una ventina circa credo).

    C'è tutta la serie di Rossomandi, di Cesi (ottimo il volume sugli arpeggi), i famigerati Piccolo Pischna e Grande Pischna (difficili perchè cromatici, mentre molti altri sono diatonici come Hanon), Pozzoli Tecnica, Longo (sopprattutto i volumi sulle doppie terze e seste), Finizio (perle scale).

    Questo detto, con questi libri sviluppi una tecnica un po' sterile, cioè alla fine sei in grado su suonare più o meno tutto, ma senza sapere cosa suoni. Più utile, come dicevo sopra, è fare tecnica applicata, cioè su brani del repertorio o in contesto di improvvisazione.
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  3. #107
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    Ciao a tutti,
    Voevo sapere un vostro parere su di un quesito che mi tormenta da un pò

    Sono autodidatta e ho sempre suonato solo su di tastiere elettroniche e sempre continuerò a farlo

    Ho raggiunto un buon livello: per darvi un'idea questa è la canzone più difficile che riesco a suonare per indipendenza e movimento della mano sinistra e velocità della mano destra (in verità la mano destra riesce a essere anche più veloce, perdendo un pò in precisione però)
    YouTube - In The Morning Light - Yanni


    Ora io volevo migliorare sotto l'aspetto tecnico, magari con l'aiuto di qualche lezione

    Cosa posso studiare per migliorare l'indipendenza e la tecnica delle due mani?

    Mi è stato consigliato di studiare Bach: Preludi e invenzioni e tre voci.
    Mi aiuterà veramente?

    Grazie ancora

  4. #108
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    hai la parte di quel pezzo che hai linkato? è molto molto bello!

  5. #109
    Metal Legend
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    Citazione Originariamente Scritto da Darkstar Visualizza Messaggio
    hai la parte di quel pezzo che hai linkato? è molto molto bello!
    Dovresti cercarlo come file .midi (se vai su di un motore di ricerca per midi come musicrobot.com).
    Lo trovi con facilità

    Il nome della canzone è In The Morning Light

    L'autore è Yanni, un fantastico compositore di musica new age greco

    Per quanto riguarda la mia domanda (due post sopra), nessuno può aiutarmi?

  6. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da Metal Revenge Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti,
    Voevo sapere un vostro parere su di un quesito che mi tormenta da un pò

    Sono autodidatta e ho sempre suonato solo su di tastiere elettroniche e sempre continuerò a farlo

    Ho raggiunto un buon livello: per darvi un'idea questa è la canzone più difficile che riesco a suonare per indipendenza e movimento della mano sinistra e velocità della mano destra (in verità la mano destra riesce a essere anche più veloce, perdendo un pò in precisione però)
    YouTube - In The Morning Light - Yanni


    Ora io volevo migliorare sotto l'aspetto tecnico, magari con l'aiuto di qualche lezione

    Cosa posso studiare per migliorare l'indipendenza e la tecnica delle due mani?

    Mi è stato consigliato di studiare Bach: Preludi e invenzioni e tre voci.
    Mi aiuterà veramente?

    Grazie ancora
    Innanzitutto complimenti!

    Comunque confermo alla grande Bach, per l'indipendenza tra le mani è il top, soprattutto le invenzioni a due (più facili) e tre voci. Anche preludi e fughe dal "Clavicembalo Ben Temperato", che sono molto impegnative, lavorano molto su quell'aspetto! Buono studio
    DAL 1907 A GUARDIA DI UNA FEDE


  7. #111
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    Citazione Originariamente Scritto da mike_deflep&ledzep Visualizza Messaggio
    Innanzitutto complimenti!

    Comunque confermo alla grande Bach, per l'indipendenza tra le mani è il top, soprattutto le invenzioni a due (più facili) e tre voci. Anche preludi e fughe dal "Clavicembalo Ben Temperato", che sono molto impegnative, lavorano molto su quell'aspetto! Buono studio
    Grazie per la risposta!!!

    Ti volevo chiedere se ritieni che mettendomi a studiare i preludi e le invenzioni riuscirò a fare quel balzo in avanti che voglio fare

    Inoltre pensi che potrei essere in grado di affrontarli da solo o comunque è indispensabile che prenda lezioni da un maestro (anche se non sò quanto me lo possa permettere )

    Ah, se ti è possibile mi daresti i numeri dei pezzi con cui mi dovrei cimentare? Ad esempio il "Preludio e fuga in La minore" è il numero BWV 894
    Ultima modifica di Metal Revenge; 05-03-2008 alle 11:10

  8. #112
    Metal Legend
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    Citazione Originariamente Scritto da Metal Revenge Visualizza Messaggio
    Grazie per la risposta!!!

    Ti volevo chiedere se ritieni che mettendomi a studiare i preludi e le invenzioni riuscirò a fare quel balzo in avanti che voglio fare

    Inoltre pensi che potrei essere in grado di affrontarli da solo o comunque è indispensabile che prenda lezioni da un maestro (anche se non sò quanto me lo possa permettere )

    Ah, se ti è possibile mi daresti i numeri dei pezzi con cui mi dovrei cimentare? Ad esempio il "Preludio e fuga in La minore" è il numero BWV 894
    Guarda, un maestro è sempre meglio, perchè ti sa dire se quello che fai è giusto o no, e spesso non è così facile capirlo senza l'aiuto di un maestro.

    Per quanto riguarda il balzo, Bach può aiutare certamente, ma certamente sarebbe meglio unirlo ad altri tipi di pezzi, che sviluppano altre capacità nella mano, per avere una mano preparata a 360° e in grado di affrontare difficoltà di tipo diverso.

    Per i numeri, quelli del clavicembalo ben temperato sono preludi e fughe che vanno dal bwv 846 al bwv 893, le invenzioni a due voci vanno dal bwv 772 al bwv 786, quelle a tre voci dal bwv 787 al bwv 801!

    Ricorda però di prendere con le pinze quello ti dico, perchè io a certi livelli non sono arrivato! Io ti dico queste cose per la conoscenza che ho io della didattica pianistica, non per "esperienza vissuta" Quindi uno più esperto di me ti saprà certo dare risposte più esaustive
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  9. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da mike_deflep&ledzep Visualizza Messaggio
    Io ti dico queste cose per la conoscenza che ho io della didattica pianistica, non per "esperienza vissuta" Quindi uno più esperto di me ti saprà certo dare risposte più esaustive
    Ah grazie lo stesso cmq

    ...Sembra che gli esperti siano tutti in ferie

  10. #114
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    io continuo a non capire questo "rifiuto" di farsi seguire (almeno agli esordi) da una persona preparata che ci sa guidare al meglio nel percorso didattico sullo strumento ... cioè, spiegatemi un pò questa cosa: è una convinzione etico/filosofica o c'è dell'altro che mi sfugge?

    voglio dire .. perchè vi ostinate a voler imparare a suonare da soli?

  11. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da Darkstar Visualizza Messaggio
    io continuo a non capire questo "rifiuto" di farsi seguire (almeno agli esordi) da una persona preparata che ci sa guidare al meglio nel percorso didattico sullo strumento ... cioè, spiegatemi un pò questa cosa: è una convinzione etico/filosofica o c'è dell'altro che mi sfugge?

    voglio dire .. perchè vi ostinate a voler imparare a suonare da soli?
    Vile questione di denaro...Le lezioni costano e nemmeno poco

  12. #116
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    su questo punto non mi permetto di discutere.

  13. #117
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    Hmmm, c'e'la questione dei soldi, ma si legge anche parecchio roba tipo "non voglio assolutamente avere problemi di stitichezza per esami e cose varie". C'e' in effeti quest'idea che un maestro in qualche modo ti mutila il talento o la creativita'.

    Questo non e' del tutto falso, soprattutto nel mondo classico dove la creativita' non e' certo premiata, anzi e' fortemente scoraggiata. Pero' secondo me solo chi ha un talento sopra le righe puo' permettersi di cresscere da solo e fuori dagli schemi (vedi i grandi jazzisti e rockettari autodidatti che hanno imparato a suonare e a scrivere senza lezioni). Per chi e' "normale" invece, un maestro rimane indispensabile, per uscire da una mediocrita' avvilente che dopo poco ti porta inevitabilmente ad abbandonare lo strumento.
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  14. #118
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    Per mia esperienza personale ho imparato a considerare la didattica "classica" (passatemi il termine!) unicamente mirata al raggiungimento della perizia tecnica.
    Al contrario nella didattica "moderna-jazzy" probabilmente si guarda di più verso lo sviluppo dei vocabolari melodici stimolando quindi lo studente verso la ricerca sia del "proprio suono" sia della soluzione sempre più "hot"!

    Cioè .. nel momento in cui si decide di intraprendere gli studi pianistici, a mio avviso van messe in conto un paio di cose: da una parte l'assoluta cognizione del fatto che questi ci porteranno unicamente verso lo sviluppo tecnico legato allo strumento. Dall'altra l'assoluta necessità di integrare questa perizia tecnica acquisita, con dei corsi (master) che gli diano .. ehmm .. un contesto?! si, un contesto.

    Vi faccio un semplice esempio .. perchè mai uno studente degli ultimi anni del conservatorio non dovrebbe sapere che su un movimento con pedale centrato in Esus/C è possibile adottare la soluzione dell'arpeggio di VIImin (in questo caso Bm7)?

    Ecco .. probabilmente quando gli insegnanti di pianoforte inizieranno a stimolare la curiosità nei loro allievi, indirizzando la loro didattica verso territori legati alla conoscenza dell'armonia forse si avrà un incremento delle iscrizioni. Altrimenti capisco benissimo chi mi dice che "le lezioni costano"!

  15. #119
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    Citazione Originariamente Scritto da Darkstar Visualizza Messaggio
    Per mia esperienza personale ho imparato a considerare la didattica "classica" (passatemi il termine!) unicamente mirata al raggiungimento della perizia tecnica.
    Al contrario nella didattica "moderna-jazzy" probabilmente si guarda di più verso lo sviluppo dei vocabolari melodici stimolando quindi lo studente verso la ricerca sia del "proprio suono" sia della soluzione sempre più "hot"!

    Cioè .. nel momento in cui si decide di intraprendere gli studi pianistici, a mio avviso van messe in conto un paio di cose: da una parte l'assoluta cognizione del fatto che questi ci porteranno unicamente verso lo sviluppo tecnico legato allo strumento. Dall'altra l'assoluta necessità di integrare questa perizia tecnica acquisita, con dei corsi (master) che gli diano .. ehmm .. un contesto?! si, un contesto.

    Vi faccio un semplice esempio .. perchè mai uno studente degli ultimi anni del conservatorio non dovrebbe sapere che su un movimento con pedale centrato in Esus/C è possibile adottare la soluzione dell'arpeggio di VIImin (in questo caso Bm7)?

    Ecco .. probabilmente quando gli insegnanti di pianoforte inizieranno a stimolare la curiosità nei loro allievi, indirizzando la loro didattica verso territori legati alla conoscenza dell'armonia forse si avrà un incremento delle iscrizioni. Altrimenti capisco benissimo chi mi dice che "le lezioni costano"!
    Sono assolutamente d'accordo. Due punti per aggiungere a quanto esprimi:

    1. In generale, i corsi di conservatorio e pareggiati, almeno in Italia, sono enormemente carenti dal punto di vista dell'analisi. Non ho mai conosciuto un pianista classico (e gli altri strumentisti, suonando in generale strumenti monofonici sono ancora peggio) che sapesse dirmi cosa stesse suonando, sia dal punto di vista armonico che dal punto di vista formale.

    2. L'obiettivo dei conservatori è di produrre degli artigiani della musica, cioè gente che sappia ESEGUIRE un repertorio fissato, normalmente in contesto orchestrale, a volte solista, senza porsi troppe domande e senza costantemente discutere. In questo senso, il punto 1 diventa logico e voluto. Comunque, l'interpretazione classica, nei limiti ESTREMI imposti dal compositore, è un'arte in sè e di difficilissima realizzazione. Se no lo farebbero tutti. Il rovescio della medaglia è che senza un foglio di musica davanti, un musicista classico in genere non sa cosa fare del suo strumento. Non è però sempre stato così. Questo è il risultato della separazione dei ruoli di compositore, esecutore e direttore d'orchestra, che prima del Romanticismo (XIX secolo) erano riuniti nella stessa persona. Pensiamo a Mozart o a Bach che erano in grado di IMPROVVISARE fughe a 4 voci su un tema dato all'istante.
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  16. #120
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    Esattamente, provo però a fare qualche considerazione:

    E' proprio corrotto ed errato l'intero sistema didattico dei conservatori (italiani) e su questo non ci piove. Uno studente arrivato a preparare gli esami del nono si trova a doversi giostrare tra una ventina di brani di Clementi (what a bore....) e poco altro di Bach o Beethoven .. estratti A CASO!! E' chiaro che uno non ha neppure il tempo di chiedersi il perchè di quelle note, pensa solo ad eseguirle e bon.

    Il ridicolo si sfiora poi quando arrivano pianisti in grado di eseguire temi di Debussy ignorando bellamente tutti i suoi studi legati alla scala esatonale .. o peggio ancora, mi domando come venga compreso "Il clavicembalo ben temperato" legato al modale. Probabilmente quest'ultimo viene unicamente preso in mano per strimpellare qualche fughetta o preludio ignorandone poi il senso.

    Una mia domanda che non ha mai trovato risposta è questa: "ma gli insegnanti di conservatorio .. non si rompono a sentire sempre le stesse cose agli esami"???? non sarebbe forse meglio esaminare la capacità del musicista di creare/giocare con la musica, invece che di riprodurre alla meno peggio???

    Inoltre .. e qua non c'è n'è per nessuno .. ma gli studenti, è mai possibile che non risultino incuriositi da ciò che stanno suonando e studiando?? è mai possibile che non si facciano domande??

    In questo stesso topic, ho visto persone molto più attente al BWV xx piuttosto che a chiedere un semplice "oh raga ma bach in questo preludio perchè usa queste note?"....

    bho...
    Ultima modifica di Darkstar; 08-03-2008 alle 15:28

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