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Discussione: Stati Uniti paradiso del musicista? Giudicate voi.

  1. #46
    Metal Warrior
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    Sono programmi, anche un photoshop o un autocad può sembrare ostico, ma con un po di impegno(come tutte le cose poi), ce la fai.
    Con l'unica differenza che un programma lo impari, per quanto complicato sia, in relativo poco tempo e conosciuto quello puoi imitare tutti gli strumenti.
    Conoscere un singolo strumento ci metti mooolto di più, immagina poi studiare TUTTI gli strumenti per fare una canzone...ci metti anni! E magari non hai lo stesso successo su tutti(tipo te skinfist, che per imparare bene la chitarra metti da parte il basso, farli entrambi è dura, proprio a livello di tempi).

    La tua immaginazione è l'unico limite che c'è, se non sai le basi ci metterai di più a renderla reale, ma non ha limite.
    Lo strumento da sé non fa musica, non suona; la musica viene da te, da me. il basso è solo un mezzo. come quando parli: la tua bocca è lo strumento, ma prima di parlare non devo affilare i denti, impostare bene le labbra e così via, parlo e basta! perché so che tutto ciò che uso per parlare non è parlare, quello viene da cosa ho dentro.E se quindi il mezzo per esprimermi funziona, non ci faccio più neanche caso.
    "Victor Wooten"

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  3. #47
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    [quote=Ellanimbor]
    Mica stiamo parlando dei Bejelit che dopo due album hanno avuto solo una distribuzione qua in italia e non hanno fatto neppure un tour all'estero... quote]

    Ma noi che cosa c'entriamo?

  4. #48
    Man Must Explore...
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    Io credo di non aver capito di cosa state parlando e dove volete arrivare negli ultimi post... A dire che la musica "house" è più semplice o più facile???
    Non capisco, comunque non importa molto.

    Per tornare al titolo "topico" dico che indipendentemente dalla politica che i locali applicano il discorso rimane la serietà.

    Negli USA c'è più serietà nel lavoro, compreso quello dei gestori dei locali.

    Qua da noi ormai i locali hanno cominciato a farsi pagara (vedi transilvania live), non perchè sia una "politica diversa", ma solo perchè così possono rubare ancore di più, mascherando la loro volontà di campare su tutto e tutti senza muovere un dito.

    Il punto è che se un locale vuole applicare una politica di, chiamiamola "selezione"(anche se fa schifo anche così), deve farlo comunque garantendo un servizio che bene o male alla fine non garantisce.

    Io già lo dissi in passato: i Gestori dei locali più grandi(quelli più piccoli spesso sono di gran lunga più onesti), qua da noi, candidamente, non fanno NULLA... Proprio nel senso che NON VOGLIONO LAVORARE e far nulla per cercare di fare un minimo di promozione al loro concerto.

    Qua l'esempio n°1 che mi viene è, per diverse esperienze personali dirette, il transilvania live di Milano, che campa su di un nome ottenuto grazie a qualche concerto importante ospitato, ma che in realtà non fa nulla e proprio nulla per cercare di venire incontro ai musicisti che vengono a suonarci, anzi ha sempre cercato di far fare tutto a loro... e il bello è che ora, per non far niente e sfruttare il gruppo esigono anche di essere pagati.

    Secondo me il problema da porsi non è di "politica" di gestione della musica dal vivo, ma solo di Onestà.
    "we choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win.."
    - John F. Kennedy 12/09/1962

  5. #49
    Metal Warrior
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    Ho avuto la "fortuna" di vivere la scena di LA dal '92 al '95. In tutti i locali dove ho suonato (Roxy, Whiskey, Troubadour, ecc) il pay to play c'era, ma non e' quello che sembra. I locali del Sunset Boulevard vendono ai gruppi un tot di biglietti, che poi il gruppo deve vendere prima del concerto per rientrare nei costi. E' una pratica amorale, che pero' aveva alcuni vantaggi. Garantisce al locale un minimo di entrate perche' con la massa di gruppi, troppi non hanno un following e il locale si ritrovava vuoto. Per il gruppo che ci sa fare, garantisce invece di sbattersi per promuovere il concerto e di riempire il locale. Con i BIloxi abbiamo sempre fatto il tutto esaurito con delle campagne promozionali ad ampio raggio con volantini, poster, interviste radio (KNAC, KLOS, ecc) e ha semrpe funzionato.

    Pero', i gruppi erano trattati malissimo, coi promoters e i tecnici del suono che ti urlavano dietro, che ti staccavano il PA se suonavi 3 minuti di troppo ecc. Allora la questione era quale utilita'? Per gli USA, nessuna, in pieno periodo grunge (e noi facevamo AOR) era la fine di un'era e nessuna casa discografica si sarebbe mai sognata di toccare un tale gruppo. Venivano pero' molti giornalisti europei, e grazie a loro (in particolare Ken Anthony, che ha scoperto i Metallica) abbiamo trovato contratti in Europa e Giappone. In quegli anni funzionava cosi'.

    Dalla mia esperienza direi che non importa dove sei. Molti gruppi non sfondano non perche' vengono da Bagnolo Piemonte, ma perche' non sanno ne' vendersi ne' le tecniche minime di promozione. L'atteggiamento che mi ricordo nei vecchi tempi in Italia era quasi come se il successo fosse dovuto, come se la gente non capisse, i gruppi si ponevano in vittime incomprese e si isolavano in cantina. Poi c'erano le guerre tra gruppi, gelosie ridicole, atteggiamenti amatoriali tipo "questa canzone non la suono" o "questo giubbotto non lo porto, perche' ho la mia intergrita'". Risultato, il gruppo moriva. Sono arrivato dopo molti anni alla conclusione che non e' il post geografico a far morire la musica, ma i gruppi stessi, a cause di mentalita' regressive e incompatibili con il successo.
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  6. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Douglas
    Ho avuto la "fortuna" di vivere la scena di LA dal '92 al '95. In tutti i locali dove ho suonato (Roxy, Whiskey, Troubadour, ecc) il pay to play c'era, ma non e' quello che sembra. I locali del Sunset Boulevard vendono ai gruppi un tot di biglietti, che poi il gruppo deve vendere prima del concerto per rientrare nei costi. E' una pratica amorale, che pero' aveva alcuni vantaggi. Garantisce al locale un minimo di entrate perche' con la massa di gruppi, troppi non hanno un following e il locale si ritrovava vuoto. Per il gruppo che ci sa fare, garantisce invece di sbattersi per promuovere il concerto e di riempire il locale. Con i BIloxi abbiamo sempre fatto il tutto esaurito con delle campagne promozionali ad ampio raggio con volantini, poster, interviste radio (KNAC, KLOS, ecc) e ha semrpe funzionato.

    Ok... è vero, il "Pay to play" è sempre esistito, ma io credo che il problema non sia quello...

    Se un locale di un certo livello lo applica posso capirlo, ma perlomeno deve garantire una certa serietà, comprensiva non solo di "puntualità" ma anche di un livello adeguato di competenza tecnica e di impianto...

    Quando suonai io al transilvania Live a milano mi trovai di fronte a quanto di peggio si potesse immaginare
    Il non essere pagati quasi quasi è proprio il meno se si conta:

    -il non avere neanche una consumazione a testa(che è un cosa di cui mi importa poco ma che è abbastanza indicativa della mentalità),

    -l'avere a che fare con gente incompetente e con impianti ridicoli (eravamo 3 gruppi da 4 o 5 elementi e non c'erano abbastanza "piste" per cui non volevano neanche farci fare i suoni e su mia insistenza siamo saliti sul palco solo per "sapere di che morte morire" visto che i livelli non si potevano toccare.)

    -Nessuna promozione e/o pubblicità. E non sto mica parlando di una pubblicità su un giornale, ma anche solo di appendere una locandina anche A4 stampata in casa fuori dal locale o aggiornare il sito del locale stesso...

    e questo è un locale che pensa di poter attuare il "pay to play"????

    capite che il problema, come dicevo prima, non è la politica che si usa, quanto l'onesta, la serietà e la competenza.

    Pero', i gruppi erano trattati malissimo, coi promoters e i tecnici del suono che ti urlavano dietro, che ti staccavano il PA se suonavi 3 minuti di troppo ecc. Allora la questione era quale utilita'? Per gli USA, nessuna, in pieno periodo grunge (e noi facevamo AOR) era la fine di un'era e nessuna casa discografica si sarebbe mai sognata di toccare un tale gruppo. Venivano pero' molti giornalisti europei, e grazie a loro (in particolare Ken Anthony, che ha scoperto i Metallica) abbiamo trovato contratti in Europa e Giappone. In quegli anni funzionava cosi'.
    Come dirò sempre: Morte al Grunge....

    Dalla mia esperienza direi che non importa dove sei. Molti gruppi non sfondano non perche' vengono da Bagnolo Piemonte, ma perche' non sanno ne' vendersi ne' le tecniche minime di promozione. L'atteggiamento che mi ricordo nei vecchi tempi in Italia era quasi come se il successo fosse dovuto, come se la gente non capisse, i gruppi si ponevano in vittime incomprese e si isolavano in cantina. Poi c'erano le guerre tra gruppi, gelosie ridicole, atteggiamenti amatoriali tipo "questa canzone non la suono" o "questo giubbotto non lo porto, perche' ho la mia intergrita'". Risultato, il gruppo moriva. Sono arrivato dopo molti anni alla conclusione che non e' il post geografico a far morire la musica, ma i gruppi stessi, a cause di mentalita' regressive e incompatibili con il successo.
    Ovvio che poi i problemi veri in seno ad un gruppo vengono fuori quando si tratta di fare le cose seriamente.
    Il riuscire a fare tutto al meglio, anche le cose noiose e/o insopportabili, l'avere la "scaltrezza" e l umiltà di capire a quali compromessi ci si deve necessariamente piegare se si vuole ottenere un risultato, o anche solo l'arrivare puntuale, sono tutte quelle cose che consentono a un gruppo o un musicista di innalzarsi da quelli atteggiamenti "maccheronici" e non seri che alla fine sono il vero motivo per cui i gruppi Italiani(perchè si sta parlando di loro) non giungono mai a nulla...

    è capitato anche a me con il mio gruppo.
    Io ho cercato di fare tutto al meglio senza risparmiare mai tempo, soldi e impegno in ogni cosa, anche minima...
    MA se negli altri non vi è la stessa intenzione e un minimo di impegno , beh...

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso...
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  7. #51
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    per aspirare al successo direi che l'america è il paradiso: per le label, i soldi ecc. ma se si parla di audience, direi di no. La gente si interessa veramente poco. Ho un amica che sta studiando un anno in america e vede che la gente si interessa di poco e niente: di metal sanno quei quattro gruppi che ormai anche mia madre conosce e solo le canzoni più famose. chissà perchè la maggior parte dei big del metal c'hanno qualche cognome europeo, poi ci so i casi...

  8. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da true paolo
    per aspirare al successo direi che l'america è il paradiso: per le label, i soldi ecc. ma se si parla di audience, direi di no. La gente si interessa veramente poco. Ho un amica che sta studiando un anno in america e vede che la gente si interessa di poco e niente: di metal sanno quei quattro gruppi che ormai anche mia madre conosce e solo le canzoni più famose. chissà perchè la maggior parte dei big del metal c'hanno qualche cognome europeo, poi ci so i casi...
    Paradiso per il metal ormai non credo. Se non c'è più un pubblico, i dischi chi li compra? Proprio per questo le labels americane ignorano da ormai 15 anni gran parte del metal che vende molto bene in Europa e Giappone. Credimi, il posto per fare metal ormai è qui da noi. Non c'è più nessun bisogno di andare a LA come 20 anni fa.
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  9. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Douglas
    Paradiso per il metal ormai non credo. Se non c'è più un pubblico, i dischi chi li compra? Proprio per questo le labels americane ignorano da ormai 15 anni gran parte del metal che vende molto bene in Europa e Giappone. Credimi, il posto per fare metal ormai è qui da noi. Non c'è più nessun bisogno di andare a LA come 20 anni fa.
    infatti mancano i compratori però per pubblicazione direi che è di gran lunga migliore in america. cmq un gruppo che si fa prendere da label come l'inside out o l'earache viene considerato in tutto il mondo mentre qui ancora le label sono conosciute a livello locale o nazionale.

  10. #54
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    i soldi si fanno con i concerti, non con i cd.
    DOOM WILL NEVER DIE

  11. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Rothery
    i soldi si fanno con i concerti, non con i cd.
    Dipende, soprattutto dal genere. I soldi si fanno soprattutto quando passano le canzoni alla radio e in TV. Chi ha la fortuna di avere un hit può dormire tranquillo finao alla pensione. Per chi invece fa album senza pezzi da classifica, le tournés sono l'unico modo di fare soldi, grazie anche al merchandising.
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  12. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da Douglas
    Dipende, soprattutto dal genere. I soldi si fanno soprattutto quando passano le canzoni alla radio e in TV. Chi ha la fortuna di avere un hit può dormire tranquillo finao alla pensione. Per chi invece fa album senza pezzi da classifica, le tournés sono l'unico modo di fare soldi, grazie anche al merchandising.
    guarda, per quel poco che ne so, negli ultimi anni la vendita dei cd è caduta veramente a picco, e anche i musicisti che vendono di più guadagnano veramente poco, hanno entrate buone solo dai concerti.

    infatti, negli usa i gruppi di livello medio basso sono costretti a tournè interminabili per sopravvivere, ma almeno lì sopravvivono.
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  13. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da Rothery
    guarda, per quel poco che ne so, negli ultimi anni la vendita dei cd è caduta veramente a picco, e anche i musicisti che vendono di più guadagnano veramente poco, hanno entrate buone solo dai concerti.

    infatti, negli usa i gruppi di livello medio basso sono costretti a tournè interminabili per sopravvivere, ma almeno lì sopravvivono.
    Hai ragione, ma io non ho detto vendendo CD. Ho detto facendo passare le canzoni alla radio e alla TV, da cui le performance royalties enormi di certi artisti (diverse dalle royalties meccaniche risultanti dalla vendita dei CD). Ma ho anche detto che dipende dal genere. Britney Spears e Michael Jackon che passano alla radio e alla TV giorno e notte ne approfittano, un gruppo come i Maiden invece rientra nel tuo discorso, visto che sono boicottati da tutti i media.

    Comunque la situazione della vendita dei CD l'hai centrata in pieno. E io, nonostante sia autore/compositore e artista sono abbastanza contento di questa crisi tutto sommato, perchè porterà al crollo dell'impero delle major che hanno succhiato il sangue di artisti e musicisti da troppo tempo. Quando vedo il catalogo dei Maiden qui a Parigi a 22 Euro il CD mi viene il voltastomaco.
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  14. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da Douglas
    Hai ragione, ma io non ho detto vendendo CD. Ho detto facendo passare le canzoni alla radio e alla TV, da cui le performance royalties enormi di certi artisti (diverse dalle royalties meccaniche risultanti dalla vendita dei CD). Ma ho anche detto che dipende dal genere. Britney Spears e Michael Jackon che passano alla radio e alla TV giorno e notte ne approfittano, un gruppo come i Maiden invece rientra nel tuo discorso, visto che sono boicottati da tutti i media.

    Comunque la situazione della vendita dei CD l'hai centrata in pieno. E io, nonostante sia autore/compositore e artista sono abbastanza contento di questa crisi tutto sommato, perchè porterà al crollo dell'impero delle major che hanno succhiato il sangue di artisti e musicisti da troppo tempo. Quando vedo il catalogo dei Maiden qui a Parigi a 22 Euro il CD mi viene il voltastomaco.
    boh guarda sul fatto dei prezzi dei cd hai assolutamente ragione anche se bisogna dire che l'euro qui ha fatto la sua bella parte (cm in tutto il resto) perchè io ricordo che quando ero piccolino (ebbene si qnd ero piccolino c'era la lira..sn ancora giovane!!!) i cd costavano massimo 30000 lire e si parlava di supernovità composte da 2o3 cd (se la memoria non mi inganna però così mi sembra anche discutendone con amici)ora 20-25 euro cose da pazzi... però qui sono andato ot e chiedo scusa

  15. #59
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    Boh io a Los Angeles ci sono stata 4 volte per mesi,ho amici importanti,effettivamente è emerso che luoghi ce ne sono moltissimi e come qui suoni a gratis,così per emergere per partecipare,che ci sono più scuole musicali,più borse di studio non solo proporzionali al fatto che sia una metropoli e che raccolga anche l'underground di zone esterne(primo messico),anche legato a un forte interesse incentivante(pensare a tutte le iniziative di Vai e company etc etc,high school musicali)...Del Whisky a go go,mi suona un pò dissonante,sapevo altro...Funzionava a selezione e concorsi per l'underground d'appoggio!
    Morelia Viridis

  16. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Rothery
    i soldi si fanno con i concerti, non con i cd.
    ma se hai una label decente i cd vengono messi in evidenzia in tutto il mondo e dell'america te ne sbatti

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