Era qualcosa alla quale avevo pensato anche io, qualche anno fa, quando bisognava pagare l'Enpals. L'idea è buona ma a mio avviso poco percorribile visto che i canoni per differenziare i "professionisti" da i "non" sarebbero difficilmente identificabili senza correre il rischio di discriminare qualcuno.
Mi spiego meglio: io suono cover dal 2000 nei locali, lo faccio per passione e non ho la benchè minima intenzione di diventare professionista. Ora, come ben sai anche tu, questo non vuol dire che non ci siano spese (corde, ampli, benzina, ecc.) per cui penso che optando per la separazione delle categorie si correrebbe il rischio di tutelare quelle categorie che ne hanno meno bisogno, ovvero quelle che rientrerebbero nella fascia "professionista", in quanto queste di solito sono già "tutelate in proprio" (partita iva, agenzia, ecc) penalizzando in maniera totale quelle amatoriali che così non potrebbero percepire quei 4 euri necessari per rientrare delle spese sostenute.


LinkBack URL
About LinkBacks


allora con gli altri gruppi ci siamo ammazzati per recuperare la strumentazione necessaria per suonare...e poi l'ultimo gruppo non ha potuto suonare...questo perchè mentre montavano gli hanno attaccato sopra la musica dance e house
...io avrei bruciato il locale



Rispondi Citando










...il tuo discorso sarebbe giusto se vivessimo in un mondo perfetto...siccome purtroppo non lo è e i muscisti non sono tutelati sotto il punto di vista economico forse quella sarebbe una soluzione.

Segnalibri