sulla questione puramente numerica del voto non entro in discussione, dipende dalla 'scala' soggettiva di ognuno, e ci sono troppi fattori da tenere in conto. però due righe sulla considerazione di certi album le metto giù volentieri.
penso che tra i due "estremi" (un Kivenkantaja tastieroso, punto di partenza del 'nuovo' corso Monosorrow, e un Havitetty -attuale compimento di quel percorso- tanto maestoso da voler essere quasi un'epopea classica riportata in chiave metal), il migliore disco sia proprio il centrale 'Verisakeet', dotato di equilibrio letteralmente perfetto.
ma il cuore pulsante della discografia moonsorrow, e per certi versi anche del viking del nuovo millennio, è proprio Kivenkantaja: di certo un disco-pietra miliare che può confrontarsi ad armi pari con quelli degli anni '90 (da Frost a Valdr Galga, da Twilight of the Gods a Under the Sign of the Ravens) e batterne alcuni; riguardo al voto direi quindi che deve stare in quella 'categoria'.
havitetty: forse calerà, ma (mia visione personale) è concepito più come un 'opera omnia' sulla visione del viking marchiato Moonsorrow, un sunto del percorso artistico dei Sorvali, un gesto di alienazione dal mercato viking recente: non vuole essere un disco fra i tanti, e come tale lo ritengo un album da ascoltare solo in occasioni particolari, per godere di tutto il ben di dio che c'è dentro - nessun altro artista Pagan Viking aveva tentato un impresa di simili proprozioni (se non il Wyrd di "Heathen"), è un'opera che non raggiunge i fasti di Verisakeet e Kivenknataja, ma che si discosta tamente tanto dal resto dei gruppi attuali, che è difficile dargli collocazione.
l'ho ascoltato parecchio, di recente, mettendo giù una mia personale analisi del disco - disco che è unico, peculiare, per certi versi innovativo e sorprendente, un disco che ne senti dieci secondi e capisci subito che son loro, un disco con un carisma praticamente infinito: io adoro gli album fatti così (alla Filosofem, alla Hammerheart, alla Nightside Elcipse, alla Bergtatt), con una personalità, una visione, un'idea musicale e tematica da supportare, che non sia mero collage di canzoni.
oltre a questi motivi, però, credo sia valido anche per meriti musicali. chi non ha avuto i brividi durante il semplice giro d'accordi di 'Utferd', chi non ha respirato terre mai nemmeno visitate ascotlando il riff di 'Noregsgard', chi non ha sognato sui gorgheggi di 'Lokk', chi non ha rivissuto trame di libri polverosi su 'Villemann'?
'Nordavind' è un disco che sprigiona magia, se vuoi un parere penso che il voto attuale sia piuttosto ingeneneroso, soprattutto se rapportato agli standard di TM)
feelings contrastanti. ho assolutamente ADORATO la decisione di non buttarsi troppo nella caciara sempliciona stile 'Trollhammaren' ed invece rinverdire le radici Black, vere, crude, che sono proprie dei primi Finntroll, e il disco m'è piaciuto davvero molto.
però onestamente i fasti di Jaktens Tid (forse il disco più brillante dell'intero panorama FolkMetal, sicuramente il migliore del post-2000) e Nattfodd sono nettamente lontani, Ur Jordens Djup è indiscutibilmente un gradino sotto. album che ha confermato (per certi versi ancor più di nattfodd), la statura e la qualità dei Troll, ma che non ne rappresenta l'apice - il voto va di conseguenza.
(Maktens Spira domina ;P)
personalmente quello attuale è proprio il voto (più o meno) che associo a questo album: il debutto dei Thyrfing è acerbo, discontinuo, ingenuo, ma a tratti dannatamente bello e ispirato, e molto esaltante. visto quello che saranno in grado di fare in seguito, con quella tripletta stratosferica, rimane il gioiello meno luccicante della loro carriera - lo scarto qualitativo rispetto ai successivi è, a mio parere, netto.
Condivido in pieno il giudizio su Vansinnesvisor. disco che è cresciuto in una maniera TOTALE, incredibile, pazzesca, con l'andare degli anni.
fresco, moderno, brutale, MATURO, privo di clichè e tentazioni pauer, ma anzi fieramente unico e rivoluzionario, quasi avant-black in alcune situazioni. la differenza da valdr galga è solo affettiva, davvero minima, a livello oggettivo siamo proprio sugli stessi livelli. voto da alzare, disco da rivalutare e apprezzare come si deve - dubito che chi si nutre a pane, Ensiferum, Amon Amarth e Turisas potrà farlo, ma chi viene da un background fatto di Arcturus, Solefald, Asmegin e Vintersorg ha una valanga di buoni motivi per adorarlo.
la cosa che più apprezzo è stata proprio la decisione di buttare all'aria un sound pronto e perfetto, su cui avrebbero potuto campare per una vita, in favore di una ricerca sonora alternativa, personale, curiosa. grande rispetto, quindi, per chi invece di fotocopiarsi per dieci anni ha avuto la forza (di volontà, e di genio musicale) per cambiare. addiritttura, (quasi) in meglio.
discorso a parte per Farotstider, gioiello mancato a causa dell'altalenante qualità dei brani: metà capolavoro, metà delusione. comunque valido.
voto tutto sommato giusto, SW è 'Eclipse' tirato a lucido, con qualche raffinatezza in più e meno esplosività. un disco valido, godibile, convincente, ma che non aggiunge nulla all'evoluzione di questa band. la conferma di una rinascita a grandi livelli.
ah, i Nordland... tasto delicato
ricordo che, appena comprato, fui ben contento dell'acquisto di I, ma il disco non mi toccò come poteva aver fatto un Hammerheart o un Blood on Ice - lo ascoltai molto, e per diverso tempo, infine lo accantonai. a distanza di un paio d'anni, lo rimisi su e mi accorsi che m'era rimasto dentro, ed emozionava come se fosse parte del mio più intimo passato musicale. un disco cui sono molto affezionato; il II non mi ha mai fatto quest'effetto, forse ho rimandato troppo il suo ascolto, e quando finalmente mi decisi a farlo ero oramai cambiato e non mi colpì in profondità come altri prodotti di Bathory per essendo un album dalle grandi qualità.
al di là di questo inciso prettamente personale, ritengo che II sia obiettivamente inferiore all' I -non di troppo, ma comunque inferiore-, ma sia musicalmente che storicamente quel voto è esagerato per entrambi: la prima cosa che mi salta in mente è che se si abbassa uno, si abbassa anche l'altro; se li si considera il testamento di un artista che ha rivoluzionato il metal estremo, li si tenga accorpati -sotto qualsiasi voto.


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) e tempo, dirò anche la mia sulle proposte di Fenrir, ma anticipo già ora il mio pieno supporto per i nuovi voti a Kivenkantaja, Vansinnesvisor e anche Farsotstider




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