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Discussione: Odalismo nell nord Italia

  1. #1
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    L'altro giorno mio papà mi ha preso un libro chiamato "Va a farte benedir" di Ezio Bonomi che è una ricerca di storie e interviste fatte agli anziani della lessinia...oggi sono arrivato alla parte della religione e credevo di leggere roba supercristiana, ma leggendo un po ho trovato qualcosa di interessante...C'è un articolo sull'Odalismo che spiega quando e dove il culto di Odino si è sviluppato nel nord italia e come è stato distrutto...i popoli germanici hanno portato qui i loro culti pagani e così pure i celti...Infatti in molti paesi nella lessinia in piazza c'è un albero secolare dove si credeva ci fossero spiriti positivi...lo sapevo io che anche da noi si credeva in Odino, eheh
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  3. #2
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    Bhe si, quando i longobardi sono scesi in italia erano ancora pagani, e lo sono rimasti per qualche decennio.. poi si sono convertiti, almeno esteriormente, al cristianesimo, però la sostanza odinista è rimasta ancora forte per diverso tempo.. d' altronde se si va ad analizzare il cattolicesimo medievale paragonandolo al cristianesimo delle origini (soprattutto S. Girolamo e Tertulliano) ci si rende conto che di pagano c' è veramente tanto.. questo deriva dalla necessità di coniugare il nuovo culto con le forme antiche.. ecco che nella val padana qualche volta si trovano delle statue di madonne nere che ricordano molto la dea lunare Hecate..

    comunque, a proposito del connubio tra odinismo e cristianesimo vi posto il link di una foto fatta da me due anni fa dentro il duomo di Monza, di origine longobarda..



    Chi vi ricorda l' immagine di un dio crocifisso su di un albero?

    Le radici profonde non gelano.

  4. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da PanzeЯbangeЯ Visualizza Messaggio
    L'altro giorno mio papà mi ha preso un libro chiamato "Va a farte benedir" di Ezio Bonomi che è una ricerca di storie e interviste fatte agli anziani della lessinia...oggi sono arrivato alla parte della religione e credevo di leggere roba supercristiana, ma leggendo un po ho trovato qualcosa di interessante...C'è un articolo sull'Odalismo che spiega quando e dove il culto di Odino si è sviluppato nel nord italia e come è stato distrutto...i popoli germanici hanno portato qui i loro culti pagani e così pure i celti...Infatti in molti paesi nella lessinia in piazza c'è un albero secolare dove si credeva ci fossero spiriti positivi...lo sapevo io che anche da noi si credeva in Odino, eheh
    perchè in Lessinia si stabilì una parte della popolazione cimbra spostatasi dai Sette Comuni.

    spero ti interessi:

    L’ANTICHITA’ DELLE ORIGINI RELIGIOSE NELL’ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI.

    […] L’antichissima religione che i Celti nordici, sia Scandinavi che Germani, portarono seco dalla Scizia quando invasero l’Europa, fu monoteistica e pura. Tacito dice che i Germani riconoscevano un solo Dio padrone dell’universo, al quale tutte le cose sono soggette ed obbedienti. Avevano un concetto così sublime della divinità, che stimavano atto indegno ed empio il rappresentarla in forme umane e adorarla in luoghi chiusi o templi. Adoravano perciò Iddio sotto la volta del cielo, in luoghi eminenti e discosti dall’abitato, e a Lui consacravano le foreste, il cui gelido silenzio suggeriva alle loro menti una vaga idea della sua onnipotenza e immensità. Il primo nome che i Germani applicarono alla divinità fu Tuis e Teut, donde il loro nome di Tuischi e Teutoni. Tacito dice altresì che celebravano con carmi antichi (celebrant carminibus antiquis), come proveniente da Dio e tolto dalla terra, Tuissitone e il figlio di costui Manu. Più tardi, riconoscendo in Dio il sommo bene, lo chiamarono nella propria lingua Wodan o Goudan e, comunemente, Odino. Odino quindi è il nome del Dio supremo. Essi ammettevano nella vita futura un paradiso detto Walhalla e un inferno detto Hel. Sull’Altipiano, nei pressi di Camporovere è chiamata ancor oggi Hel una località che la tradizione popolare indicava come dimora degli spiriti maligni.
    In tutte le forme religiose dei popoli che ebbero grande storia politica, il monoteismo integrale, quale rimase presso gli Ebrei, non potè durare a lungo, poiché, rudi com’erano, riusciva loro difficile o addirittura impossibile distinguere il carattere degli attributi divini, così che lentamente si piegarono a concretarli in divinità. Gli attributi che le religioni più antiche dei Persiani, degli Egiziani e di altri popoli concretizzarono, facendone altrettante divinità, furono i tre fondamentali della potenza, della sapienza e della bontà, ai quali i Celtogermani diedero il nome di Odino, Frea e Thor. Essi credevano che la potenza suprema, Odino, avesse prodotto Frea dalla quale ebbe poi origine la terza divinità, Thor. La dea Frea e la terra erano una sola divinità, ed essi la veneravano come madre degli dei. Più tardi venerarono Frea in modo sensibile, cioè per mezzo di statue che impersonavano i due sessi. Nel tempio più antico dei Celti scoperto a Upsala (Svezia), essa appare con i caratteri della Venere romana, seduta su due cuscini e avente a destra Odino e a sinistra Thor. Raddolcito in Freya il nome, che più tardi fu dato a una divinità maschile inferiore, a lei dedicarono la feria sesta della settimana, detta quindi freytag. Orbene, questa divinità è ricordata non solo in Germania (citiamo il monte Freyberg nella Sassonia, la città di Feyssingen – Frisinga – nella Baviera) e nell’Ungheria (con la città di Freystadt), ma anche sull’Altipiano.
    Malgrado le comprensibili modificazioni fonetiche, il nome della Venere celtica appare, nei pressi di Gallio, nella collina morenica chiamata Ferac, ossia Frea-ac, dimora della dea Frea, lo spirito della quale la fantasia popolare faceva provenire dalla vallata che si apre immediatamente a levante con una paurosa voragine e termina alla destra del Brenta, e che si chiama appunto Val Frenzela (o Freyentaal), da Frea-sele e Frea-taal che significano rispettivamente spirito di Frea e Valle di Frea. Il nome della medesima, nella sua radicale, si può scorgere altresì nell’antica denominazione della vetta più alta dell’Altipiano (Cima Dodici) cioè Ferozzo, da Frea-ioch, ossia giogo di Frea.
    Dall’unione della Potenza suprema con Frea, ossia con la terra, nacque come abbiamo detto, la terza divinità principale, ossia Thor (altrimenti detto Asa-Thors), che dapprima conservò il concetto del dio Sole dei Persiani (cioè Mitra), poi ebbe un significato più ampio di dominatore dei fenomeni meteorologici e del tuono, detto in tedesco donner. A Thor era dedicata la feria quinta chiamata perciò donnerstag, giorno del dio del tuono. Però il giovedì è detto anche Phingstag, e nei Sette Comuni Phistac, nome che, secondo il Dal Pozzo, deriverebbe dal celtico pen, con cui si indica ciò che è alto; notiamo che a levante di Asiago, in posizione elevata, trovasi la contrada Penar. La divinità del tuono è ricordata sull’Altipiano dal monte Tondarechar, e poi anche dal nome della valle Tora di Rotzo e della contrada Turcio o Tursela di Asiago (da Thors e Turs). E poiché in celtico Thir (donde in tedesco stier ed anche thor) significa toro, così questo dio veniva rappresentato nella figura di un toro, sopra il quale gli antichi usavano giurare le alleanze e la pace. Mario, distrutti i Cimbri dei Sette Comuni, portò a Roma come segno di trionfo il toro di bronzo che essi sempre conducevano seco, come gli Ebrei l’Arca dell’Alleanza.
    L’oggetto centrale della religione nordica era la triade Odino, Frea e Thor, ma al governo di tutte le cose in particolare si supponeva presiedesse un numero indeterminato di spiriti. Era il primo passo verso il politeismo, che un conquistatore di origine orientale sarebbe riuscito a introdurre in tutte le tribù celtiche del Nord. Era questi, secondo alcuni storici della Danimarca e della Scandinavia, un certo Segg od anche Frigge, che si faceva chiamare Odino, forse perché si spacciava come ispirato da questo dio. L’abilità di questo impostore fu così efficace, che potè imporsi anche come dominatore politico, sembra 70 anni prima di Cristo. Ad ogni tribù conquistata egli avrebbe imposto come re uno dei suoi sette figli, assistiti da dodici dignitari, i quali tutti vennero poi divinizzati assieme alle loro mogli e figli, così che ne risultò una pleiade di dei. In tutto ciò egli fu molto aiutato dalla introduzione dei caratteri runici, propri degli Sciti e dei Tartari, cosa che per popoli del tutto ignoranti non poteva non sembrare una rivelazione divina.
    L’Edda islandese ha conservato il nome di dodici esseri divinizzati per ambo i sessi, cioè: maschi Odino primo, Odino secondo, Thor, Vile, Ve, Balder, Frey, Thir, Heimdal, Hoder, Vidar e Foreste; femmine, Friga, Sega, Eira, Gefione, Fylla, Frega, Vanadis, Siona, Louna, Vora, Synia e Lyna. Il ricordo di qualcuna di queste divinità è rimasto anche sull’Altipiano. Così, Balder è ricordato dal folletto od orco Baldrich; a Hoder era dedicata la collinetta ai cui piedi si trova l’ex stazione ferroviaria di Asiago e che una volta era detta appunto Hodegart, ossia orto di Hoder (oggi è lo stadio del ghiaccio di Asiago a chiamarsi pala Odegar); a Synia, il monte Sunio. L’Edda, fra le altre divinità, nomina anche una certa Skada, figlia del gigante Thiasse: questa dea è ricordata dal nome del paese di Treschè, che nella lingua nativa era chiamata appunto Skada.
    L’antica religione dei Celti degenerò ancor più quando, nella sua rozzezza, il popolo, in tanta confusione di deità, si creò una serie di esseri né puri né dei, né puri uomini, detti Genii, Fate, Nani, i quali nei due sessi potevano influire, in senso buono o cattivo, a seconda della loro natura, sulla vita degli uomini e di tutte e singole le cose materiali. Analogo fatto avvenne del resto in ognuna delle antiche religioni politeistiche. Presso l’abitato di Rotzo, e precisamente sopra il dirupo che sovrasta la Valdastico, sarebbe esistito un ricettacolo di Genii, denominato Alfburg, cioè dimora degli Alfi (Elfi) o Genii.
    Nei Sette Comuni rimane il ricordo di una credenza nordica di un Genio malefico notturno, che avrebbe avuto il potere di infondere nell’uomo un senso angoscioso di oppressione, di fomentare torbidi istinti sensuali e anche di recare danno agli animali domestici. I Tedeschi chiamavano tale genio Drut e lo placavano pronunciando questa frase: Drut kommorgen, so vil ich porgen, cioè: “Drut, vieni domani, così voglio io nascondermi”. Per difendere poi il bestiame contro Drut, si usava segnare sulla porta delle stalle la figura pentagona, detta segno di Salomone: tale costumanza, in onore presso gli antichi Germanici, una volta era comune anche sull’Altipiano.
    Dagli svedesi era chiamato Mara un altro genio malefico, che aveva il potere di soffocare nel sonno. Di questa credenza rimane un ricordo in S.Giacomo dove nasce una piccola sorgente di acqua in un’amena località detta Marghetele, cioè orticello di Mara, e nella valle che separa Rotzo da Roana chiamata Martaal, o valle di Mara.
    La dea sassone Ostera è ricordata nello scoglio che sovrasta Pedescala, detto Ostersteela, e in Foza nella contrada chiamata appunto Ostera (di cui fa cenno un documento dell’Archivio di Bassano del Grappa del 1513) e forse anche nella valle Astaro (od Ostaro) sopra Conco. A nord della chiesa di San Giacomo si apre una valle detta Onfasa od Onvasa; questa valle ricorda probabilmente la dea celtogallica Onvana, il cui nome deriverebbe dal vocabolo gotico Anfana (au=valle e fan=signora) e che presiedeva alle valli.
    L’Edda islandese enumera infine una serie di folletti, orchi e nani, tra i quali, quasi cariatidi della volta del cielo, North, Est, Suth e Ovest, passati poi a indicare i quattro punti cardinali. Qualcuno di questi spiriti – forse quello che a Gallio era detto Baldrich, ossia padrone del bosco – si credeva abitasse nella contrada Valdorco, situata presso la strada che da Asiago, salendo verso settentrione, conduce al monte Katz, dove la fantasia popolare ammetteva esservi un Orco che apriva e chiudeva grandi porte. A Gallio, lo spirito detto North è ricordato nella valle di Nos, vocabolo dolcificato in North (th: s aspro), una favolosa valle che s’incunea direttamente verso settentrione tra sterminate abetaie.
    Con l’evolversi della religione, sull’Altipiano si verificò anche – come avviene sempre nella storia – un’evoluzione nel costume. Quegli uomini gagliardi e rudi impararono un po’ alla volta a vedere nella donna non un essere inferiore, ma una compagna preziosa, specialmente in guerra, e un aiuto efficace nelle malattie. Agli occhi dei Germani la donna aveva un che di santo e di provvidenziale: inesse feminis sanctum aliquid et providum putant, dice Tacito. Ad esse quindi spettava esercitare, attraverso la magia, la medicina. Sull’Altipiano, fino al secolo XV, esse sole avevano la facoltà di scegliere le erbe medicinali e di curare le malattie; il primo uomo che abbia esercitato quest’arte fu il prete trovato quale parroco di Rotzo dal vescovo Fantino Dandolo nel 1448.
    Tacito dice che i Germani, per conoscere il futuro, ricorrevano alle loro pitonesse o indovine. La più celebre si chiamava Ganna. Questa pitonessa accompagnò Masio, re degli Svevi Pennoni, a Roma, ivi recatosi per conferire con Domiziano; ambedue, forse per l’ammirazione che destò Ganna con i suoi vaticini, furono trattati con onore. Essa è ricordata a Rotzo in tre luoghi: a Castelletto, nei pressi del paese e sopra Albaredo. Altra località con lo stesso nome si trova a Foza (la Valganna).
    L’albero sacro dei Germani e degli Anglosassoni era la quercia o rovere; sotto la quercia più annosa si trattavano tutti gli affari civili, e sui colli, all’ombra delle folte querce, si compivano i riti religiosi. La quercia sacra aveva anzi un nome particolare, stalecke. A Rotzo, nella contrada Ganna, vi è un luogo chiamato nella lingua nativa Schone oaken cioè “le belle querce”; un altro sito, poco discosto, è detto Stalecke.
    L’uso, continuato fino alla caduta della Federazione dei Sette Comuni, di tenere nelle chiese le assemblee comunali (dette vicinie), ci induce ragionevolmente a supporre che nei primi tempi, anteriormente cioè all’erezione di edifici capaci, le assemblee o comunali o generali avessero luogo nei boschi di querce. Camporovere, una volta appartenente al Comune di Asiago, deve essere stato il luogo sacro delle assemblee comunali, come Roana o Roverana deve essere stata la località più ricca di queste piante sacre, donde le venne il nome.

    Tratto da "Storia della Federazione dei Sette Comuni vicentini"
    prof. dr. Antonio Domenico Sartori

  5. #4
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    io invece spero vivamente NON ti interessi un pattume del genere
    ---------------------------------------------------

  6. #5
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    Celti nordici ? Germani dalla Scizia ? CELTOGERMANI ???

  7. #6
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    io invece spero vivamente NON ti interessi un pattume del genere
    Invece mi interessa ...
    RAZAMATAZ perdona...ma dove sono i Sette Comuni?
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  8. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da PanzeЯbangeЯ Visualizza Messaggio
    Invece mi interessa ...
    bravo
    Citazione Originariamente Scritto da PanzeЯbangeЯ Visualizza Messaggio
    RAZAMATAZ perdona...ma dove sono i Sette Comuni?
    a levante rispetto ai Lessini (separato da questi da un paio di valli) è un vasto altopiano delle Prealpi vicentine

  9. #8
    Metal Kid
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    Vicino ad Asiago?
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  10. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da PanzeЯbangeЯ Visualizza Messaggio
    Vicino ad Asiago?
    Asiago è uno dei sette comuni
    gli altri non me li ricordo tutti, comunque ci sono Enego, Gallio, Rotzo e Foza credo...poi boh

  11. #10
    Ardet nec consumitur
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    Citazione Originariamente Scritto da MetalWarrior87 Visualizza Messaggio



    Chi vi ricorda l' immagine di un dio crocifisso su di un albero?
    Odino non c'entra, nell'iconografia cristiana quell'albero è quello del bene e del male da cui Adamo ed Eva presero la mela del Peccato Originale,cancellato da Cristo con la sua Passione.
    « Non farò vergogna alle sacre armi; né abbandonerò il compagno che sarà mio vicino nella mia schiera; combatterò per ciò che è santo e per ciò che è puro, tanto se sarò solo, quanto se sarò in compagnia di molti. Lascerò la mia patria, non più piccola, ma più grande e più forte di come l'avrò ricevuta. Ubbidirò ai magistrati in carica, alle leggi già stabilite e a tutte quelle che il popolo concordemente stabilirà. E se qualcuno vorrà attentare alle leggi o non ubbidire ad esse, non glielo permetterò, ma combatterò contro di lui, tanto solo quanto in compagnia di altri. Onorerò la religione dei miei padri ».

    «la nostra patria per noi sono i villaggi, i nostri altari, le nostre tombe. Tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra patria è la nostra Fede, il nostro Re. Ma la loro patria che cos’è per loro? Voi lo capite? Loro l’hanno in testa, noi la sentiamo sotto i nostri piedi»

    ... quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo. (Platone)

  12. #11
    Dannata Tana delle Tigri!
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    Citazione Originariamente Scritto da Druso Italico Visualizza Messaggio
    Odino non c'entra, nell'iconografia cristiana quell'albero è quello del bene e del male da cui Adamo ed Eva presero la mela del Peccato Originale,cancellato da Cristo con la sua Passione.
    Forse hai ragione, però tieni conto che moltissimi simboli cristiani sono stati ripresi da alcuni simboli pre-esistenti per far sentire meno il distacco dalle precedenti religioni al popolino. Successe una cosa del genere anche al martello di Thor, anche se fedeli al paganesimo potevano spacciarlo per una croce.
    Riguardo a QUELL'albero in esame però, non saprei dire, può essere come di ci tu


  13. #12
    Ardet nec consumitur
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    Guarda,in questo caso specifico il sustrato pagano non c'è.
    La leggenda che la croce stessa fosse stata ricavata dal legno dell'Albero del bene e del male è diffusa almeno dal II secolo, e da qui ha preso il via l'utilizzo di questa raffigurazione.
    Cmq un qualunque libro di storia dell'arte dedicato all'iconografia cristiana della croce,chiarisce ogni dubbio a questo riguardo.
    « Non farò vergogna alle sacre armi; né abbandonerò il compagno che sarà mio vicino nella mia schiera; combatterò per ciò che è santo e per ciò che è puro, tanto se sarò solo, quanto se sarò in compagnia di molti. Lascerò la mia patria, non più piccola, ma più grande e più forte di come l'avrò ricevuta. Ubbidirò ai magistrati in carica, alle leggi già stabilite e a tutte quelle che il popolo concordemente stabilirà. E se qualcuno vorrà attentare alle leggi o non ubbidire ad esse, non glielo permetterò, ma combatterò contro di lui, tanto solo quanto in compagnia di altri. Onorerò la religione dei miei padri ».

    «la nostra patria per noi sono i villaggi, i nostri altari, le nostre tombe. Tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra patria è la nostra Fede, il nostro Re. Ma la loro patria che cos’è per loro? Voi lo capite? Loro l’hanno in testa, noi la sentiamo sotto i nostri piedi»

    ... quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo. (Platone)

  14. #13
    Dannata Tana delle Tigri!
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    Grazie per la precisazione.


  15. #14
    Metal Head
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragnar Lodbrock Visualizza Messaggio
    Celti nordici ? Germani dalla Scizia ? CELTOGERMANI ???
    Beh i "celti nordici" erano quelli che abitavano Gran Bretagna e Irlanda e non c'entrano una sega con i germani nè tantomeno con gli scandinavi, quindi non sono sicuro di cosa intenda dire l'autore dello scritto.
    Germani della Scizia è una cosa ancora più dubbia, la Scizia era la regione delle pianure e delle steppe che al giorno d'oggi corrisponde a Russia europea ed Ucraina, abitate da popolazioni nomadi iraniche come gli sciiti o i sarmati... ma in realtà il punto è che dice "quel che i celti nordici, sia germani che scandinavi, portarono con sè dalla Scizia", cioè in pratica significa che la Scizia è una regione in Germania o in Scandinavia visto che vi abitavano le popolazioni native di questi luoghi, il che è una boiata (anche tralasciando l'immettere i celti in tali territori; anzi, dando uno sguardo veloce dicono che c'era un tempio celtico ad Uppsala, oddio).
    La cosa più ilare poi è la definizione di "celtogallico", lol, io allora sono italo-abruzzese.

    Però i celtogermani esistevano, figli di genitori l'uno celtico l'altro germanico. Anche se mi sa che questo nome lo utilizzi un po' a cazzo ma vabbè, non ho letto tutto e non so.
    You're an island of tranquillity in a sea of chaos.

  16. #15
    The One Who Made Heavy Metal
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    Rispolvero questo topic in quanto sono un simpatizzante di questo movimento. o meglio, io fino a pochi minuti fa nemmeno sapevo dell'esistenza di questo movimento, ma sono affascinato dalla runa Othala tanto da essermela tatuata sul braccio destro accompagnata dalle mie iniziali. Purtroppo ho avuto problemi (pochi a dire il vero) con qualche ignorante che mi ha dato del razzista, ma non è certo per un qualche concetto di superiorità della mia razza che l'ho fatto, ne tantomeno c'entra la politica. L'Othala è il simbolo della famiglia, un simbolo di appartenenza. L'amore verso la propria Terra e verso le proprie origini. NON CAPISCO PERCHE' L'AMORE VERSO LE PROPRIE RADICI SIA SINONIMO DI RAZZISMO PER ALCUNI. Questa corrente inoltre ha come principio il rispetto per la Dea Madre, il che porta in un certo senso a cogliere il mio pensiero a favore dell'ambientalismo. Non ho cmq venerazione verso nessun Dio germanico, seppure ci sia anche quato punto.

    Il che mi porta a chiedere agli utenti di TM se c'è qualcuno praticante o sostenitore di questo movimento, se può darmi delucidazioni su questa corrente, se ha siti o materiale da consigliarmi, e se conosce luoghi di ritrovo di persone che seguono questa filosofia. Ringrazio tutti anticipatamente.
    Ultima modifica di Sacmademonia; 17-08-2009 alle 20:54
    PRINCIPE DELL'ORDINE DEL DRAGO

    SEVERO MA GIUSTO
    Socio fondatore "TM NO LIFE TILL COFFEE CLUB"
    Den Norrøne Rase må Slakte den andre Når blåmen dunker for tungt på vår dør


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