Lo credo bene...
Anche perché, a quel punto, i membri degli Shadow Gallery viaggerebbero sui 70 anni...
Però non voglio arrivare a compiere 61 anni prima di vederli dal vivo....
Class & Melody / Il Bro'
Lo credo bene...
Anche perché, a quel punto, i membri degli Shadow Gallery viaggerebbero sui 70 anni...
Class & Melody / Il Bro'
E di che...
Se, in qualche modo, possiamo renderci "utili", ben venga...
Comunque dei Mr Big, c'è Billy Sheehan che ha collaborato, di recente, con Terry Bozzio... musicista con una certa esperienza anche in capo progressive.![]()
Originariamente Scritto da Filippo Benedetto
se è per questo Zonder suonerà nell'album solista del cantante degli hammerfall, ma dubito che sarà prog...
:wink:
Il disco si intitola Nine Short Films per la Magna Carta.Originariamente Scritto da Filippo Benedetto
Inoltre Billy Sheehan ha il suo gruppo personale, quello dei Niacin, ad orientamento più fusionistico, con john novello (hammond B3) & Dennis Chambers (drums).
Ultimamente ha realizzato il suo primo vero disco solista per l'etichetta di Vai, la Favored Nations, dal titolo "Compression", senza contare le innumerevoli collaborazioni e la militanza nei Talas, David Lee Roth Band, etc..
Ma il disco più bello in cui l'ho ascoltato è sotto il nome di Bass Extremes (c'è anche Victor Wooten!) dal titolo "Just Add Water". Assurdo!
Dio non può tutto, perchè anche se volesse non potrebbe morire, cosa che invece Egli ha permesso all' Uomo come dono migliore in tante sofferenze della vitaTu mi chiedi che cosa puoi fare per essere felice. Questo io non lo so ma posso dirti: sii felice e poi fai quello che più ti piace
Ragazzi ho trovato un articolo splendido
sul prog rock.
Ve lo riporto qui, sono d'accordo con lui in tutto e per tutto!
Questo è solo l'inizio ma è molto significativo!
--------------------------------------------------------
Una volta si chiamava anche rock romantico, rock barocco, rock sinfonico, classic rock, art rock. Tutti termini fuorvianti, in parte ridicoli, inesatti, non esaustivi, infantili. Tutti comunque migliori di progressive.
Tutti i lettori che un minimo si interessano di musica rock sanno cos'è questo genere musicale che ha avuto il suo apogeo nella prima metà degli anni 70, magari non lo amano ma presumibilmente hanno ascoltato alcuni dischi dei principali gruppi e probabilmente possono, o ritengono di potere, riconoscere se un brano appartiene al progressive o meno.
Forse però le cose non sono così lineari. Cos'è che definisce il perimetro stilistico ed estetico del progressive ? Negli ultimi anni sono stati in parte attribuiti al genere, probabilmente al di là delle intenzioni degli autori, forme di espressione musicale recenti e apparentemente non legate primariamente a esso. Ed ecco che per gruppi come Radiohead, Sigur Ròs, Tarentel, Tortoise, Cerberus Schoal, Aloha, Muse, Godspeed You Black Emperor! si è riparlato di "progressive".
Il termine ha assunto così connotati molto sfumati, tanto sfumati che addirittura si è tentata una operazione retrospettiva attribuendo al genere forme musicali precedenti solitamente legate al rock-blues, alla psichedelia, al folk-rock, all'hard-rock. Così, con la massima disinvoltura, sono stati citati nel progressive i primi Fleetwood Mac, John Mayall, i Led Zeppelin, i Pentangle, i Cream ecc..
Diciamo subito una cosa: chi scrive è in completo disaccordo. Ma perché negli ultimi anni è stato assunto questo atteggiamento critico sia da chi non ama il progressive, diciamo nella notazione più classica, sia dagli appassionati? Difficile dirlo con certezza, ma alcuni elementi sono da sottolineare: gli appassionati di progressive, magari anche contemporaneo, sono da decenni bombardati da una critica musicale che manifesta una ferocia verso il genere a volte francamente vicina alla psicopatologia, critica frutto a sua volta del radicarsi di alcuni miti musical-antropologici come il rifiuto della sovrastrutturazione e dell'autocompiacimento vissuti come onanismo intellettuale, il rifiuto della pretenziosità vista come freddezza (il famoso "rock del vero sentire", una delle più grosse sciocchezze mai lette), il rifiuto della forma vista come assenza di sostanza (come se in musica esistesse qualcosa d'altro oltre la forma). Tutto questo ha lasciato il segno e la maggior parte dei prog-fan, quando è capitata l'opportunità di rompere l'accerchiamento immettendo nel genere musiche più criticamente accettate, ha colto la palla al balzo. I detrattori del prog, d'altra parte, non potendo ignorare l'importanza storica del movimento e la sua influenza, hanno di buon grado accettato di promuoverlo allargandone i limiti fino a ridurre il genere a qualcosa di meno definito e quindi più manipolabile dialetticamente. Entrambi hanno poi sfruttato il termine progressive stesso, da qui l'incipit della monografia, ponendo alla fine la definizione del genere non in relazione alla statica di uno stile, per quanto sfuggevole, ma in relazione alla dinamica di un'intenzione: progressive è diventato tutto ciò che "progredisce" verso altre forme di estetica musicale e ciò che prima era considerato progressive lo è stato nel suo tempo, ma ora tale "stile" non lo è più (e soprattutto non lo sono più gli epigoni del genere). Operazione alquanto ambigua.
Definire un oggetto in senso dinamico significa alla fine non definirlo, ponendo le basi della più completa aleatorietà. L'uso di qualunque termine presuppone un accordo di massima sui perimetri di definizione dell'oggetto, nessun termine può essere definito relazionandolo al vissuto o alla visione soggettiva di un osservatore. Nessuno accetterebbe la definizione di un aereo come di "una cosa che sta in aria e il cui rumore mi dà fastidio", né tantomeno di definire il treno "un mezzo innovativo per muovere persone e cose". Alla fine dell'800 era innovativo, adesso no. Rimane comunque un treno. Inoltre, se ci si dovesse attenere alla definizione dialettica si dovrebbe scrivere, oltre che degli Yes e dei Genesis, anche di Bach, Beethoven, Shoenberg, Ligeti, Zappa, Tangerine Dream, Black Sabbath, Burt Bacharach... Credo che tutti indistintamente troverebbero questo ridicolo.
Definire il progressive dunque come stile, definirne i perimetri estetici, l'humus emotivo. Non è così semplice. Sono stati, a mio parere a ragione, attribuiti in area progressive gruppi molto diversi, dal sinfonismo dei Renaissance agli sperimentalismi degli Henry Cow. Il progressive ha confini molto più vasti del blues o dell'heavy metal. Ma comunque li ha. Vediamo di definire alcuni punti.
- Il rifiuto programmatico della "forma canzone", il rifiuto della riduzione delle forme espressive del rock nell'ambito della rigidità strutturale del ritornello come fulcro dell'invenzione musicale.
- Il poter prevedere nell'ambito del dispiegarsi di tale invenzione la creazione di pezzi molto lunghi, anche suddivisi in sottosezioni, con l'alternarsi nello stesso brano di situazioni musicali molto diverse.
- Il massiccio utilizzo di cambi di tempo nella ritmica, spesso con tempi dispari.
- L'utilizzo di strumentazioni molto allargate che superino la triangolazione chitarra-basso-batteria, con un utilizzo massiccio di tastiere (in particolare due strumenti leggendari come l'organo hammond e il mellotron), vero "marchio di fabbrica" per moltissimi gruppi progressive, ma anche di strumenti a fiato e a volte intere sezioni d'archi o orchestre.
- Arrangiamenti molto ricchi e ridondanti, spesso con toni celebrativi e epici.
- L'uso di strutturazioni spesso ritmicamente e melodicamente complesse con marcato sfruttamento di situazioni armoniche mutuate dalla musica classica (sia barocca che romantica), ma spesso anche dal jazz, con il superamento parziale delle radici blues fino ad allora imprescindibili nel rock.
- In generale, lo svincolare la musica dal contesto sociale e/o politico; il progressive non riflette il reale ma al limite lo stempera nel fantastico, non porta messaggi sottotraccia ma solo estetismo fine a se stesso, puro, incontaminato, cristallino. Il progressive è rock che nasce e si sviluppa nella borghesia. Ovviamente a prescindere dalle opinioni sociali o politiche dei singoli musicisti.
- Un uso molto limitato dell'improvvisazione.
- L'uso di testi, grafica, diremo in generale "look", tendente al metaforico, criptico, fantastico.
- Un approccio strumentale tendenzialmente virtuosistico, con un rapporto quasi epico del musicista con il proprio strumento.
Chiaramente nella musica progressive tali elementi spesso non sono presenti contemporaneamente e alcuni elementi sono presenti in altri generi, specialmente nella psichedelia, che infatti ha diversi punti di contatto e forme di passaggio con il progressive, ma la sintesi di molti di questi elementi definiscono il genere.
..l'articolo è molto interessante, ma non sono per niente daccordo con 'l'uso limitato dell'improvvisazione, è vero che nella concezione attuale di prog rock, e soprattutto il prog metal vi sia un perfezionismo esasperato, ma se andiamo a vedere le tante esibizioni live (quelle che per la maggior parte hanno resi famosi tanto gruppi prog) degli anni 70, troviamo sempre delle songs com0pletamente stravolte dalle originali su disco e faccio l'esempio dei Colosseum, degli Hawkwind (erroneamente considerati secondo me "solo" psichedelici), dei King Crimson (l'imprevedibilità in prima persona) e tanti altri esempi. Ma questo mi sembra abbastanza logico considerando il fatto che il "progressive" così concepito anche nel termine stesso della parola implica qualcosa di sempre nuovo e sperimentale e che se in studio niente viene lasciato al caso è anche vero che la fonte di ispirazione per la stragrande maggioranza dei gruppi erano le lunghe jam session in studio da cui attingere le idee più originali per i loro lavori.
Complimenti per l'ottimo articolo cmq
l
e j'ho detto: "Manco er sangue m'hai fatto usci', in guardia". J'ho dato un destro 'n bocca m'è cascato per tera come Gesu' Cristo, J'ho rotto er naso, j'ho frantumato le mucose... pieno de sangue per tera, a ettolitri... »
cosa è il prog? non so, ciò che ascolto è quello che più rispecchia me, e nel prog, in ogni sua accezione, mi identifica...cambi umorali, improvvisazioni, passione, sorpresa! questo è il prog: non sapere o non poter prevedere cosa verrà dopo per gustare il presente!
forse sono un poco troppo idealista, ma per me la musica è qualcosa che mi deve seguire e se amo così tanto questo genere è perchè sento che mi riesce a inseguire, anzi mi accompagna!
dare una definizione di prog per me è impossibile...troppe cose a ragione sono state classificate prog, eppure non c'entrano nulla...
d'altro canto Train of tought dei DT e Testimony di Neal Morse sono due album prog, no? due tipi differenti ma sotto la stessa etichetta di genere...non è questo il capolavoro???
A giodicare dalla dialettica utilizzata potresti essere anche tu l'autore!!Originariamente Scritto da newblackclown
Ecco perchè ti piace tanto.
Comunque mi trova d'accordissimo.
Anche per l'improvvisazione (al contrario di julius).
...A tutti i "fighetti" del mondo e a quelli "carini" voglio dire una cosa: ci sono più brutti figli di puttana come noi che persone come voi! (Frank Zappa, New York, 1980)
Io invece sono d'accordissimo con JULUS... l'improvvisazione nel progressive è molto importante, ancor più nel progressive rock anni 70... gruppi come Area, Pfm , Yes in sede live lo hanno sempre dimostrato, ma anche ora nel progressive metal vi è abbastanza improvvisazione, vedi per esempio la nascita dei LIQUID TENSION... Io ho sempre trovato anche in sede di registrazione molta improvvisazione nel genere, e forse il grande bagaglio tecnico di chi suona progressive porta a credere che sia tutto studiato a tavolino... almeno questa è la mia impressione...
NBC non puoi farmi leggere queste cose a quest'ora...![]()
Lo guarderò appena torno da scuola...
Domanda per gli amanti del gruppo: i Pain of Salvation dal vivo improvvisano?
Segnalibri