Aaaaaaaaaaaaah, Consumed, aaaaaaaaaaaaaaah.
Io adoro questo progetto, adoro Moore, adoro la sua profondissima sensibilità, la sua incredibile musica, il suo inestricabile segreto artistico.
Adoro le sponde post, elettroniche, ambient cui, leggero, Kevin approda con la sua barchetta invisibile.
Adoro Dead Air for Radios, un disco che ho originale e che ho reso della stessa sostanza della mia epidermide. O forse dovrei dire che la mia epidermide è diventata della stessa sostanza di Dead Air for Radios.
Venero You Go Now, tempio di solitudine e disillusione, sogno cristallizzato e diventato tempo.
Il brivido mi coglie al cozzo con il pianoforte di Kevin, mi scuote la sua ironia surreale, la sua drammatica domanda di senso.
La gentilezza delle ritmiche.
L'imponenza dell'invisibile e dell'impercettibile.
Mi piace, dico. Mi brucia, certo, mi annulla. Mi abbraccia e mi consola. Mi possiede. E mi piace.


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