Canta in una canzone dell'ultimo Ayreon...
In questi tempi il progressiv rock ha raggiunto livelli di virtuosimo e di tecnica spaventosi, tutti i generi metal dal black al Power, oggi risultano contaminati chi più chi meno dal progressiv, e diciamolo pure che oggi il prog più è potente più piace alle nuove generazioni ; Tuttavia qualche stralunato malinconico del Prog-melodico come me, ogni tanto, sente il bisogno di segnalare qualcosa di più morbido e delicato, a tal proposito vi porto a conoschenza di un'artista americano che quasi contro corrente riesce a fare del rock progressiv momenti di sublime poesia in tutti i sensi, ho letto di lui come dell'unico vero cantautore del genere, tuttavia un raffronto lo si potrebbe fare con Neil Morse, ma vi assicuro che la dolcezza della sua musica forse non ha eguali.
Phideaux Xavier, e da poco che l'ho scoperto, e prepotentemente mi è entrato nel cuore, possiedo di lui solo The great leape del 2006 e soprattutto Doomsday Afternoom del 2007 che a mio avviso è uno stracapolavoro di eleganza e dolcezza da non perdersi assolutamente.
Mi piacerebbe in fine che qualcuno mi segnalasse qualche altro bel disco di Phideaux.
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Grandissimo musicista che non a caso Lucassen reclutò per 01... Il suo non è proprio il progressive tradizionale - ed è bene così, perché di progressive tradizionale son pieni i fossi- ma ha un gusto melodico e una creatività molto personali. Gli album che citi sono entrambi ottimi, The Great Leape ai tempi lo divorai. Prova anche l'ultimo, Number 7, è uscito quest'anno. C'è un maggiore lavoro di pianoforte, con ottimi duetti di voce maschile/femminile. Secondo me è uno dei migliori siglati Phideaux e probabilmente uno dei dischi dell'anno in campo rock sperimentale.
do not mistake lack of talent for genius
Lucassen ha un ottimo gusto nel reclutare ospiti di gran classe per le sue perle, e la scelta di Phideaux Xavier va proprio in quel senso.
The great leape, già l'ho assimilato bene, mentre Number 7 l'ultimo suo lavoro, provvedero subito ad averlo perchè se ne parla un gran bene.
The blood of the eyes
quoto al 100% Rik per quanto riguarda "Number 7". Gran lavoro, bello e coinvolgente, c'è tanto materiale da ascoltare. Il lavoro di piano e organo è veramente encomiabile, i duetti sono ottimi e lasciatemelo dire, per una delle poche voltenel prog più moderno non sento chitarre che, quasi sembrano avere il dovere di tirar fuori 800 mila note al secondo. Qui sono usate parsimoniosamente, in maniera elegante e sopratutto intelligente.
Le note qui suonate sono quelle che servono realmente ad arricchire la musica in qualità e non in quantità.
Anche nei 2 dischi precedenti a Number 7 che ho ascoltato, un po' tutti gli strumenti sono usati parsimoniosamente, ed anche le parti vocali sono molto eleganti e garbate.
Efficacissimo a mio avviso risulta essere pure l'innesto di rock alternativo, che senza dubbio rende la musica di questo artista unica e originale, tutto veramente molto bello e interessante.
Ultima modifica di yessong; 04-10-2009 alle 23:57
The blood of the eyes
Un pochino ricorda quelle atmosfere, però il contesto acustico di The Search For Terrestrial Life è decisamente più folk, specie quando si sente il violino in sotto fondo con quelle tonalità tipiche del folk anglosassone, com'è nello stile di Pideaux. Lo sto ascoltando proprio oggi per la prima volta Number 7, e devo dire che è bellissimo," Storia Senti " credo sia un'omaggio all'Italia e alla bella musica, l'intreccio vocale di Xavier e la cantante "di cui non so il nome" è dolce poesia da non perdersi assolutamente che ne pensate.
The blood of the eyes
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