Ok allora dato che ho il consenso di armand spiego cosa penso di questa cosa, così rispondo anche all'ultimo post di headless child.
Dunque, l'uomo non è da solo su questo mondo. Siamo in tanti, e ciascuno di noi ha degli interessi; per meglio curare questi interessi nasce la società, intesa come un insieme di persone che vivono nello stesso spazio, e che si danno delle regole, che valgono per tutti, per meglio convivere. Siccome la nostra società è composta da milioni di individui, noi decidiamo di eleggere delle persone le quali stabiliscono delle regole valide per tutti, nell'esclusivo interesse della società cui si applicano. Qualunque divieto deve trovare una giustificazione: si vieta l'azione A perchè ha come conseguenza B, e B è dannosa (per esempio): dei diritti di un'altra persona (es: diffusione di mp3 rispetto al diritto d'autore), del pubblico scandalo (es: la minigonna 40 anni fa), dell'interesse dello Stato (es: diffusione di segreti di Stato). Se l'azione A non ha conseguenze negative, non si può giustificare un divieto! Dunque chiunque è libero di compiere quell'azione, perchè tanto non fa male a niente e a nessuno. Se invece ha conseguenze negative, non è libero di compierla perchè così facendo limiterebbe la libertà di qualcun'altro, tutto qui (spero di esser stato chiaro).
Certo, ciascuno di noi deve sostenere le sue tesi, nel rispetto della diversità di opinione altrui (dunque "per via democratica", perchè io non impongo il mio pensiero a nessuno). Però è anche vero che per poter sostenere le mie tesi, io devo stendere degli argomenti che siano validi e convincenti: se io ammettessi che lo stato può (e non deve) agire nell'esclusivo interesse del cittadino, ammetterei anche che lo Stato può non agire nell'interesse del cittadino, e questo è per me inaccettabile perchè il concetto di "rappresentanza" è diverso dal concetto di "posso fare quello che voglio perchè tanto il popolo me ne ha dato il potere": il popolo di dà il potere di curare i suoi interessi, vietando tutto ciò che è ragionevole vietare, non certo il contrario!. E' ovvio che ciascuno di noi deve combattere le sue battaglie, ma queste battaglie vanno combattute e vinte per via democratica, xesempio convincendo almeno il 50% + 1 del 50% (si spera) dei cittadini che votano ad un referendum che l'eutanasia sia una cosa positiva, non perche' "lo stato deve ecc.." ..lo stato non deve fare nulla, ma perché è in se' è giusto che ci sia questa possibilità.
...altrimenti qualcuno potrebbe definirci(mi?) dei "preti al contrario".. nn so' se hai colto
Facciamo questa ipotesi. Il Legislatore emana questa legge con cui si ammette l'eutanasia in alcuni casi. La legge viene sottoposta a referendum abrogativo totale: e l'esito del referendum boccia la legge in pieno. E' un diritto del popolo fare questo, democraticamente si sceglie di dire no a questa pratica, punto.
Non voglio certo fare il prete all'incontrario... però, ripeto ancora, vorrei che una voce contraria mi spiegasse come può, lo Stato (o la legge, vedila come vuoi), condannare il malato gravissimo e incurabile, che come unica soluzione alla cessazione del dolore ha solo la morte, a continuare a soffrire. Per me questa è una punizione, ed è una punizione preventiva, cioè subita senza aver commesso nessuna azione illecita (perchè se la commetti sei morto, e non puoi essere punito). Questo è quello che per me giustifica il "perché è in se' è giusto che ci sia questa possibilità" di cui parlavi tu prima, ma l'avevo già detto diverse volte. Come vedi, continuo a sostenere la mia tesi, e anche guardandola da altri punti di vista non riesco a smontarla, perlomeno da solo.


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"Che bocca grande che hai... posso farci un giro?"
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Fortune rota volvitur:descendo minoratus;alter in altum tollitur;nimis exaltatus rex sedet in vertice -caveat ruinam!Nam sub axe legimus Hecubam reginam.









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