
Originariamente Scritto da
cossu
Mope, secondo me partiamo da punti di vista forse non opposti, ma distanti. La discussione stava vertendo, più che sulla domanda del quesito, su materie di religione cristiana. Io ho detto come la vedo e ho messo in evidenza aspetti che secondo vanno tenuti in conto quando si parla di essa. In più ho aggiunto la mia presa di posizione sul quesito. Ho esposto quello che credo, senza ritenere che sia oggettivo e senza voler fare proselitismo. Dire invece che l'approfondimento di certi argomenti porti necessariamente all'accantonamento delle credenze religiose è una posizione che non offre via di uscita intellettuale e, permettimi, non voglio essere offensivo, assomiglia a una sorta di fondamentalismo scientifico. E la scienza, lo diciamo ancora una volta, non può credere di inglobare qualunque aspetto del pensiero e del sentire umani. Il ragionamento delle gente ignorante che senza la luce della scienza non ha i mezzi per decidere della propria vita spirituale non è pertinente, e prescrittivo nella maniera più deleteria; quando l'uomo occidentale si è messo in testa di portare la luce a chi presumibilmente viveva nell'oscurità non ne sono venute fuori belle cose...come, casualmente, l'agire della Chiesa verso popolazioni extraeuropee (ma non solo).
La scienza non mi spiega perché mi innamoro proprio di quella ragazza e non di quell'altra: non me lo spiegano le reazioni chimiche e neppure i fasci neurali (o come diavolo si chiamano). Esempio banale, me ne rendo perfettamente conto: ma non per questo meno significativo. Allo stesso modo la scienza, che nella nostra società ha ormai assunto quasi tutte le valenze che un tempo erano della filosofia, mi pare, non potrà stabilire se il metafisico esista o meno, semplicemente perché non è sua competenza.
Sul punto delle conversione forzate: è vero, chi lo nega? solo i pazzi. Allo stesso tempo però ridurre la storia di una comunità religiosa e della sua espansione a coercizione, senza tenere in conto i sommovimenti culturali, i mutamenti di sensibilità sociale ecc...è ingenuo: il cristianesimo si espanse perché c'erano i Franchi (per fare un esempio) che ti passavano a fil di spada, ma anche perché c'erano i missionari, c'erano i monaci, c'erano i monarchi che per convenienza abbracciavano la nuova religione e il popolo li seguiva, o perché la percezione della vita, il suo valore ricavato attraverso la percezione del divino cambiò, cambiava e cambia ancora. O anche per convenienza. Mille sfumature e mille scelte.
Sull'interpretazione delle Scritture ti sbagli proprio invece: il primo che appoggiò l'esegesi e l'interpretazione simbolica e allegorica delle Scritture fu proprio Paolo, alcuni dei cui scritti sono addirittura precedenti ai Vangeli e che si può dire fondò il cattolicesimo. Senza questa posizione non avrebbe potuto costruire la sua teologia. Nella prima lettera ai Corinzi dice: "Videmus nunc per speculum in aenigmate, tunc autem facie ad faciem: nunc cognosco ex parte, tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum". In questo passo c'è il fondamento della parzialità della teologia cristiana, che vuole essere una approssimazione di quello che crede essere il mistero del divino, e dell'interpretazione simbolica delle scritture.
Segnalibri