Certo, potrebbe essere tutto inteso anche in questo modo.Originariamente Scritto da Thrash 'Till Death
Guarda: in un senso mooolto generale e profondo (non egoismo inteso nella sua accezione più banale, comune e riduttiva), secondo me siamo tutti egoisti. Ognuno cerca la PROPRIA felicità ed è triste quando è afflitto da un PROPRIO dispiacere. Anche quando siamo contenti della felicità altrui/di fare del bene al prossimo, alla fine lo siamo perchè si tratta di una felicità ANCHE NOSTRA. Non è una fellcità materiale/scontata (si può essere complessivamente felici anche quando materialmente non ne abbiamo motivo, perchè una felicità più astratta fa da contropeso), ma sempre di felicità NOSTRA si tratta. Lo stesso vale ovviamente anche per la sofferenza. Questo fatto non è negativo o squallido, semplicemente la natura umana non può essere intesa diversamente, alla fine si ricade sempre lì. Scusate se ho divagato, ma volevo proprio aprire una piccola parentesi sul concetto di "egoismo", sopportatemi
Dunque:
Chi vorrebbe avere sempre accanto una persona--->non vorrà il suo suicidio
Chi è convinto che nella sua vita non potrà mai essere felice, senza nemmeno un minimo di speranza (almeno, in quel momento)---->vorrà suicidarsi.
Chi ha una vita infelice in generale, ma riesce a trarre una certa felicità dal legame affettivo con i suoi cari---->rinuncerà al suicidio, perchè non è COMPLETAMENTE infelice. Il cosidetto "altruismo" lo leggo in quest' ottica.
Scuste la graaande semplificazione, ma spero che il senso si sia capito, sarebbe troppo lungo altrimenti.
La questione quindi non è tanto egoismo o meno, il punto è che rimane pur sempre un diritto. Non è detto che il beneficiare di un diritto non porti dolore ad altri, in certi casi accade proprio così. Ad esempio: se una ragazza lascia il suo fidanzato, egli (in alcuni dei casi) potrebbe soffrirci moltissimo. Ma questo non toglie alla ragazza il diritto di farlo, giusto? Certo, qui siamo in una situazione molto più grave, ma il concetto di diritto rimane questo. Le persone più care non possiedono la vita del soggetto.
Poi, certo, anch'io nella pratica poi sarei spinta a dissuadere in tutti i modi qualcuno dal suicidio, a non approvare assolutamente il gesto (nella maggior parte dei casi, di sicuro non lo approvo. In certi casi lo considererei anch'io un egoismo (inteso però in senso più "quotidiano").
Riguardo alle precise motivazioni/lati caratteriali che spingono a questo gesto, ripeto: non me la sento di generalizzare o di giudicare troppo.
Non tocco altri punti trattati, non ne ho il tempo![]()


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