Gypaetus Barbatus
i am immortal.
bleeeeeeeeeeeeeeeeeeeaahhhh!!!111
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Topic molto interessante
Per me la morte é l'apoteosi della libertà, del fisico e dell'anima; l'unica cosa che mi orripila é l'eventualità di soffrire nel trapasso...
Per il "dopo"... proprio non so, ma soprattutto non ci penso molto, poco mi frega, sarà quel che sarà, non ho elementi per ragionarci su...
Ultima modifica di mental_suicide; 05-12-2009 alle 20:26
Beh, in realtà la scienza qualcosa può dircela, a riguardo della morte: ossia che non ci sono prove che la coscienza possa sopravvivere alla morte cerebrale, rendendo quindi improbabile l'esistenza di una vita dopo la morte.Originariamente Scritto da Teklis
D'altra parte, però, un famoso neuropsichiatra inglese, Peter Fenwick, dopo aver studiato alcuni casi di esperienze pre-morte nelle quali i pazienti riportavano di avere ricordi quando non avrebbero dovuto averceli, afferma che possa esistere la possibilità che la coscienza sopravviva alla morte. Tale Fenwick ha pubblicato articoli su riviste scientifiche e - mi pare - scritto un libro, una veloce ricerca potrà dirvi di più di queste poche righe. Quindi, chissà... ?
Il mio background culturale di ateo razionalista mi porta a tenermi cauto a riguardo di questioni sulle quali non è possibile avere certezza, e per quanto ritenga che un'ottica materialista sia la più coerente e produttiva quando si tratta di analizzare la realtà che ci circonda, d'altro canto penso sarebbe riduttivo escludere a priori possibilità che esulino dal solo materialismo.
In ogni caso, però, credo che non ci si debba mai affidare alla superstizione e al misticismo, neanche quando si tratta di morte. Ciò che ancora non conosciamo e che sembra essere ascritto alla sfera del "sovrannaturale" non è detto che lo sia davvero: quante scoperte che, fino a solo qualche decennio fa (per non parlare di secoli fa), sembravano fantascienza, oggi si sono rivelate reali...? Sono sicuro che anche ciò che ci sembra attualmente inspiegabile, faccia semplicemente parte di un ordine naturale che ancora non conosciamo.
Comunque, a riguardo della morte, la mia posizione è questa (almeno in base a ciò che attualmente sappiamo): lo scenario più probabile e accreditato è che dopo non ci sia nulla. L'idea di scomparire di certo non è molto felice, ma preferisco accettare la realtà piuttosto che prestare fede ad ipotesi compiacenti e prive di fondamenta.
Risaotto al pomidauro
la morte non esiste...
io sono una parte infinitesimale di un infinito universo...in pratica non esisto.
e come può morire qualcosa che non esiste?
la morte non deve essere temuta, poiche non si deve temere qualcosa che non c'è.
Metal Enforcer
La morte genera in me sentimenti sempre ambivalenti...mi "accarezza" quando la penso come liberatrice, mi "ferisce" quando invece penso che può giungere all'improvviso e portare via persone che ancora avrebbero avuto qualcosa da dire...
Membro della Basilicata Metal"Music was invented to confirm human loneliness"(Lawrence Durrell)
TOO EXTREME!!11!!
Mi fa relativamente paura. La vedo come una specie di punto comune per tutti a cui nessuno può sottrarsi,manco pagando miliardi di euro. Non credo ci sia qualcosa dopo la morte,ma mi fa paura il momento della morte,l'eventuale dolore fisico.
You want some of this bitch?
<FennyForPresident> Italoh esce il sabato sera, ne rimorchia tre e poi fa "Oh ma l'avete visto Romain Goulon nell'ultimo video didattico sul blast beat?!"
http://www.lastfm.it/user/Scene_six
31 SUL CAMPO!
L'idea che un giorno non sarò altro che un putrido mucchio d'ossa mi deprime solo a pensarci,anche perchè non credo che esista nulla dopo la morte.Le poche volte che ci penso,mi ritrovo a ridere della stoltezza del genere umano,la cui vita non è altro che un battito di ciglia rispetto all'età dell'universo,ma che si illude di poter controllare a proprio piacimento le forze naturali
31 VOLTE CAMPIONI!!!
(S)HIT PARADE-La Battaglia Degli Abomini Musicali-ha vinto PAPI CHULO!!!
Vengeance From The WC-Il Ritorno Della Shit Parade-ha vinto POMPO NELLE CASSE!!!
Satu(Su MSN):La dialettica di Jagermeister rappresenta una svolta nella concezione di metafisica tradizionale!
Antea.(Satu) scrive:
O ricciuto lombardo metà borbonico
Infatti anche per questo ho aperto il topic
Beh,la tua posizione mi sembra estrema.La morte,per ogni soggetto,c'è,altrimenti non verrebbe meno lo status corporeo degli esseri corruttibili.
Tu dici che sei parte infinitesimale del tutto:è così.
Ma appena dici questo,ammetti di essere qualcosa,giusto?
La morte rappresenta un cambiamento,altrimenti,se si accettasse la tua prospettiva,essere e nulla coinciderebbero.
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Delphino Curioso
"The god of man is a failureOur fortress is burning against the grain of the shattered skyCharred birds escape from the ruins and return as cascading bloodDying bloodbirds pooling, feeding the floodThe god of man is a failureAnd all of our shadows are ashes against the grain"
Sunny,Magic,AnalWhitening
In primis, complimenti per aver aperto questo thread. Per me è una questione annosissima, interessantissima, "vitale" in un certo senso. Volevo aprirlo io sinceramente qualche tempo fa, ma non ho colto l'attimo.
Ecco, la penso esattamente così, quasi su ogni singolo punto. Anch'io ci penso spessissimo. Ho una prospettiva "heideggeriana" in merito..credo che il vivere la propria vita con piena coscienza di una fine perentoria, sia il vero discrimine tra il riuscire a vivere e godersi la vita in quanto tale, e invece un'autoillusione, un "divertissement" dettato dalla paura o dal menefreghismo, che porta da una parte alla speranza sterile, fine a se stessa e dall'altra all'assenza di dovute attenzioni a piccole cose, sfumature, emozioni, esperienze grandi e piccole che donano valore al vissuto e a noi stessi. Mica per niente Heidegger parlava di vita autentica (quando si ha coscienza della morte, e "si vive per la morte") e vita inautentica (quando la prospettiva della morte, della fine, viene celata sotto speranze in un futuro post-mortem oppure viene glissata, non affrontata, non presa in considerazione come punto focale per guardare alla vita in sè). Poi, sì, ho paura della morte, ma non paura di dolore, della morte stessa, ma dell'idea di fine al mio io che essa porta con sè. L'idea che io e tutto quello che di buono o cattivo sono, delle relazioni, delle cose che ho vissuto, delle persone che ho incontrato e amo..che tutto questo sia "perso" in un certo senso, questo mi spaventa. Ma credo che sia legato ad una paura più profonda, come se temessi il fatto di non riuscire realmente a interiorizzare e valorizzare tutto questo prima di morire. Umano, troppo umano, in fin dei conti.
Concordo in tutto e per tutto.
In ogni caso, senz'altro, trovo che sia molto più difficile essere realmente atei, e il discorso sulla morte per un ateo e quel che ne consegue, ne è la prova. Molto difficile, eppure così dannatamente affascinante e stimolante a livello cerebrale/psicologico.
Ultima modifica di Erik il Rosso; 05-12-2009 alle 18:10
Originariamente Scritto da Marcio
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