Per quanto mi riguarda, le migliori uscite di quest'anno sono le seguenti:
Giles Corey - Giles Corey. Slowcore/psychedelic folk/alternative country. Gli Have a Nice Life son forse attualmente il gruppo che preferisco, questo side project del genio Dan Barrett conferma e sbanca tutto. Disco dell'anno. "there's a devil on my chest"
Dirge - Elysian Magnetic Fields. Post metal/Sludge atmosferico. Semplicemente fantastico, un disco ricco di sfaccettature e di emozioni, voli altissimi, profondità raramente concepibili.
*shels - Plains of the Purple Buffalo. Post rock/sludge atmosferico/ambient. Altro disco stupendo, intensità a palate. Voci pulite ogni tanto un po' fastidiose e lunghezza notevole le uniche difficoltà.
Dyskinesia - Dalla Nascita. Sludge atmosferico. Miglior disco italiano dell'anno, pochi cazzi. (S)travolge.
A Winged Victory for the Sullen - stesso titolo. Post rock. Delicato. Bellissimo. E poi.. "all farewells are sudden".
Tenhi - Saivo. Beh, non potevo che aspettarmi grandi cose dagli autori di uno dei miei dischi preferiti di tutti i tempi. E le grandi cose sono arrivate. Forse un po' meno di come/quanto me le aspettavo. Ma, in fin dei conti, è proprio questo il bello. E la tripletta finale è assolutamente incredibile.
Subrosa - No Help for the Mighty Ones. Doom. Particolarissimo, gran cantato femminile, in tutti i reparti altissima qualità, belle idee.
Bohren & der Club of Gore - Beileid. Dark ambient/Jazz. Già, condoglianze. E chi se lo aspettava. Inizialmente mi aveva parzialmente deluso, lo trovavo parecchio inferiore agli altri, diversissimo, strano, breve, forse troppo. Ma...gli ho permesso di crescere. Ed è cresciuto, tantissimo. Ora non posso fare a meno di nessuna delle 3 canzoni qui contenute.
Dale Cooper Quartet & the Dictaphones - Metamanoir. Dark ambient/Jazz. Molto diverso dal loro precedente, eppure il marchio è il loro. Anzi, lo è di più, si distaccando maggiormente dalle influenze Bohren e prendono una strada tutta loro. Risultato? Eccezionale. Ci sono tanti di quei capolavori che mi han reso questo disco una conferma delle sensazioni avute quando li ho visti live con quel cantante dalla voce incredibile. Peccato che mancasse il sax. Ma quissù c'è e quindi eccoli in tutto il loro splendore.
Tim Hecker - Ravedeath, 1972. Ambient/drone/noise. Un capolavoro per chi cerca certo tipo di emozioni/viaggi/distacchi. Per chi vuole guardare dentro l'abisso, che a volte sa essere quasi più rassicurante di tutto quello che ci circonda.
Wolves in the Throne Room - Celestial Lineage. Disco black dell'anno. Incredibile quello che sono riusciti a fare. Li avevo adorati su Two Hunters. Meno sul resto. Ma hanno saputo fondere e miscelare tutti gli ingredienti della loro musica. Hanno messo tutto quello che hanno, tutto quello che sono. Prayer of Transformation basta per far capire quello che intendo, credo.
Dead Elephant - Thanatology. Sludge/post hardcore/noise. L'ultimo album che ho approfondito in questo 2011. Una vera mazzata, mi sta piacendo tantissimo, cesce ad ogni ascolto. Complimentoni a sti ragazzi italiani.
Ulcerate - The Destroyers of All. Technical Death/sludge atmosferico. Come unire il mio passato musicale al mio presente. Sti ragazzi ci son riusciti e hanno fatto un disco della madonna. Grandissimi.
Sembler Deah - Kaessariah - Heel Een Leven Lang. Dark ambient/drone. Bellissimo disco atmosferico, quello che ci vuole per rilassare il cervello di notte.
Low - C'mon. Slowcore. Gran disco. Ai primi ascolti, avevo delle riserve. Poi una notte è stato amore. Umore giusto, suppongo. Ci son delle perle di un'intimità e al contempo intensità grandiose.
Altar of Plagues - Mammal. Black atmosferico/sludge atmosferico/post rock. Altro discone, ennesimo lavoro da paura degli irlandesi, tra i miei preferiti in ambito estremo. In un certo senso è accentuata la componente black, ci son passaggi che arrivano addirittura vicini ai lidi deathspelliani. Bello bello. Però continuo a preferire il precedente, che fu uno squarcio nel cielo di carta del black metal moderno.
Laura - Twelve Hundred Times. Post rock, con voce. Non me l'aspettavo. Sono tornati e mi hanno spiazzato. Avevo adorato il loro album Radio Swan is Down, post rock di quello che scava e lascia il segno. Ora se ne arrivano con un qualcosa di se possibile più delicato, "ragionato", cantautoriale in un certo senso. Ma la classe rimane quella là.
Ash Borer - stesso titolo. Black atmosferico/post rock/doom. Bello bello bello. Tre tracce, una più centrata dell'altra. Band da tenere d'occhio, se continuan così ci scappa il capolavoro.
Esoteric - Paragon of Dissonance. Death-doom/funeral doom. Minchia. Un monolite che ti si pianta sullo stomaco. Altro che mezzo chilo di carbonara alle 2 di notte. Cazzate a parte, di una profondità sconvolgente, un riffing bellissimo (in generale, tutta la parte chitarristica è incredibile), persino accelerazioni, più accessibile dei precedenti. Mi vien da dir poco poichè Reinhart nella rece ha sviscerato sto lavoro come dio comanda.
Primordial - Redemption at the Puritan's Hand. Per me, un passo indietro rispetto ai due precedenti, nonostante ci siano delle canzoni pazzesche. Però, se lo inserisco in questa lista vuol dire che mi piace, infatti. E rende l'idea di quanto mi piacessero i due precedenti.
Fuori dalla lista, per poco, ma comunque bei dischi: Locrian (deluso un pochettino eh), Male Misandria (sassaiola in faccia, perfetto per quando sei incazzato nero, una valida alternativa ai cripple), Lento (Icon, un carrarmato in faccia), The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble (mi aspettavo qualcosa di più, nonostante ci siano un paio di canzoni fenomenali e la media sia alta), Lantlos (Agape, pensavo/speravo mi prendesse di più), Cynic (carino l'ep ma niente di più), Septic Flesh (bel disco, ma fin troppo catchy), Light Bearer (bello ma non abbastanza per comparire su), Deafheaven (a volte mi piace parecchio, a volte mi sa di troppo manieristico), A storm of Light (ascoltato poco in realtà, però non m'ha preso mai o invogliato).
Avrei voluto approfondire ma per una ragione o l'altra non ce l'ho ancora fatta: 40 watt Sun, nuovo Birds of Passage, Caina, The Seven Mile Journey, Waldgeflüster, Grails, This Will Destroy You, Deaf Center, Mitochondrion, Solstafir (ascoltato troppo poco, non so manco io perchè..forse perchè ho paura che in realtà mi deluda un po' quest'ultimo).
Delusione dell'anno: Ulver. Assolutamente. M'aspettavo molto più che non sto dischetto qua. Carino. Ma che cazzo, son gli Ulver. Più passa il tempo, più m'incazzo per l'occasione sprecata.


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...ho poco altro da aggiungere, la musica degli Origin parla da sola. Tanto brutalità, velocità da ritiro della patente, tecnica mostruosa e capacità di scrivere belle canzoni, cosa si può pretendere di più?


Devo ancora sentirlo...




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