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Riepilogo 2018: il meglio e il peggio di quest'annata musicale

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Ωmeditant, 10 Dicembre 2018.

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  1. cattivone

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    Yuke, Yuke Taiga! Taigamasuku!

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    16 Gennaio 2019

    Parlando di gruppi mainstream mi sono ricordato solo adesso (cioè troppo tardi) che nel 2018 era uscito anche un bel disco dei Battleroar che avrebbe meritato almeno una menzioncina nella mia delirante classifica.
     
    A Beller0f0nte e Jaime Lannister piace questo messaggio.
  2. The Dweller

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    16 Gennaio 2019

    Lo trovi buono? Avevo provato ad ascoltarlo ma ero arrivato a metà non molto esaltato, mi ricordo la opener e il suo riff davvero fiacco...
     
  3. cattivone

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    Yuke, Yuke Taiga! Taigamasuku!

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    16 Gennaio 2019

    Decisamente non è il loro lavoro migliore, ma mentre la mia reazione iniziale è stata simile alla tua, con gli ascolti l'ho rivalutato.
     
  4. The Dweller

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    16 Gennaio 2019

    Magari proverò a riascoltarlo allora :sisi:
     
  5. Quintus Horatius

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    16 Gennaio 2019

    Come spesso accade, il buon Mariottide mi fa risparmiare la fatica di scrivere, proponendo lavori di indiscutibile qualità come quelli elencati qui sopra.
    Giusto per fornire qualche piccolo parere e non approfittare unicamente delle energie altrui, aggiungo un paio di elementi al giudizio: ho amato particolarmente il disco degli Altar of Perverstion per la personalità della scrittura e per l'approccio, solido e ancorato alla tradizione ma al contempo personale, alle linee di chitarra; certe atmosfere dei Carpe Noctem, così come l'incedere arpeggiato di alcuni segmenti di brano, si avvicinano parecchio alla mia sensibilità e al mio modo di scrivere musica, pertanto...fratelli:bottle: ; Revelation of the Red Sword? Semplicemente un perfetto tributo all'essenza del black metal (avete percepito anche voi,nonostante il diverso orizzonte di idee e suggestioni musicali, echi perfino "mayhemiani" in qualche passaggio?); a Mutatiis, infine, solo l'augurio di potersi mettere al più presto al lavoro, per tentare di eguagliare o -chissà- superare il precedente gioiello.
     
    A Apeiron e mariottide666 piace questo messaggio.
  6. Thrashead

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    25 Gennaio 2019

    A quanto pare l'ultimo dei Judas mette d'accordo tutti, metto in lista. Per inciso anch'io consiglio Mol dei Jord, gran bel disco
     
  7. Mirko the fuckin' drummer

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    26 Gennaio 2019

    A grande richiesta (@Ωmeditant :lookaround:) spendo qualche parola sulla mia esperienza da ascoltatore nel 2018. Non avevo intenzione di farlo perchè a 'sto giro mi sono imbattuto in molti dischi buoni/ottimi ma pochissimi che mi abbiano talmente colpito da considerarli top, senza contare che negli ultimi mesi mi sono buttato su altri generi :hihi: In ordine sparsissimo:

    Portal - Ion (death metal?): disturbati e disturbanti, per quanto non ami alla follia il death ultracacofonico con loro vado sul sicuro per la periodica dose di insanità mentale di lovecraftiana memoria;

    Between the Buried and Me - Automata I/II (prog metal): promosso con qualche riserva, perchè rispetto ai precedenti suona un pizzico di maniera, inoltre non ho digerito la scelta di dividere in due parti il concept, perchè spezza eccessivamente la "tensione" e porta ad una disomogeneità qualitativa nella tracklist (la seconda parte si salva principalmente per il solito colpo di genio chiamato Voice of Trespass), però a conti fatti il loro sporco lavoro lo fanno sempre e gli si vuole bene lo stesso;

    Good Tiger - We Will All Be Gone (rock): leggermente inferiore all'esordio, soprattutto per un eccessivo snellimento delle parti strumentali, resta comunque un disco divertente, di facile piglio e con melodie azzeccatissime.

    TesseracT - Sonder (prog): non fosse per la durata fin troppo breve, se la giocherebbe con Altered State per la palma di loro miglior disco. Musicalmente si trova proprio in mezzo tra quest'ultimo e il precedente Polaris, riprendendo qualche soluzione più incazzosa dal passato "remoto" della band, quindi chi li conosce sa perfettamente cosa aspettarsi (la solita garanzia di groove e atmosfere celestiali) ma potrebbe essere anche il punto di partenza più accessibile per l'ascolto di questa band.

    Sleep - The Sciences (stoner): così dal nulla tirano fuori un concentrato di marciume sabbathiano e allucinazioni desertico-spaziali che fanno capire subito chi comanda. (Sempre sul versante Pike, mi sono perso il nuovo High on Fire, ma da quel che ho letto dovrebbe essere la solita garanzia di ignoranza)

    Kimbra - Primal Heart (pop): e qui arrivano i primi intrusi :lookaround:. Prendete Katy Perry, catapultatela negli anni '80, riempitela di LSD e fategli fare synthwave e questo è più o meno il risultato.

    Rolo Tomassi - Time Will Die and Love Will Bury It (math/post rock): si potrebbero descrivere come i cugini più raffinati degli Oathbreaker. Voce femminile che fa il bello e il cattivo tempo, tra parti melodiche che virano verso il prog e sfuriate dissonanti che rimandano a sonorità hardcore tipiche di certi Converge e Dillinger Escape Plan. Il tutto con una buona dose di varietà e personalità che evitano l'effetto "bella e la bestia" e non lo rendono indigesto all'ascolto.

    Owane - Yeah Whatever (fusion strumentale): un concentrato di acrobazie strumentistiche in tutte le salse, per un disco altamente cazzone (basta leggere la tracklist per capire che prendersi sul serio non è una sua prerogativa) e dannatamente accattivante (sfido chiunque sia interessato al genere a non canticchiarsi le melodie durante e dopo l'ascolto del disco :hihi:).

    Plini - Sunhead (prog-fusion strumentale): se questo è passato in un paio d'anni dall'essere un nerd da cameretta come tanti a diventare una delle promesse mondiali della chitarra un motivo c'è. Tralasciando le capacità musicali, quello che colpisce davvero è la sua perizia compositiva, come pesca a piene mani dai generi più disparati (qui puzza molto di jazz-fusion più che in passato) rielaborando tutto secondo il suo stile e tirando fuori idee sempre fresche ed ispiratissime.

    Frontierer - Unloved (mathcore): seconda uscita, secondo gioiellino di epilessia sonora a livelli quasi insopportabili. Riescono ad essere ancora più claustrofobici e pesanti rispetto al già ottimo esordio, anche grazie all'inserimento di samples e parti elettroniche degne di un Aphex Twin appena uscito da un rave.

    Vanarin - Overnight (indie-pop-prog): avevo sentito parlare molto bene di questa band bergamasca (quindi miei conterranei) all'esordio e, nonostante non sia avvezzo al genere, ho provato a dargli una chance.... sorpresona! Un sound freschissimo e vario, che parte dai Beatles aggiornati ai giorni nostri e infarciti di funky, hip-hop vecchia scuola, prog rock alla The Mars Volta e chi più ne ha più ne metta, il tutto con un tiro e una personalità invidiabili.

    Monuments - Phronesis (djent): groove e riff assassini, parti vocali che sembrano uscite o da un disco hardcore o da uno di Michael Jackson. Più manieristico e leggermente inferiore ai precedenti (The Amanuensis resta inarrivabile), ma si tratta comunque di un disco divertentissimo e fomentante come pochi. Dal vivo si confermano come uno dei gruppi più schiacciasassi che abbia mai visto.

    Polyphia - New Levels New Devils (trap-prog rock): qui la sorpresa arriva soprattutto per me, in quanto non ho mai apprezzato i loro precedenti lavori, troppo stucchevoli e ripetitivi (li definivo "gli Intervals dei poveri"). Eppure con questa svolta elettronica simil-trap hanno fatto diversi passi in avanti in termini di composizione e personalità. Continuo a trovarli molto adolescenziali e "gimmicky" in generale, ma a 'sto giro sulla musica non gli si può proprio dire nulla.

    VOLA - Applause of a Distant Crowd (prog metal): la più bella scoperta e IL disco dell'anno per quanto mi riguarda. Un connubio riuscitissimo di ritmiche spigolose alla Meshuggah, riff più lisergici e sludge-osi e tastiere con un retrogusto di pop '80, che sorreggono un cantato carico di malinconia ma caldo ed avvolgente al tempo stesso. Uno di quei dischi che ti colpiscono subito al primo ascolto per la loro varietà, che non smettono di crescere e che ti danno la sensazione di ascoltare una storia, dall'inizio alla fine. Strepitoso.

    Haken - Vector (prog metal): per farla breve, le motivazioni e la mia analisi del disco sarebbe praticamente identiche a quello dei BTBAM. Disco un po' inferiore ai precedenti e leggermente di maniera, secondo me. Però quando tirano fuori pezzi come Puzzle Box o Veil e vai a sentire cosa combinano le band a cui loro si ispirano (ogni riferimento ai Dream Theater è puramente casuale), torni subito indietro e lo prendi come oro colato.

    The Dali Thundering Concept - Savages (deathcore, prog metal): in un'ipotetica classifica, lo metterei subito dopo quello dei VOLA. Un festone di riff iper-dissonanti, breakdown assassini, intermezzi che sembrano usciti da un disco di Perturbator tanto quanto da uno di Miles Davis, e molto altro ancora. Per essere estremi nel 2018 non serve necessariamente abbassare l'accordatura delle chitarre o alzare il metronomo.

    Alkaloid - Liquid Anatomy (tech death): riprendendo la frase scritta sopra, quando sento un gruppo che fa questo genere senza trasformarlo in una sagra del blast beat e dello sweep gratuito e senza suonare come il centocinquantamiliardesimo clone dei Necrophagist, tendenzialmente godo. Questo è decisamente il caso: a tratti sembra di ascoltare un improbabile quanto azzeccato incrocio fra Yes e Morbid Angel.

    Altri degni di citazione (perchè ho scritto pure troppo):
    Toska - Fire by the Silos (prog strumentale);
    Anderson Paak - Oxnard (funky, hip hop);
    Esperanza Spalding - 12 Little Spells (Jazz);
    Travis Orbin - Finite II/Delectable Machinery (prog sperimentale);
    Architects - Holy Hell (metalcore);
    Carpenter Brut - Leather Teeth (synthwave?);
    Covet - Effloresce (math rock);
    Black Beat Movement - Radio Mantra (Soul, R'n'b);
    Deafheaven - Ordinary Corrupt Human Love (post-hardcore);
    The Ocean - Phanerozoic I (post metal);
    Noise Trail Immersion - Symbology of Shelter (math/black);
    Bleed from Within - Era (metalcore);
     
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  8. ReignInBlood_1986

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    giravo collo scuterino

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    26 Gennaio 2019

    Non conosco nemmeno uno dei gruppi citati dal drummer
     
  9. LucaGiulio

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    27 Gennaio 2019

    Leggo spesso sta frase.
     
  10. ReignInBlood_1986

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    giravo collo scuterino

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    27 Gennaio 2019

    Devo solo cambiare il nome dell'utente di turno
     
  11. mariottide666

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    Marcinortt

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    27 Gennaio 2019

    Non è vero.
     
  12. ReignInBlood_1986

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    giravo collo scuterino

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    27 Gennaio 2019

    Ho esagerato, conosco gli Alkaloid sìsì
     
  13. mariottide666

    mariottide666
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    Marcinortt

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    27 Gennaio 2019

    Anche i Portal.

    :sìsì:
     
  14. Thrashead

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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    27 Gennaio 2019

    I Deafheaven però non fanno post hardcore, più post black
     
  15. Ωmeditant

    Ωmeditant
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    scemo chi legge

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    27 Gennaio 2019

    aggiunta: Veilburner - A sire the ghouls of lunacy (stramberie)

    lista interessante, mi sarei aspettato di vedere quello dei night verses.
    L'anno scorso ci ho provato col metalcore "serio" e dintorni, sia alcune cose vecchie che recenti, però mi sa che non fa per me. Comunque i frontierer sono leggermente ultramegadevastanti :ejasi:
     

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