Vario

Beholder (Patrick Wire)

Di Keledan - 24 Novembre 2001 - 6:25
Beholder (Patrick Wire)

Patrick Wire, cantante dei Beholder ci ha regalato un po’ del suo tempo, parlandoci del nuovo album di debutto, di vicende passate e dandoci qualche notizia sul loro prossimo lavoro.- Dunque, Patrick, sei il cantante dei Beholder, ma chi sono i Beholder?

Patrick “I Beholder sono la band che ho fondato negli ultimi mesi del 1998. Una band di power symphonic metal, con la particolarità del doppio cantato maschile/femminile, con la quale abbiamo inciso 3 demo prima di arrivare al contratto con Dragonheart. Il nostro primo album “The Legend Begins” è uscito nell’aprile 2001 e contiene dieci tracce di puro power epic metal scuola Gamma Ray/Running Wild.
Abbiamo inoltre avuto modo di suonare al Gods Of Metal quest’anno ed è stata una giornata indimenticabile per noi. Un’esperienza davvero unica. Ora come ora, stiamo preparando i brani che andranno a far parte del secondo album”

Come mai questa particolarita’ del doppio cantato?

Patrick “Questa caratteristica è nata per caso. Agli inizi io suonavo anche la chitarra ritmica, così è stato deciso di affiancarmi una cantante.
Poi la cosa si è rivelata particolare e abbiamo proseguito su questa strada, fino ad oggi”

Come tu stesso dici, la vostra musica ricorda Running Wild e Gamma Ray, una tua pasisone particolare (essendo il “fondatore”) o una scelta di gruppo?

Patrick “Un mio gusto personale, visto che almeno per il primo album ho composto la maggior parte dei brani. Però io non ascolto soltanto questo genere: adoro l’hard rock, ma anche generi estremi quali il viking, il thrash e il black symphonic.
E’ innegabile che quando ho cominciato con i Beholder il mio genere preferito era il power, e in fase compositiva ho voluto dare questo stile alla mia band”

Siete soddisfatti del vostro lavoro o qualcosa non e’ andata come speravate? Magari qualche pezzo non ha avuto il tempo che serviva, o chissa’ quali altri problemi…
Com’e’ il vostro rapporto con l’etichetta?

Patrick “Sono soddisfatto di “The Legend Begins”, sebbene qualsiasi artista abbia sempre da ridire sui propri lavori quando li riascolta centinaia di volte. E’ ovvio che più tempo si passa in studio, meglio viene il lavoro complessivo, e dunque due settimane di registrazione sono un tempo chiaramente limitato e limitante, ma all’esordio nessuno può pretendere di più.
Con l’etichetta il rapporto è ottimo, il label manager Enrico Paoli è un professionista, una persona stimabile ed è diventato col tempo un grande amico. Sono orgoglioso di lavorare per lui e per lo staff di Audioglobe in generale. Non ultimo il fatto di avere completà libertà artistica sulle composizioni direi che è fondamentale per qualsiasi musicista.”

A livello di vendite (lasciamo perdere i numeri che non ci interessano), come sono andate? Hanno rispecchiato le vostre aspettative? Siete commercializzati solo in italia o avete sbocchi in mercati europei/orientali (si sa che il Giappone e’ un buon mercato per il Metal nostrano/europeo)?

Patrick “Allora, le vendite sono andate e stanno andando in maniera abbastanza standard. Nessun boom, ma neanche un flop. Quindi siamo direi soddisfatti di aver gettato le basi per una carriera in questo ambiente, e ci prepariamo col secondo a dare un concreto seguito al nostro discorso musicale.
Siamo distribuiti bene anche all’estero, però non i Giappone purtroppo, almeno per adesso. C’erano stati degli interessamenti ma non è ancora andato in porto nulla.
In Germania invece la distribuzione è capillare, questo grazie all’ufficio stampa di Metal Blade che cura la promozione dei prodotti Audioglobe e a SPV in fase di distribuzione.”

Veniamo un po’ ai componenti della band. Siete tutti molto giovani, siete tanti, ma come vi siete conosciuti?

Patrick “In effetti una band di 7 elementi è abbastanza ingombrante! Ci siamo conosciuti via via, come succede spesso nel giro.
Chi ti presenta tizio, chi ti fa conoscere caio… la line-up si è andata formando nel corso dei mesi, e oggi mi sembra un’ottima formazione in grado di lavorare proficuamente per la causa dei Beholder

Tutti “filgi del Metal” quindi? Leggo sul vostro sito che il bassista si offre come session man, siete tutti dei professionisti?

Patrick “Siamo tutti parte di un ambiente metal, certo. Il professionismo è d’obbligo, perchè purtroppo quando cominci ad avere scadenze, impegni di incisione, promozione ecc ecc, o lo fai come un lavoro, o è meglio che lasci perdere. Quindi i 7 membri dell’attuale line-up sono certamente professionisti in grado di offrire un contributo serio e preparato.
Il bassista inoltre si è offerto in caso ci fossero band bisognose di un turnista. Come ben sai, col metal almeno per ora si mangia poco, e quindi è giusto anche aprirsi altre strade.”

Parliamo un attimo di “The Legend Begins” Raccontaci un po’ la nascita, il concept che ci sta dietro. Di sicuro sono pezzi che gia’ avevi da tempo, sono seguiti arrangiamenti di gruppo?
Ci sono pezzi che avete realizzato utlimamente o sono tutti brani gia’ in cantiere da un po’? Chi tra voi (te escluso) ha avuto maggiore influenza negli arrangiamenti?

Patrick “Alcuni brani li ho composti nei primi mesi del 1999, quando il gruppo andava formandosi. Poi via via si sono scremati alcuni aspetti compositivi fino al raggiungimento di uno stile ben preciso, e recentemente, prima di entrare in studio, sono stati composti i pezzi più importanti, ovvero “The Ring Of Freedom” e “Chains Of Fate”.
Gli arrangiamenti sono stati fondamentali e se ne sono occupati, insieme a me, i due chitarristi.”

Dimmi qualcosa di piu’ sul concept di “The Legend Begins“, c’e’ una storia dietro o i contenuti sono distaccati tra una canzone e l’altra?

Patrick “Il concept lega tutti i pezzi tra di loro. La storia è epica, segue uno stile molto fantasy ed è legata alla narrazione della liberazione di una città santa sotto assedio.
I testi sono quindi molto guerreschi e pieni di battaglie, cosa che poi musicalmente si riflette nel tipo di brani che abbiamo composto.
Amo l’idea di fare dischi legati concettualmente da una storia e penso che andrò avanti, pur cambiando tematiche, anche nei prossimi tempi!”

Quindi il prossimo lavoro sara’ sequenziale a questo?

Patrick “No, cambieremo completamente atmosfere e tematiche. Il concept sarà futuristico e legato alla scienza e alla follia umana, e anche i pezzi di conseguenza, come diciamo noi, saranno un “devasto totale”.
Ci concentreremo su arrangiamenti e produzione al fine di realizzare un prodotto competitivo e diverso dallo standard italiano.”

Bello stacco rispetto a “The Legend Begins“. Quindi siete quel tipo di band che non si fossilizza sul suo stile, sul sound sempre uguale, ma che ama “rischiare”.
Non e’ forse piu’ sicuro portare avanti un lavoro che ha gia’ dato buoni risultati? O forse la soddisfazione personale dei componenti e’ di primaria importanza rispetto alle vendite/fama che lo stesso si e’ creato?
(Porto l’esempio di big come i Metallica che hanno cambiato, creando grossi contrasti tra chi ancora li supporta e chi li disprezza per il loro nuovo atteggiamento)

Patrick “Guarda, penso che la cosa fondamentale sia fare quello in cui si crede. Io in questo momento ho un gusto compositivo di un certo tipo, e quindi vengono fuori brani di quel tipo.
Tra l’altro non mi piace ripetere due volte lo stesso discorso, quindi il primo album sarà diverso dal secondo, e il secondo dal terzo.
Infine è anche bello sperimentare ambientazioni e suoni nuovi, stili diversi, seppur rimanendo in un territorio generalmente definito “power”.

In “The Legend Begins” c’e’ l’intervento di Aldo dei Secret Sphere nel brano “Ivory Tower”.
Che rapporto avete con altri gruppi della scena Metal italiana? Ci saranno altre collaborazioni in futuro?

Patrick “Ho un buon rapporto con molti gruppi della scena, non c’è astio con nessuno e siamo molto amici dei Secret Sphere, da lì è nata l’idea di chiamarli per una collaborazione.
Però nel secondo album credo che non ci saranno ospiti, ci concentreremo sul nostro operato e basta. Ad ogni modo il problema della scena italiana non è tra i gruppi, ma tra i fan e i gruppi.
Purtroppo le voci di corridoio in Italia diventano leggi, come dico sempre io, e tanta gente ci va dietro senza sapere realmente come funzionano le cose in questo ambiente.”

“Purtroppo le voci di corridoio in Italia diventano leggi”…
Uhm, cos’e’ che non va di preciso?

Patrick “Beh basti pensare alla questione Gods. Molta gente è andata avanti mesi, sia prima che dopo la manifestazione, a dire in giro che noi e altri gruppi avevamo pagato fior fior di milioni per farci inserire nel bill del Gods Of Metal, quando, invece, e parlo personalmente, la mia band non ha pagato una lira per esibirsi in quel festival.
Siamo sotto contratto con Audioglobe, e la nostra label ci ha inseriti nel bill perchè ne aveva l’opportunità, senza sborsare un soldo nè avere conoscenze di chissà che tipo.
Però la gente non sa tante cose e parla solo per il gusto di sputare sentenze, così noi siamo diventati i “raccomandati” che hanno parenti in Live quando io non so neanche chi ci lavori, ecc ecc.
Questo purtroppo non aiuta la scena, ma se non cambia la mentalità dei fan non si può fare molto.”
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A proposito di Gods of Metal, e tralasciando e dicerie di chi non sa, che esperienza e’ stata? Raccontaci un po’ le emozioni.

Patrick “E’ stato fantastico, non ci eravamo mai esibiti di fronte a un numero simile di persone, e ti assicuro che il battito cardiaco aumenta notevolmente in quei momenti!
Di certo è stato il quarto d’ora più intenso della nostra ancora breve carriera, e anche la reazione del pubblico ci ha stupiti perchè non solo mentre suonavamo, ma anche durante il resto della giornata, siamo stati accolti molto bene.
Pensa che per non scontentare nessuno e fare autografi a tutti allo stand di Metal Hammer, abbiamo fatto pure tardi alla conferenza stampa! D’altro canto c’era un sacco di gente, come facevamo a negarci ai fan?
Sicuramente non mi aspettavo un calore simile e ti garantisco che è stato bellissimo vedere tutto questo interesse nei nostri confronti.”

Fortuna che c’e’ una maggioranza di fans “buoni” allora eheh. E per il resto delle vostre esperienze live, raccontaci…

Patrick “Ma guarda, non è che suoniamo poi tantissimo in giro, però ogni volta che ci siamo esibiti ho notato un grande calore da parte del pubblico.
Molti dicono che in sede live diamo il massimo e non c’è quasi paragone con il disco… speriamo che sia così! In effetti siamo un gruppo che cura molto l’aspetto live e siamo sempre molto contenti quando sappiamo che faremo una data, specie se il locale in questione permette di fare uno show adeguato.
Al momento stiamo per esibirci, il 2 dicembre all’Indian’s Saloon di Bresso (MI), di spalla ai Domine e non vediamo l’ora!”

E noi di TrueMetal ci saremo! A propostio, cos’e’ per te il “Truemetal”?

Patrick “E’ la consapevolezza di fare quello che si fa per passione, credendoci sempre e comunque, andando in contro a critiche, elogi, momenti esaltanti e non… ma sempre con la convinzione che si sta portando avanti una giusta causa per la quale si suderanno le proverbiali “sette camicie”… ma alla fine ci sarà il giusto riconoscimento ai proprio sforzi!”

Grazie di tutto Patrick, noi ci incontreremo a Milano, e intanto mi preparo per la prossima intervista all’uscita del vostro prossimo album.

Patrick“Grazie a te di cuore, e ti saluta il tuo nuovo collega Drengist!