Freedom Call (Chris Bay)

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Freedom Call (Chris Bay)

I Freedom Call rilasceranno il 29 aprile prossimo il loro primo best of “Ages of Light”; abbiamo intervistato per voi Chris Bay, cantante e fondatore della band.

Dopo quindici anni di onorata carriera al servizio della luce e della positività, i tedeschi power (happy) metallers Freedom Call rilasceranno il 29 aprile prossimo il loro primo best of “Ages of Light” via Steamhammer. Il primo CD conterrà quindici brani dai sette album della band; il secondo, dal titolo “Masqueraded”, vanterà sei pezzi riarrangiati in versioni alternative (folk metal, melodic reggae, speed ska, killerbilly, swing).
A qualche ora dalla release ufficiale del video di “Rockin’ Radio – Killerbilly version”, abbiamo intervistato per voi Chris Bay, cantante e fondatore della band.

 

 

 


Ciao Chris, benvenuto su Truemetal.it, come va oggi?

Ciao e grazie. Tutto ok, sto attendendo l’estate per temperature più vivibili: non ce la faccio più. Ho già preparato la mia moto per farmi un viaggetto domenica…

Bene, mi hai già risparmiato la domanda “come passi il tempo oltre alla musica?”

… Si, per esempio vado in moto (ride). Anche se non ho molto tempo a disposizione. Purtroppo siamo sempre molto impegnati. Ma va bene così.

Ok, allora ti auguriamo che l’estate sia calda e che il caldo sole splenda proprio perfettamente per un giro in moto!

Speriamo di sì, grazie tante! (ride)

Il vostro nuovo album “Ages of Light” uscirà tra circa due settimane. La prima domanda è molto semplice: perché avete deciso di rilasciare questo best of?

La prima idea di rilasciare questo best of è stata della nostra etichetta. Lo considero come un regalo per la band, per i sette album rilasciati in quindici anni. Quest’album è una sorta di regalo per l’anniversario. La vedo in questo modo. Ma solo rilasciare un best of sarebbe però stato troppo noioso per me: le canzoni di quest’album esistono già, e questa è stata la ragione per la quale abbiamo anche registrato sei di queste “interpretazioni speciali” delle canzoni…

Ok, ne parleremo dopo. Intanto direi di parlare dell’artwork: contiene tutte le cover dei vostri lavori del passato. Puoi dirmi qualcosa in più?

Dunque, l’idea principale per questa cover era quella di contenere le cover di tutti gli album precedenti, perché questa release contiene le canzoni di quegli album… dunque mi sembra una buona ragione per mettere le cover degli album nell’immagine! (ride) Questo simbolo è come un calendario Maya o degli Indios, e deve solo esprimere che questi sono stati i nostri “anni della luce”, in cui abbiamo prodotto musica positiva ed abbiamo provato a regalare alle persone un po’ di luce nelle loro vite. Per questo penso che sia un buon titolo per il best of dei Freedom Call!
 

 

 


Quali criteri avete seguito nello scegliere le canzoni da inserire nell’album?

Devo dire che è stato molto molto difficile decidere quali canzoni inserire in questo best of… perché ovviamente abbiamo così tante belle canzoni! (ride) Penso che in questi quindici anni avremo scritto circa un centinaio di canzoni. È stata dura porre a ciò un limite.
Come principio ho pensato di mettere un minimo di una canzone da ogni album. Questo perché di solito un CD è fisicamente limitato a soli 75 minuti. L’etichetta era un po’ spaventata perché avevo messo 78 minuti in tale selezione. Non sapevo decidere quale canzone espellere. Spero di aver azzeccato correttamente i gusti dei fan, spero che saranno felici per questa scelta.

Quindi hai deciso soltanto tu?

Si, con la band: ci siamo seduti assieme dicendo “Oddio… quale canzone?!” ma alla fine ho parlato io con l’etichetta.

Parliamo ora del secondo CD: contiene una versione per così dire strana delle vostre vecchie canzoni...

Strane canzoni? Allora non va bene! (ride)

Nono, strane anche in senso positivo, nel senso di “differenti”… metal folk, reggae, speed-ska, killerbilly… è una buona idea che voi abbiate riarrangiato i pezzi in una nuova maniera…

Si, per prima cosa devo dirti che ci siamo divertiti tanto nel registrare queste canzoni. Non ci siamo presi troppo sul serio. Nessuno deve pensare che abbiamo cambiato genere e d’ora in poi proporremo solo pezzi reggae! Insomma sappiate che siamo sempre una band metal e che questo è solo un regalo molto speciale per i fan dopo questi quindici anni.
Vorrei inoltre dire al microfono dell’intervista che spesso i best of sono noiosi, anche perché i pezzi sono stati già sentiti negli album precedenti, e non abbiamo ri-registrato o remixato nulla: è solo una collection. È questa è stata l’idea per rendere quest’album degno di essere acquistato o anche solo ascoltato, registrando alcune canzoni in una maniera così… molto speciale.
È stata una bella esperienza per noi, così abbiamo anche potuto forse rigenerare le nostre energie per il prossimo album metal. Abbiamo avuto un piccolo momento per rilassarci registrando reggae, ska, abbiamo avuto così modo di dar vita alle nostre strane idee, ed ora possiamo concentrarci di nuovo sulla nostra musica metal!

Normalmente queste release rappresentano un po’ la chiusura di un ciclo di vita per una band. Qualcosa come un nuovo inizio che inizierà con il prossimo album. State già lavorando sul prossimo album?

Si, sono molto impegnato nello scrivere nuove canzoni, e sono appena tornato a casa proprio parlarti, dal mio studio. Sto lavorando ogni giorno sul nuovo materiale e sta andando alla grande. Ogni giorno nuove idee e… si, siamo molto impegnati nel songwriting perché stiamo per andare in tour ed abbiamo molti show quest’anno, per suonare in questo “Ages of Light tour”; così dobbiamo usare ogni minuto libero per scrivere nuovo materiale, in modo tale da entrare in studio appena possibile. Il mio piano è quello di andare a settembre/ottobre in studio per registrare il nuovo album, che potremo rilasciare verosimilmente all’inizio del prossimo anno. Si, molto molto rapidi!

Quindi niente moto quest’estate?

No, un po’ meno… tranne la domenica.

Mentre stiamo parlando state pubblicando online il vostro nuovo video di “Rockin’ Radio”, in genere quale feedback avete avuto da fan e recensori da quest’album?

Poco ovviamente dal momento in cui non l’abbiamo ancora rilasciato, ma per ora tutti i pareri sono molti positivi, soprattutto per la scelta dei brani. Per fortuna le persone sono felici delle nostre scelte, perché noi non eravamo del tutto convinti che fosse la strada giusta, in questa collection, ma le persone sembrano molto felici di ciò, non ho mai sentito nulla di negativo sull’idea di questo “Masqueraded” [il secondo CD con le tracce con stili alternativi n.d.R.], non ci siamo presi troppo sul serio, e l’abbiamo fatto facendo un grosso occhiolino. Penso che i fan del Freedom Call siano di mentalità aperta.

Hai già detto che dopo la release inizierà il tour di “Ages of Light”, che toccherà davvero molti paesi. Cosa ti aspetti da tour?

Tante tante persone. In modo tale da diventare ricchi e famosi. Come accade sempre! (ride) Non mi arrendo mai di pensarla in questo modo. No, in realtà non era pianificato di fare un grande tour quest’anno, volevamo concentrarci sulle nuove canzoni per il nuovo album, ma abbiamo collezionato un sacco di show ed ora abbiamo un vero tour con circa venti show quest’anno, ed altri se ne stanno aggiungendo. Si, dobbiamo lavorare un po’ più in fretta, ma siamo molto orgogliosi di andare in Sud America quest’anno. Per noi è la prima volta. Non vediamo l’ora di incontrare i nostri fan sudamericani e siamo felici ovviamente di venire in Italia!

 

 

 


Cosa ci puoi dire della setlist? Suonerete pezzi mai suonati o principalmente da questo “Ages of Light”?

Ovviamente il focus sarà sui brani di “Ages of Light”, inizieremo a provare la prossima settimana. Cercherò di trovare qualche connessione con l’album “Masqueraded”, forse troveremo qualche sorpresa per la setlist. Cercheremo di divertire il pubblico, insomma. Questo è l’obiettivo principale dei Freedom Call: andare dalla gente e farla sentire bene, farli divertire nei nostri show. Questa è la nostra idea.

Suonerete in Italia il 4 ed il 5 maggio, quali ricordi hai del’Italia e del pubblico italiano?

Ho sempre un bel ricordo. In particolare i fan italiani sono molto entusiasti. Abbiamo suonato a Milano, Roma e Treviso. Abbiamo suonato come special guest coi Rhapsody. Ci siamo divertiti davvero molto… ah, e Bologna, non voglio dimenticare degli show! È stata una bella esperienza come sempre venire in Italia. Ma questa è la prima volta che veniamo come headliner in Italia. Spero che venga molta gente a supportarci. Noi ci metteremo tutte le nostre energie.

Hai già parlato dei sette album. Oltre a ciò avete pubblicato due live, un EP ed una compilation. Sono quindici anni dalla prima demo. Qual è il prossimo obiettivo dei Freedom Call? Hai già parlato del prossimo album ovviamente, ma dopo?

I prossimi quindici anni! (ride) Non sembra come se fossero passato quindici anni. Quindici anni fa? Forse ho dimenticato qualcosa, perché la mia etichetta mi ha detto: “Hey Chris, così il prossimo anno è il vostro quindicesimo anniversario!”, ed io “Cosa? Quindici anni?! Davvero!?”. Questo forse perché non ho contato gli anni, ma mi sento qualcosa come sette anni, qualcosa così. Non di certo quindici anni! Il tempo vola… e non si ferma!

Parlando di te come persona, riguardo questi quindici anni… come ti hanno cambiato? Essere in una band di fama mondiale girando il mondo, e cose del genere…

Personalmente non ho visto alcun cambiamento. Penso che dovresti girare questa domanda alle persone molto vicine a me. Per me stesso ho notato solo che devo lavorare molto di più di prima… lavorare e crescere sempre più… ma senza prendere poi così tanti più soldi. Quello è un problema (ride).

Penso anch’io che il music business sia in crisi di questi tempi e che qualcosa debba accadere negli anni a venire, altrimenti non sarebbe una buona cosa per la musica.

Penso a tutte le persone nel music business stanno piangendo: “O mio dio il business della musica è in crisi…”. Penso che non sia solo la musica ma che sia l’economia mondiale a fare schifo. Tutti dovrebbero preoccuparsene e lavorare di più e più pesantemente, e penso che sia inutile solo piangere e dire: “oooh, sono tempi tristi”, specialmente dicendo che Internet sta distruggendo il mercato della musica e così via… sono un po’ stanco di questo modo di comportarsi. Penso che le persone debbano imparare ad utilizzare Internet, ed utilizzarlo in maniera positiva. Specialmente queste persone che stanno piangendo: “oh, il mercato della musica! Guadagnerò con esso molto meno!”, non utilizzano Internet. Dicono solo: “non sono interessato a facebook”, “brrr, facebook è noioso”, o “ogni cosa è noiosa”. Ma è una nuova piattaforma per promuovere, per fare marketing gratis. Dieci anni fa dovevi pagare tantissimo per la pubblicità stampata nelle riviste, ora lo puoi fare gratis. Puoi risparmiare quei soldi per il tour!

… e potete anche raggiungere i fan ed i nuovi ascoltatori in maniera più rapida ed incisiva…

Esatto! Forse per il mercato dei CD è una brutta cosa ma immagino che troveranno delle soluzioni. Pensiamola positiva. Sono d’accordo. Non penso che il business dei concerti sta andando male. Molte persone stanno venendo ai concerti; la grande crisi è stata cinque o sei anni fa. Penso che le cose stiano migliorando, soprattutto per quanto riguarda la musica dal vivo. Oggi devi suonare più concerti se vuoi guadagnare di più: è cambiato solo il modello.

Tornando indietro alle domande precedenti su come questi quindici anni ti hanno cambiato: musicalmente cosa ascoltavi prima e cosa ascolti oggi?

Onestamente ascolto davvero poca musica perché lavoro ogni giorno nel mio studio, suono circa cento/centodieci concerti all’anno, e sono felice quando riesco… a trovare un po’ di silenzio.
Anche nella mia auto non ascolto CD o roba simile. Amo la musica perché la musica è la mia migliore amica, ma sono felice quando la produco, non sono un “consumatore di musica”.

Da dove prendi i temi per i tuoi pezzi? I testi sono sempre stato un marchio di fabbrica della band, i loro messaggi sono sempre positivi; sei così ottimista anche in un mondo pieno di cose brutte e negative?

Penso che sia come un circolo. La musica mi da ispirazione per i testi perché la musica è positiva: la sua armonia, la tonalità ed il tipo di strumenti che utilizziamo: strumenti a corda, a fiato…  se è un suono positivo per me, mi da ispirazione per testi positivi. Per me sarebbe strano avere suoni positivi e scrivere testi depressivi, oppure l’opposto, quando ho delle belle idee. Ad ogni modo è completamente differente l’approccio da canzone a canzone. Il tipo di songwriting è sempre differente. A volte inizio a comporre dalla chitarra, altre dal piano, altre ancora dalla batteria. È tutto differente, per quanto interessante... ed è forse la ragione per la quale per me creare musica è una grande passione!

Cosa scrivi prima più spesso: testi o musica?

Di solito la musica. Penso che ci siano artisti per i quali la priorità sono i testi, perché sono capaci di scrivere testi davvero molto profondi. Ma come ti ho già spiegato l’obiettivo dei Freedom Call è intrattenere la gente, non tirare fuori il mio pensiero o i miei intimi pensieri sulla vita, sulla società o sulla critica… voglio solo intrattenere la gente. Sui testi seri penso che ci siano un sacco di artisti che lo sanno fare meglio di me.

Siamo quasi alla fine, ma prima della chiusura vorrei farti una piccola domanda “off topic”. Sono tre anni che Dan Zimmermann ha lasciato la band, ed ora ha lasciato anche i Gamma Ray. Sei ancora in contatto con lui?

Si, certo, ci siamo scambiati degli SMS anche mezzora fa! E mi farò qualche birra con lui la prossima settimana. Così... abbiamo un appuntamento. Lui è ancora uno tra i miei migliori amici, quindi non ci ha lasciato in maniera conflittuale o roba del genere. Penso che volesse cambiare un po’ la sua vita, vuole prendersi più cura della sua famiglia. Stava viaggiando per tutto il mondo, ha suonato un in tantissimi show e penso voglia prendersi una piccola pausa. Ma non si è affatto ritirato! Ancora! (ride)
Tra l’altro vorrei dire che suona la batteria in un brano di “Masqueraded”, in “Metal invasion”. Suonano anche due ex-bassisti, tre batteristi ed un chitarrista che avevamo in lineup nel 2002. Così per dirti che non abbiamo mai avuto problemi con i membri del passato.

È bello vedere che lo spirito all’interno della band è buono. Che vi sentite come una famiglia e vi prendete cura l’uno dell’altro…

Penso che non sarebbe una cosa positiva se scrivessimo testi positivi sulla luce e dentro fossimo tutti in guerra! (ride)

Ultima domanda: i vostri saluti ai nostri fan e lettori!

Verremo in Italia molto presto e per portare in Italia una delle cose che ci riesce meglio: la nostra voglia di divertirvi ed intrattenervi, le nostre energie, quello che possiamo fare. Penso che venire in Italia, il paese del sole, sia una bella cosa per portare un tour che si chiama “Ages of Light”.

Spero di essere lì. Immagino che le prossime settimane saranno pesantissime per te tra lo scrivere del nuovo materiale, fare interviste... ma prova cercare del tempo anche per fare qualche giro in moto!

Sarebbe bello! Tra cinque minuti il video sarà online quindi… buona visione!


A cura di Tarja Virmakari e Luca “Montsteen” Montini.