Folk - Viking

Intervista Amorphis (Jan Rechberger)

Di Tiziano Marasco - 27 Aprile 2018 - 9:00
Intervista Amorphis (Jan Rechberger)

È la prima volta che passano tre anni tra due uscite targate Amorphis. Come mai?

Non c’è una ragione precisa, siamo stati semplicemente molto occupati a fare concerti e poi a registrare il disco. Davvero, non ci sono ragioni profonde. 

“Queen of Time” vede il ritorno di Olli Pekka-Laine, com’è lavorare di nuovo con lui? 

È figo. Devo ammettere che eravamo letteralmente devastati quando Niklaas (Etelavuori, ndr) se n’è andato. La line-up era forte di anni di lavoro assieme e siamo rimasti un po’ sotto shock. Ma d’altra parte, chi altro avremmo potuto prendere al suo posto? Non c’era persona migliore di Olli per sostituirlo. Olli era uno dei membri della formazione originale. Il suo ritorno ha prodotto un’ottima reazione, è stato molto divertente lavorare ancora con lui. 

Gli Amorphis hanno avuto pochi cambi di formazione, e molto spesso questi cambi sono dei come-back (anche tu te ne sei andato e sei tornato)… Come fate a tenere buoni i rapporti?

In realtà siamo buoni amici da quando siamo bambini. Non litighiamo e siamo bene o male sempre in contatto. Siamo amici ed è bello lavorare tra amici, no? Anche quando è arrivato Tomi Joutsen, ci siamo detti: “sì, questo è quello giusto, non dobbiamo perderlo”. Fin da subito gli stiamo stati vicini. Lo abbiamo preso in tour negli Stati Uniti dopo poche settimane dall’ingresso nella band e lui è andato sotto stress. Sai com’è, andare in tour con cinque estranei (di cui sei per giunta un gran fan, ndr). Aveva problemi a dormire ma gli siamo stati vicini e dopo un paio di settimane è andato tutto a posto.

Venendo al nuovo disco, devo dire che il singolo “The Bee” mi ha piuttosto sorpreso. Devo aspettarmi un album più pesante?

Sì, “The Bee” è sicuramente un pezzo pesante, ma anche in “Under the red Cloud” c’erano pezzi duri. Intendiamoci, quest’album è a livello generale forse un po’ più duro delle nostre ultime cose ma ci sono anche un paio di pezzi più leggeri (ad esempio il secondo singolo “Wrong direction”, ndr). Non è tutto violenza, però sì, credo rimarrai sorpreso.

Hai preso parte al processo compositivo?

Le canzoni vengono essenzialmente create dal tastierista Santeri Kallio e dal chitarrista Esa Holopainen, loro sono i due compositori principali. Ma stavolta avevamo molto materiale anche perché ciascuno di noi ha scritto un paio di pezzi e uno sarà, ad esempio, inserito come bonus track del disco. Non è che ci sia una particolare varietà, lo stile compositivo di Santeri è sempre riconoscibile. Ma devo ammettere che il materiale era proprio tanto e il produttore ci ha aiutato nella scelta. Non abbiamo avuto grosse discussioni a questo proposito. Con una guida è tutto più facile.

Di che parlano i testi? È nuovamente un album ispirato al Kalevala?

Ma non solo, in realtà, è più universale. I testi sono sempre di Pekka Kainulainen, come al solito. Comunque non è un concept album e non è ispirato al Kalevala in maniera specifica. Sono per lo più storie individuali, ma comunque c’è una linea di base che le unisce… lo capirai meglio quando sentirai l’album.

Chi è questa Queen of Time?

Aaaah, potrebbe essere qualsiasi altra cosa, un’ape regina, una statua a Londra ahaha… C’è una statua che si chiama così da qualche parte a Londra, no? (Pensavo mi prendesse in giro ma è la verità, ndr.) È metaforica come figura ma viene citata espressamente in un paio di tracce.

L’artwork è simile a quello di “Circle” e “Under the red Cloud”, ma a diverse persone non è piaciuto. Cosa mi puoi dire sullo sviluppo della copertina?

Dell’artwork di “Circle” si è occupato Tom Bakes. Questo’altro è dello stesso artista che si è occupato di “Under the red Cloud”, Valnoir Mortasonge.  A me piace molto come lavoro, è estremamente dettagliato e mi piace perché è davvero psichedelico, e questo è curioso, non penso che “Queen of Time” sia un tipico lavoro psichedelico. Anzi, proprio per niente.

Amorphis Queen Of Time 2018 700x700

 

Immagino che abbiate già dei piani per un tour, quindi ti chiedo di descriverli? Passerete dalla Repubblica Ceca? (Dò per scontato che vengano in Italia, ndr).

D’estate siamo già pieni di festival. Poi a settembre partiamo per un tour in America e successivamente ci aspetta il tour finlandese. Alla fine di questi due tour dovrebbe partire ne uno europeo vero e proprio, diciamo a fine novembre. Verremo in Italia e spero anche nella Repubblica Ceca, è sempre divertente suonare a Praga e Zlín (e il fatto che si ricordi dell’esistenza di Zlín è più che una garanzia, ndr.).