Intervista Cayne (Giordano Adornato)

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Intervista Cayne (Giordano Adornato)

Dopo aver recensito il loro ultimo album “Beyond The Scars”, abbiamo avuto ci scambiare quattro chiacchiere con Giordano Adornato dei milanesi Cayne.

D - Ciao Giordano e benvenuto sulle pagine di TrueMetal.it. Nonostante i Cayne siano in pista da molti anni, è la prima volta che abbiamo occasione di intervistarvi. Vogliamo approfittarne per ripercorrere la storia della band e i passaggi che hanno portato alla realizzazione del nuovo “Beyond The Scars (qui la recensione)? 

R - Ciao Vittorio, grazie a tutti voi di TrueMetal! i Cayne sono nati alla fine degli anni 90 da una costola dei Lacuna Coil quando Claudio Leo e Raffaele Zagaria, entrambe chitarristi, decisero di lasciare la band e formarne una nuova e con la prima formazione, composta anche da Mario Piazza (voce)Daniele Rossetti (basso) e Filippo "Oinos" Ferrari (batteria) nel 2001 firmarono il primo contratto discografico e pubblicarono il primo album intitolato "Old Faded Pictures"Questa formazione si sciolse subito dopo un piccolo tour nazionale per rinascere nel 2007 dall'incontro di Claudio Leo con il produttore e chitarrista Marco Barusso, successivamente affiancati da Guido Carli (batteria), Antonello Pudva (basso), Giovanni Lanfranchi (violino elettrico e tastiere) e il sottoscritto, Giordano Adornato (voce). Antonello verrà sostituito da Andrea Bacchio al basso e con questa formazione abbiamo poi pubblicato un Ep nel 2011 intitolato “Addicted” e nel 2013 il full-length intitolato “Cayne”. Purtroppo qualche mese prima della pubblicazione Claudio Leo è venuto a mancare a causa di un tumore fulminanteda allora abbiamo giurato di continuare a portare avanti il progetto Cayne e siamo orgogliosi di farlo ancora oggiNel 2014 è entrato Diego Minach alla chitarra e nel 2015 ci siamo separati da Marco Barusso e Guido Carli ed alla batteria è subentrato Giovanni Taniquesta è la formazione attuale ed è questa band che ha inciso “Beyond The Scars”. Questa, un po’ in sintesi, la nostra intensa storia. 

D - Il nuovo album è il primo senza il mai dimenticato Claudio Leo. Sicuramente una pesantissima perdita dal punto di vista umano e artistico. E’ stato difficile rimettersi in pista dopo la scomparsa di uno dei membri fondatori, ma soprattutto di un amico? Cosa c’è di Claudio in “Beyond The Scars”? 

R - Sono passati più di 5 anni e proprio mentre usciva il nostro precedente disco “Cayne” lui se ne andavaricordo ancora quando in ospedale gli abbiamo portato le copie appena stampate del cd...è stata duragià allora avevamo deciso che saremmo andati avanti, lo abbiamo promesso anche alla sua famiglia e lo abbiamo rispettato sempre. Lui continua a vivere attraverso le sue canzoni e anche iquest’ultimo disco è presente, ha firmato infatti due brani, “No Answers From The Sky e “One More Chance”. 

D - Cosa c’è “Oltre Le Ferite?” 

R - Ci siamo tutti noi come band e come persone, abbiamo affrontato diverse tempeste personali, io in particolare e anche come band non è stato facile rialzarsi...ma la musica ci ha aiutato, come sempree sono bastati un paio di brani nuovi a farci capire che eravamo ancora una forza unica assieme e le canzoni sono venute fuori come un torrente in piena, inarrestabili e potenti. Siamo riusciti ad andare oltre le cicatrici e siamo consapevoli di essere ancora più forti e pronti a tutto. 

D - Sono comunque passati cinque anni dal disco precedente. Al di là delle difficoltà di cui abbiamo già parlato, è stato complicato arrivare al nuovo disco da un punto di vista contrattuale, manageriale o comunque organizzativo?  

R - Sì, diciamo che dal punto organizzativo non è stata una passeggiata e anche per questo, facendo tutto da soli, i tempi inevitabilmente si sono allungati. Siamo però stati felici di aver trovato un nuovo accordo con la Graviton Music Services e il nostro manager Menno Kappe per continuare una collaborazione vincente che era già stata collaudata col precedente album. Ora ci aspettiamo di suonare parecchio in giro e portare il nostro nuovo show un po’ ovunque, anche qui non è così semplice e scontato ma ci stiamo lavorando. 

D - Nella nostra recensione, abbiamo particolarmente apprezzato la commistione di diversi generi all’interno della galassia rock e hard rock. E’ il risultato della ricerca di nuovi percorsi musicali e della voglia di sperimentare o una naturale maturazione avvenuta nel corso degli anni? 

R - Per questo album abbiamo lavorato maggiormente di squadra, in sala provecon l’apporto di ognuno di noi e infatti il risultato finale si sente e a noi piace tantissimo! Le idee per i nuovi brani nascevano da qualcuno dei ragazzi e venivano poi sviluppate da tutti in sala, solo io ho lavorato da solo per melodie e testi ma sempre condividendo il lavoro fatto e migliorandolo dove ne sentivamo il bisogno.  

D - Ancora su questo tema, ascoltandovi si nota il vostro costante navigare tra sonorità decisamente metal (certe atmosfere di “Torn Apart”, l’attacco di “Bad Blood”, etc.) e momenti che se ne distaccano, inserendosi in un filone più moderno e alternative. Voi, cosa vi sentite di essere in realtà? Un gruppo rock, un gruppo metal, una band dal suono moderno e accattivante oppure ancora altro? 

R - A noi le etichette non piacciono molto, ci sentiamo una band che potenzialmente può piacere a chiunque apprezzi canzoni con una grande propensione all’intrattenimento e al gusto per la melodia. Trasversalmente tocchiamo diversi generi musicali anche molto differenti tra loro, ognuno di noi infatti porta il suo gusto e i suoi ascolti nelle canzoni e ti assicuro che variano parecchio di persona in persona all’interno della band. Questo, particolarmente in questo album, ha giovato parecchio ai brani, donando più sfumature diverse. 

D - A me in molti frangenti sembrate una versione aggiornata dei Paradise Lost di One Second o una riproposizione più metropolitana e meno nordica degli ultimi Sentenced. Sto sbagliando parecchio? Quali sono le vostre influenze o comunque i vostri ascolti di routine? 

R - Ah che meravigliaband fantastiche che bene o male tutti noi amiamo. Non saprei dirti, io trovo il nostro sound un mix di gusti differenti che come dicevo prima ognuno di noi porta nella band al momento della scrittura. In passato ho cercato di stimolare i ragazzi facendo ascoltare dei brani di artisti che mi avevano colpito particolarmente e da lì spesso sono nate delle canzoni nuove. Come dicevo nella risposta precedente ognuno di noi ha gusti musicali diversi anche se ci sono delle band che ci uniscono tutti, penso ai grandi classici anni 70 e 80 soprattutto gli Iron Maiden su tutti di cui ci piace ogni tanto suonare Wasted Years dal vivo…Personalmente sono sempre stato un fan delle band degli anni 70 come Sabbath, Led ZepDeep PurpleAc/Dc ma ho vissuto in prima persona anche il grunge e il new metal per cui adoro anche band di questi generisono un discepolo degli Slayer così come dei The Cult, Killing JokeMercyful Fate, Static-X, Thin Lizzy e millemila altri 

D - ...Di certo, l’orecchiabilità dei vostri pezzi è evidente, quasi dal primo ascolto strofe e refrain si memorizzano al volo. Quanto è importante per voi l’immediatezza? Sentiremo mai una suite targata Cayne di 8 o più minuti? 

R - Per noi da sempre le melodie del cantato sono di fondamentale importanza...tutte le band che adoro hanno nel cantato e nelle melodie qualcosa di unico ma che non definirei immediato, per me la melodia funziona quando ti si stampa nella testa e ti “tormenta” portandoti a canticchiarla ovunque costantemente…Quando nella creazione di un brano arriviamo a questo livello allora la melodia funziona e si passa al testo definitivo. Tornando alla tua domanda direi che potremmo assolutamente scrivere anche delle suite lunghissime già con No Answers From The Sky ci siamo avvicinati ad una struttura di brano più articolata e lungaper noi non ci sono limiti  schemi base per la scrittura di un brano. 

D - ”Beyond The Scars” è il primo album che vede la partecipazione di Diego Minach, come chitarrista ma anche come compositore e produttore. Cosa ha portato il suo arrivo? 

R - Posso tranquillamente dire a nome tutto gli altri della band che senza Diego questo disco non sarebbe mai uscito. Oltre a suonare già da anni con noi, la sua esperienza come tecnico del suono e di studio ci ha convinto subito ad affidarci a lui come produttore di Beyond The Scars. Si è fatto un mazzo totale ed è stato sempre lui a crederci più di tutti quindi possiamo sempre e solo ringraziarlo e lodarlo per il lavoro fatto, il lavoro suona come una bomba e non ha nulla da invidiare a produzione blasonate europee, ha un grande carriera come produttore davanti a , lo sento e glielo auguro con tutto il cuore. Come musicista l’intesa con tutti è stata immediata ed è sempre grazie a lui e alla sua Torn Apart che abbiamo capito che eravamo pronti a tornare con nuova musica. Inoltre ha scritto The Asylum OBroken Hope che credo sia un brano straordinario con uno dei giri di chitarra più belli che abbia sentito in giro da anni, tantissima roba. 

D - Possiamo dire che da un certo punto di vista Diego ha preso il ruolo che apparteneva a Marco Barusso (ex chitarrista e produttore della band, con un lunghissimo curriculum nel mondo della produzione musicale)? Tra le varie defezioni della line-up degli ultimi anni, quella di Marco è stata abbastanza complicata, posso immaginare, visto il suo peso specifico in termini di lavoro nella band e dietro alla consolle...  

R - Sì, infatti come dicevo prima Diego ha preso in mano il timone della produzione come prima lo era di Marco Barusso ed ora è anche l’unico chitarrista dei Cayne, abbiamo deciso di non usare più un altra chitarra durante i live, ci sentiamo più a nostro agio così e credo che continueremo in questo modo. 

D - Discorso video clip: sul vostro canale Youtube, ho contato circa una decina tra video ufficiali e lyric video. E’ uno strumento in cui credete molto, immagino...? Possiamo aspettarci qualche altra uscita in questo senso dopo l’ultimo “Celebration Of The Wicked”? 

R - I video ci piacciono molto, sono cose che rimarranno sempre come le canzoni e ci piace farli al meglio delle nostre possibilità. Si parte da un’idea e dalla ricerca della fattibilità con un regista o un team che creda nella nostra ideacerto a volte voliamo troppo in alto e ci vorrebbero budget alla Metallica, ma riusciamo sempre a trovare un compromesso. Dopo quello di Celebration…” credo che ne faremo ancora uno per promuovere Beyond the Scars ma ci dobbiamo ancora pensare bene.  

D - A Maggio avete presentato il vostro nuovo album sul palco del Serraglio a Milano e successivamente avete aperto per i Lacuna Coil a Legnano. Come è stato tornare on stage dopo diverso tempo? Possiamo aspettarci un autunno di fuoco da questo punto di vista?  

R - È stato bellissimo tornare on stage ci mancava tantissimo e a Maggio alla presentazione e disco c’erano un locale pieno di amici e fans che ci aspettavano da tanto tempouna botta di adrenalina e divertimento pazzeschie anche coi Lacunabreve ma intenso e non finiremo mai di ringraziarli per ricordarsi di noi e invitarci a suonare in queste splendide cornici. Suonare davanti a così tanta gente e riscuotere così tanti consensi da chi non ci conosceva neanche ci ha dato un motivo in più per continuare a spingere suo live, ci stiamo lavorando e purtroppo non è così facile ma finalmente possiamo annunciare sue nuove date, il 30 Novembre al RocknRoll di Rho e il 15 Febbraio 2019 alla Blueshouse di Milano insieme ai nostri amici Stone Garden. 

D - A voi la parola, adesso. Convincete i nostri lettori che non vi conoscono a far girare qualche vostro pezzo sui loro lettori (nota: i Cayne sono presenti su tutti i principali sistemi di streaming)…..cosa hanno i Cayne che le altre band non hanno?  

R - La nostra è una musica trasversale che abbraccia diversi generi ed emozioniche tu sia un true metal-head o un rocker o un Black metal fan, troverai nella nostra musica qualcosa di unico che ti farà venire voglia di rimettere da capo il vinileops di riascoltare sulla tua playlist i nostri dischi... provare per crederesoddisfatti o rimborsati!!  

D - Per noi di Truemetal è tutto. Lascio a voi la chiusura!  

R - Grazie ancora a te Vittorio e a tutti voi di TrueMetal.it, speriamo di incontrarci ancora presto e…. Stay Addicted to Cayne!!!