Intervista Dismember (Robert Sennebäck)

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Intervista Dismember (Robert Sennebäck)

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Dismember non hanno bisogno di introduzioni: una delle band più influenti uscita dalla Svezia in campo estremo, dopo vari anni di stop annunciano pochi giorni fa la reunion per uno show in formazione originale (una formazione che non si vedeva dal 1997) nella loro Stoccolma.
La notizia viene accolta con gioia da tutti gli amanti del Death Metal e il concerto va sold out in poche ore.
Abbiamo quindi deciso di raggiungere Robert Sennebäck, chitarrista della band ma anche fondatore degli Unleashed nei quali militò per un paio d'anni, per discutere della reunion, dei piani futuri della band, ma anche dei gloriosi anni in cui molte leggendarie band Death Metal svedesi si cominciavano a formare.

Intervista a cura di Davide Sciaky

Ciao Robert, innanzitutto, penso che questa sia la prima intervista dei Dismember da quando avete annunciato la reunion, quindi grazie per il tempo che ci dedichi.
Come stai?

Bene, sono molto contento di fare questo show in ottobre, non vedo l’ora.

 

Cominciamo a parlare della reunion, ovviamente: com’è avvenuta? Puoi ripercorrere un po’ gli eventi che hanno portato a questo concerto di ottobre?

E’ una cosa che è nell’aria da parecchio tempo, solo che all’inizio non tutti i membri erano convinti.
Voglio dire, siamo tutti in fasi diverse della nostra vita, io non sono nella band da tanto, quindi per me è particolarmente allettante tornare a suonare con loro.
 Qualcosa come due anni fa abbiamo cominciato a dirci, “Forse dovremmo fare qualcosa, suonare di nuovo”, ma all’epoca non successe niente.
Io e David [Blomqvist] abbiamo cominciato a fare musica per conto nostro, abbiamo formato una band con Tobias [Cristiansson] – l’ex bassista dei Dismember – e Olle [Dahlstedt] degli Entombed A.D., sì, musica nello stile dei Dismember.
All’inizio dell’estate, l’anno scorso, finalmente ci siamo trovati tutti d’accordo a voler fare qualcosa insieme ed ecco che arriviamo al concerto di ottobre!

 

Siete stati voi a proporvi allo Scandinavia Deathfest o sono stati loro a farvi un’offerta?

Non sono sicuro perché il promoter del Deathfest, Evan, ha avuto contatti principalmente con Fred [Etsby], quindi non so se è stato Fred a contattarlo o lui a contattare Fred.
Penso che siano già anni che è in contatto con Fred e che gli dice, “I Dismember dovrebbero fare una reunion qui in Maryland” e cose del genere.
Dato che non tutti i membri erano convinti, anni fa, non successe.

 

Questa reunion è già un successo, il primo show annunciato, lo Scandinavia Deathfest, è andato sold out in 24 ore e siete stati “costretti” ad annunciare un secondo concerto il giorno successivo. Vi aspettavate una reazione simile?

Sì e no.
Avevamo un po’ il presentimento che potesse andare sold out, abbiamo pensato che il locale potesse essere un po’ troppo piccolo, ma non ne eravamo sicuri.
Ora vediamo i commenti su Facebook e c’è gente che verrà da tutto il mondo, non me ne aspettavo così tanti, magari un paio dall’Australia, o dagli Stati Uniti, o dalla Germania, ma ora sembra che una grossa parte del pubblico verrà dall’estero.
Quando ce ne siamo resi conto abbiamo chiesto al Deathfest se fosse possibile cambiare locale…voglio fare questo show per i fan, è molto importante che vivano un’esperienza che soddisfi le loro aspettative, ed è frustrante che non tutti possano mettere le mani su un biglietto.
E’ bello che lo show sia andato sold out, ma sarebbe ancora più bello se più gente avesse la possibilità di vederci.

 

Ovviamente ora c’è gente da tutto il mondo che spera di vedere i Dismember suonare nella propria città. Avete un tour, o comunque qualche altro concerto, in programma?

No.
Non abbiamo parlato di niente per il futuro tranne che di questo show, principalmente perché non sappiamo come ci sentiremo a riguardo.
Voglio dire, per ora faremo questo concerto per divertirci, perché è qualcosa che ci piace fare, abbiamo questa scintilla come all’epoca in cui la band è nata che è una cosa figa, e vogliamo mantenerla così.
Ci siamo detti, “Lo faremo un passo alla volta”, ora ci concentriamo su questo show…l’unico motivo per cui facciamo due show è perché il primo è sold out, altrimenti sarebbe uno solo, è un po’ come lo show per il ventesimo anniversario che abbiamo fatto qui in Medborgarplatesn [N.D.R. una piazza di Stoccolma vicino al luogo dell’intervista], quello è stato un evento isolato e questa era la cosa figa di quel concerto.
Quindi, magari ci sarà dell’altro in futuro, ma al momento non c’è niente di certo.

 

Volevo chiedervi se avevate pensato di scrivere nuova musica, ma immagino che la risposta sia la stessa…

Sì, voglio dire, io e David stiamo scrivendo musica per la nostra altra band, i Legioned, quindi non è che non facciamo più musica, potremmo scrivere musica dei Dismember volendo, e immagino che anche gli altri membri potrebbero farlo, ma per ora non ne abbiamo parlato.

 

So che alcuni vostri album oggi non sono facili da trovare, avete in programma di ripubblicarli?

Fred sta lavorando con un’etichetta per raccogliere tutto quello che abbiamo fatto sotto un’unica etichetta e risolvere il problema dei bootleg e dei dischi che non si trovano.

Hai idea di quando potrebbero uscire?

Non ne sono sicuro, è principalmente Fred ad occuparsene perché l’etichetta è negli Stati Uniti [N.D.R. dove Fred Etsby vive]

Parliamo adesso degli inizi della band: i primi anni ’90 sono stati un periodo estremamente creativo in Scandinavia, tantissimi album oggi considerati classici del Death e Black Metal sono usciti in un tempo brevissimo. Che ricordi hai di quell’epoca?

Eravamo molto giovani, avevamo quindici, sedici, diciassette anni quando abbiamo iniziato, e nel 1991 avevo diciotto o diciannove anni e tutto era folle e selvaggio: non avevamo le responsabilità che hai quando cresci, ora ho dei figli, un mio appartamento e bla, bla, bla.
All’epoca vivevo con i miei genitori, potevamo fare quello che volevamo, potevamo provare ogni giorno per tante ore.
Eravamo semplicemente dei ragazzi che cazzeggiavano con i loro amici, e tutte queste band, Entombed, Grave, Unleashed, erano semplicemente amici con cui cazzeggiavamo, facevamo festa, vivevamo la vita che vivono dei ragazzi giovani.

 

I Dismember sono visti oggi come uno dei “big four” del Death Metal svedese insieme a Entombed, Grave e Unleashed. C’era competitività tra di voi, magari cercavate ognuno di suonare più pesante degli altri?

All’inizio non penso che ci fosse competitività, voglio dire, tutti volevano essere pesanti, volevano essere più brutali e tutto, volevi avere il tuo stile ma poi ascoltavi la musica degli altri, “Oh, bello questo, voglio questo sound, voglio suonare così quando canto”.
Quindi non penso fosse un ambiente competitivo, c’era amicizia tra di noi.
Tutti erano…quando gli Unleashed suonavano noi eravamo nel pubblico a fare headbanging e vice versa, quindi all’inizio quando Johnny Hedlund degli Unleashed era nei Nihilist, prima che diventassero Entombed, lo trovavi nel pubblico a fare headbanging mentre i Dismember suonavano, poi toccava ai Dismember a stare nel pubblico.
Era una comunità molto piccola all’inizio, non c’erano molte persone che ascoltavano Death Metal, era una cosa nuova, alcuni ridevano dicendo cose tipo, “Cosa fanno questi tizi? Suona peggio dei…Venom”.
E’ stato un bel periodo, non competitivo, non lo definirei così.

 

A volte la gente da fuori non realizza quanti pochi abitanti abbia la Svezia e quanto piccola sia la scena Metal, e quindi come tutti finiscano a conoscere tutti; tu stesso sei stato un po’ negli Unleashed, David è stato un po’ negli Entombed, penso che la gente non realizzi che, indipendentemente da quanto siano importanti oggi quegli album, all’epoca eravate solo un piccolo gruppo di ragazzini che amavano la stessa musica.

Esatto, non realizzano che fosse un gran mix di persone.
Come hai detto, quando i Nihilist e i Dismember si sciolsero, all’epoca dei primi demo, io fondai gli Unleashed insieme a Johnny Hedlund e David, anche lui avrebbe dovuto far parte degli Unleashed, ma finì per entrare negli Entombed, e poi nei Carnage.
Quindi i Carnage, i Dismember…sai, ci sono un paio di canzoni dei Dismember nell’album dei Carnage e ci sono anche riff che ho scritto io per i Dismember che sono finiti su canzoni dei Carnage che con i Dismember non c’entrano niente, era tutto mescolato, tutto si fondeva insieme.

 

Ovviamente c’era un’altra grande scena metal in Svezia, quella di Göteborg; in che rapporti eri con loro?

Il mio rapporto era principalmente con Tompa, il cantante degli At the Gates, l’ho incontrato qualche volta quando è venuto a Stoccolma a fare festa, abbiamo festeggiato un capodanno insieme.
Questo è successo tanto tempo fa, penso che non avesse ancora fondato gli At the Gates all’epoca, credo che suonasse ancora nei Grotesque, era molto figo.
Questa è stato il mio contatto principale con la scena di Göteborg, ma mi piace quel sound, mi piacciono le melodie e anche nei Dismember ne abbiamo usate molte.

 

C’era competizione tra le scene di Stoccolma e di Göteborg, o anche qui si trattava di un rapporto amichevole?

Non mentre ero nella band, quantomeno.
Non so come fosse dopo il ’97, forse è nata della competizione ma non saprei.

 

Oggi molte band si ispirano a quello che avete fatto allora. Ti ricordi quando hai realizzato per la prima volta l’impatto dei Dismember sul Death Metal? E come ti fa sentire?

Penso di averlo realizzato quando non ero già più nella band, nel duemila qualcosa, ma i Dismember erano ancora insieme.
L’ho visto da fuori, c’era una band chiamata Deathevocation per via della nostra canzone omonima – forte! - e poi stava crescendo internet, si cominciavano a vedere i primi video su YouTube e c’era gente che suonava i miei riff: è assolutamente fantastico pensare che gli piacesse così tanto la musica che avevo scritto nella mia stanzetta a casa mia.
E’ come, io adoravo i Metallica, “Figo questo, vorrei farlo anch’io”…

E la gente cominciò a fare la stessa cosa con la tua musica.

Esatto, ed è assolutamente lusinghiero, è fighissimo.

 

Ti tieni aggiornato su nuovi band e nuovi album? Cosa pensi della scena Death di oggi?

Con alcune band sì, ma ascolto l’intero spettro della musica; ogni tanto trovo nuove band come i Lik che sono molto fighi, suonano davvero, davvero alla grande.
Ma mi piace anche le nuove band melodiche con cantanti donne, come Nightwish e simili.
Sì, ascolto molta musica diversa.

 

Questa era la mia ultima domanda, grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato e lascio a te l’ultima parola.

Finché i Dismember vivranno il Death Metal regnerà!