Intervista Edward Johnson & The Great Escape

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Intervista Edward Johnson & The Great Escape

Facciamo quattro chiacchiere con Edward Johnson & The Great Escape, progetto underground made in Italy. Buona lettura.

 

Intervista a cura di Stefano "Thiess" Santamaria

 

1. Ciao ragazzi, grazie per l’intervista concessaci e complimenti per l’album. Parlateci un po’ di voi. Come nasce il vostro progetto musicale e come avete conciliato le vostre personali idee? Ci sono state bands del passato che vi hanno in qualche modo influenzato?

Ciao Stefano, grazie per i complimenti. Gli Edward Johnson & the Great Escape nascono quattro anni fa con un classico: due amici davanti ad una birra che decidono di concretizzare le proprie idee musicali in una band. Completata la formazione, é accaduto davvero qualcosa di "speciale": sono bastate pochissime prove per buttare giù i primi brani, é stato entusiasmante. Nonostante provenissimo da esperienze e riferimenti musicali a volte molto distanti, le idee si sono incontrate, tirando fuori da ognuno di noi qualcosa che soli non avremmo trovato.

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2. Se doveste definirvi, come lo fareste? Blues stoner, un insieme di tante cose che poi sfociano anche nel metal?

Siamo partiti con l'idea di fare "super rock" ( ahahah). Parlando seriamente, questa è la domanda più difficile a cui ci viene chiesto di rispondere. Abbiamo cercato di fare qualcosa che ci piacesse, siamo stati accolti dalla scena stoner a braccia aperte, ed è innegabile l'influenza del genere nei nostri brani, insieme a blues, psichedelia e grunge. Tuttavia non ci sentiamo legati ad un preciso linguaggio musicale, potete aspettarvi di tutto!

 

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3. Da cosa deriva il moniker Edward Johnson & The Great Escape?

 Ok, è giunto il momento... Riguardo al nostro nome abbiamo messo in giro un centinaio di versioni differenti. Siamo stati un pistolero pazzo che si faceva la moglie dello sceriffo, bandido con record di evasioni, capi di sette, rivoluzionari messicani e molto altro. La verità su questa storia ce la teniamo per noi. (Ahahahah)

 

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4. In cosa pensate di dover ancora migliorare? Ci sono già idee per future evoluzioni della vostra proposta?

Migliorare?! Non si finisce mai! Per quanto riguarda i nostri prossimi lavori, stiamo lavorando su un ep elettroacustico dai toni oscuri, poi penso torneremo a menare sull'elettrica e compagnia bella. Abbiamo voglia di spaziare, senza tradire il nostro sound.

 

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5. Vi ricordate la vostra prima esibizione dal vivo, e quali emozioni nascono in voi, ricordandola?

 Il primo live é stato dopo neanche un mese di vita, durante un contest per band emergenti e il locale era pieno zeppo. Siamo saliti sul palco senza avere la minima idea di come i nostri pezzi sarebbero stati accolti, abbiamo iniziato a suonare diretti, senza nemmeno salutare. Eravamo forse un po' nervosi ma tutto è andato alla grande. Arrivammo secondi.

6. Vi vedremo presto dal vivo? E se sì, dove e quando?

Il 28 febbraio saremo al Traffic con i Komatsu dall'Olanda, ed i Freeks, band di Ruben Romano, ex membro dei Fu Manchu! Per le prossime date sicuramente ci vedremo a Roma, una al mese la facciamo! Inoltre stiamo sistemando i dettagli per la nostra prima tournè in Europa

 

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7.   Cos’è stato fonte di ispirazione per i  vostri  brani e quali tematiche avete trattato?

Le fonti di ispirazioni sono state tante, anche se a dirla tutta, abbiamo cercato di restare con la mente aperta a tutto. Ci è stato utile fissare una direzione, questo si, ma a parte questo, abbiamo cercato di far confluire tutte le nostre esperienze all'interno dell'album. Per quanto riguarda le tematiche...sono varie, ovviamente, ma quello che le accomuna è la necessità di sentirsi liberi e vivi.

 

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8. Qualcosa che volete dire, o aggiungere, a cui non abbiamo saputo dar spazio in precedenza?

 W la fregna

9. Grazie per la disponibilità, un saluto da True metal e da Thiess, augurandovi di raggiungere i traguardi che ti vi siete prefissati.

 Grazie a voi ragazzi,a tutta la redazione e in particolare a Stefano, ci vediamo presto dal vivo!