Intervista Helloween (Markus Großkopf)

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Intervista Helloween (Markus Großkopf)

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Quando gli Helloween hanno annunciato il "Pumpkins United Tour", un tour con Kai Hansen Michael Kiske, molti non potevano credere alle proprie orecchie: il sogno di tutti gli amanti delle Zucche di Amburgo diventava realtà dopo anni di richieste inascoltate.
Ovviamente un evento del genere andava registrato per i posteri, e tra pochi giorni usciranno disco live e DVD, "Pumpkins United in Madrid" e "Pumpkins United" rispettivamente.
Ne abbiamo approfittato per raggiungere il bassista della band, Markus Großkopf, con il quale abbiamo parlato di questa nuova uscitadel tour, dei prossimi piani della band e della storia degli Helloween.

 

Intervista a cura di Davide Sciaky

Ciao Markus, come stai?

Sto bene, tutto bene, almeno sono sveglio.

 

Ti sei appena svegliato?

No, no, ho già fatto un po’ di sport, ho fatto un po’ di esercizio, ho fatto colazione e dopo questa intervista andrò alle prove con la band.

 

Vi ho visti dal vivo alla fine del 2017, il tour era appena iniziato ma avete continuato a suonare molto anche nel 2018. È stato un tour molto intenso dove avete suonato 3 ore ogni notte, com’è stato ripensandoci ora che è finito?

È stato davvero, davvero fantastico, nessuno sapeva cosa sarebbe successo prima dell’inizio, ma già dalle prove avevamo capito che musicalmente stava funzionando molto, molto bene.
Abbiamo visto che due cantanti possono funzionare bene insieme, l’intera band era in forma e suonare è stato davvero molto divertente e, quando ti diverti così tanto, tre ore passano in un attimo.
Ovviamente è una sfida, ma ha funzionato molto bene, mi è piaciuto molto, è stato potente, c’era molta energia che veniva dal pubblico e ci ha ispirato molto, è stato fantastico, sono davvero contento.

 

Ora uscirà “United Alive”, come avete scelto le città dove registrare l’album? Mi ricordo che quando vi ho visti a Göteborg c’erano in giro delle videocamere, avete registrato show diversi e scelto il migliore?

Sì, abbiamo registrato un paio di show con tante videocamere e poi dopo il tour abbiamo dovuto controllare tutto il materiale.
Gli show che puoi vedere nel DVD sono quelli che ci hanno più emozionato, quelli dove abbiamo sentito più energia venire dalla band e dal pubblico.
Quindi, sì, questi show sono quelli più emozionanti.

 

Mentre in studio puoi ri-registrare quante volte vuoi una parte finché non sei soddisfatto, quando registri un live non hai seconde possibilità, quello che suoni rimane registrato per sempre. Eri nervoso durante gli show che avete registrato?

È un po’ diverso quando sai che ci sono molte videocamere in giro, ma alla fine è uno show come tutti gli altri, comunque ti senti un po’ nervoso ma che importa?
È così e funziona, in qualche modo funziona sempre, e se c’è una nota venuta male che davvero, davvero non puoi sopportare esistono modi di cancellarla.
Ma non dipende tutto da una nota, è uno show intero, si tratta dell’energia, delle sensazione, e gli show che abbiamo scelto sono quelli che abbiamo ritenuto davvero fantastici e che quindi vogliamo pubblicare.

 

La reunion degli Helloween con Michael [Kiske] e Kai [Hansen] è qualcosa che i fan hanno chiesto per tanto tempo, ma per anni è sembrata una cosa impossibile. Cos’è che l’ha resa possibile questa volta?

Be’, il tempo ha lavorato a nostro favore perché Michael Kiske era pronto per qualcosa di nuovo, pronto per tornare con noi, pronto per parlare nuovamente con Weiki [Michael Weikath] e una volta scoperto che non c’erano più dissapori perché non provare un nuovo inizio?
Ci è voluto molto tempo per mettere insieme questa cosa, prima ancora che cominciassimo a provare ci siamo presi due anni, due anni e mezzo per pensarci, sai, ci voleva molta preparazione, ci voleva molto tempo per farlo funzionare bene, non è qualcosa che decidi oggi e metti in piedi domani.
È stato un processo molto, molto lungo ma immagino che se lo prepari bene poi durerà più a lungo.

 

Ora state lavorando a della nuova musica, era il piano fin da quando avete deciso di fare il Pumpkins United tour, o è una cosa che avete deciso quando avete visto quanto era buona la vostra chimica insieme?

No, c’era solamente l’idea di fare un tour e di poi vedere cosa sarebbe successo, come sarebbe andata, come ognuno di noi si sarebbe sentito a suonare insieme.
Avrebbe anche potuto andare male, ci sarebbero potute essere incomprensioni, avremmo potuto ricominciare a litigare e così una volta finito il tour saremmo andati di nuovo in direzioni diverse, anche questo era possibile.
Se fosse stato così per un tour, mettere in moto un processo creativo sarebbe stato un casino, lavorare insieme sapendo già che non funzionavamo insieme come band.
Quindi il tour è stato un buon modo di verificare la cosa.

 

Com’è essere di nuovo insieme a Michael e Kai a scrivere musica? È come 30 anni fa o c’è voluto tempo per riadattarsi alla loro presenza?

È fantastico, ora siamo nella situazione nuova di scrivere canzoni insieme e di andare in studio tutti insieme, è una cosa che non abbiamo mai fatto, all’epoca lavoravamo separatamente, da solo con Kai o con Michael Kiske, e dopo che se ne sono andati lavoravo da solo con Andi.
Ma ora lavorare tutti insieme è davvero fantastico, c’è un sacco di creatività nell’aria perché tutti hanno grandi idee.
Mi piace molto, sai, non vedevo l’ora di andare in studio dopo questo tour.

Cosa ci possiamo aspettare da questo album?

Non lo so, come ho detto è una situazione completamente nuova per noi, non sappiamo cosa verrà fuori.
Abbiamo un po’ di gran canzoni, dobbiamo capire chi canterà su questa canzone, chi canterà su quella parte, chi suonerà questa chitarra, chi suonerà quella chitarra perché non abbiamo mai fatto una cosa del genere, quindi non posso davvero dire come sarà, sarà una sorpresa anche per noi.
[Ride] E questo è davvero interessante, non ho mai fatto niente del genere.

 

Ti avrei chiesto ci saranno alcune canzoni con solo Michael, alcune con solo Andi e altri con entrambi, ma immagino che non lo sappiate ancora.

Già, immagino che sarà un po’ come dici, canzoni con un cantante solo e poi alcune con tutti insieme, ma è una cosa che dovremo scoprire: se hai una gran canzone devi capire chi farci cantare, o anche far cantare entrambi, o anche tre persone la potrebbero cantare.
Dovremo scoprirlo, dovremo davvero provare per capire cosa funziona meglio, sarà molto interessante.

 

Il Pumpkins United tour è stata una sorta di celebrazione della storia della band con tanto tempo a disposizione per tutti i cantanti e buona parte della vostra discografia rappresentata nella setlist. Avete già pensato a come sarà con i prossimi show? Continuerete a fare qualcosa di simile o sarà diverso?

Non sappiamo ancora cosa succederà col prossimo tour, sicuramente suoneremo delle canzoni dai “Keeper [of the Seven Keys]” che non abbiamo suonato durante questo tour, poi ci sarà roba vecchia come ‘Dr. Stein’, ‘I Want Out’ e Keeper’ e ‘Halloween’, ma non siamo ancora al punto di parlarne, ora ci stiamo concentrando sul nuovo album, poi dovrà essere mixato, poi quando non ce l’avremo più in testa, per così dire, potremo parlare delle prossime cose, di cosa fare col prossimo tour.

 

Avete già un’idea di quando l’album sarà pronto?

Saremo in studio ad ottobre, novembre e dicembre, forse anche gennaio, poi sarà mixato, sarà probabilmente pubblicato all’inizio dell’estate così potremo portarlo in tour ad autunno dell’anno prossimo.
Questo è più o meno il piano.

 

Gli Helloween sono considerati i padri del Power Metal, in particolare con il vostro lavoro sui due “Keeper of the Seven Keys”. Quando è che hai realizzato l’influenza che avevate avuto sulle band che sono venute dopo?

Dopo il primo “Keeper”, forse, perché c’era un sacco di gente che cercava di copiare lo stile che avevamo creato, quindi per noi era come dire, “Oh, guarda, si vede che abbiamo davvero fatto qualcosa di giusto” [ride].
Ovviamente lo prendi come un complimento [ride].

 

Questo è sicuramente un ottimo periodo per gli Helloween: siete passati dal suonare in locali di taglia media ad arene sold-out e i fan sono entusiasti di voi. Ripensando a tutta la vostra carriera, quale diresti che sono stati il momento più alto e quello più basso per gli Helloween?

Non saprei, sicuramente uno dei momenti migliori è quello in cui ci troviamo ora, essere di nuovo tutti insieme, questa è sicuramente uno dei momenti più alti e più belli per la band.
Anche quando Andi è entrato nella band è stato un gran momento, quando abbiamo fatto “Master of the Rings”, quello è stato grande perché ci eravamo tutti un po’ persi, poi è arrivato Andi e ha riportato gli Helloween a fare quello che devono.
Il momento più basso, più triste, è stato sicuramente quando Ingo [Schwichtenberg] è morto.

 

Questa era la mia ultima domanda, hai un messaggio finale per i nostri lettori?

Vorrei ringraziarvi tutti per l’energia che ci trasmettete quando ci venite a vedere in concerto, è qualcosa che ci ispira e mi fa sempre venire voglia di tornare in tour.

Perfetto, grazie, spero di rivedervi presto dal vivo!

Certo, non puoi uccidere una band come gli Helloween, saremo sempre in giro! [Ride]