Intervista Integral (Agostino Buttarelli)

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Intervista Integral (Agostino Buttarelli)

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Ciao ragazzi, grazie per la disponibilità. Come nasce il progetto Integral? Come vi siete conosciuti e come è nata l’idea di creare questa band?

Grazie a te!

Il progetto Integral è nato da un’idea di Marco, il nostro bassista, e Federico Visini (chitarrista che ora non è più nella band). Da tempo sognavano di fondare un gruppo technical death metal e quando hanno deciso di trasformare l’idea in una realtà in carne ed ossa ci siamo conosciuti tutti via Facebook. Hai presente qui gruppi di metallari di una certa zona? Ecco ci siamo virtualmente incontrati proprio lì. Tranne Alessio che era già amico, nonché collega musicista, di Marco.

 

Come mai avete deciso di usare il nome Integral?

Guarda, la domanda è piuttosto imbarazzante! Fondamentalmente perché non lo sappiamo nemmeno noi ahah! Anzi ci sono delle ragioni vaghe, tutte abbastanza ridicole. Se vuoi te ne elenco alcune...

C’è chi dice che a Federico piacesse la Honda Integra e c’è chi dice che il nome venga dalla canzone “Integral Birth” dei Cynic. Altre teorie sono state avanzate! Per esempio siccome Marco, Alessio ed io studiamo ingegneria, qualcuno sostiene che il nome si riferisca all’operatore matematico “integrale”, pilastro dell’analisi matematica e quindi dell’ingegneria. Se anche tu vuoi avanzare teorie nuove sono ben accette ahah!

 

Parlateci un po’ di voi. Ci sono state band del passato che vi hanno invogliato a fare questo tipo di musica? Suonate anche in altre realtà musicali?

Beh come per tutti i ragazzi che fondano una band l’ispirazione viene sempre dai propri miti… Devo dire che abbiamo gusti musicali diversificati e non mi metto di certo a farti un elenco delle mille band che ci hanno ispirato e ci ispirano. Diciamo che quello che suoniamo risponde già a questa domanda, le influenze sono tutte lì raccolte.

Marco suona anche negli Ulvedharr!

 

Parlateci del vostro album. Quali tematiche avete affrontato e cosa vi ha ispirato?

Le tematiche sono abbastanza varie. Ammettiamo che, essendo il primo disco, forse non siamo riusciti a mantenere una vera e propria coerenza dal punto di vista delle tematiche. Diciamo che siamo andati abbastanza a ruota libera e ci siamo impegnati per fare in modo che le singole canzoni funzionassero.

Beh quello che ci ha ispirato è la vita ahah! Né più né meno le esperienze che abbiamo vissuto.

integral album

In cosa pensate di dover ancora crescere e migliorare, musicalmente parlando?

In tutto! Siamo dei pivelli di 24/25 anni… Se non credessimo di dover migliorare in tutto, saremmo degli idioti.

 

Progetti per il futuro? C’è già qualcosa di nuovo che bolle in pentola?

Beh sì ci sono! Diciamo che l’acqua non bolle ancora, abbiamo appena acceso la fiamma ahah! Spero che a breve si cominci a sentire il profumo così che potremo parlane più diffusamente!

 

Cosa pensate caratterizzi il vostro sound?

Potenza, irruenza e sfrontatezza. Cerchiamo di dare alla nostra musica un tocco più personale possibile. Ci piace cogliere di sorpresa con passaggi che l’ascoltatore non si aspetta.

 

Vi vedremo impegnati presto dal vivo? Se sì, dove e quando?

Cosa intendi con “presto” ahah? Diciamo che l’estate non sarà proprio ricca di impegni, per usare un eufemismo. Credo di poterti dire che da settembre in poi torneremo alla carica per promuovere il disco nel migliore dei modi.

Integral band

 

Molte volte, realtà italiane vengono penalizzate Quale pensate sia lo stato di salute della musica in Italia? Parlo di realtà che come voi esplorano musica estrema. Trovate facilmente luoghi in cui esibirvi e pensate che il pubblico italiano sia aperto a certi tipi di suoni?

Non penso che abbiamo la credibilità necessaria per parlare pubblicamente dello “stato di salute della musica in Italia”. Potremmo parlarne in privato se vuoi ahah!

Locali in cui esibirsi (per musica estrema o non), siamo sinceri: si fa una fatica della madonna. Ovviamente stiamo parlando di lavorare senza agenzie di booking.

Questione pubblico? Beh un amico una volta mi disse: “Suonare technical death metal in Italia è come suonare musica irlandese in Cambogia.” Direi che non c’è altro da aggiungere. 

 

Vi lasciamo qui spazio per una considerazione finale, magari a quaclosa a cui colpevolmente non abbiamo saputo dare spazio VijjjVi lasciamo qui spazio per una considerazione finale, magari su un argomento a cui non abbiamo saputo dare spazio in precedenza. Un saluto da Truemetal. A presto.

Non saprei! La cosa più spontanea che ci viene è ringraziarti un sacco per l’intervista e per l’attenzione che ci hai regalato! A buon rendere e a presto!