Hard Rock

Intervista Miss Daisy (Rocco Fortunato)

Di Stefano Ricetti - 24 Giugno 2008 - 15:37
Intervista Miss Daisy (Rocco Fortunato)

Grazie all’amico nonché bassista dei Loadstar Alessandro Pacella Salinas (che ringrazio e saluto) sono riuscito a entrare in contatto con Rocco Fortunato, chitarra e voce dei romani Miss Daisy, autori nel 1989 di quel Pizza Connection uscito per la Gwr che fece tanto parlare di Loro, assimilandoli ai Guns N’ Roses italiani. Poi tour inglese in compagnia di colossi come Motorhead e Blue Oyster Cult, suonando e tenendo il palco alla pari di quei mostri sacri. Sembrava l’inizio di un successo di lunga durata: per la prima volta un gruppo tricolore stava veramente per farcela davvero ma…

Buona lettura.
Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

Allora Rocco, diamo il fuoco alle polveri, proprio come eravate usi fare Voi Miss Daisy verso la fine degli anni Ottanta. Come nacque il gruppo?

Estate ’86. Fido e io facevamo l’alba in camera mia a parlare di come avremmo rimesso su i MAUSEN! Il bassista c’aveva appena mollato e non sapevamo dove prenderne un altro visto che tutti quelli che ci piacevano erano già impegnati. La soluzione venne dal prematuro scioglimento degli STIFF! Fido era certo che Corrado avrebbe accettato di suonare con noi. Ero assai scettico perché in quella band c’erano due chitarristi davvero fortissimi e immaginavo Corrado che dopo un paio di accordi dei miei avrebbe storto il naso e se la sarebbe data a gambe!…e invece….

Da che parte arrivò l’idea di un monicker abbastanza inusuale come “Miss Daisy”?

Eravamo dei fan sfegatati di Frank Marino e Crazy Miss Daisy era uno dei pezzi che ci faceva letteralmente impazzire, pura dinamite, come del resto tutto l’album da cui è tratto (Power of R’n’R)… e poi ci piaceva l’idea di avere un nome così “delicato” con la faccia che ci ritrovavamo!

A quando e con chi (intendo altre band) risalgono i primi concerti live?

Suonammo dal vivo quasi subito, eravamo gasatissimi già dopo pochissime prove. Ah, che bei tempi! Mi viene in mente un concerto in un paesino della Puglia con tanto di megarissa finale e pullman inseguito da macchine di paesani inferociti!! Eravamo assieme ad AMBUSH e SCHWARTZ (ex THUNDER), due band di carissimi amici con cui ci vediamo (e suoniamo) ancora adesso… e ancora adesso, pieni di nostalgia, ci raccontiamo delle botte date e prese quella notte…ca**o che vecchi che siamo!!!

Nel 1987 esce il Vostro primo demo, recensito dall’autorevole e rimpianta rivista H/M. Si inizia a parlare di Voi. Fu in conseguenza di quello che entraste in contatto con l’ex Motorhead Fast Eddie Clarke?

Macché! Fu tutto merito di Lisa la bionda e Lilia la mora! Una sera ci invitano, dice, perché vogliono farci una sorpresa. Comincio a lavorare di fantasia: questa è la volta buona che si fa una bella ammucchiata come si deve! (Fantasia limitata, lo so!) Invece squilla il telefono. Lisa va a rispondere e la sentiamo che parlotta allegramente in inglese. Poi ci chiama: c’è un tizio qui che vi vuol parlare!…… Insomma un paio di settimane prima s’erano portate il nastro in vacanza a Londra e lì, a giocare alle slot machine in una discoteca c’era Lemmy!! Le due fanciulle giurano tutt’ora di non avergliela data…. a Lemmy! Cioè, voglio dire, gli hanno dato la cassetta… e basta! Fatto sta che il buon vecchio la sera stessa chiama Eddie, il quale pare fosse proprio in cerca di una band da produrre per la GWR! Ecco chi era all’altro capo del telefono. La telefonata terminò con me che ridevo e rispondevo in italiano: sì sì Eddie Clarke… come no, io del resto so’ Jimmy Page! Tutta la storia, le pulzelle, ce l’hanno raccontata soltanto dopo!

L’anno successivo firmate per l’etichetta Gwr, sotto la quale uscì il mastodontico Orgasmatron dei Motorhead – oltre a Rock’n’Roll del 1987 e il live No Sleep at All(1988) – e registrate il disco in studio a Roma. Racconta tutto ma proprio tutto relativamente a quelle giornate, aneddoti compresi.

Beh, le giornate cominciavano al bar dove ci aspettavano Eddie e Will Reid Smith. Il loro look era davvero lontano da quello che ti aspetteresti dal chitarrista di Ace of Spades e da un tecnico del suono che ha lavorato per anni con le band più grandi del brit metal (Thin Lizzy, tanto per dirne una) e quindi coi musicisti tra i più sballati della storia! Sicché puoi immaginare che sorpresa quando li troviamo seduti da veri gentlemen di fronte a due enormi boccali di… pura acqua minerale!!! Dovettero accorgersene poiché ci tennero a precisare che era per pulire il fegato dalla roba che si erano tracannati nella loro cameretta d’albergo la sera prima….considerato che ‘sto litro d’acqua se lo fecero TUTTE le mattine…! Quanto al disco devo dirti, invece, che eravamo piuttosto delusi.

Non parlo di Will il cui ruolo era circoscritto alla parte puramente tecnica della registrazione, ma Eddie non fece un buon lavoro perché mancò completamente l’obbiettivo di trasportare su vinile il suono che avevamo dal vivo nonché sul demo che ormai ben conosceva e che l’aveva convinto a venirci a sentire a Roma durante l’estate! La chitarra soprattutto era stata… come dire… addomesticata! Personalmente pagai cara l’inesperienza in sala d’incisione e una certa “sudditanza psicologica” nei confronti di un chitarrista che ho sempre ammirato! Ma devo riconoscere che, senza voler sembrare eccessivamente autocritico, un gruppo maturo non si sarebbe lasciato “ingabbiare” così. Il risultato resta comunque impresso a fuoco nel mio cuore perché rappresenta un pezzo troppo importante della mia vita. E so che è così anche per Fido e Corrado, ce lo siamo detti tante volte!

Poco prima della primavera del 1989 esce finalmente Pizza Connection, acclamato più o meno dappertutto con delle ottime recensioni. Quali sensazioni provaste in quel periodo?

Eravamo felici, naturalmente. Le recensioni erano buone, qualcuna ottima, ma nemmeno per un momento mi ha mai abbandonato il rimpianto per come quel disco avrebbe potuto essere.

Quali furono le Vostre maggiori influenze musicali, cioè quelle che poi determinarono un album come Pizza Connection?

Talmente tante! Dai Motorhead ai Triumph, passando per ZZ Top e AC/DC! Ma anche il cinema ci stimolava parecchio. Skywalker la componemmo il mattino dopo aver guardato tutta la notte, uno dietro l’altro, i film della trilogia di Guerre Stellari!… Per non parlare di Pizza Connection!

All’interno del mio excursus di quattro puntate uscito per la rivista Metal Maniac più di un anno fa definii così Pizza Connection: “…il disco consta di dieci canzoni, dieci partiture di Rock’n’Roll sporche e puzzolenti di asfalto e polvere. Difficilmente è capitato di trovarmi al cospetto di un concentrato di Street metal stradaiolo così intenso e continuato…”. Come la vedi tu, Rocco?

A parte ciò che ti ho già detto a proposito del disco, sono tuttora convinto che le canzoni fossero (sono) davvero buone! Asfalto e polvere… la strada! Sì, vivevamo davvero così allora! Eravamo ciò che suonavamo, spesso dormivamo persino nella cantina dove provavamo, come topi, sotto terra, in uno dei quartieri più antichi della città. Che anni incredibili, che meravigliosa sensazione di caos e creatività!

Appena dopo, il vero “botto”: tour inglese insieme con Motorhead e Blue Oyster Cult. Vai avanti tu Rocco, senza paura, e scrivi tutto quanto ti viene in mente di quelle settimane fantastiche…

Finalmente on the road! Non aspettavamo altro, volevamo al più presto chiarire a chiunque, ma soprattutto a noi stessi, che eravamo di gran lunga più “pericolosi” di come apparivamo sul disco. Partimmo per il tour ben consci di chiamarci Miss Daisy – signorina margherita – di essere italiani, spaghetti e mandolino… e pizza! Volevamo che certi luoghi comuni divenissero il cavallo di troia dal quale saremmo sortiti nottetempo tutti e tre a incu**rci l’Inghilterra!!!!!! E fu… semplicemente la cosa più esaltante della mia vita! Coi B.O.C. l’audience era generalmente più composta, fatta soprattutto di vecchi rocker, ma coi Motorhead c’era tutto ciò che un musicista di r’n’r può sognare: volume a palla e, soprattutto, pubblico fuori di testa! Non dimenticherò mai il gig di Manchester. Eravamo più o meno a metà tour e, di solito, avevamo suonato in teatri e auditorium universitari, questo invece era una enorme specie di hangar.

Birra a fiumi. Il nostro camerino stesso era un deposito. Eravamo completamente circondati da fusti di birra alti come un ragazzino di dieci anni. Puzza di vomito ovunque e…. orrore: bottiglie e boccali… DI VETRO!! Ben allineate come proiettili a bordo palco, pronte all’uso! Sotto la folla si agitava pericolosamente già da un pezzo. Vidi scoppiare nel giro di pochi secondi almeno una mezza dozzina di risse, bottigliate e cazzotti in faccia, per poi abbracciarsi, sanguinanti, come se si fosse trattato soltanto di una manifestazione d’affetto un po’ più “energica” del normale! Roba da matti! C’erano anche gli Hell’s Angels con le loro donne…. E chi se le scorda più!! Sporche, grasse, le tette flaccide, coperte di tatuaggi e piercing, che strabordavano da logore canottiere dell’esercito… cristo, ancora oggi non riesco a credere che qualcuno se le sco**sse!

I Motorhead non si vedevano in giro, a loro doveva essere stato riservato ben altro camerino! Laggiù nel deposito insieme a noi, invece, c’era un altro gruppo inglese, i “Deathwish”, che si esibiva come guest dopo di noi. Erano tesissimi. Andavano avanti e indietro imprecando per quelle bottiglie di vetro che si accumulavano a bordo palco e per il clima generale di pazzia che regnava tra la gente ormai completamente ubriaca… insomma, erano terrorizzati! Corrado, Fido e io ci guardammo e giurammo: se arriva una bottiglia, una sola, ce ne andiamo! Che ca**o, non eravamo lì per farci scannare da un gruppo di hooligans strafatti (magari anche tifosi del Manchester United)! Ero atterrito proprio come tutti gli altri. Anzi… troppo! Se non che ci viene l’idea! Non salirò sul palco “da dietro”… ma DA SOTTO!

Approntammo velocemente il piano. Corrado preparò la mia chitarra accanto al Marshall e me ne andai in mezzo alla gente. La folla era più compatta di quel che credevo e dovevo cominciare a sgomitare se volevo raggiungere il palco in tempo. Sembrava di essere in mezzo a una tempesta sull’oceano: ero completamente immerso in un ammasso di cuoio, borchie, capelli, spintoni, spruzzi di birra (almeno credo)… qualcun altro che se le suonava – a proposito: colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente qualcuno lassù in cielo per non essere stato preso a mia volta a bottigliate sul cranio – il tutto in mezzo a un ruggito sordo, continuo… da segarti le orecchie!

Quando finalmente la sala piombò nel buio e vidi accendersi la lucetta della torcia con cui il tour manager era solito accompagnarci sul palco, entrai in azione. E funzionò!!! Quella bolgia di matti rimase davvero sorpresa nel vedere uno scemo aspirante suicida farsi largo a gomitate verso il palco, issarsi senza complimenti sulle loro teste – credo di averne mutilati almeno un paio ah,ah! – afferrare la chitarra e sparare il primo distortissimo accordo (di 1000 Miles) SENZA CHE NESSUNO DEL SERVIZIO D’ORDINE SUL PALCO MI RISCARAVENTASSE DI SOTTO!!

Ci fu un boato pazzesco. E mai – sottolineo mai – suonammo come quella notte! E anche se il deretano dell’Inghilterra non credo proprio che se ne sia accorto, quella notte, porca tr**a, ce la incu**mmo l’Inghilterra, davanti e dietro!!!

Riguardo i Motorhead, gradirei che me li descrivessi per bene uno per uno, a partire dalla leggenda Lemmy.

Lemmy venne da noi dopo il concerto di Firenze e ci disse: “think Miss Daisy! think Miss Daisy!”. Lui è così: eternamente concentrato, lucido, sempre, un’autentica roccia o meglio un proiettile! Grazie, però, a una qualità fondamentale: un fisico in grado di sopportare qualsiasi abuso!! Cosa che non si poteva certo dire di Campbell e Wurzel che alla fine dei bagordi strisciavano sul pavimento esattamente come noi! Sì perché tutte le ca**ate e le esagerazioni che riesci a immaginare faccia un musicista di r’n’r in giro per il mondo… beh, loro le facevano!

Mi ricordo il casino che combinarono durante una cena, proprio a Firenze, con tutta la produzione, in un ristorante extra lusso e quei due completamente fatti che spruzzavano geiser di limoncello dal naso come cetacei in calore, naturalmente per la gioia di tutta la gentile clientela presente, direttore del ristorante in testa! Philthy no, se ne stava piuttosto in disparte, soltanto con Lemmy scambiava qualche parola ogni tanto. Ci dissero alcuni tecnici che s’era appena disintossicato dopo anni e anni di alcolismo ed era terrorizzato dal ricaderci…. Personalmente credo che prendesse qualcosa tipo calmanti o simili… ca**o quando non suonava se ne stava semplicemente seduto da una parte completamente imbambolato!

Pizza Connection fu recensito anche da Kerrang! Cosa scrissero a riguardo i colleghi inglesi?

Cose lusinghiere se pensi che tirarono in ballo addirittura gli ZZ Top! In particolare il sottoscritto fu trattato fin troppo generosamente. Se non ricordo male ci diedero 3 stelle su 5!

Nel Vostro anno d’oro, il 1989, suonaste al Rolling Stone di Milano con i danesi Dad, astri nascenti di un certo tipo di Hard Rock da classifica. Aneddoti?

Nessuno per la verità, almeno niente che riguardi i Dad, che personalmente non vidi né prima e né dopo. Non era certo per snobismo o che, ma eravamo, almeno in Italia, accompagnati da un certo numero di amici coi quali finivamo per chiuderci in camerino ricreando un clima da “camera d’albergo in gita scolastica”, non so se mi spiego! Sicché, a meno che non ne valesse veramente la pena (credo si capisca cosa intendo) non familiarizzavamo molto con “l’esterno”.

Stessa domanda per il supporting act a Roma con i Ramones…

E stessa risposta, ma al contrario: dubito che Joey e compagni si siano neppure accorti che esistevamo! Ma fu triste quel giorno, prima del concerto, vedere Joey camminare a passi incerti, sostenuto dal tour manager come se non fosse nemmeno in grado di reggersi da solo. Alcuni roadie ci riferirono che poteva ingerire solo miele e pappe simili, pena vomitare immediatamente qualsiasi altra cosa…. E poi salirono su e, credimi, quel “relitto” tenne il palco come un leone… è questo il r’n’r…ecco perché non morirà mai!

Poi ancora Motorhead a Firenze e Pordenone. Come foste accolti in patria in quelle due occasioni?

Alla stragrande! Del disco, in Italia, era arrivata qualche copia “d’importazione”, ma alcuni metallari erano riusciti a comprarlo. Si divertivano, ca**o, e noi con loro! Lemmy & C. poi furono particolarmente gentili, invitandoci sul palco, alla fine, a ringraziare il pubblico per gli ettolitri di sudore sparsi in quel brevissimo ma cazzutissimo tour italiano!

E’ del 1990 il secondo demo in preparazione del nuovo disco. Una release che però non vide mai la luce – come il secondo disco, del resto – spiegane le ragioni e i retroscena, thanx.

Il demo era bellissimo. Registrammo 4 brani più una improvvisazione di circa un’ora! Il suono era decisamente più bluesy, settime e diminuite come se piovesse… ero orgoglioso come non mai della musica che avevamo composto. Alcuni brani erano nati durante il nostro soggiorno a Londra subito dopo essere rientrati dal tour coi B.O.C. Tutto l’insieme era più… adulto, più maturo. Tutto quello che avevamo vissuto in tour in un paese per noi leggendario, suonando il nostro piccolo r’n’r davanti allo stesso pubblico che applaudiva i grandi, ci aveva fatto crescere…. Eppure quello fu esattamente l’inizio della fine… una fine dove la musica, però, non c’entra assolutamente niente!

Che differenze c’erano fra i brani di questo demo e quelli che sono finiti su Pizza Connection?

Una rivoluzione nel nostro modo di suonare…tanto per cominciare eravamo diventati più bravi, a suonare proprio, intendo, e poi c’era dentro un’energia… diversa, così distruttiva e così triste….. che peccato, che maledettissimo peccato non aver inciso il secondo disco! Ma me ne assumo tutte le responsabilità.

Sempre in quell’anno decidi di lasciare i Miss Daisy. Rocco: a te la parola…

Appunto! Tornare in Italia fu un errore, anche se vivere senza soldi a Londra – la GWR non ci stipendiava mica – e continuamente sott’acqua (ca**o quanto piove a Londra, poveri disgraziati!) mi stava facendo andare fuori di testa. Ma alla fine tornammo. E cominciarono i guai (veri). In quei tre mesi che ero mancato da casa era successo di tutto. Non ti sto a raccontare… cose troppo personali… brutte storie, tant’è che iniziò uno dei periodi più brutti della mia vita, ero esaurito e depresso più che mai, mi lamentavo in continuazione di tutto e tutti, non so come fecero Corrado e Fido a trattenersi dallo scaraventarmi da un’auto in corsa… immagino per via della musica fantastica che nonostante tutto veniva fuori! Corrado cantava ormai quasi tutte le canzoni al mio posto (cosa, tra l’altro, che faceva benissimo!) odiavo ormai apertamente la mia voce. Eppure il rapporto così stretto e fraterno che c’era tra noi era cambiato: Fido e Corrado mi sembravano distanti anni luce…. “ognuno in fondo perso dietro i ca**i suoi”…. La magia era finita!

I tuoi ex compagni cercano di continuare con altri musicisti, poi la fine definitiva della band. Avete mai pensato di rimettervi insieme?

Mai per davvero…. Una sco**atina ogni tanto, magari, quello sì!

Immagino che il Vostro successo abbia alimentato una miriade di “rosiconi”. Hai qualche episodio divertente da segnalare a riguardo?

Eravamo giovani e molto distratti… e tutto cambiava alla velocità del suono, se mai qualcosa del genere è successo, noi non ce ne siamo accorti.

Dei Miss Daisy rimarrà per sempre nella memoria degli appassionati la Vostra immagine trasandatissima e tamarrissima, splendidamente naturale e proprio per questo credibile anche come prodotto d’esportazione, come appunto è successo. Concordi?

Beh, devo ammettere che eravamo davvero trucidi! Le ragazze ciccione degli Hell’s Angels erano pazze di noi!… se penso che quando Fido e io abbiamo cominciato nei Mausen ci cotonavamo i capelli e mettevamo la matita attorno agli occhi!!

Avete mai avuto richieste da parte di qualche label per mettere Pizza Connection su Cd? Obiettivamente per i giovani è quasi impossibile trovare delle copie in vinile del disco…

So che in Canada sono state avvistate delle musicassette, ma di CD credo che non ne esistano proprio. Del resto, ormai, è possibile scaricare i brani del disco (e foto) che abbiamo messo su Myspace. http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=332877997

Dimmi cosa ti viene in mente se ti dico:

RAFF – I più completi: ottimi musicisti, buoni brani, live-act di grande impatto… erano davvero i più forti. Quando dei ragazzini mettevano su una band era a loro che pensavano, era come loro che volevano diventare, compresi me e Fido quando cominciammo coi Mausen.

ASTAROTH – I primi a suonare un certo tipo di metal a Roma, fino alla deriva “archeologica” che li portò negli Stati Uniti a esibirsi vestiti addirittura da centurioni!!!

FINGERNAILS – Leggendarii!!! Bidoli è, davvero, una leggenda per tutti i rocker romani! E una leggenda è, e rimarrà per sempre, Ricki Lipparini detto “Duracell”, una delle persone più buone e leali che abbia conosciuto e un batterista dalla forza fisica mostruosa! Quando suonava sembrava che una mandria di bisonti stesse per venirti addosso; quando entrò lui nei Fingernails la loro musica esplose come una bomba!

THUNDER – Erano giovanissimi!! Ora ti dico solo che quasi tutti i componenti sono diventati tra i migliori musicisti in circolazione in Italia e non solo!

STIFF – Melodia e tecnica…. gli Scorpions italiani!!

TIR – Fu di spalla ai TIR che Fido e io, coi Mausen, suonammo per la prima volta in assoluto davanti ad un pubblico!!!…. mi ricordo perfettamente le sensazioni irripetibili di quella notte, e ricordo le parole di incoraggiamento dei TIR per farci montare su quel ca**o di palco e la festa che ci fu dopo! Alla fine una ragazza che mi piaceva da impazzire venne da me e… mentre la “coccolavo teneramente”, ormai convinto d’essere all’alba di una nuova vita fatta di r’n’r, droga ma soprattutto sesso, mi voltai verso Fido e gli dissi, a bassa voce perché lei non sentisse: “a Fì me le sco*o tutte!”…. beh, con quella ragazza ci sono stato insieme tre anni, non l’ho mai tradita e alla fine mi ha mandato allegramente a ca*are lei! W i TIR!!!

MAUSEN – Delle autentiche seghe…però un sacco simpatici!!!

Avete più sentito il vecchio Fast Eddie Clarke in questi ultimi anni? E Lemmy?

No, ormai appartengono alla nostra…. vita precedente!

 

miss daisy pizza connection 1989 back

 

Se potessi tornare indietro nel tempo cosa cambieresti della carriera dei Miss Daisy?

Ohooo…lo so molto bene, lo so eccome! Nell’ordine:
1. il cantante
2. il manager
3. le fidanzate

Come mai, secondo te, le band della capitale hanno sfornato così pochi dischi ufficiali?

Ti rispondo e credo che ciò valga per tutto l’HM italiano degli anni ‘80: poche CANZONI! … ottimi musicisti, grandi performance dal vivo, sbornie epocali… ma poche CANZONI!

Segui ancora il movimento HM?

No. Però ultimamente ho comprato tre chitarre e un amplificatore, ho acceso il tutto e…. mi sono messo a suonare gli AC/DC!…. Mi sa che mi ricompro pure il chiodo!!

Grazie Rocco di questa chilometrica chiacchierata, chiudi l’intervista come meglio ti aggrada.

PROSIT!!!!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti