Intervista Perseus (Antonio Abate, Cristian Guzzo)

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Intervista Perseus (Antonio Abate, Cristian Guzzo)

Dopo aver trattato "A Tale Whispered in the Night", secondo e interesantissimo lavoro dei pugliesi Perseus (qui la nostra recensione), abbiamo deciso di approfondire l'argomento, intervistando per voi la band. Alle nostre domande hanno risposto i mistermind Antonio Abate (voce) e Cristian Guzzo (chitarra). Abbiamo parlato di musica e di tanto altro. Eccovi il resoconto di quella che si è rivelata una piacevolissima chiacchierata.

Buona lettura!

Intervista a cura di Marco Donè

 

Ciao ragazzi, sono Marco, benvenuti su Truemetal.it. Come va?

Antonio Abate: Ciao Marco, tutto ok! É davvero un piacere per noi parlare con te e godere di uno spazio tutto nostro su Truemetal.it!

Cristian Guzzo: Ciao, carissimo! Grazie in anticipo per questo spazio che hai deciso di dedicarci!

 

Il piacere è mio, ragazzi! La vostra seconda fatica, “A Tale Whispered in the Night”, è stata pubblicata ad aprile 2016. È trascorso un po’ di tempo dalla sua uscita, siete soddisfatti dei risultati fin qui raggiunti?

Antonio: Sì, i risultati sono molto soddisfacenti. “A Tale..” è un disco molto bello, diretto e facile da assimilare; ha ricevuto ottimi consensi, sia dalla stampa, che dalla gente che lo ha acquistato, oltre che da coloro che hanno avuto modo di poterci ascoltare dal vivo.

 

Se vi venisse data la possibilità di tornare indietro nel tempo, al periodo della composizione-registrazione di “A Tale Whispered in the Night”, cambiereste qualcosa al disco? Se sì, cosa?

Antonio: Come ho già detto, personalmente sono molto soddisfatto. Dal punto di vista compositivo non cambierei nulla ma, già dall’inizio, espressi alcune perplessità circa la scelta di inserire i brevi intro che accompagnano le canzoni. Tuttavia, questo è stato un “male necessario”, dal momento che l’album si presenta come un concept piuttosto articolato. Ragion per cui “A tale…” necessitava di alcuni momenti di raccordo, per essere meglio definito e circostanziato. Purtroppo, e di ciò ci rendiamo conto, questo rende meno immediato l’ascolto del CD, ma ti assicuro che, ab imo, tutto fu studiato nei minimi dettagli, per creare pathos e attenzione nell’ascoltatore. Se potessi tornare indietro, di certo inserirei meno stacchi fra un pezzo e l’altro.

Cristian: Attesa la mia veneranda età (ride n.d.r.), ho sempre sognato di costruire una storia in musica che potesse godere dell’incedere emozionale di un film. Sono perfettamente d’accordo con Antonio quando afferma che l’eccessiva presenza di intro non ha aiutato gli ascoltatori a fruire nella maniera migliore del prodotto da noi presentato. La nostra scelta artistica ci ha penalizzati e non poco ma, ad ogni modo, abbiamo fatto tesoro di ciò e per il prossimo CD penseremo a rendere tutto più armonioso e immediato.

 

 

Come descritto in sede di recensione, “A Tale Whispered in the Night” è un concept che prosegue la storia dello stregone Icarus Lazard iniziata con il vostro primo disco. Ci sarà anche un terzo capitolo legato alla sua figura?

Antonio: Stiamo già lavorando al terzo disco e abbiamo già scritto buona parte del nuovo materiale. Uno dei nuovi brani è stato, per altro, recentemente eseguito dal vivo in occasione di una performance live tenutasi presso “The One Metal Live” (Cassano D’Adda). Per ora le vicende del mago Icarus Lazard sono state accantonate ma non è escluso che costui ci venga di nuovo a trovare in un futuro, utilizzando la nostra musica per manifestarsi al pubblico dei nostri estimatori (ride n.d.r.)!

 

Per creare la storia e la figura di Icarus Lazard vi siete ispirati a qualche racconto fantasy?

Cristian: Non proprio. La storia è stata scritta traendo ispirazione dalle mie personali cognizioni esoteriche, reinterpretando in chiave contemporanea il mito dell’eterno ritorno e della trasmigrazione delle anime, presente nel celebre romanzo “Avatar”, scritto nel 1857 dallo scrittore francese Théophile Gautier.

 

Un risvolto molto interessante, proviamo ad approfondirlo. Spesso il Fantasy è un genere attraverso cui si possono lanciare messaggi o analizzare l’attuale società attraverso un mondo basato su principi morali, quali il rispetto, il coraggio, la nobiltà d’animo, che sembrano essere stati smarriti nell’epoca contemporanea. Nell’opera dei Perseus vi è un messaggio nascosto?

Cristian: Senza volere polemizzare con alcuno, trovo che troppo spesso il metal sia vettore di messaggi negativi che tentano una sorta di “diabolizzazione” delle coscienze. Il mondo contemporaneo ha bisogno di eroi, di nuovi Messia aconfessionali e, soprattutto, di messaggi positivi, non certo del nichilismo del quale numerose band estreme si fanno portatrici. I Perseus tentano di lavorare per la redenzione, non per la dannazione delle coscienze. Apparentemente quanto dico potrà sembrare un discorso religioso o pseudo tale, ma ti assicuro che non lo è. Il mio è un approccio filosofico, il medesimo che tento di innervare, a livello testuale, nei brani dei Perseus. Chi viene ai nostri concerti si diverte e si sente sollevato, perché la nostra “missione” è trasmettere gioia e positività. Questo, credo che sia il vero messaggio subliminale che la band intende comunicare attraverso la musica.

 

 

Tornando al Fantasy, qual è il vostro rapporto con il genere? Avete uno scrittore preferito?

Cristian: Quando ero molto giovane ho fatto incetta di romanzi Fantasy. Con il passare del tempo ho indirizzato i miei interessi verso la lettura di saggi storici di impronta medievistica, alternando tale interesse a quello per testi riguardanti tematiche occulte, con particolare attenzione per la tradizione esoterica italica. Tolkien resta, ad ogni modo, il mio autore preferito in assoluto nel genere Fantasy.

Antonio: Di solito è Cristian che cura i testi e tutto ciò che riguarda la costruzione concettuale delle storie che sono alla base dei nostri album.
Personalmente sono un grande estimatore del Fantasy. La maggior parte dei film che amo guardare in TV e al cinema, riguardano tale genere. Chiaramente amo Tolkien ma, ultimamente, ho riscoperto anche J.K. Rowling. Nutro infine, fin dai tempi delle scuole medie, un amore viscerale per l’epica dell’antica Grecia e per i miti legati agli dei dell’Olimpo.

 

Durante il tour promozionale di “A Tale Whispered in the Night” avete avuto la possibilità di condividere il palco con Fabio Lione, che ha duettato al microfono con Antonio. Com’è nata questa collaborazione?

Antonio: Adoro Fabio e chi mi conosce sa che sono un suo fan sfegatato. Possiedo tutti i suoi CD autografati e duettare con lui è stata per me un’emozione indescrivibile. Quella sera, al Traffic di Roma, ero felice come non mai e posso affermare che è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera.
La collaborazione con Fabio è nata grazie alla nostra agenzia di booking, la Rock On, che ringrazio per il lavoro svolto fino ad ora per noi. Grazie a quest’ultima, riuscì a portare gli Hollow Haze dalle nostre parti per una serata, alla quale i Perseus presero parte in qualità di opener diretti. Da tale esperienza è nata un’amicizia che ci ha portato a quella indimenticabile serata romana. Aggiungo che oltre alla serata con gli Hollow Haze, abbiamo avuto modo di condividere il palco con Fabio e i suoi Vision Divine, presso il Jailbreak a Roma.

 

Una domanda forse scontata, ma che offre la possibilità di un’analisi sullo stato di salute della scena metal tricolore. Nonostante dal territorio nazionale, tra passato e presente, siano uscite band importantissime, capaci di influenzare formazioni in tutto il mondo, le difficoltà di suonare metal nel nostro Paese sono note a tutti. Voi arrivate dal Sud Italia, dalla Puglia più precisamente, questo fattore quanto aumenta gli ostacoli nel vostro cammino?

Antonio: Sicuramente suonare metal in Italia non è semplice, come hai detto tu. Ti posso assicurare che emergere è stato faticosissimo, perché qui da noi, pur se fortemente attiva, la scena metal soffre ancora di un grave provincialismo.

Cristian: Il gap geografico di certo non aiuta, ma credo che, in generale, la scena metal italica, per quanto viva e rispettatissima all’estero, stia lentamente implodendo. Nel nostro Paese così carico di talenti, non esistono infatti spazi professionali adeguati per il genere metal e ciò ci penalizza e non poco. Ad eccezione dei grossissimi e arcinoti nomi che oramai sono nell’Olimpo delle star, le altre band devono faticare continuamente per emergere, caricando sovente sulle proprie spalle non solo il peso della produzione, ma anche della promozione della propria musica.

 

E in Puglia, com’è messa la scena metal? È viva?

Antonio: Come già accennato, la scena è piuttosto vivace ma i gruppi melodici hanno grosse difficoltà ad andare avanti! Intelligenti pauca (ride n.d.r.).

Cristian: Nella nostra regione esistono gruppi molti validi fra i quali ricordo gli Overkaos, band prog-metal nella quale milita il nostro batterista Andrea Mariani e che ha realizzato un debut album notevole, molto apprezzato dalla critica. Purtroppo, coloro che riescono a emergere sono ancora troppo pochi, poiché troppo pochi sono coloro che hanno il coraggio di rischiare sulla propria pelle per realizzare un sogno.

 

Domanda complicata, la prossima. Si parla spesso di scena nazionale, ma per molti non esiste nessuna scena metal tricolore. Come spiegazione di questa tesi viene spesso detto che in Italia le varie band non fanno squadra, non collaborano tra loro, che i metalhead italiani non supportano le band di casa nostra. Qual è il vostro punto di vista in merito?

Antonio: Ecco…questa situazione è accentuata dalle nostre parti, poiché le band diffidano le une delle altre. Posso garantirti che riusciamo a collaborare con numerosi gruppi che si trovano al di fuori dalla nostra regione. Si tratta naturalmente di formazioni che hanno ben compreso la necessità di fare squadra, perché da soli, si percorre pochissima strada.

 

 

Tornando ai Perseus, quali sono i vostri progetti futuri? È già in programma il terzo disco?

Antonio: Progetti futuri.. come già accennatoti, stiamo terminando la stesura del terzo album. Abbiamo un mucchio di idee; dobbiamo solo riordinarle e capire qual è la strada giusta per far decollare al meglio il prossimo lavoro. Intanto, a fine febbraio saremo in tour in alcuni paesi dell’Est Europa come headliner. Nei prossimi giorni renderemo ufficiale la cosa. Una volta ultimato questo nuovo tour, ci concentreremo sulla stesura dei restanti brani e ci auguriamo di potere uscire con un nuovo lavoro alla fine del 2018.

 

Siamo arrivati alla fine di questa intervista, ringraziandovi di essere stati nostri ospiti, come di consueto, lascio a voi le ultime parole per salutare i lettori.

Antonio: Ti ringraziamo di cuore per averci dato ospitalità in una webzine così blasonata come Truemetal.it. Grazie a presto. Stay Hard!

Cristian: Mi associo ai ringraziamenti di Antonio e speriamo di potere ripetere questa bella chiacchierata, magari all’uscita del nostro prossimo CD.

 

Marco Donè