Intervista Shores Of Null (Matteo Capozucca)

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Intervista Shores Of Null (Matteo Capozucca)

Abbiamo fatto due chiacchiere con Matteo Capozucca, il bassista della band nostrana Shores Of Null, in merito alla recente uscita del secondo full-length intitolato "Black Drapes Of Tomorrow". Un album ricercato e molto interessante in cui la band ha miscelato parti ruvide e potenti ad elementi melodici, creando affascinanti atmosfere. Oltre a parlare dell'ultimo lavoro ci siamo tolti qualche curiosità sui prossimi live e sull'evoluzione della scena metal capitolina.

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Ciao Matteo, benvenuto su TrueMetal.it. Il vostro nuovo album “Black Drapes For Tomorrow” è uscito il 14 aprile per Candlelight/Spinefarm Records. Cosa vi ha soddisfatto maggiormente oltre al buon riscontro ottenuto dalla critica?

Matteo: Ciao, ben trovati e grazie per questo spazio. Direi che prima di tutto ci hanno soddisfatto i commenti positivi delle persone che ci seguono: è stato bello ricevere un feedback così immediato, abbiamo lavorato su questo nuovo album davvero intensamente e su ogni più piccolo dettaglio. Speravamo di dimostrare che i buoni risultati ottenuti da “Quiescence” non erano stati solo un colpo di fortuna, sentivamo un po’ di responsabilità nel doverci confermare con questo nuovo disco e siamo contenti che, a quanto pare, non stia deludendo le attese.

Rispetto al precedente “Quiescence” il nuovo disco sembra più profondo e melodico. É cambiato qualcosa in termini di composizione in questi tre anni che hanno separato le due uscite?

M: Il metodo di composizione è rimasto lo stesso di “Quiescence”. Raffaele e Gabriele, i due chitarristi, si occupano della stesura delle strutture dei brani, e poi io, Emiliano e Davide contribuiamo arrangiando i nostri rispettivi strumenti, ma sono d’accordo sul fatto che “Black Drapes For Tomorrow” sia un album più profondo, vario, e meno immediato all’ascolto. Personalmente trovo che questi siano tutti elementi positivi, che contribuiscono a dare ad un disco longevità e a mantenere alto l’interesse: è sempre bello quando ascoltando un album si riescono a cogliere ad ogni riproduzione nuovi aspetti e particolarità.

“Black Drapes For Tomorrow” devo ammettere che è molto godibile all’ascolto. Mette in mostra due volti: uno aggressivo ed uno più pacato. É come contrapporre i fiammeggianti “Amon Amarth” ai cupi “My Dying Bride”. Da chi vi siete fatti ispirare maggiormente per creare il disco?

M: E’ vero, in “BDFT” il sound è abbastanza estremizzato, vi sono passaggi molto melodici ed altri estremamente duri, e questo è un po’ nella natura dell’intero progetto Shores of Null. L’idea è sempre stata quella di assimilare e riamalgamare in chiave nuova e personale le  diverse sonorità della scena gothic, doom, death e black scandinava, quindi se dovessimo nominare dei gruppi direi che quelli più affini a noi sono probabilmente Katatonia, Amorphis, Enslaved, Insomnium…

SoN BlackDrapes cover WEB 500x500

 

Ancora una volta per il missaggio e la masterizzazione vi siete affidati a Marco Mastrobuono (Hour Of Penance, Buffalo Grillz). La vostra fiducia ed il vostro apprezzamento nei suoi confronti porterà mai ad una collaborazione fra le rispettive band?

M: Marco (o meglio, Cinghio!) è un amico e un grande professionista sia sul palco che in studio. Le nostre band viaggiano su binari abbastanza diversi per quello che riguarda il genere, quindi non so quanto sia fattibile una vera e propria collaborazione, ma se dovessimo trovarci a suonare sullo stesso palco ne saremmo sicuramente contenti.

Da un po’ di anni a questa parte, Roma sembra si stia confermando una piazza sempre più calda in ambito metal. Da romani confermate questa affermazione? Vi sentite di segnalarci una band emergente che merita particolari attenzioni?

M: Se a Roma la scena metal sta vivendo un ottimo periodo lo dobbiamo in gran parte al lavoro del Traffic Live Club e di No Sun Music (di cui il nostro Gabriele è attore protagonista). Grazie a loro un numero sempre maggiore di grandi band estere raggiunge Roma, e al contempo molte interessanti band emergenti hanno possibilità di dimostrare le loro qualità. Quasi sempre a chi mi chiede informazioni sulle band underground di Roma consiglio gli Otus con il loro debut “7,83 Hz” , fautori di un post à la Cult Of Luna/Isis davvero di alto livello.

Immagino non vediate l’ora di promuovere “Black Drapes For Tomorrow” in giro per l’Italia. Ho visto che a fine mese sarete all’Orange Taverna Italica di  Pescara ed al Traffic di Roma. É l’inizio di un tour? Volete svelarci qualche prossimo appuntamento?

M: No, queste due date sono due singoli release party che abbiamo voluto organizzare nelle città dove ci sentiamo più a casa (Davide è di Pescara), e non proseguiranno con un tour. Al momento è confermato un tour europeo ad Ottobre insieme ad Harakiri For The Sky e Sylvaine, ma sicuramente non mancherà occasione di suonare altrove, soprattutto in Italia.

 

BAND Shores Of Null 2017  alternative (2)

 

A proposito di live, io sono di Brescia, recentemente avete suonato al Doom Over Brixia al Circolo Colony, ottima prestazione. Come è stato condividere il palco con quei mostri sacri del doom metal, ovvero i “Candlemass”? Qualche aneddoto da raccontarci?

M: Grazie mille, ci siamo davvero divertiti al Doom Over Brixia. Aprire per una band storica come i Candlemass è stata una grande soddisfazione, di certo non una cosa che accade tutti i giorni, ma non abbiamo avuto occasione di interagire molto con loro. E’ stato altrettanto bello però condividere di nuovo il palco con gli Hooded Menace, gruppo con cui abbiamo affrontato l’ultimo tour europeo e con il quale è nata una bella amicizia!

Avete fatto parte di numerosi festival europei. In base alle vostre esperienze, quanto è indietro il nostro paese rispetto alle altre nazioni in termini di organizzazione eventi e strutture per concerti?

M: Non credo che, al contrario di quello che spesso si dice (anche un po’ per moda ad essere onesti), l’Italia sia indietro in quanto a organizzazione di eventi. Conosciamo tantissimi ottimi promoter che si fanno sempre in quattro contro mille difficoltà per organizzare eventi e richiamare band che raramente raggiungono il nostro paese, e spesso non gli sono riconosciuti gli onori che meritano. Se c’è un punto su cui probabilmente l’Italia è indietro è quello delle strutture atte ad ospitare grandi eventi. Mi è rimasta molto impressa la struttura che ha ospitato l’edizione dell’Eindhoven Metal Meeting a cui abbiamo partecipato: un grandissimo edificio di 5 piani, molto attrezzato sia per quanto riguarda le due sale da concerto sia per i backstage. Forse qualche struttura in più di quel tipo ci farebbe comodo.

Tornando al vostro nuovo album, comporre gli undici brani di “Black Drapes For Tomorrow” è stato un lavoro collettivo o qualcuno di voi ha inciso maggiormente?

M: Come dicevo precedentemente, la composizione principale viene da Gabriele e Raffaele, che poi sottopongono a noi altri il materiale. Lo splendido lavoro sulle voci (pulite, armonizzate, growl e scream) e sui testi è interamente di Davide, mentre io e Emiliano ci occupiamo rispettivamente delle linee di basso e delle ritmiche di batteria.

Nel ringraziarti per la disponibilità, ci auguriamo di rivederci presto per parlare di un nuovo capitolo della vostra carriera. Come ogni cosa anche il metal si evolve, in futuro dovremmo aspettarci sorprese dai "Shores Of Null"?

M: Sicuramente l’intenzione è quella di andare avanti e cercare di salire sempre più di livello, sia per quanto riguarda le esibizioni live, sia riguardo la composizione. Non ci siamo mai posti delle linee guida a tavolino, la nostra composizione è sempre stata abbastanza istintiva, e sostanzialmente cerchiamo sempre di scrivere qualcosa che ci piacerebbe ascoltare…se segue questa semplice regola allora per noi va bene! Difficile quindi dire dove questo modo di scrivere ci porterà, speriamo di poterci togliere altre belle soddisfazioni. Grazie ancora a voi, e speriamo di risentirci presto.