Intervista Way Out (Riccardo Strizzi)

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Intervista Way Out (Riccardo Strizzi)

Nati nel 1980 in quel di Roma, i metaller Way Out, oltre a un paio di demo risalenti agli anni Ottanta a oggi vantano due sole uscite ufficiali: "We Are Ready” del 2014 e il recente "Wheel Of Time" - qui la recensione - ma il piglio è quello dei giorni migliori per cercare di recuperare il tempo perduto. Ne parliamo con Riccardo Strizzi, il frontman della band, un metallaro SPQR tutto d'un pezzo...

Buona lettura

Steven Rich    

 

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Riccà, come sei diventato un metallaro?

Non è stato un caso. Forse era già tutto segnato, ricordo che sin da piccolo cominciai ad apprezzare sonorità che all’epoca uscivano fuori dei canoni della musica leggera italiana e ben presto, intorno all’età di 12 – 13 anni iniziai ad ascoltare Pink Floyd, Genesis, Deep Purple, Led Zeppelin e tantissimi altri. Fu con l’uscita di” If you want blood” degli AC/DC che si scatenò in me quella malattia che ancora porto addosso e che esplose con la pubblicazione del primo disco degli Iron Maiden, “Iron Maiden”, per l’appunto e “Wheels of Steel” dei Saxon.

Quali le tue band di riferimento agli inizi?

Come già detto queste tre band sono per me state le fondamenta su cui poi ho costruito tutto il resto, iniziare con loro è stato naturale, a mio avviso basi di partenza ottime, vennero poi a seguire tutti gli altri gruppi, che facevano parte della scena heavy dell’epoca.

Spiega come nacquero i Way Out

La nascita dei Way Out risale al maggio del 1980, erano già due anni che con Riccardo Di Felice, il bassista (all’epoca tastierista), mio fratello Stefano Strizzi ed io ci dilettavamo a suonare insieme, avevamo anche scritto dei brani tendenti all’Hard Rock, una sorta di rock duro italiano, ma ripeto con l’avvento e l’acquisto di quei 3 magici dischi si scatenò subito in noi la voglia di cambiare radicalmente a partire dal nome che diventò subito Way Out.

Da dove scaturì?  

Fu mio cugino che all’epoca suonava la chitarra con noi a tirare fuori il nome Way Out e a noi piacque subito. Non era grintoso ma rispecchiava quello che volevamo fare, uscire dalla strada musicale italiana che all’epoca era seguita dalla massa. Volevamo imboccare la via del Rock n’ Roll.

 

Way Out (8)

Riccardo Strizzi

 

Cosa ti manca della Roma heavy metal degli anni Ottanta?

Lo spirito di aggregazione, il nascere tutti nello stesso momento, il sentirsi forti e diversi da come il mondo ci voleva, ma soprattutto il puzzo delle cantine dove provavamo.

In veste di cantante a quali frontman ti sei ispirato? 

Qui la risposta è facile: cominciai quando ancora non eravamo Way Out a cantare pezzi dei Deep Purple e dei Led Zeppelin, all’epoca facevamo molte cover di gruppi come loro. Gillan per me era il Top, fu un giorno in cui decidemmo di fare “Child in Time” ed ero curioso di vedere se la mia voce sarebbe arrivata a tanto che… sorpresa, riuscii a toccare quegli acuti con una facilità pazzesca. Indi mi dissi: “Perché allora non andare oltre a ciò che stavo facendo?”. Modificai il mio modo di cantare, ma il vero cambiamento arrivò quando misi sul piatto del giradischi “Unleashed in the East” dei mitici Judas Priest. Con Hallford fu amore al primo ascolto, rimasi letteralmente folgorato da lui e credo che oggi in parte si senta, anche se con il passare del tempo nell’impostazione credo che Bruce Dickinson abbia avuto la sua buona parte di influenza cosi come il buon Mr. Biff Byford.

Che riscontri sta ottenendo “Wheel Of Time”?

Ottimi, sono andati ben oltre le mie aspettative, io tendo sempre a minimizzare; credo sempre di poter far meglio o che quello che faccio magari piace solo a me, che il disco stia ottenendo riscontri ottimali lo misuriamo dagli attestati di stima che ci arrivano. La cosa bella è che molti comprano il disco e subito dopo il primo ascolto ci scrivono o  chiamano per farci i complimenti come se non si aspettassero un risultato del genere, è bello perché lo leggi nei loro occhi che gli è veramente piaciuto, stiamo anche vedendo che ai live il pubblico canta quei brani e la cosa ci riempie di orgoglio.

 

Copertina CD

Wheel Of Time, Way Out, 2018

 

Spiega i presupposti del vostro ritorno sulle scene con un disco nuovo di zecca…

Bè, diciamo che era ora, Andrea Ciccomartino insieme a Gianfranco Belisario ci riportarono sulla scena con una stampa su vinile di due nostri vecchi demo, ma adesso serviva roba nuova!

A tal proposito, cosa mi puoi dire di “We Are Ready” del 2014? 

E’ stato il disco della reunion, grazie a quel vinile siamo risaliti su un palco e la cosa ci è piaciuta. Rientrare in sala prove soprattutto in una vecchia sala rimasta come all’epoca con i suoi odori e le sue strutture ci ha tolto vent’anni anni riportandoci a dove eravamo rimasti. Sulla spinta di We Are Ready abbiamo ritrovato la nostra vecchia e cara vita: sembra che tutto quel tempo non sia mai passato, l’entusiasmo è ancora quello di una volta… insomma la ruota del tempo “Wheel of Time” ha ripreso a girare.

 

BAFFO JORG ZAPPIMBULSO

Giuseppe "Baffo Jorg" Zappimbulso, indimenticato agitatore della scena HM romana, scomparso nel 2012 a soli 55 anni 

 

Vai a ruota libera su ‘sti personaggi fondamentali per la scena della Capitale ma non solo…

Baffo Jorg – GRANDE, quando se ne è andato ho pianto, ci ha organizzato un sacco di concerti, credeva sempre in noi e durante i vent’anni di inattività quando lo incontravamo ci diceva sempre: ”Dai ricomponiamo ‘sti Way Out che vi ributto nella mischia”. Ha dato tanto a tutti e a tanti gruppi, INDIMENTICABILE!

Maurizio “Angus” BidoliUn amico, uno dei primi che ho conosciuto, oggi per me è l’icona del metal romano.

Andrea Ciccomartino -  Colui che ci ha ridato una nuova vita ed è un ottimo musicista.

Gianfranco Belisario - Dopo diverse incomprensioni per i nostri due difficili caratteri ci sta aiutando laddove noi non siamo capaci di arrivare… uno del gruppo, insomma, il sesto elemento.

Fernando RegaldoHo conosciuto poco Fernando, una brava persona con un gran cuore, di sicuro mancherà a molti. Avrei voluto frequentarlo di più…

 

Way Out (2)

Way Out, line-up 2018

 

Sempre tornando alle grandi band di Roma e dintorni, “spara” ricordi e aneddoti riguardo le seguenti realtà:

Raff – Per loro basta una sola definizione: la prima pietra! Siamo venuti tutti dopo, loro hanno dato il LA, il movimento nacque nella loro sala prove!

FingernailsQuanti concerti insieme, ricordo quello al Black Out con loro e I Raff, ci sentivamo emozionati a suonare con queste due grandi band.

MesserschmittLi stiamo conoscendo meglio ora, tra noi e loro sta nascendo una bella collaborazione. Sono sicuro che questo metodo darà i suoi frutti e ne beneficeremo entrambi.

AstarothGran bella band, conosciamo molto bene Max Cipicchia, peccato non abbiano avuto ciò che avrebbero meritato. Il grande Max resta sempre un mito, proprio pochi giorni fa ci siamo incontrati, ora sta suonando la batteria.

Miss Daisy - Ci hanno provato, hanno avuto il loro momento di gloria, peccato sia finito presto. Avevano dato una speranza a tutti I gruppi italiani, possedevano i numeri per rimanere lì sopra… peccato! Come per gli Astaroth avrebbero meritato di più.

Stiff – Una band di amici. Peccato non averci mai suonato insieme. Con Massimiliano Annibaldi abbiamo passato momenti ed estati fantastiche: era la punta di diamante di quel gruppo, ricordo quando al mare veniva solo al pomeriggio perché doveva farsi le sue otto ore di studio, questo la dice lunga sulle sue capacità.

Thunder - Anche con loro se la memoria non mi tradisce non abbiamo mai suonato, avevamo avuto la possibilità di farlo in quel concerto del Black Out con Raff e Fingernails, stavano in locandina poi all’ultimo furono sostituiti dai Random.

 

Way Out (5)

 

Come sta vivendo la tua città l’evidente calo di interesse per l’HM?

Non so come la vive la mia città ma io di certo la vivo male, non so quale possa essere la medicina giusta, Roma è una città troppo grande e sempre piena di locali e concerti. A volte spostarsi da una parte all’altra della città può essere impegnativo, a tal proposito volevo ringraziare Marco Fatini, colui che a Roma ha sostituito Baffo, si smazza per organizzare serate a tutti, oggi il suo Rometal che organizza ogni anno conta un numero infinito di band. Insomma grazie a lui ognuno di noi ha il suo momento di gloria in una città veramente difficile per il metal nostrano.

Bulldozer - Death SS -  Vanexa -  Vanadium – Extrema… - Tutte band che avrebbero meritato un successo internazionale ma hanno avuto la sfortuna di nascere in un Paese dove nessuno ha voluto investire seriamente in questa musica.

In qualità di esibizioni dal vivo con i Way Out, quali quelle che ricordi con più piacere e perché… 

Quella al 1° Italian Metal Day di Fossano fu per noi una bella esperienza, ricordo che portammo una ventina di demo-tape dopo la nostra esibizione e sparirono nell’arco di cinque minuti! Ne avessimo portati cento sarebbero volati via in un attimo! Peccato non aver avuto il senso degli affari… Ah,ah,ah!

Quale sinora la maggior soddisfazione da te raccolta in ambito hard’n’heavy?

Credo che aprire per le Girlschool sia stata una grande soddisfazione come lo è stato ricominciare a far vivere i Way Out.

Quale invece la maggior delusione?

Quella di non veder esplodere questo genere così bello, così impegnativo e direi anche dei più difficili e tecnici da interpretare.

Come Way Out fate parte della schiera di quelle band che NON vanno a vedere i concerti degli altri ma che pretendono viceversa partecipazione ai vostri? Come supportate, a vostro modo, la scena? 

Questo problema non ce lo poniamo o meglio a volte ci viene da pensare: “Ma se quelli di quel gruppo non li vedo mai ai miei concerti perché io dovrei andare al loro?”. Poi ti rendi conto che il concetto è sbagliato e lo accantoni perché poi pensi che la maggior parte di noi ha ormai una famiglia, dei figli, un lavoro che a volte non ti permette di far tardi. Spesso diventa difficile poter uscire e spendere soldi anche per una birra, insomma le problematiche al giorno d’oggi sono molte. Mettiamoci anche che siamo tanti a suonare e pochi ad ascoltare…

E’ ormai acclarato, per chi frequenta i concerti nel nostro Paese, che l’heavy metal – grosse band a parte, capaci di radunare folle oceaniche non solo di metallari – non attiri più il pubblico giovanile. Manca da tempo il ricambio generazionale, insomma. Tuoi pensieri e parole a riguardo, Riccardo…

Sono le case discografiche a fare le mode: oggi i ragazzi come da sempre accade le seguono, una volta ci inventavamo l’abbigliamento, oggi li vedi tutti vestiti uguali. Purtroppo dobbiamo prendere atto che questa generazione è molto diversa dalla nostra, non so se saranno migliori o peggiori di noi, magari musicalmente oggi non hanno molte occasioni come avevamo noi, però non li vedi neanche motivati per un ideale, sia esso politico o sociale. Credo che questo sia un momento di stallo come è spesso accaduto in altre epoche, staremo a vedere, noi a differenza loro dalla musica abbiamo avuto uno dei migliori periodi da poter vivere appieno.

 

Way Out (4)

 

Come ti immagini il panorama hard rock ed heavy metal fra dieci anni, quando anche qualcuna fra le big band avrà giocoforza abdicato?

Triste. Molto triste…

Che opinione hai delle riviste specializzate HM? Secondo te, le uniche due rimaste (Rock Hard e Classix Metal) avranno un futuro oppure no? 

Il loro futuro dipende dalla generazione che verrà, spero di sbagliarmi ma il mio pensiero è quello espresso prima. Comunque si tratta di due grandi riviste, che con tutti i problemi e le difficoltà dei giorni nostri riescono, insieme a tutti noi, a tenere alto quello che per noi è stato ed è vita! Perché, pensiamoci bene, proviamo ad auto porci questa domanda: “Come sarebbe stata e come sarebbe la nostra vita senza Heavy Metal???”.

Prossime mosse in casa Way Out?

Stiamo lavorando su nuovi pezzi, la mente geniale del nostro bassista Riccardo ha già sfornato un intero CD che sarà sicuramente più duro e metal ma soprattutto più fresco e diverso dal precedente. I pezzi secondo me sono fantastici ci sarà sicuramente da divertirsi. Poi vedremo nell’immediato se registrare un video

Concerti in vista?

A fine settembre con i Messerschmitt per la presentazione del loro nuovo album, poi vedremo se ci scapperà qualcosa di importante per quest’inverno. Ci sono delle possibilità per suonare fuori Roma ma è ancora presto per dirlo.

Spazio a disposizione per chiudere come meglio ti aggrada l’intervista, Riccardo…  

Prima di tutto ti ringrazio per l’intervista e saluto tutti i metallari che la leggeranno con la speranza di vedervi tutti ad un nostro concerto per una grande serata all’insegna del nostro vecchio e caro metal.

Poi vorrei ricordare che il nostro CD è disponibile anche in versione vinile ed è pubblicato e venduto dalla ACE Records Roma di Stefano Denni, chiunque lo volesse può andare nel suo negozio.

Per i cd o magliette potete andare sul nostro sito anche se una parte è in allestimento e contattarci

https://www.wayout.band/

 

Stefano "Steven Rich" Ricetti